La violenza sulle donne

velvet

Well-known member
Ho provato a chiedere alla IA (che ormai adopero per capire cosa non pensare) perché spesso le donne si presentino per nome e non per cognome, e mi ha risposto che è un retaggio del patriarcato… al che gli ho ricordato che la mia domanda non era perché gli uomini le chiamino per nome, ma perché loro si presentino per nome.
Non so rispondere al tema del nome e cognome però vorrei fare notare che i retaggi del patriarcato influiscono non solo sugli uomini ma anche sulle donne.
 

isola74

Lonely member
Forse in parte dipende anche dal carattere della donna ma non è assolutamente un problema di settori.
Io lavoro nel pubblico, sono funzionario responsabile di una Unità Operativa e c'è un uomo, un po' più piccolo di età ma anche lui laureato, che lavora per me.
Fortunatamente abbiamo poco a che fare con il pubblico ma quelle rare volte che succede volete indovinare a chi si rivolgono per tentare di risolvere il loro problema?
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
A) a mio avviso Vannacci nega il femminicidio perché cerca i voti degli incel

B) mi sembra siamo tutti d'accordo che femminicidio non è il contrario di omicidio ma è una distinzione relativa al motivo per cui avviene il reato

C) però mi sembra che non tutti siamo d'accordo sull'esistenza anche in Italia si una cultura patriarcale? Ecco invece secondo me no. Purtroppo esiste eccome, talmente radicata che magari non ci rendiamo nemmeno conto, non nelle cose fragorose tipo i vari tentativi di screditare le vittime di stupro, lì sì che ci rendiamo conto, ma nelle minuzie, che però sono più frequenti per esempio:
C1) sono referente sicurezza e mi è capitato più volte di trovarmi a fare fronte con il mansplaining del geometra del comune che è evidente che siccome le segnalazioni le fa una donna cerca di sminuire con fare paternalistico - ad esempio l'anno scorso sento un rantolo strano e continuativo proveniente dal locale pompe e gli faccio presente che andrebbe controllato perché in 10 anni che sono lì non si era mai sentito; "ma no. Le pompe ogni tanto fanno così" con quel sorrisino di melma sulla faccia che ormai conosco bene... Morale della favola: la cisterna d'acqua sotterranea aveva una grossa falla e avevo ragione io e con l'intervento tempestivo gli ho fatto risparmiare megalitri, gigalitri o forse anche teralitri di acqua
C2) ho un marito alquanto intercambiabile nella cura dei figli (tranne che lui riesce a desintonizzarsi a comando quando rompono con i loro litigi, ma vorrei riuscirci anch'io) ma il carico mentale è comunque tutto mio; quest'anno ho avuto un piccolo alleggerimento perché il figlio grande ha eletto un suo parrucchiere di fiducia per fare quelle pettinature dei ragazzi di oggi che sono tutte uguali
C3) le strategie di difesa invisibili: quando eoni fa andavo in palestra e uscivo che c'era buio, avevo ad esempio adottato la strategia di tenere già pronte in mano le chiavi della macchina, da appena uscivo dal portone della palestra fino al parcheggio... Lo faccio tuttora. La Nissan Micra (automobile usata al 99% da femmine) aveva la strategia di aprirsi semplicemente riconoscendo le chiavi tenute in borsetta
C4) spesso penso che io abbia intrapreso una strada universitaria scientifica anche perché mio papà mi faceva giocare con giocattoli. Giocattoli punto. Non giocattoli "da bambina". Avevo tutto il set per fare lo sceriffo, revolver che sparava cartuccini e spilla. Avevo il meccano. Avevo il dolce forno che non era rosa. Adesso se vai in un negozio di giocattoli i ruoli sono divisi fra giocattoli rosa (ferro da stiro, aspirapolvere, set per pulire i pavimenti con secchio, scopone e straccio) e gli altri. E comunque a matematica eravamo in maggioranza femmine, mentre a ingegneria maschi.
C5) se accompagnavo io i figli dal dentista alla fine c'era sempre la ramanzina rivolta a me perché non si lavano bene i denti, se li accompagnava mio marito tutto bene, tutto perfetto. I figli erano sempre gli stessi, il dentista pure.
Ecc ecc
 
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Carcarlo

Well-known member
Io invece ti posso elencare mie esperienze completamente simmetriche alle tue:
1. quando si blocca la pompa dell’acqua del mio condominio, tocca sempre a me infilarmi nel pozzetto e sbloccarla; non importa se ho fatto un pratico manualino di istruzioni su come risolvere il problema in mia assenza, perché le donne del condominio, comunque, chiamano l’idraulico che per girare una leva ci prende 150€ a botta.
2. quando sono nati i miei figli e andavo dal pediatra, soprattutto in ospedale, mi toccava chiedere e insistere di entrare anche io a sentire, altrimenti dottoresse ed infermiere mi lasciavano fuori di default.
3. quando vado agli incontri con maestre e prof con mia moglie, o entro anche io nella discussione o si rivolgono solo a lei.
4. al compleanno di mia figlia ho chiesto alle mamme che non le regalassero trucchi perchè voglio che allo specchio si guardi il cervello, non il gloss, e la cosa, lo so per certo, non è stata gradita.
5. ...

A me non sembra che viviamo in una società patriarcale, ma in una società sessista e stupida, stupida perché tanta gente, sia maschi che femmine, pur vivendo in una società libera, piuttosto che fare un minimo sforzo di testa o di mani, si abbandona alla pigrizia e resta come sta, perché in fondo, in un caso o in un altro, fa comodo se a guidare è sempre lui o a cambiare i pannolini è sempre lei, e questo non è maschilismo, non è patriarcato, è pigrizia e stupidità.

Per quanto riguarda la paura a girare da sole di notte invece, mi rendo conto che è un problema delle sole donne causato da alcuni uomini, ma ho dei dubbi che il problema sia culturale e comunque ne farei un discorso completamente aa parte, se no viene un mescolone che non è proprio il caso.

Una società patriarcale richiederebbe una struttura costituita da soli uomini che dettano leggi per tutti e a sfavore delle donne.
In Afghanistan indubbiamente c’è, ma nell’Europa governata dalla von der layen e dalla kallas, nell’Italia governata dalla meloni segretaria del 1 partito, dalla schlein del 2°, dalla marina berlusconi del 4°, con i tribunali, scuole, università e ospedali in mano per lo più a donne, mi sembra che le basi per parlare di patriarcato non ci siano proprio.

Se proprio vogliamo trovare i residui del patriarcato in Italia, allora dobbiamo fare i conti con la chiesa cattolica, ma quella è una scelta, nessuna donna è obbligata a frequentare i corsi prematrimoniali, vestirsi di bianco come una vergine, farsi leggere le lettere di san paolo ai Corinti e confessarsi mentre sta in ginocchio e mandarci le figlie a fare catechismo…

Per me, nell’Europa di oggi, certe storie sono finite e relativi discorsi non hanno più senso.
Vivere in un modo o in un altro, smettere di fare gli imbranati selettivi, avere un/una partner che appartiene a questo secolo o a un altro, è una scelta perciò non può essere sempre una colpa altrui.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Tu non sei mai stato guardato di nascosto mentre ti provavi qualcosa in un camerino da una donna che si arrampicava nel camerino attiguo, vero?
Immagino tu non abbia mai subìto cat calling e apprezzamenti pesanti e ripetuti da un gruppetto di ragazze mentre sei tranquillo in piscina con un tuo amico, giusto? E andartene per l'imbarazzo perché nessuno dice niente a quelle disgraziate, nessuno dice loro di lasciarti in pace, ma in molti guardano male te che hai la colpa di essere in costume, a prendere il sole, in piscina.
Sei mai stato inseguito in macchina la sera al punto di dover cambiare il tuo percorso per diversi isolati, finché non ti viene l'idea di parcheggiare davanti la caserma dei carabinieri?
 
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MaxCogre

Well-known member
A me sembra che CC stia rispondendo in modo un po' teorico alle istanze di B, ma ripeto, il problema da risolvere è pratico. Come che sia, le donne, vivendo in questa società esente da discriminazioni e patriarcato, guadagnano meno degli uomini a parità di ruolo, e devono accompagnarsi ad un uomo per difendersi da un altro uomo. Come la mettiamo lol
 

Carcarlo

Well-known member
@binghilla, io non sono nè maschilista (spero) nè ottuso e credo di averlo dimostrato approcciando questa discussione con dei dubbi ed essermeli chiariti (credo) apportando e analizzando dati provenienti da fonti attendibili e ascoltando gli altri/e fino ad arrivare ad una conclusione a favore del termine femminicidio (anche se lo ritoccherei, ma è un dettaglio).
Credo anche che la violenza sulle donne non si limiti al femminicidio ma sia più ampio ed estendibile ai casi da te elencati.
Credo che ciò sia un problema e vada risolto, però so che, per risolvere un problema, prima si debba individuarne cause ed eventuali colpevoli, ma anche che, se si va fuori strada nell'individuare le cause, il problema non si risolve.

Mettiamo di parlare di corruzione nella politica: dati alla mano, ti so dire quali sono i partiti (le strutture) e i nomi dei politici (i colpevoli) più corrotti.

Torniamo alla violenza sulle donne.
Se vogliamo dare la colpa al patriarcato, possiamo elencare qualche struttura patriarcale nell'Italia di oggi?
Possiamo fare nomi e cognomi?
Se lo facciamo, parliamo di qualcosa di concreto, e magari come per il femminicidio cambio idea.
Se però si resta sul vago, se sosteniamo che sia un substrato sociale, che sia una forma strisciante, che sia un residuo... o peggio, che come ha detto quell'illuminato del ministro dell'alcolismo sia il frutto dell'evoluzione lamarchiana, allora occhio!
Occhio perchè allora finiamo per trascurare la causa e i colpevoli, non facciamo centro, e visto che (a stare proprio terra terra) avevo una mamma, ho una sorella, una moglie e una figlia, mi dispiace perdere l'occasione.;)
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Carcarlo, apprezzo molto l'onestà intellettuale del tuo post e il fatto che ci sia un punto d'incontro sul termine e sulla gravità del femminicidio. Mostra un'apertura mentale non scontata in una discussione sul forum.
Però secondo me cadi in un piccolo errore di metodo: la cultura non funziona come la corruzione politica. Non puoi fare "nomi e cognomi" del patriarcato o del maschilismo perché non è un'associazione a delinquere con una cupola mafiosa. È un modello culturale integrato. Dire che non esiste perché manca una struttura formale è un po' come dire che il bullismo non esiste perché non c'è un "ufficio del bullismo".
Se però cerchi atti e decisioni concrete che alimentano questo substrato, basta guardare alla politica e a come vengono gestite le istituzioni. Le decisioni del ministero dell'Istruzione guidato da Valditara sulla gestione e sui limiti dell'educazione sessuale e all'affettività nelle scuole ne sono l'esempio perfetto. Invece di scardinare gli stereotipi e la cultura del possesso alla radice, spesso si preferisce fare passi indietro per non scontentare una fetta di elettorato più conservatrice o disinformata.
Quando la politica frena sulla prevenzione culturale nelle scuole, sta di fatto legittimando e proteggendo quel "substrato sociale strisciante". La struttura invisibile è questa: decisioni dall'alto che impediscono di educare al rispetto.
Proprio perché hai citato le donne della tua famiglia, capisci che il problema tocca tutti. Io penso a mia figlia, ma anche a mio figlio maschio: non vorrei mai che crescesse usando le foto delle amiche su Instagram come una collezione di figurine, cosa che purtroppo ho beccato fare a un suo amico.
La "struttura invisibile" è questa, Carcarlo. Quando la politica frena sulla prevenzione culturale nelle scuole, lascia un vuoto educativo enorme. E quel vuoto viene riempito da una cultura del possesso e della svalutazione che poi ci ritroviamo in casa senza nemmeno accorgercene. Vale la pena guardare oltre la punta dell'iceberg del singolo reato e pretendere risposte da chi ha il potere di cambiare le cose, ma sceglie di non farlo.
I progetti che sarà impossibile attuare facevano intervenire ostetriche e psicologhe dei consultori. In terza media non potranno più intervenire. Al contrario questi ragazzi potranno continuare ad avere come "esperti esterni" i vari influencer, che dai social spiegano modelli di approccio sessuale non paritario, non rispettoso, che propongono canoni estetici inarrivabili, che danno esempi di relazioni tossiche maniacali.
 
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Pnin

Well-known member
Mi sto aggiornando di fretta dopo troppa assenza dal forum e mi dispiace aver letto un po' troppo velocemente questa interessante discussione!
Credo che ognuno di voi abbia le sue ragioni, perché l'argomento è talmente complesso da presentare mille sfaccettature.
Personalmente non sopporto più la parola patriarcato perché a mio avviso viene usata (e non intendo qui) ancora più a sproposito di resilienza e di empatia (l'uso improprio delle quali fa comunque meno danni) e porta a livelli di polarizzazione tali da far perdere il lume della ragione.
Penso ai tragici scioperi delle lavoratrici di fine '800 e primi '900, alla mia bisnonna che fu arrestata per aver morso il naso in piazza a un uomo che la malmenava perché "non voleva dargliela" pur essendo una prostituta, alle lotte per il diritto di voto... e non dico che, dati i passi avanti fatti ci si debba accontentare e ringraziare, ma che forse certe persone che si dicono femministe hanno le idee un po' confuse.
Per esempio: perché non solo si accetta come dato di fatto, ma si incentiva il dover essere belle, luccicanti, profumate...? Perché se comunemente negli uccelli e nei mammiferi, categoria cui apparteniamo, è il maschio che ha l'abito più appariscente e cerca di attirare la femmina, noi facciamo il contrario? Possibile che io, che odio truccarmi e non l'ho mai fatto perché ritengo veramente incomprensibile doversi pitturare la faccia o le unghie per un motivo che proprio non riesco a capire a livello logico, fin da ragazzina sia stata invitata a farlo sempre e solo da altre donne fino a dover fingere allergie perché non mi rompessero i maroni?
Può sembrare un quesito stupido, probabilmente pure lo è, ma se trovassi una risposta degna di tale nome forse riuscirei a capire cose che ora mi sfuggono, perché ad oggi trovo davvero incomprensibili e incoerenti certi ragionamenti e comportamenti.
Scusate lo sproloquio. Preciso soprattutto che, se l'ho fatto, non intendevo offendere nessuno!
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Al di là dei termini usati — che sia 'patriarcato', 'maschilismo' o 'stereotipo' — il vero nodo è la disponibilità di ciascuno a riconoscere i propri bias. La vera emancipazione culturale parte proprio dalla capacità di riconoscere e mettere in discussione certi automatismi.
Il punto è che la cultura non è una linea retta che va solo avanti. Certi automatismi e stereotipi sono così radicati che basta un cambio di vento per farci fare passi indietro. Per questo non si può abbassare la guardia, né sulla scuola né sui diritti.
 

MaxCogre

Well-known member
Posso dire con franchezza quello che penso? Alle donne piace emergere, il potere, comandare e contare esattamente quanto agli uomini. Solo che c'è un però. Se vogliono emergere oggi, devono essere uomini, assumere la forma mentis e i comportamenti e le priorità di un uomo. Altrimenti, per quanto capaci, sono 'fuori'. Guarda caso non ci è una Trumpa, una eilona muska, e viceversa le leader che sono arrivate hanno interiorizzato le 'regole del gioco' maschile, rinnegato il loro istinto e le loro priorità di genere. Ora, tutti sappiamo le enormi cazzate di cui è capace un uomo, tipo premere un pulsante rosso dove c è scritto non premere, o per scommessa o per interesse allargare il buco dell ozono finchè il buco non diventa la atmosfera. Ergo, la nostra unica possibilità di salvarci il culo è cercare di creare un ecosistema che consenta alle donne di arrivare, se sono capaci, rimanendo sè stesse, nessun compromesso. Sogno un Parlamento italiano dove le donne sono la metà degli uomini, e come in una coppia, quando l'uomo se ne esce con l'ennesima spacconata o delirio di onnipotenza, la donna je dice: aho ma ce sei o ce fai???
 

MaxCogre

Well-known member
ops ho ri-risposto nel posto sbagliato. Questo era il thread della violenza. Allora, per farcelo rientrare, immaginatevi un parlamento europeo, o italiano, fantascienza eh, dove Vannacci fa la sua arringa ai 3/4 di parlamentari donne, anzichè all'attuale gentlemen's club. Riesce a finire il discorso perché siamo in democrazia, ma poi come esce dall'aula?
 

greenintro

Well-known member
Tu non sei mai stato guardato di nascosto mentre ti provavi qualcosa in un camerino da una donna che si arrampicava nel camerino attiguo, vero?
Immagino tu non abbia mai subìto cat calling e apprezzamenti pesanti e ripetuti da un gruppetto di ragazze mentre sei tranquillo in piscina con un tuo amico, giusto? E andartene per l'imbarazzo perché nessuno dice niente a quelle disgraziate, nessuno dice loro di lasciarti in pace, ma in molti guardano male te che hai la colpa di essere in costume, a prendere il sole, in piscina.
Sei mai stato inseguito in macchina la sera al punto di dover cambiare il tuo percorso per diversi isolati, finché non ti viene l'idea di parcheggiare davanti la caserma dei carabinieri?
Io credo che nessuno contesti che esistano troppe situazioni in cui alcuni uomini hanno comportamenti irrispettosi, di maggior o minore gravità, nei confronti del sesso femminile, e queste cose vanno sempre condannate a livello categorico. Quello che a me infastidisce profondamente e quando si pone in atto una generalizzazione ideologica atta a presentare tutto il genere maschile in blocco come colpevole per quello che una esigua minoranza commette. Per me la responsabilità delle proprie azioni è sempre individuale, e questo è un caposaldo dello stato liberale di diritto, e quindi è del tutto assurdo, oltre che umiliante e offensivo, dire che tutti gli uomini a prescindere dai loro comportamenti individuali debbano sentirsi colpevoli e bisognosi di "rieducazione" solo perché hanno la sfortuna di condividere lo stesso sesso con altri individui violenti anziché essere considerati semplicemente come singoli. Ma a voi sembra accettabile che in alcune scuole, durante il 25 Novembre vengano messi in atto "esperimenti didattici" che sono praticamente lavaggio del cervello e manipolazione di tipo stalinista e maoista, in cui si obbligano per un'ora intera i bambini maschi a starsene fermi seduti senza poter far nulla, mentre alle bambine viene concesso di muoversi a loro piacimento (col rischio che se magari qualcuna particolarmente infervorata si metta a malmenare i loro compagni, senza che loro possano difendersi), oppure che ci siano bambini praticamente costretti a chiedere scusa come se fosse colpa loro le violenze sulle donne? Come pensate possano crescere quei bambini, manipolati per portarli a credere di essere persone malvagie solo per il fatto di essere maschi, anche se individualmente (cioè concretamente, visto che l'individuo è l'unica cosa concreta che esiste, a differenza di concetti astratti e collettivi come "società" o "cultura") non hanno mai fatto male a nessuno o nessuna. Tempo fa leggevo un post su facebook delirante di una madre che raccontava di aver imposto al suo bambino di 3 anni (3 ANNI!!!!!) di smettere di giocare a toccarle i capelli perché in questo modo aveva contribuito a evitare che un giorno futuro quel bambino cresciuto sarebbe diventato un maschio violento e patriarcale, perché anche toccare i capelli della mamma è l'anticipazione latente della volontà di oggettificare il corpo femminile (e riceveva pure un sacco di commenti di donne ammirate che la applaudivano). Io credo che veramente si stia andando oltre in questa follia ideologica, se persino il gesto più tenero e innocente del mondo come quello di un bambino di 3 anni viene interpretato come mascolinità tossica latente da prevenire immediatamente. E si ha pure il coraggio di dire che la misandria non esiste.

Perché questo è il vero paradosso e ipocrisia che vedo in una certa sinistra: un evidente doppiopesismo riguardo la logica con cui si affronta l'argomento del razzismo e quello del sessismo. Sul razzismo, giustamente, si condanna la generalizzazione: il razzista è colui che generalizza, ricavando da alcuni comportamenti criminali di singoli individui, l'idea che l'etnia nel suo complesso sia intrinsecamente portata alla violenza, però la stessa identica logica razzista viene sdoganata sul sessismo, inferendo da comportamente di singoli individui maschi, l'idea che tutto il genere maschile nel suo complesso abbia in sé ontologicamente se non geneticamente, un'aprioristica tendenza alla violenza, che andrebbe disinnescata tramite "rieducazione" (in pratica colpevolizzazione e umiliazione). Provate a immaginare, tornando all'esempio dei bambini a scuola costretti a chiedere scusa il 25 Novembre, se, all'indomani di un efferato atto di cronaca in un cui un immigrato di una certa etnia uccide una persona, in una scuola un'insegnante imponesse a tutti i bambini della stessa etnia di quel criminale di inginocchiarsi e chiedere scusa "agli italiani". Io penso che perfino Salvini e Vannacci (verso cui, ripeto, non ho la benché minima simpatia) prenderebbero le distanze da una iniziativa di quel genere. Ricordiamo la frase della Murgia, intellettuale simbolo del femminismo italiano, venerata da milioni di persone come una santa, che disse che nascere bambini maschi è come nascere figli di un boss mafioso. Cioè un intero sesso maschile composto da miliardi di persone associato alla Mafia (però la misandria non esiste, secondo alcuni). Proviamo a immaginare una persona negli Usa degli anni '50 (ma purtroppo sarebbe realistico ancora oggi, e non solo negli Usa) provare fastidio e paura al pensiero che un uomo di colore si sieda vicino a lei sull'autobus (difatti mi pare che il gesto rivoluzionario di Rosa Parks fosse degli anni '60). Tutti giudicheremmo quella donna vittima di pregiudizi razzisti tramite cui una certa etnia viene in blocco associata a determinate caratteristiche. E quale sarebbe la differenza tra questo caso e quello di una donna che ha paura perché un uomo la segue per strada o in macchina, senza mostrare alcun atteggiamento offensivo, solo perché invece di pensare banalmente che stia seguendo la stessa strada, si teme sia un violentatore perché in fondo tutti i maschi lo sono?Non sarebbe anche in quel caso opportuno parlare di pregiudizi sessisti e misandrici?
 

greenintro

Well-known member
Posso dire con franchezza quello che penso? Alle donne piace emergere, il potere, comandare e contare esattamente quanto agli uomini. Solo che c'è un però. Se vogliono emergere oggi, devono essere uomini, assumere la forma mentis e i comportamenti e le priorità di un uomo. Altrimenti, per quanto capaci, sono 'fuori'. Guarda caso non ci è una Trumpa, una eilona muska, e viceversa le leader che sono arrivate hanno interiorizzato le 'regole del gioco' maschile, rinnegato il loro istinto e le loro priorità di genere. Ora, tutti sappiamo le enormi cazzate di cui è capace un uomo, tipo premere un pulsante rosso dove c è scritto non premere, o per scommessa o per interesse allargare il buco dell ozono finchè il buco non diventa la atmosfera. Ergo, la nostra unica possibilità di salvarci il culo è cercare di creare un ecosistema che consenta alle donne di arrivare, se sono capaci, rimanendo sè stesse, nessun compromesso. Sogno un Parlamento italiano dove le donne sono la metà degli uomini, e come in una coppia, quando l'uomo se ne esce con l'ennesima spacconata o delirio di onnipotenza, la donna je dice: aho ma ce sei o ce fai???
Io invece sogno un parlamento composto al 100% di persone preparate e competenti, dove l'essere maschi o femmine sia considerato totalmente irrilevante, al pari del segno zodiacale o del gruppo sanguigno, in cui le persone vengano giudicate solo e unicamente per quello che hanno nel cervello anziché per quello che hanno tra le gambe, e senza che ci nessuno che stabilisca determinismi stupidi per cui da una cosa discenderebbe necessariamente l'altra, nel bene o nel male.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
@greenintro, mi pare che tu abbia completamente travisato il senso del mio post per fare un comizio su tutt'altro.
Non ho mai detto che tutti gli uomini siano criminali, né che i bambini debbano chiedere scusa a scuola per il solo fatto di essere maschi. Ho portato esempi di vita vissuta e quotidiana che quasi ogni donna sperimenta sulla propria pelle per spiegare cos'è la percezione del pericolo e perché serve educazione al rispetto e al consenso.
Mi aspettavo francamente tutt'altro che un pippone su Rosa Parks. Mi aspettavo stupore perché dovrebbe essere scioccante pensare che queste sono le cose che normalmente una donna può dover vivere (le statistiche dicono che questo genere di molestie capita almeno a una donna su cinque nell'arco della sua vita). Mi aspettavo empatia perché magari a un uomo non capita però come giustamente ha notato @Carcarlo può capitare a un'amica, alla sua compagna, a sua mamma, a - si spera di no - una figlia. Mi aspettavo solidarietà perché in realtà penso che capitino anche agli uomini ma ancora sono più restii a parlarne e denunciare perché devono nascondere eventuali vulnerabilità, proprio per la cultura patriarcale.
Aspettative troppo elevate? Non credo credo che molte persone (no uomini o donne, ma persone) ci possano arrivare.
Paragonare una donna che si guarda alle spalle di notte per paura di un'aggressione al razzismo degli anni '50 negli USA significa non aver minimamente compreso (o voler ignorare) cosa sia la prevenzione e la realtà dei fatti. Nessuno vuole colpevolizzare gli uomini; si chiede solo di riconoscere che esiste un problema culturale prima che diventi un fatto di cronaca nera.

Edit: Detto ciò, ho già condiviso fin troppo della mia esperienza personale e credo che la sostanza del discorso sia fin troppo chiara per chi vuole davvero capire. Con questo chiudo il mio intervento in questo thread e vi saluto, lasciando a ciascuno le proprie riflessioni.
 
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greenintro

Well-known member
@greenintro, mi pare che tu abbia completamente travisato il senso del mio post per fare un comizio su tutt'altro.
Non ho mai detto che tutti gli uomini siano criminali, né che i bambini debbano chiedere scusa a scuola per il solo fatto di essere maschi. Ho portato esempi di vita vissuta e quotidiana che quasi ogni donna sperimenta sulla propria pelle per spiegare cos'è la percezione del pericolo e perché serve educazione al rispetto e al consenso.
Mi aspettavo francamente tutt'altro che un pippone su Rosa Parks. Mi aspettavo stupore perché dovrebbe essere scioccante pensare che queste sono le cose che normalmente una donna può dover vivere (le statistiche dicono che questo genere di molestie capita almeno a una donna su cinque nell'arco della sua vita). Mi aspettavo empatia perché magari a un uomo non capita però come giustamente ha notato @Carcarlo può capitare a un'amica, alla sua compagna, a sua mamma, a - si spera di no - una figlia. Mi aspettavo solidarietà perché in realtà penso che capitino anche agli uomini ma ancora sono più restii a parlarne e denunciare perché devono nascondere eventuali vulnerabilità, proprio per la cultura patriarcale.
Aspettative troppo elevate? Non credo credo che molte persone (no uomini o donne, ma persone) ci possano arrivare.
Paragonare una donna che si guarda alle spalle di notte per paura di un'aggressione al razzismo degli anni '50 negli USA significa non aver minimamente compreso (o voler ignorare) cosa sia la prevenzione e la realtà dei fatti. Nessuno vuole colpevolizzare gli uomini; si chiede solo di riconoscere che esiste un problema culturale prima che diventi un fatto di cronaca nera.

Edit: Detto ciò, ho già condiviso fin troppo della mia esperienza personale e credo che la sostanza del discorso sia fin troppo chiara per chi vuole davvero capire. Con questo chiudo il mio intervento in questo thread e vi saluto, lasciando a ciascuno le proprie riflessioni.
Mi dispiace se non risultato sufficientemente empatico e solidale e mi sento pure di scusarmi. Onestamente in una discussione su un forum mi sento di mettere in primo piano la componente argomentativa più che quella sentimentale, che poi in un contesto di scrittura come questo risulta sempre più difficoltoso da esprimere, dato che manca la componente fisica della comunicazione. Io ho premesso che le cose che racconti vanno sempre condannate, non mi ci sono soffermato più di tanto, non perché tale condanna fosse retorica o da smuinirsi, ma perché mi sembrava si potesse dare per scontato che cose del genere suscitano sofferenza e non dovrebbero mai accadere. Mi sono concentrato sul fatto che, almeno mi è parso, queste cose venissero citate, come spesso si fa nel femminismo, per presentare come le dinamiche sessiste esistano sempre solo e unicamente a discapito delle donne, mentre gli uomini sarebbero sempre dalla parte dei carnefici. Se, come tu stessa hai chiarito, ritieni che situazioni simili possano accadere anche agli uomini (più raramente certo, ma non importa, o perlomeno non dovrebbe importare cosi tanto), allora mi pare che le nostre posizioni non siano così distanti. Salvo il punto, ed è l'unico punto "polemico" che mi sento rispettosamente di tirare in ballo, di riportare la ritrosia maschile a denunciare i loro problemi sempre come espressione del "Patriarcato", quando poi nella realtà dei fatti, noto che sono sempre le organizzazioni e i gruppi femministi a smunuire, costantemente, il disagio maschile, a fare ironie sui "maschi piagnoni", a organizzare polemiche quando si è cercato, come a Roma, di aprire uno sportello per le vittime di violenza sugli uomini da affiancare a quello già presente contro le donne, dicendo che in questo modo si lanciava il messaggio di voler mettere sullo stesso piano i due tipi di violenza (tipica visione ideologica della politica, che invece di esser vista come strumento pragmatico di risoluzione di problemi concreti, "esiste un servizio per le donne, facciamolo pure per gli uomini, così allarghiamo il raggio d'azione senza togliere niente a chi ha già uno strumento di tutela", viene vista come rappresentazione simbolica di comunicazione di messaggi teorici, " se ti occupi di entrambi i tipi di violenza li metti sullo stesso piano", come dire che i medici non dovrebbero curare le fratture alle gambe perché così sminuiscono le cure contro problemi più gravi come la ricerca sui tumori), oppure citano le statistiche che vedrebbero i casi di violenza sugli uomini molto più rari di quelli sulle donne. Però poi le statistiche che dicono che la grande maggioranza delle vittime degli incidenti sul lavoro sono uomini, la maggioranza dei senzatetto, dei suicidi, di chi, dopo una separazione perde la custodia dei figli, sono uomini, quelle non vengono prese in considerazione, si citano solo le statistiche che portano acqua al loro mulino ideologico, per poi sorprendersi se gli uomini sono disincentivati a denunciare per paura di non essere creduti, o peggio di essere presi in giro.

Comunque, credo anche che avrei potuto evitare di citare il tuo messaggio per la mia risposta, nel senso che effettivamente era più rivolto al contesto generale della discussione che si stava portando avanti, più che alla tua posizione in particolare. Mi son solo sentito di citare delle cose di cui avevi parlato per sviluppare un discorso che però non era riferito a te, almeno non primariamente. Quindi se sono risultato aggressivo o non sufficientemente empatico, di nuovo, mi dispiace, ma non voleva essere un attacco personale contro di te. Se tu o qualcun altro lo pensa, ciò mi spiace moltissimo.
 

Carcarlo

Well-known member
Incollo un appunto che avevo scritto qualche giorno fa quando ero immobilizzato e che non pubblicau perchè volevo rivederlo con calma.

Scusa @binghilla, ma come per MaxCogre, per non fare un mescolone, ti rispondo in questa discussione.
Max ha portato ad esempio la Francia, io porterò ad esempio la Spagna che partiva da ....

Scrivo correttamente lo spagnolo, parlo il gallego ma siccome non ho la tastiera adatta non posso scriverlo, capisco il bable e il valenciano anche se fatico col catalano; le mie ricette sono un fusion di cucina italiana, castellana, cantàbrica e andalusa; tante discussioni su Lorca, Arcipreste de Hita, Dalì, Cervantes, Machado, Blasco Ibanez e quei tromboni di Unamuno e Pìo Baroja le ho create o arricchite io; tutti i giorni sfoglio El Paìs (socialista) e ABC (monarchico): credo di poter dire che conosco la Spagna molto bene.

Vado spesso nelle loro aziende e tanti anni fa ho notato che iniziavano ad apparire (soprattutto in mensa) calendari di uomini nudi. Stupito ho chiesto come mai e le lavoratrici mi hanno risposto che se gli uomini potevano mettere le donne, loro potevano mettere gli uomini. Dopo anni, il risultato sono aziende che sembrano una babilonia e altre dove si è arrivati all’accordo coi sindacati di eliminare ogni oscenità. Soprattutto il secondo, mi sembra un grande successo delle singole donne, delle lavoratirici, che oltre a migliorare la loro situazione, ha migliorato il mondo e merita che si faccia un copia e incolla.

Le singole femministe spagnole hanno fatto passi da gigante e hanno ottenuto l’appoggio di tutti i giovani, maschi compresi. Sono da ammirare e replicare, ma i movimenti femministi spagnoli hanno fatto dei disastri e te ne elenco alcuni.

Da anni a Madrid, l’8 marzo ci sono manifestazioni oceaniche di donne (e uomini) che l’Italia se le sogna.

Purtroppo il movimento si è spaccato a seguito di discussioni sulla maternità surrogata (le donne fanno quello che vogliono col loro corpo – no, le donne non possono tradire le altre donne vendendo i figli agli uomini), la prostituzione (le donne fanno quello che vogliono – no, le donne non si devono concedere per soldi agli uomini o non li teniamo più per le….), la transessualità (le trans sono donne e hanno i nostri stessi diritti – nemmeno per sogno),… col risultato che si pestavano (fisicamente), perciò fecero due cortei separati che si univano solo alla fine, e giù botte di nuovo. Adesso fanno due cortei separati dall’inizio alla fine con la polizia nel mezzo. La presenza maschile è diminuita molto. Mi sembra che la strategia sia stata tutta sbagliata.

Certi eccessi e posizioni inopportune (mi dispiace, ma in politica se vuoi ottenere qualcosa devi distinguere il giusto dall’opportuno pur di portare a casa un risultato anche se parziale), hanno polarizzato la popolazione contribuendo a che vox (molto simile a vannacci) inizialmente di minoranza neofranchista, sia diventato un partito di massa e terzo nella rossa Andalusia. Una peggior tattica era difficile da applicare.

MI DISPIACE perché il femminismo di un tempo ha migliorato il nostro mondo e potrebbe continuare a farlo, ma per andare avanti bisogna mettere da parte certi slogan e certe ideologie che invece di avvicinare gli uomini (alcuni dei quali siamo gli unici alleati delle donne), li ha allontanati. MI DISPIACE! Un movimento è un luogo dove vai a portare e discutere opinioni ed esperienze, non dove imporre un’ideologia, altrimenti cercati un partito, come a sinistra, dove a forza di ideologie si sono sempre dispersi invece che unirsi. Per me, il movimento femminista sta facendo passi indietro perché segue più ideologie (insensate oltretutto) che progetti.

Le leggi sulla violenza sono state una meraviglia sulla carta, ma messe in pratica da quelle capre ideologizzate di Podemos e del PSOE, si sono dimostrate un mezzo disastro:
1. nell’equiparare malamente l’abuso con lo stupro ed eliminando il primo, a causa dei vari cavilli legali, tanti stupratori sono usciti dal carcere per aver commesso reati che non esistevano più.
2. se non c’è stato un processo non è giusto applicare una condanna. Certo, di fronte al pericolo per la parte più debole qualcosa devi fare, perciò ben venga la separazione coatta, il braccialetto elettronico e il controllo (controllo, non alienazione) del patrimonio, ma se non hai nemmeno imbastito il processo, se non c’è nemmeno una prova, non puoi sbattere uno in galera senza una data di uscita, levargli i beni e metterli in mano ad un’altra persona, anche perché se tra i beni c’è un’azienda, questa può fallire in pochi mesi lasciando a terra lavoratori e lavoratrici. Se poi viene fuori (come a volte accade) che i fatti non sussistono (esistono anche donne cattive, non solo uomini), chi ripaga il condannato a priori e tutti i lavoratori?
3. infatti, visti gli eccessi di questa legge, nel dubbio, alcuni giudici frenano lasciando totalmente a piede libero individui pericolosi, che magari con una legge più cauta, sarebbero stati messi sotto controllo.

Lo stupro di gruppo di Palermo (se ricordo bene) fu indiscutibilmente uno stupro per il quale io chiederei (alla faccia della UE che non lo accetta nemmeno per i casi di mafia) l’ergastolo ostativo. Va bene?

Il caso de La Manada (ne ho parlato ampiamente non so dove sul forum) è troppo diverso e secondo me non andrebbe accomunato al precedente. Ti spiego perché.

Mettiamo che in un sito di incontri conosco una da cui mi faccio legare come un salame, infilare di tutto e poi giù scudisciate. Ho diritto anche io a trasgredire o me lo volete vietare perché siete dei bacchettoni? No vero? Ma se poi mi frusta più del desiderato, posso denunciarla e state tutti dalla mia parte? No! No perché il no è no e il sì e sì finche lo dico io è giusto ma può valere solo per situazioni di normalità che non sconfinano oltre un certo punto, e ciò non per moralismo, ma perché oltre a un certo punto diventa veramente difficile, per non dire impossibile, stabilire la verità e garantirmi un equo processo.

Il caso de La Manada è più simile al mio (fantastico) caso che a quello di Palermo perché lei si rivolse per prima al branco proponendo l’orgia, davanti a testimoni disse letteralmente puedo con todos (sic!) e girò Pamplona cercando una camera a ore para follar (sic!). Un’orgia, soprattutto con sconosciuti mezzi ubriachi, significa che non vuoi alcun controllo, significa perciò che diventa impossibile tracciare un limite, dire basta, garantire sicurezza ai più deboli, capire i fatti e fare un giusto processo. E allora cosa si fa? Per tutelare le donne limitiamo la loro libertà vietando loro di approcciare gli uomini e organizzare orge? No spero, se no non so dove andiamo a parare! Cosa fare allora? Non lo so, ma forse, lasciare il reato di abuso può mettere il giudice in condizioni di dire sì, ti aveva detto di fare quello che volevi, tu hai accettato, ti sei assunto una responsabilità, hai ecceduto, hai abusato e adesso vai giustamente e indiscutibilmente in galera (anche a vita, altro che qualche mese!).
Se invece lasciamo solo il reato di stupro, c'è il rischio che i testimoni provino che era consenziente, lo stupro non c'è stato e perciò tutti innocenti.

Cambiare la sentenza a seguito delle proteste di piazza è barbarità.
La legge del popolo è roba da far west e da direttorio, che non va bene nella Spagna in mano a una sinistra di capre, come non va bene nell’Italia in mano a una destra altrettanto ovina che si è apprestata a cambiare leggi e sentenze sulla legittima difesa perché lo vuole il popolo.
Il popolo può chiedere che dei giuristi (si spera non alcolizzati) rivedano le leggi e poi magari si rifacciano i processi, non che si cambino le sentenze.
PS: io sono per rivedere la legge sulla legittima difesa, ma non a questo modo e non da parte di questi buzzurri.

Spero sia chiaro che non sono un maschilista, non sono nemmeno un antifemminista, anzi, sto dicendo che è un peccato che il femminismo si dia la zappa sui piedi procedendo in maniera ideologizzata e approssimativa.

Il vecchio appunto è finito.
Aggiungo che sto riflettendo su cosa spinga alcuni uomini alla violenza e forse rivedendo il mio punto di vista.
Quando avrò le idee più chiare (o più confuse e voglia chiarirmele), ritornerò. :)
 
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malafi

Well-known member
Io credo che avere le idee confuse come @Carcarlo , su un tema come questo - così delicato, così sfumato nei suoi confini, con tantissime scale di grigio - sia una posizione di grande equilibrio e rispetto. E non codarda nè bipolare nè ambigua.
 

greenintro

Well-known member
Per quanto mi riguarda scrivo solo per chiedere, qualora fosse necessario, di nuovo scusa, se, anche se in modo del tutto involontario ho ferito la sensibilità di qualcuno su un tema così delicato. Penso che eviterò di intervenire ulteriormente in questa discussione, onde evitare strascichi che possano incrinare la stima personale di utenti nei miei confronti all'interno di un forum in cui tengo a confrontarmi sempre in modo sereno e piacevole con tutti. Credo che il mio punto di vista sia sufficientemente chiaro ma mi sento di rispettare, anche se non sempre condividere, altri alternativi, nei limiti in cui siano espressi con educazione e senza attaccare sul personale, cosa che da parte mia, cerco sempre di evitare di fare.
 
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