Ho finito di leggere
La leggenda dei monti naviganti di Rumiz.
Per quanto io sia una lettrice soprattutto di romanzi, frequentando poco saggistica, memoir e altri generi, devo dire che il libro non mi è dispiaciuto. Certo alcuni passaggi li ho trovati un po' noiosi, tipo le indicazioni stradali, però mi sono piaciuti molto gli incontri che l'autore fa nel corso del viaggio, in particolare quello con il mio amato Rigoni Stern.
Confesso inoltre di aver preferito la parte sugli Appennini rispetto a quella sulle Alpi, forse perché i primi sono più solitari e sorprendenti rispetto alle turistiche Alpi.
Mi è piaciuta in particolare la parte sulla "transumanza dimenticata" (definizione mia) relativa all'Abruzzo e al Molise.
In Calabria sulla strada, come in politica, non esistono destra e sinistra. C'è solo un grande centro. Prendi un senso unico. I napoletani invaderebbero tutte le corsie, marciapiedi inclusi. Il calabrese no, viaggia imperterrito sulla mezzaria. Si lascia sempre larghi spazi ai lati, per decidere all'ultimo momento dove buttarsi.
Io sono calabrese, ma non guido perciò non so se la frase corrisponde al vero, in quanto alla metafora politica ci ha preso in pieno

, purtroppo