Io speriamo che me la cavo

DaneelOlivaw

I Robot
Sono passati quasi quarant'anni dalla pubblicazione di questo zibaldone tratto dai temi dei bimbi.
Ma secondo voi, ai giorni nostri sarebbe stato possibile pubblicarlo?
 

Meri

Viôt di viodi
Perchè? sono onesta non ho letto il libro, ma solo ho visto il film.
 

Carcarlo

Well-known member
Sono passati quasi quarant'anni dalla pubblicazione di questo zibaldone tratto dai temi dei bimbi.
Ma secondo voi, ai giorni nostri sarebbe stato possibile pubblicarlo?
uuuuhh, col politicamente corretto, libro e il film sarebbero stati verrebbe ampiamente sforbiciatoi.
 
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velvet

Well-known member
Anche io ho visto solo il film, e non ci trovo niente di politicamente scorretto, anzi, al contrario, in fondo sono tutti buoni e anche i meno buoni vengono riportati sulla retta via. Tutto è bene quel che finisce bene.

Comunque ero bambina e mi piaceva molto, carino divertente e attori molto bravi. Non lo rivedo da tanto.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ricordo che avevo letto il libro non so se prima o dopo aver visto il film. "Piaciutini" diciamo 1-2/5. Ma un po' troppo sdolcinati per me. Troppo alla volemose bene.

Secondo me lo scoglio di fare un libro così al giorno d'oggi sarebbe non tanto nel politicamente corretto, quanto nella povertà di pensiero e di linguaggio che hanno i ragazzini oggi. In quel libro c'era un sacco di strafalcioni, ma i bambini avevano voglia di scrivere, raccontare, esprimersi. Adesso non passano più attraverso la parola, quanto piuttosto attraverso le immagini.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ti dico che appunto oggi è saltato fuori che dobbiamo verbalizzare pure l'attività di formazione delle classi, che si è sempre fatta senza alcun verbale
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Verbale
Oggi, schiumando dal caldo, nei locali della sede, la commissione formazione classi ha messo Pinco insieme con Sempronio nella classe A e Pallo insieme con Pallino nella classe B perché avevano avanzato richiesta amicale reciproca.
Genoveffa non la vuole nessuno e nemmeno Anastasia quindi le mettiamo una in A e una in B.
E così via, fino ad esaurimento.
La commissione giura e spergiura con parola di lupetto col mignolo alzato che ha seguito i criteri della formazione classi inseriti nel PTOF a pag 987 e confermati dal collegio docenti in data 32 febbraio 2025.
Si allegano elenchi delle classi. Si allega schiumatura della commissione.
Lì, data. Firme
 
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DaneelOlivaw

I Robot
Utilità: "voglio sapere il nome della prof che ha messo il mio angioletto in questa classe di delinquenti!"

Il suddetto angioletto come minimo al grest ha dato fuoco alla sacrestia.
 

Carcarlo

Well-known member
Anche io ho visto solo il film, e non ci trovo niente di politicamente scorretto, anzi, al contrario, in fondo sono tutti buoni e anche i meno buoni vengono riportati sulla retta via. Tutto è bene quel che finisce bene.
Nel film viene adoperata la parola ricchione.
In un caso, quando un bambino spiega al maestro che mettersi l'orecchino da un lato è da uomini veri, mentre dall'altra...no.
In un altro, il maestro spiega che lui non è gay, che è sposato, anzi, che lui è normale (sic!).
Se oggi un insegnante fa vedere un film con questi dialoghi a scuola, scoppia una buridda.
Io sono contro la cancel culture, ma in questo caso farei un eccezione e ritoccherei i dialoghi per aggiornarlo, perchè è bello e per i bambini di quell'età, molto formativo.
Non dico che sia un film omofobo, nemmeno per sogno, è solo figlio di altri tempi.

Nel libro invece, non mi risulta che quei termini vengano adoperati, perciò applico la cancel culture al mio ultimo post e lo correggo!
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Non me lo ricordavo questo particolare.
Magari all'epoca non ci facevamo nemmeno caso.
Insomma, siamo venuti su con cartoni animati quali Occhi di gatto, Pollon ("sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria"), Lamù, Gigi la trottola ("voyeurismo mascherato da comicità"), Holly e Benji, sit com quali Arnold, Richard e Mildred, i Jefferson, i ragazzi della 3°C, programmi come drive in, non è la Rai.
Abbiamo subito traumi infantili. Adesso c'è Bing, noi abbiamo visto Artax morire nella palude della tristezza. Abbiamo imparato che Babbo Natale non esiste dall'inizio dei Gremlins. Abbiamo visto Labyrinth e il tempo delle mele senza parental control, pretty woman e dirty dancing sotto età, adesso sarebbero come minimo 16+.
Però secondo me quando questi temi ci hanno toccato ci eravamo già fatti gli anticorpi.
Un po' come le fiabe dei fratelli Grimm, quelle non edulcorate, che servivano per mettere in guardia i bambini affinché non si imbattessero in un orco o in un lupo cattivo.
Io sarei per meno parental control e più guardare le cose insieme genitori e figli.
 
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Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Ma lo sai che alcune cose che hai scritto io non me le ricordavo 🤔, tipo il ritornello di Pollon 😳 (quindi ignoravo assolutamente il riferimento alla droga, se ho capito bene) e non ricordavo di Babbo Natale nei Gremlins, forse perché l'ho visto una volta sola. Ho adorato Labyrint di cui ho letto anche il libro, Il tempo delle mele 1 e 2, visto e rivisto, Pretty Woman, Dirty Dancing idem. De La storia infinita ricordo meglio la canzone del film (infatti ho dovuto cercare chi fosse Artax ☺️). Però conosco quasi a memoria I Goonies.
Ho letto pure io le favole di Grimm in versione originale, se ricordo bene con la traduzione di Gramsci.
Per tornare in tema 3d posso dire che io ho visto solo il film ma non lo ricordo bene. Sulle parole "forti" usate all'epoca condivido il pensiero già esposto da @Pnin in un'altra discussione, se domani la trovo copio il link. Così evito di dirlo a parole mie, con questo caldo non ci riuscirei 🤷.
 

Pnin

Well-known member
Sulle parole "forti" usate all'epoca condivido il pensiero già esposto da @Pnin in un'altra discussione, se domani la trovo copio il link.
Grazie, sarei curiosa di rileggermi perché non ricordo cosa ho scritto né dove 😂
Di Io speriamo che me la cavo ho letto il libro, che ai tempi avevo trovato carino ma nulla più, ma non ho visto il film.
Riguardo la domanda iniziale di @DaneelOlivaw credo che l'unica frase che ricordo del libro oggi non l'avrebbero fatta passare. Parlando della fame nel mondo un bambino scriveva essere un grave problema per l'India, l'Africa e la Basilicata.
Troppo offensiva per gli abitanti della Basilicata secondo la totale mancanza di autoironia della cultura corrente
 

Carcarlo

Well-known member
Sulle parole "forti" usate all'epoca condivido il pensiero già esposto da @Pnin in un'altra discussione, se domani la trovo copio il link. Così evito di dirlo a parole mie, con questo caldo non ci riuscirei 🤷.

Grazie, sarei curiosa di rileggermi perché non ricordo cosa ho scritto né dove 😂

Siete messe bene.
Quando volete vi organizziamo una partita a tombola ripetendo tre volte ogni numero e dandovi la possibilità di chiedere quattro volte se è uscito il 18 . ;)
 

velvet

Well-known member
Nel film viene adoperata la parola ricchione.
In un caso, quando un bambino spiega al maestro che mettersi l'orecchino da un lato è da uomini veri, mentre dall'altra...no.
In un altro, il maestro spiega che lui non è gay, che è sposato, anzi, che lui è normale (sic!).
Se oggi un insegnante fa vedere un film con questi dialoghi a scuola, scoppia una buridda.
Io sono contro la cancel culture, ma in questo caso farei un eccezione e ritoccherei i dialoghi per aggiornarlo, perchè è bello e per i bambini di quell'età, molto formativo.
Non dico che sia un film omofobo, nemmeno per sogno, è solo figlio di altri tempi.
Non ci avevo pensato, all'epoca queste cose non si notavano.
Quindi a scuola in effetti no ma a casa glielo lasciamo guardare con qualche spiegazione aggiuntiva :)
 

velvet

Well-known member
A casa abbiamo l'abbonamento a Disney e i cartoni animati più vecchiotti iniziano con un disclaimer del tipo "Questo programma include stereotipi e rappresentazioni negative e/o offese di persone e culture".
Ad esempio Il libro della giungla, Peter Pan, Gli aristogatti..
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ma lo sai che alcune cose che hai scritto io non me le ricordavo 🤔, tipo il ritornello di Pollon 😳 (quindi ignoravo assolutamente il riferimento alla droga, se ho capito bene) e non ricordavo di Babbo Natale nei Gremlins, forse perché l'ho visto una volta sola. Ho adorato Labyrint di cui ho letto anche il libro, Il tempo delle mele 1 e 2, visto e rivisto, Pretty Woman, Dirty Dancing idem. De La storia infinita ricordo meglio la canzone del film (infatti ho dovuto cercare chi fosse Artax ☺️). Però conosco quasi a memoria I Goonies.
Ho letto pure io le favole di Grimm in versione originale, se ricordo bene con la traduzione di Gramsci.
Per tornare in tema 3d posso dire che io ho visto solo il film ma non lo ricordo bene. Sulle parole "forti" usate all'epoca condivido il pensiero già esposto da @Pnin in un'altra discussione, se domani la trovo copio il link. Così evito di dirlo a parole mie, con questo caldo non ci riuscirei 🤷.
A suo tempo Labyrinth mi era piaciuto così tanto che lo riguardavo ogni volta che lo passavano in TV. Però mi ricordo che, pur avendo 11 anni, mi metteva addosso una certa angoscia: in fondo, è la storia di un adulto che cerca di plagiare e manipolare una ragazzina.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Nei Gremlins invece, la rivelazione che smantella il mito di Babbo Natale è affidata a una delle scene più celebri, spiazzanti e nere della pellicola.
Uno dei due personaggi principali spiega il motivo per cui odia il Natale. Da bambina, all'età di nove anni, smise di credere in Babbo Natale quando suo padre scomparve improvvisamente durante la vigilia. Trascorsi giorni di angosciante ricerca, i pompieri dovettero sfondare il camino della sua casa. All'interno della canna fumaria trovarono il corpo senza vita del padre: era travestito da Babbo Natale, con il sacco dei regali pieno, ed era morto sul colpo dopo esserci scivolato dentro e essersi rotto il collo.
Lo stesso Steven Spielberg voleva tagliare questo dialogo ma il regista si oppose perché aveva quel tocco nero, horror grottesco, che caratterizza la pellicola.
Io avevo 9 anni. Non credevo già più a babbo natale (anzi forse non ci avevo mai creduto) ma la cosa mi rimase impressa


Al giorno d'oggi sarebbero almeno 13+ e quindi non li avrei guardati.
 
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