Rosso Panarea rovescia l’immaginario turistico delle Eolie, mettendo in luce gli aspetti più oscuri e conferma Giorgio Garbo come uno dei grandi protagonisti del noir contemporaneo.
Un noir mediterraneo che intreccia l’indagine classica al racconto dei nostri tempi, affrontando la misoginia online, i femminicidi come fenomeno sistemico e il ruolo centrale giocato dai media nella spettacolarizzazione della cronaca nera.
Un mese dopo i fatti di Giallo Lipari, l’azione si sposta a Panarea, l’isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Dopo un evento di beneficenza, viene ritrovato il corpo di Amodie, giovane modella all’apice della notorietà. Il suo corpo giace su una spiaggia: non è un gesto impulsivo, ma il primo atto di un macabro rituale. A condurre l’indagine è l’ispettore Giorgio Garbo, milanese trasferito alle Eolie, un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L’inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell’isola, tra influencer, giornalismo d’assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in una merce da sfruttare. Il cuore oscuro del romanzo apre le porte dei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa.
COMMENTO:
Certi libri sono importanti e meritano di essere letti. Non perché siano particolarmente belli o abbiano qualcosa di unico, ma perché si fanno carico di parlare di cose di cui troppi parlano senza essere ascoltati, di denunciare pericoli che non ci possiamo permettere di sottovalutare e che pure vengono sottovalutati ogni giorno. Questo libro di bello non ha tanto la trama, quanto le ambientazioni, le descrizioni, le interrelazioni fra i personaggi, ma soprattutto la scrittura del suo autore, che ai miei occhi è ciò che lo salva dalla mediocrità di tutti i gialli letti in fretta e presto dimenticati.
Un noir mediterraneo che intreccia l’indagine classica al racconto dei nostri tempi, affrontando la misoginia online, i femminicidi come fenomeno sistemico e il ruolo centrale giocato dai media nella spettacolarizzazione della cronaca nera.
Un mese dopo i fatti di Giallo Lipari, l’azione si sposta a Panarea, l’isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Dopo un evento di beneficenza, viene ritrovato il corpo di Amodie, giovane modella all’apice della notorietà. Il suo corpo giace su una spiaggia: non è un gesto impulsivo, ma il primo atto di un macabro rituale. A condurre l’indagine è l’ispettore Giorgio Garbo, milanese trasferito alle Eolie, un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L’inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell’isola, tra influencer, giornalismo d’assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in una merce da sfruttare. Il cuore oscuro del romanzo apre le porte dei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa.
COMMENTO:
Certi libri sono importanti e meritano di essere letti. Non perché siano particolarmente belli o abbiano qualcosa di unico, ma perché si fanno carico di parlare di cose di cui troppi parlano senza essere ascoltati, di denunciare pericoli che non ci possiamo permettere di sottovalutare e che pure vengono sottovalutati ogni giorno. Questo libro di bello non ha tanto la trama, quanto le ambientazioni, le descrizioni, le interrelazioni fra i personaggi, ma soprattutto la scrittura del suo autore, che ai miei occhi è ciò che lo salva dalla mediocrità di tutti i gialli letti in fretta e presto dimenticati.