P
ParallelMind
Guest
perché c'è tanta roba da leggere
Ultima modifica:
Fantastica l'idea!! Magari in un futuro raduno di Forum si proporrà la formula "pasticcini e thè"E devo dire che sono stata molto soddisfatta! L'unica cosa che manca rispetto a quelli dal vivo è la riunione con il tè ed i pasticcini...:sbav::wink:
Per frequentare un luogo popolato da persone a cui non devo spiegare il valore della sensibilità.
Per frequentare un luogo popolato da persone a cui non devo spiegare il valore della sensibilità.
visto che mi hai messo il like nell'altro topic, ti rispondo personalmente :wink:
ovviamente la sensibilità non è un difetto, ero ironica. solo che spesso non tutti riescono a comprenderlo...
Che bel pensiero che hai espresso, lo condivido in pieno.
Sì, la sensibilità comporta un prezzo da pagare ma penso che nessuno di "noi" (inteso come noi utenti del forum) farebbe cambio con una più comoda superficialità![]()
Per frequentare un luogo popolato da persone a cui non devo spiegare il valore della sensibilità.
Davvero complimenti, quoto pienamente
io mi sono iscritto perchè tra i miei amici non c'è quasi nessuno che legge e avevo voglia di parlarne con qualcuno...io amo leggere![]()
Non so se conosci Dino Buzzati, io lo adoro, le sue opere non sono propriamente tragiche, ma visto che hai citato Kafka, gli si avvicina molto, tanto che molta parte della critica lo definì il Kafka italiano (anche se lui affermò sempre l'originalità del suo stile).Verissimo, concordo con praticamente tutte le motivazioni che ho letto. Ho scelto questo forum dopo attenta comparazione perché si respira un clima gentile: vedo pareri anche critici che però sono espressi sempre con rispetto, e in generale sento un clima di tolleranza, di scambio di opinioni e di passioni, e credo che questo sia merito degli admin e... anche dei libri. L'amore dei libri, dei romanzi, della letteratura, secondo me facilmente porta le persone a desiderare di condividere idee anche diverse accettando che ognuno abbbia il proprio percorso, le proprie convinzioni.
Inoltre, a parte l'interesse per i libri e per una comunità di amanti della lettura, aggiungo che sono anni che vado alla strenua ricerca di romanzi molto peculiari e non avendo particolari competenze letterarie (laurea in filosofia) sono convinto che mi siano sfuggiti tantissimi romanzi meravigliosi di cui ancora ignoro l'esistenza! Ed è così, secondo me, che si inizia a leggere un romanzo: non partendo da una fredda ricerca tassonomica ma leggendo il parere umano, appassionato, di altri che l'hanno letto. Col cuore, oserei dire. Cosa che né Wikipedia né tanto meno le AI sono in grado di fare.
I romanzi che mi attirano sono quelli tragici contemporanei. Che non consolino. Si chiamerebbe, credo, letteratura assurdista, termine proposto da Camus, ma poiché è stata "inquinata" dall'idea che debba essere assurda nel senso di surreale, fantasmagorica, non riflettendo più o quasi mai l'idea originale. Quindi, direi che le categorie più adatte sarebbero romanzi esistenziali, o nichilisti, o pessimisti.
Quello che mi sembra rientrare in questo gruppo, quel poco che ho trovato e letto fin'ora, mi pare possa essere Camus, Kafka, Sartre, memorie dal sottosuolo di Dostoevskij, forse qualcosa di Virginia Woolf, Ernesto Sábato, Giuseppe Pontiggia, Rumore Bianco di Don DeLillo, Le benevole di Jonathan Littel.
Ecco, proprio per la mia evidente ignoranza letteraria, sono assolutamente persuaso che ne esistano tanti altri che semplicemente ancora ignoro.
Come mai non riesco più a essere coinvolto da quello che io chiamo consolatorio (forse si dice escapismo) e perché invece mi tocca profondamente e mi emoziona il dramma che "finisce male" come le tragedie classiche, non ne ho idea. Ma sento che riempie un buco che ho nell'anima.
Sì sì, grazie, che bella idea! Ho letto il deserto dei tartari e uno stupendo "poema a fumetti" squisitamente illustrato da lui stesso, ma non credo di avere mai incrociato nessuno dei suoi racconti. Ti confermo che Sette piani è incluso nella Boutique del mistero. Vado a leggerlo subito, grazie ancora!Non so se conosci Dino Buzzati, io lo adoro, le sue opere non sono propriamente tragiche, ma visto che hai citato Kafka, gli si avvicina molto, tanto che molta parte della critica lo definì il Kafka italiano (anche se lui affermò sempre l'originalità del suo stile).
Oltre al suo celebre Deserto dei Tartari, se ti piacciono i racconti, io ti consiglio caldamente un suo racconto che puoi trovare nella Boutique del mistero o in Sessanta racconti.
Si chiama Sette piani che io trovo assolutamente geniale.
È solo un piccolo suggerimento.