Petri, Elio - La decima vittima

Carcarlo

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Il film potete vederlo cliccando su:

Copio e incollo da https://it.wikipedia.org/wiki/La_decima_vittima

La decima vittima è un film del 1965 diretto da Elio Petri.

Tratto dal breve racconto di fantascienza La settima vittima (Seventh Victim) di Robert Sheckley, interpretato da Marcello Mastroianni, Ursula Andress ed Elsa Martinelli. Il film si avvalse di sceneggiatori come Ennio Flaiano e Tonino Guerra.
Tra la commedia e il dramma, il giallo e la satira, la pellicola rientra nel cinema italiano di fantascienza. Rifacendosi alla tradizione della commedia all'italiana, fu ritenuta "traditrice" dello spirito del soggetto originale. Il film è rimasto un'opera unica nella sua epoca, per la particolare colonna sonora e le suggestioni visive, tra il surrealismo, la pop art e l'arte concettuale.

Trama
Marcello Mastroianni - sullo sfondo Opera di Alberto Biasi del "Gruppo N"
In un futuro prossimo, al fine di contenere l'aggressività e la violenza, onde scongiurare qualsiasi germe di un eventuale conflitto bellico, è stata istituita una competizione a livello mondiale chiamata la Grande caccia, che conferisce ai propri iscritti la licenza di uccidere.
Un computer designa delle coppie di partecipanti, nel ruolo di Cacciatore e di Vittima. Il superstite di dieci competizioni, svolte alternativamente nell'uno e nell'altro ruolo, entra nel Dechaton, riscuotendo un cospicuo premio in denaro, con fama, onore e privilegi.
La giovane statunitense Caroline Meredith, aspirante all'ambito titolo, deve eliminare la sua ultima vittima, il bonario Marcello Poletti. Quest'ultimo, reduce a sua volta da sei competizioni, senza dimostrare particolari capacità o impegno, è preso piuttosto dai problemi familiari, come liberarsi dell'avida moglie Lidia e dell'oppressiva amante Olga.
Ursula Andress - sullo sfondo Opera di Alberto Biasi del "Gruppo N"
Caroline è seguita da una troupe televisiva con tanto di sponsor, in una sorta di reality show. La donna rintraccia Marcello ma non intende ucciderlo subito, in quanto ha concordato con lo sponsor e la troupe un'eliminazione nella cornice del Foro Romano.
Caroline così si spaccia per una giornalista, inscenando un'intervista in un bar panoramico dell'EUR. L'uomo tuttavia si dimostra subito sospettoso e l'abbandona. La ragazza ne è comunque affascinata e lo pedina, indagando sulla sua vita privata e le sue strane abitudini.
Marcello si convince che ella sia la sua cacciatrice ma il timore di uno spiacevole errore di persona - che gli costerebbe una lunga condanna per omicidio non autorizzato - e una crescente attrazione per lei, lo inducono a desistere.
La vicenda ha termine nel luogo designato ma una serie di errori grotteschi e di colpi di scena, tra i quali l'irruzione della moglie Lidia e dell'amante Olga, smorza tra i due ogni intento omicida. Non resta che abbandonare la Caccia e fuggire in aereo.
 

Carcarlo

Well-known member
Era un film ipermoderno nel 1965, perciò assume quell'aspetto che, per me, è inguardabile :rolleyes: a distanza di 60 anni.
Mi fa sentire a disagio, come se fossi in una di quelle mostre di modernariato piena di sedie dove però non sai dove sederti.
Però, visto che mi piace il cinema e soprattutto Elio Petri, faccio uno sforzo e cerco di guardarlo comunque. :)

L'idea di un mondo dove l'omicidio è ammesso come gioco sociale per scaricare le ansie non è più una trovata molto originale, ma forse all'epoca lo era. L'idea che però tutto diventi una specia di social con tanto di sponsor, all'epoca doveva essere comunque rivoluzionario, perciò, se non altro per questo, merita.

Meritano la tinta bionda e gli occhiali di Mastroianni, come l'orologio sopra il polsino, che fa tanto pensare a lapo elkann, alla sua specie di famiglia e ridere.

Gli attori non sono un gran che, diciamo la verita, nemmeno Mastroianni, ma forse è anche colpa dello sfondo freddo e impersonale.

A metà film, la storia diventa fiacca, anche se poi riprende leggermente (quando Ursula Andress fa per spogliarsi). Dai, facciamo uno sforzo e diciamo che ormai siamo abituati a film dalla trama troppo veloce, ok?

La fine del film è da abbasssare la testa e coprirsi il volto con le mani, per ritirarla su e dire - ma dai! No, ma che roba è? Nemmeno in Terence Hill! - Però, va detto, venne imposta dalla produzione al regista, che magari (penso io) avrebbe preferito ammazzare tutti come in Todo Modo, e avrebbe fatto bene.

A Todo modo volevo dare 11/10, ma non ho potuto, perciò gli ho dato 10/10 e me ne sono tenuto uno di resto, che gli do adesso così va a 6/10 e prende la sufficienza. ;)
 
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