94° Poeticforum - Le poesie che amiamo

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Mi colpiscono sempre queste poesie un po' bizzarre e forse l'ho scelta soprattutto perché mi sarebbe piaciuto leggere i vostri commenti.
In realtà però rileggendola non c'è molto da dire, non credo abbia un significato nascosto. Però è vivace, ricca di dettagli fantasiosi e poi mi piace l'idea di finire la vita contenti e insieme alla persona amata. Mi fa ridere e venire il buon umore.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ultima preghiera

Anima mia, fa' in fretta.
Ti presto la bicicletta,
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare.

Arriverai a Livorno,
vedrai, prima di giorno.
Non ci sarà nessuno
ancora, ma uno
per uno guarda chi esce
da ogni portone, e aspetta
(mentre odora di pesce
e di notte il selciato)
la figurina netta,
nel buio, volta al mercato.

Io so che non potrà tardare
oltre quel primo albeggiare.
Pedala, vola. E bada
(un nulla potrebbe bastare)
di non lasciarti sviare
da un'altra, sulla stessa strada.

Livorno, come aggiorna,
col vento una torma
popola di ragazze
aperte come le sue piazze.
Ragazze grandi e vive
ma, attenra!, così sensitive
di reni (ragazze che hanno,
si dice, una dolcezza
tale nel petto, e tale
energia nella stretta)
che, se dovessi arrivare
col bianco vento che fanno,
so bene che andrebbe a finire
che ti lasceresti rapire.

Mia anima, non aspettare,
no, il loro apparire.
Faresti così fallire
con dolore il mio piano,
ed io un'altra volta Annina,
di tutte la più mattutina,
vedrei anche a te sfuggita,
ahimè, come già alla vita.

Ricordati perché ti mando;
altro non ti raccomando.
Ricordati che ti dovrà apparire
prima di giorno, e spia
(giacché, non so più come,
ho scordato il portone)
da un capo all'altro la via,
da Cors'Amedeo al Cisternone.

Porterà uno scialletto
nero, e una gonna verde.
Terrà stretto sul petto
il borsellino, e d'erbe
già sapendo e di mare
rinfrescato il mattino,
non ti potrai sbagliare
vedendola attraversare.

Seguila prudentemente,
allora, e con la mente
all'erta. E, circospetta,
buttata la sigaretta,
accòstati a lei soltanto,
anima, quando il mio pianto
sentirai che di piombo
è diventato in fondo
al mio cuore lontano.

Anche se io, così vecchio,
non potrò darti mano,
tu mòrmorale all'orecchio
(più lieve del mio sospiro,
messole un braccio in giro
alla vita) in un soffio
ciò ch'io e il mio rimorso,
pur parlassimo piano,
non le potremmo mai dire
senza vederla arrossire.

Dille chi ti ha mandato:
suo figlio, il suo fidanzato.
D'altro non ti chiedo.
Poi va' pure in congedo.

Giorgio Caproni -Il seme del piangere, Garzanti, 1959


Questa è la prossima poesia.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Inserisco la prossima poesia, ma ricordatevi che potete sempre commentarle tutte.

Consigli pratici per la fine del mondo di Andrew Faber

Se proprio deve finire tutto facciamo
che finisce di martedì
che è un giorno inutile
senza pretese.

Niente meteore drammatiche
o alieni con le astronavi lucide.
Facciamo che semplicemente
i semafori diventano tutti viola
i gatti iniziano a parlare francese
e le persone si rendono conto
che le sedie da cucina
hanno sempre avuto cinque gambe.

Tu nel dubbio stringimi la mano
oppure passami il formaggio
che se dobbiamo sparire nell’iperspazio
almeno lo facciamo a stomaco pieno
e senza fare troppe scene.
Credevo di aver risposto e invece no. Mi sono un po' persa nel tenere dietro alle poesie sta volta. Questa mi ha colpito perche strana e ironica. Facciamo che tutto finisce di martedì e senza troppi effetti speciali, magari a stomaco pieno.
Mi piace quest'immagine che ridimensiona una cosa epocale come un'eventuale fine del mondo.
Però "tu nel dubbio stringimi la mano".
Ecco di fronte a tutto, dammi sostegno. In sostanza, una richiesta di solidarietà, ecco cosa può anche essere un amore
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Ultima preghiera

Anima mia, fa' in fretta.
Ti presto la bicicletta,
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare.

Arriverai a Livorno,
vedrai, prima di giorno.
Non ci sarà nessuno
ancora, ma uno
per uno guarda chi esce
da ogni portone, e aspetta
(mentre odora di pesce
e di notte il selciato)
la figurina netta,
nel buio, volta al mercato.

Io so che non potrà tardare
oltre quel primo albeggiare.
Pedala, vola. E bada
(un nulla potrebbe bastare)
di non lasciarti sviare
da un'altra, sulla stessa strada.

Livorno, come aggiorna,
col vento una torma
popola di ragazze
aperte come le sue piazze.
Ragazze grandi e vive
ma, attenra!, così sensitive
di reni (ragazze che hanno,
si dice, una dolcezza
tale nel petto, e tale
energia nella stretta)
che, se dovessi arrivare
col bianco vento che fanno,
so bene che andrebbe a finire
che ti lasceresti rapire.

Mia anima, non aspettare,
no, il loro apparire.
Faresti così fallire
con dolore il mio piano,
ed io un'altra volta Annina,
di tutte la più mattutina,
vedrei anche a te sfuggita,
ahimè, come già alla vita.

Ricordati perché ti mando;
altro non ti raccomando.
Ricordati che ti dovrà apparire
prima di giorno, e spia
(giacché, non so più come,
ho scordato il portone)
da un capo all'altro la via,
da Cors'Amedeo al Cisternone.

Porterà uno scialletto
nero, e una gonna verde.
Terrà stretto sul petto
il borsellino, e d'erbe
già sapendo e di mare
rinfrescato il mattino,
non ti potrai sbagliare
vedendola attraversare.

Seguila prudentemente,
allora, e con la mente
all'erta. E, circospetta,
buttata la sigaretta,
accòstati a lei soltanto,
anima, quando il mio pianto
sentirai che di piombo
è diventato in fondo
al mio cuore lontano.

Anche se io, così vecchio,
non potrò darti mano,
tu mòrmorale all'orecchio
(più lieve del mio sospiro,
messole un braccio in giro
alla vita) in un soffio
ciò ch'io e il mio rimorso,
pur parlassimo piano,
non le potremmo mai dire
senza vederla arrossire.

Dille chi ti ha mandato:
suo figlio, il suo fidanzato.
D'altro non ti chiedo.
Poi va' pure in congedo.

Giorgio Caproni -Il seme del piangere, Garzanti, 1959


Questa è la prossima poesia.
Se nella poesia di Pascoli la bicicletta serve per fare un viaggio lineare nel tempo che scorre dall'alba alla notte e si fa metafora dell'intero arco della vita, in questa poesia di Caproni c'è un cortocircuito spazio-temporale.
La bicicletta fa da supporto all'anima del poeta per tornare indietro nel tempo a quando sua mamma Anna era ragazza. In questo viaggio temporale nel passato i ruoli si invertono e il Caproni adulto, maturo, ormai vecchio, fattosi anima che sospira cerca la madre ragazza per portarle un messaggio doloroso di rimorso.
Non ci è dato sapere il tema di questo dolore, forse il rimorso del non detto, di quello che nel quotidiano, sopraffatti dalla trivialità della vita, si dà per scontato ma che è il nocciolo del rapporto d'amore fra genitore e figlio.
 

Madhumaya

Scrittore e poeta
Ultima preghiera

Anima mia, fa' in fretta.
Ti presto la bicicletta,
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare.

Arriverai a Livorno,
vedrai, prima di giorno.
Non ci sarà nessuno
ancora, ma uno
per uno guarda chi esce
da ogni portone, e aspetta
(mentre odora di pesce
e di notte il selciato)
la figurina netta,
nel buio, volta al mercato.

Io so che non potrà tardare
oltre quel primo albeggiare.
Pedala, vola. E bada
(un nulla potrebbe bastare)
di non lasciarti sviare
da un'altra, sulla stessa strada.

Livorno, come aggiorna,
col vento una torma
popola di ragazze
aperte come le sue piazze.
Ragazze grandi e vive
ma, attenra!, così sensitive
di reni (ragazze che hanno,
si dice, una dolcezza
tale nel petto, e tale
energia nella stretta)
che, se dovessi arrivare
col bianco vento che fanno,
so bene che andrebbe a finire
che ti lasceresti rapire.

Mia anima, non aspettare,
no, il loro apparire.
Faresti così fallire
con dolore il mio piano,
ed io un'altra volta Annina,
di tutte la più mattutina,
vedrei anche a te sfuggita,
ahimè, come già alla vita.

Ricordati perché ti mando;
altro non ti raccomando.
Ricordati che ti dovrà apparire
prima di giorno, e spia
(giacché, non so più come,
ho scordato il portone)
da un capo all'altro la via,
da Cors'Amedeo al Cisternone.

Porterà uno scialletto
nero, e una gonna verde.
Terrà stretto sul petto
il borsellino, e d'erbe
già sapendo e di mare
rinfrescato il mattino,
non ti potrai sbagliare
vedendola attraversare.

Seguila prudentemente,
allora, e con la mente
all'erta. E, circospetta,
buttata la sigaretta,
accòstati a lei soltanto,
anima, quando il mio pianto
sentirai che di piombo
è diventato in fondo
al mio cuore lontano.

Anche se io, così vecchio,
non potrò darti mano,
tu mòrmorale all'orecchio
(più lieve del mio sospiro,
messole un braccio in giro
alla vita) in un soffio
ciò ch'io e il mio rimorso,
pur parlassimo piano,
non le potremmo mai dire
senza vederla arrossire.

Dille chi ti ha mandato:
suo figlio, il suo fidanzato.
D'altro non ti chiedo.
Poi va' pure in congedo.

Giorgio Caproni -Il seme del piangere, Garzanti, 1959
Mi ha colpito la leggerezza con cui Caproni riesce a parlare di qualcosa di dolorosissimo. Quella bicicletta, Livorno all’alba, la madre ancora ragazza… sembra quasi una scena semplice, quotidiana, e invece sotto c’è un dolore enorme. Bellissima.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ma questa poesia è stupenda!! Pure il plot twist finale :mrgreen: Così lieve e delicata, un argomento così doloroso trattato quasi con una dolce ironia.
Quando parla di sofferenza io ho pensato sia dovuta al distacco da lei, la madre.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
E passiamo alla poesia in spagnolo di Borges!

Es el amor. Tendré que ocultarme o huir.
Crecen los muros de su cárcel, como en un sueño atroz.
La hermosa máscara ha cambiado, pero como siempre
es la única. ¿De qué me servirán mis talismanes:
el ejercicio de las letras, la vaga erudición, el aprendizaje
de las palabras que usó el áspero Norte para cantar sus
mares y sus espadas, la serena amistad, las galerías de
la Biblioteca, las cosas comunes, los hábitos, el joven
amor de mi madre, la sombra militar de mis muertos,
la noche intemporal, el sabor del sueño?
Estar contigo o no estar contigo es la medida de mi tiempo.
Ya el cántaro se quiebra sobre la fuente, ya el hombre se
levanta a la voz del ave, ya se han oscurecido los que
miran por las ventanas, pero la sombra no ha traído la paz.
Es, ya lo sé, el amor: la ansiedad y el alivio de oír tu voz,
la espera y la memoria, el horror de vivir en lo sucesivo.
Es el amor con sus mitologías, con sus pequeñas magias inútiles.
Hay una esquina por la que no me atrevo a pasar.
Ya los ejércitos me cercan, las hordas.
(Esta habitación es irreal, ella no la ha visto)
El nombre de una mujer me delata.
Me duele una mujer en todo el cuerpo.

Dal libro El oro de los tigres (1972)


Traduzione fatta da AI :mrgreen: (meno musicale dell'originale...)

È l'amore. Dovrò nascondermi o fuggire. Crescono le mura della sua prigione, come in un incubo atroce. La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l'unica. A che mi serviranno i miei talismani: l'esercizio delle lettere, la vaga erudizione, l'apprendimento delle parole che l'aspro Nord usò per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, le abitudini, il giovane amore di mia madre, l'ombra militare dei miei morti, la notte intemporale, il sapore del sogno? Essere con te o non essere con te è la misura del mio tempo. Oramai il brocca si spezza sulla fonte, oramai l'uomo si alza alla voce dell'uccello, oramai si sono oscurati quelli che guardano dalle finestre, ma l'ombra non ha portato la pace. È, lo so bene, l'amore: l'ansia e il sollievo di sentire la tua voce, l'attesa e la memoria, l'orrore di vivere d'ora in avanti. È l'amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili. C'è un angolo per il quale non oso passare. Oramai gli eserciti mi accerchiano, le orde. (Questa stanza è irreale, lei non l'ha vista) Il nome di una donna mi tradisce. Mi fa male una donna in tutto il corpo.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
L'ho appena letta, prima l'originale e poi la traduzione di AI, e quest'ultima è bruttissima! E' proprio una traduzione letterale che non provoca nessun impatto emotivo, almeno in me. Se l'AI per certe cose può sostituire l'essere umano, di sicuro non può farlo nell'arte, in questo caso nella poesia.
Consiglio di soffermarsi sull'originale controllando le parole che non si conoscono nella traduzione, che per questo sì, è utile.
E' una poesia molto passionale, parla di un amore ossessivo, di una persona che non può vivere senza l'altra e ha orrore di un futuro senza di lei, nonostante il bagaglio di affetti, esperienze e ricordi che si porta dietro. L'ombra, il buio non porta sollievo all'insonne poeta.
La lingua spagnola è molto musicale e trasuda passione.
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Ed ecco l'ultima perla di questo Poeticforum...

"Amami quando meno me lo merito, perché sarà quando più ne avrò bisogno."

Catullo
 
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