Incollo un appunto che avevo scritto qualche giorno fa quando ero immobilizzato e che non pubblicau perchè volevo rivederlo con calma.
Scusa
@binghilla, ma come per MaxCogre, per non fare un mescolone, ti rispondo in questa discussione.
Max ha portato ad esempio la Francia, io porterò ad esempio la Spagna che partiva da ....
Scrivo correttamente lo spagnolo, parlo il gallego ma siccome non ho la tastiera adatta non posso scriverlo, capisco il bable e il valenciano anche se fatico col catalano; le mie ricette sono un fusion di cucina italiana, castellana, cantàbrica e andalusa; tante discussioni su Lorca, Arcipreste de Hita, Dalì, Cervantes, Machado, Blasco Ibanez e quei tromboni di Unamuno e Pìo Baroja le ho create o arricchite io; tutti i giorni sfoglio El Paìs (socialista) e ABC (monarchico): credo di poter dire che conosco la Spagna molto bene.
Vado spesso nelle loro aziende e tanti anni fa ho notato che iniziavano ad apparire (soprattutto in mensa) calendari di uomini nudi. Stupito ho chiesto come mai e le lavoratrici mi hanno risposto che se gli uomini potevano mettere le donne, loro potevano mettere gli uomini. Dopo anni, il risultato sono aziende che sembrano una babilonia e altre dove si è arrivati all’accordo coi sindacati di eliminare ogni oscenità. Soprattutto il secondo, mi sembra un grande successo delle singole donne, delle lavoratirici, che oltre a migliorare la loro situazione, ha migliorato il mondo e merita che si faccia un copia e incolla.
Le singole femministe spagnole hanno fatto passi da gigante e hanno ottenuto l’appoggio di tutti i giovani, maschi compresi. Sono da ammirare e replicare, ma i movimenti femministi spagnoli hanno fatto dei disastri e te ne elenco alcuni.
Da anni a Madrid, l’8 marzo ci sono manifestazioni oceaniche di donne (e uomini) che l’Italia se le sogna.
Purtroppo il movimento si è spaccato a seguito di discussioni sulla maternità surrogata (le donne fanno quello che vogliono col loro corpo – no, le donne non possono tradire le altre donne vendendo i figli agli uomini), la prostituzione (le donne fanno quello che vogliono – no, le donne non si devono concedere per soldi agli uomini o non li teniamo più per le….), la transessualità (le trans sono donne e hanno i nostri stessi diritti – nemmeno per sogno),… col risultato che si pestavano (fisicamente), perciò fecero due cortei separati che si univano solo alla fine, e giù botte di nuovo. Adesso fanno due cortei separati dall’inizio alla fine con la polizia nel mezzo. La presenza maschile è diminuita molto. Mi sembra che la strategia sia stata tutta sbagliata.
Certi eccessi e posizioni inopportune (mi dispiace, ma in politica se vuoi ottenere qualcosa devi distinguere il giusto dall’opportuno pur di portare a casa un risultato anche se parziale), hanno polarizzato la popolazione contribuendo a che vox (molto simile a vannacci) inizialmente di minoranza neofranchista, sia diventato un partito di massa e terzo nella rossa Andalusia. Una peggior tattica era difficile da applicare.
MI DISPIACE perché il femminismo di un tempo ha migliorato il nostro mondo e potrebbe continuare a farlo, ma per andare avanti bisogna mettere da parte certi slogan e certe ideologie che invece di avvicinare gli uomini (alcuni dei quali siamo gli unici alleati delle donne), li ha allontanati. MI DISPIACE! Un movimento è un luogo dove vai a portare e discutere opinioni ed esperienze, non dove imporre un’ideologia, altrimenti cercati un partito, come a sinistra, dove a forza di ideologie si sono sempre dispersi invece che unirsi. Per me, il movimento femminista sta facendo passi indietro perché segue più ideologie (insensate oltretutto) che progetti.
Le leggi sulla violenza sono state una meraviglia sulla carta, ma messe in pratica da quelle capre ideologizzate di Podemos e del PSOE, si sono dimostrate un mezzo disastro:
1. nell’equiparare malamente l’abuso con lo stupro ed eliminando il primo, a causa dei vari cavilli legali, tanti stupratori sono usciti dal carcere per aver commesso reati che non esistevano più.
2. se non c’è stato un processo non è giusto applicare una condanna. Certo, di fronte al pericolo per la parte più debole qualcosa devi fare, perciò ben venga la separazione coatta, il braccialetto elettronico e il controllo (controllo, non alienazione) del patrimonio, ma se non hai nemmeno imbastito il processo, se non c’è nemmeno una prova, non puoi sbattere uno in galera senza una data di uscita, levargli i beni e metterli in mano ad un’altra persona, anche perché se tra i beni c’è un’azienda, questa può fallire in pochi mesi lasciando a terra lavoratori e lavoratrici. Se poi viene fuori (come a volte accade) che i fatti non sussistono (esistono anche donne cattive, non solo uomini), chi ripaga il condannato a priori e tutti i lavoratori?
3. infatti, visti gli eccessi di questa legge, nel dubbio, alcuni giudici frenano lasciando totalmente a piede libero individui pericolosi, che magari con una legge più cauta, sarebbero stati messi sotto controllo.
Lo stupro di gruppo di Palermo (se ricordo bene) fu indiscutibilmente uno stupro per il quale io chiederei (alla faccia della UE che non lo accetta nemmeno per i casi di mafia) l’ergastolo ostativo. Va bene?
Il caso de La Manada (ne ho parlato ampiamente non so dove sul forum) è troppo diverso e secondo me non andrebbe accomunato al precedente. Ti spiego perché.
Mettiamo che in un sito di incontri conosco una da cui mi faccio legare come un salame, infilare di tutto e poi giù scudisciate. Ho diritto anche io a trasgredire o me lo volete vietare perché siete dei bacchettoni? No vero? Ma se poi mi frusta più del desiderato, posso denunciarla e state tutti dalla mia parte? No! No perché il
no è no e il sì e sì finche lo dico io è giusto ma può valere solo per situazioni di normalità che non sconfinano oltre un certo punto, e ciò non per moralismo, ma perché oltre a un certo punto diventa veramente difficile, per non dire impossibile, stabilire la verità e garantirmi un equo processo.
Il caso de La Manada è più simile al mio (fantastico) caso che a quello di Palermo perché lei si rivolse per prima al branco proponendo l’orgia, davanti a testimoni disse letteralmente
puedo con todos (sic!) e girò Pamplona cercando una camera a ore
para follar (sic!). Un’orgia, soprattutto con sconosciuti mezzi ubriachi, significa che non vuoi alcun controllo, significa perciò che diventa impossibile tracciare un limite, dire basta, garantire sicurezza ai più deboli, capire i fatti e fare un giusto processo. E allora cosa si fa? Per tutelare le donne limitiamo la loro libertà vietando loro di approcciare gli uomini e organizzare orge? No spero, se no non so dove andiamo a parare! Cosa fare allora? Non lo so, ma forse, lasciare il reato di abuso può mettere il giudice in condizioni di dire
sì, ti aveva detto di fare quello che volevi, tu hai accettato, ti sei assunto una responsabilità, hai ecceduto, hai abusato e adesso vai giustamente e indiscutibilmente in galera (anche a vita, altro che qualche mese!).
Se invece lasciamo solo il reato di stupro, c'è il rischio che i testimoni provino che era consenziente, lo stupro non c'è stato e perciò tutti innocenti.
Cambiare la sentenza a seguito delle proteste di piazza è barbarità.
La legge del popolo è roba da far west e da direttorio, che non va bene nella Spagna in mano a una sinistra di capre, come non va bene nell’Italia in mano a una destra altrettanto ovina che si è apprestata a cambiare leggi e sentenze sulla legittima difesa perché lo vuole il popolo.
Il popolo può chiedere che dei giuristi (si spera non alcolizzati) rivedano le leggi e poi magari si rifacciano i processi, non che si cambino le sentenze.
PS: io sono per rivedere la legge sulla legittima difesa, ma non a questo modo e non da parte di questi buzzurri.
Spero sia chiaro che non sono un maschilista, non sono nemmeno un antifemminista, anzi, sto dicendo che è un peccato che il femminismo si dia la zappa sui piedi procedendo in maniera ideologizzata e approssimativa.
Il vecchio appunto è finito.
Aggiungo che sto riflettendo su cosa spinga alcuni uomini alla violenza e forse rivedendo il mio punto di vista.
Quando avrò le idee più chiare (o più confuse e voglia chiarirmele), ritornerò.
