MaxCogre
Well-known member
Giuliana ci racconta della sua adolescenza agiata e età adulta impegnata nella sicilia dal dopoguerra agli anni 80. Dopo gli studi si forma un cenacolo di intellettuali che convergono a Palermo, tutti comunisti, e nella fattispecie Giuliana attivista e poi giornalista dell’ “Ora”, il marito storico, e su tutti Rocchi, dirigente della sezione Trapanese del PCI. I giovani sono partecipi di un grande entusiasmo, e tramano per un cambiamento radicale della società. Tanto più grande è lo scontro con la realtà di un popolo che nel dna, come dice Giuliana, ha incisa la regola dell’ingiustizia: sfruttamento e clientelismo. La sconfitta cocente sarà vedere come alla fatica enorme di instillare una piccola coscienza di classe, una idea di giustizia, corrisponderà la facilità come tutto questo viene spazzato via con l’imbarbarimento degli anni 80. E a questa sconfitta corrisponderà fatalmente la morte del Rocchi per causa di un tumore, e nonostante le cure fatte a Ginevra. La famiglia di amici si stringe attorno a Rocchi fino all’ultimo, il quale cercherà di non perdere la sua vivacità intellettuale e il suo umorismo e acume, e anche la accomunante ricerca del piacere. Gli amici daltronde, amandolo molto, faranno di tutto perchè il Rocchi, ancorchè menomato, sofferente, continui ad essere il centro e l’ospite delle loro furiose, appassionate, divertenti e colte discussioni, dove si costruisce assieme il senso del dipanarsi delle rispettive esistenze. Ecco, direi che questo è sì, un libro che parla di 40 anni di storia politica (romanzo civile) e della sicilia, ma soprattutto è un libro che dimostra la profonda somiglianza della amicizia, quando è vera in questo modo, con l’amore. E come entrambi si basino sul riconoscimento di qualcosa di profondo che lega gli amici e gli amanti, lo stesso modo di vivere, di ‘esistere’, a discapito della differenza delle inclinazioni, e anche addirittura del mutamento di carattere che può sopravvenire per i casi della vita. Insomma non invidio a Giuliana il contrappasso della sconfitta politica ed umana, nè la prematura perdita col Rocchi di un pezzo della propria stessa vita, ma di aver trovato in carne ed ossa il senso della parola amicizia, glielo invidio proprio.