4° Jukebox 2026 - Canzoni che ci hanno folgorato al primo ascolto

Minerva6

Monkey *MOD*
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Intanto ho cercato info sull'autore e sulla canzone in generale. Domani la ascolto e cerco pure il testo tradotto dal russo. Che coincidenza comunque, visto che sto leggendo proprio un romanzo russo che fu censurato.
 

Pnin

Well-known member
Secondo me perché ha capito che ami la musica "ricercata" (non mi viene un termine migliore) e sa che ti piace la letteratura russa 😉.
Ricercata a me??? Ma quando mai!?! 🤣🤣
Ad un orario più consono vi spiegherò come ho conosciuto questa canzone.
Intanto sono curiosa di sapere da @malafi se hai indovinato il perché lui ha indovinato 🤣
 

malafi

Well-known member
Ho pensato a Pnin perchè le piacciono i cantautori che parlano invece di fare melodia e questo è un genere dove chi 'canta' vuole lanciare messaggi e non fare musica.
 

Pnin

Well-known member
Ho pensato a Pnin perchè le piacciono i cantautori che parlano invece di fare melodia e questo è un genere dove chi 'canta' vuole lanciare messaggi e non fare musica.
Dipende dai cantautori. Sicuramente per le canzoni in italiano non riesco proprio a prescindere dal testo, mentre in tutte le altre lingue posso fregarmene bellamente e ciò che mi attrae sono le melodie e le voci.

Ochota na volkov è un caso del tutto particolare.
L'ho sentita per la prima volta a 10 anni. Scartabellando tra i 45 giri di mio nonno me ne capitò uno col titolo in cirillico e siccome, a differenza di Battiato, adoravo i cori russi, lo misi subito nel mio piccolo mangiadischi convinta di ascoltare le voci dell'Armata Rossa. Fui invece colpita da quel tono e quella voce come da un pugno nello stomaco. Inizialmente presi quasi paura, poi mi tolse il respiro, poi mi arrivò una stranissima sensazione di tragedia e disperazione che però da un lato mi piaceva (non ero una bambina molto solare 😅). Non capivo assolutamente cosa dicesse, ma mi sentivo molto coinvolta. Forse era un meccanismo un po' perverso, non so, ma era come se mi facesse male e bene contemporaneamente.
La ascoltai tante volte mentre nella mia mente vorticavano immagini struggenti di perseguitati, condannati a morte, rivoluzioni. Il nonno mi regalò il disco perché a lui non piaceva assolutamente, tampinai i miei per avere informazioni sull'autore e soprattutto sul testo e dopo aver saputo che parlava di lupi che venivano cacciati, la canzone entrò immediatamente nel podio delle mie preferite. Non mi interessava la metafora che conteneva. Era tragica, struggente, il perseguitato era un lupo: più che sufficiente a spiegarmi il perché l'istinto mi avesse portata immediatamente a empatizzare 🤣
 
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