Bradbury, Ray - Cento racconti

malafi

Well-known member
«I racconti sono qui. Ce ne sono cento, quasi quarant'anni della mia vita. Contengono metà delle verità sgradevoli sospettate a mezzanotte e metà di quelle gradevoli riscoperte a mezzogiorno». Con queste parole Ray Bradbury ha suggellato la sua prima imponente antologia di racconti, uscita nel 1980 da Knopf con il titolo «The stories of Ray Bradbury». Scelte e ordinate dall'autore, queste cento storie disegnano un percorso affascinante nella produzione di Bradbury, scrittore poliedrico e al tempo stesso fedelissimo alle sue passioni e all'idea di arte come suprema forma di felicità. Tra i racconti campeggia, anzitutto, la fantascienza - una "fantascienza umanistica" che diventa riflessione morale sul presente, di cui mette in luce le contraddizioni - ma non solo: accanto alle storie ambientate nello spazio troviamo quelle dedicate a una stirpe americana di vampiri, racconti di dinosauri, avventure di viaggiatori nel tempo, robot che si fingono esseri umani, zombie, scheletri, adolescenti assassini, fenomeni da baraccone. L'intero continente del fantastico è battuto palmo a palmo sullo sfondo di quella provincia americana delle small towns di cui Bradbury è stato impareggiabile cantore, feroce e nostalgico insieme.

Antologia (anzi: auto-antologia) ciclopica, oltre 1300 pagine che raccoglie tanta produzione di Bradbury.
Autore che si rivela (almeno a me che avevo letto solo Cronache marziane e Fahrenheit 451) poliedrico ed anche ottimo scrittore con prosa che sa essere, secondo i casi, descrittiva, introspettiva e capace di penetrare ed illustrare i più profondi sentimenti umani.
100 racconti sono tanti e dopo un po' subentra stanchezza: non noia, perchè c'è tantissima varietà, una varietà quasi infinita, ma dovere rientrare per 100 volte in personaggi nuovi è faticoso.
Provo ad elencare i miei preferiti, andando a ripescare nel GdL:
La sera
La terza spedizione
I terrestri
Caleidoscopio
Nessuna notte, nessun giorno
La città
Sfere di fuoco
Rumore di tuono
La sirena da nebbia
Ricamo
Le auree mele del sole
La centrale
L'emissario
Il meraviglioso abito color gelato alla panna
L'estate di Picasso:
Ghiaccio e fuoco
Le vacanze
La donna che urla
Il bambino del futuro
Le donne
Il pappagallo che conosceva papà Hemingway
Addio all'estate
 

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Parlare di un totale di 100 racconti è molto difficile. In tutte le raccolte c'è la storia che piace e quella di meno e, in percentuale, ho apprezzato molto di più i racconti "fantasy" rispetto a quelli di fantascienza. Sicuramente una lettura da affrontare un po' alla volta.
 

Pnin

Well-known member
Capisco il disagio di chi l'ha preso in biblioteca, perché è un libro difficile da gestire con una scadenza.

Per godermelo appieno l'ho preso a piccole dosi e mi è piaciuto tantissimo.
Avrei voluto fosse infinito.

Mischiando il fantastico di qualunque genere possibile con analisi psicologiche e introspezioni profonde ma mai noiose e confezionando il tutto attraverso una penna che definirei magica, Bradbury ci ha regalato un immenso vassoio di portate che mi erano diventate più indispensabili del caffè mattutino.

In questi racconti è evidente la sua necessità di creare, di buttar fuori quello che ha dentro, con un'urgenza creativa fatta di entusiasmo e perenne meraviglia.
Del resto lui stesso nell'introduzione spiega che sono i racconti a condurre lui e non viceversa e che lui va, segue il loro richiamo, come un ubriaco alla guida di una bicicletta.
Mi immagino fosse un uomo simpaticissimo.
Sicuramente era un uomo che ha mantenuto vivissima la capacità immaginativa dell'infanzia e questo me lo fa sentire molto vicino.
 
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