Io invece ti posso elencare mie esperienze completamente simmetriche alle tue:
1. quando si blocca la pompa dell’acqua del mio condominio, tocca sempre a me infilarmi nel pozzetto e sbloccarla; non importa se ho fatto un pratico manualino di istruzioni su come risolvere il problema in mia assenza, perché le donne del condominio, comunque, chiamano l’idraulico che per girare una leva ci prende 150€ a botta.
2. quando sono nati i miei figli e andavo dal pediatra, soprattutto in ospedale, mi toccava chiedere e insistere di entrare anche io a sentire, altrimenti dottoresse ed infermiere mi lasciavano fuori di default.
3. quando vado agli incontri con maestre e prof con mia moglie, o entro anche io nella discussione o si rivolgono solo a lei.
4. al compleanno di mia figlia ho chiesto alle mamme che non le regalassero trucchi perchè voglio che allo specchio si guardi il cervello, non il gloss, e la cosa, lo so per certo, non è stata gradita.
5. ...
A me non sembra che viviamo in una società patriarcale, ma in una società sessista e stupida, stupida perché tanta gente, sia maschi che femmine, pur vivendo in una società libera, piuttosto che fare un minimo sforzo di testa o di mani, si abbandona alla pigrizia e resta come sta, perché in fondo, in un caso o in un altro, fa comodo se a guidare è sempre lui o a cambiare i pannolini è sempre lei, e questo non è maschilismo, non è patriarcato, è pigrizia e stupidità.
Per quanto riguarda la paura a girare da sole di notte invece, mi rendo conto che è un problema delle sole donne causato da alcuni uomini, ma ho dei dubbi che il problema sia culturale e comunque ne farei un discorso completamente aa parte, se no viene un mescolone che non è proprio il caso.
Una società patriarcale richiederebbe una struttura costituita da soli uomini che dettano leggi per tutti e a sfavore delle donne.
In Afghanistan indubbiamente c’è, ma nell’Europa governata dalla von der layen e dalla kallas, nell’Italia governata dalla meloni segretaria del 1 partito, dalla schlein del 2°, dalla marina berlusconi del 4°, con i tribunali, scuole, università e ospedali in mano per lo più a donne, mi sembra che le basi per parlare di patriarcato non ci siano proprio.
Se proprio vogliamo trovare i residui del patriarcato in Italia, allora dobbiamo fare i conti con la chiesa cattolica, ma quella è una scelta, nessuna donna è obbligata a frequentare i corsi prematrimoniali, vestirsi di bianco come una vergine, farsi leggere le lettere di san paolo ai Corinti e confessarsi mentre sta in ginocchio e mandarci le figlie a fare catechismo…
Per me, nell’Europa di oggi, certe storie sono finite e relativi discorsi non hanno più senso.
Vivere in un modo o in un altro, smettere di fare gli imbranati selettivi, avere un/una partner che appartiene a questo secolo o a un altro, è una scelta perciò non può essere sempre una colpa altrui.