La violenza sulle donne

DaneelOlivaw

I Robot
Tornando ad un concetto espresso da @binghilla , ossia che la violenza va cercata soprattutto nelle piccole cose di tutti i giorni, devo ammettere che la mia ditta, pur essendo finlandese e molto attenta, ha solo lo spogliatoio maschile.
 

isola74

Lonely member
Sto leggendo un libro recensito tempo fa su una rivista e segnato al volo, di cui non conoscevo niente, nè trama nè autrice e mi è venuta in mente questa discussione, così condivido questa mezza paginetta con voi

Il femminicidio non è stato ufficialmente classificato come reato in Messico prima del 14 giugno 2012, quando è stato incluso nel Codice Penale Federale come un delitto: «Articolo 325: Commette il delitto di femminicidio chi priva della vita una donna per questioni di genere». Gran parte dei femminicidi commessi prima di quella data erano chiamati delitti passionali. Erano chiamati ha preso una cattiva strada. Erano chiamati perché si veste così? Erano chiamati una donna deve sempre stare al suo posto. Erano chiamati qualcosa deve aver combinato per fare quella fine. Erano chiamati i genitori la trascuravano. Erano chiamati la ragazza che ha preso una decisione sbagliata. Erano chiamati, addirittura, se lo meritava. La mancanza di linguaggio è impressionante. La mancanza di linguaggio ci lega, ci soffoca, ci strangola, ci spara, ci scuoia, ci fa a pezzi, ci condanna.

(L'invincibile estate di Liliana- Cristina Rivera Garza)
 

MaxCogre

Well-known member
Per questo la abolizione del termine, mascherata da cosa neutra (e quasi innocente a prima vista: é solo una questione di purezza del linguaggio e di ragionamento), é in realtà una repressione violenta.
 

Carcarlo

Well-known member
Per quanto riguarda la paura a girare da sole di notte invece, mi rendo conto che è un problema delle sole donne causato da alcuni uomini, ma ho dei dubbi che il problema sia culturale ....
Il mio dubbio partiva dal seguente ragionamento:
1. io sono eterosessuale
2. se fossi nato 2000 anni fa a Roma o ad Atene, dove la cultura rendeva l'omosessualità e la pederastia talmente normali da non essere nemmeno considerate a se stanti, non è che sarei diventato omosessuale o pederasta: scusate, me la potete raccontare finchè volete, mi potete mostrate tutti gli affrreschi e mosaici che vi pare, ma non è che mi convincete ad andare con uno schiavetto di 14 anni. No.
3. oltre a eterosessuale, mi sono sempre considerato anche eterosessuale normale (non saprei come altro definirmi) e le varie occasioni (non me le sono cercate, lo giuro, piuttosto me ne sono tirato fuori) che mi si sono presentate a Cuba, in Brasile e in Africa...me l'hanno dimostrato e confermato, che a me piacciono le donne (di corpo e di testa) in condizioni di parità, se no, niente.
4. di conseguenza, ho sempre pensato che:
a. se uno è eterosessuale e non gli piacciono le condizioni di parità, non è normale:
b. così come non era una questione di cultura la mia se mi portavano a Roma piuttosto che ad Atene, non era una questione di cultura nemmeno quella dei violenti che dovevano semplicemente essere nati anormali, non guaribili e perciò andavano processati (meccanicamente, non in tribunale).
Ecco, questo perchè, per me, la violenza sulle donne non può essere una questione culturale.

Poi però mi è venuta in mente qualche altra esperienza in contraddizione con quanto sopra, per esempio quando ho trascorso qualche mesetto in un luogo un po' sperduto di un paese musulmano dove ho notato una tassa di omosessualità un po' inusuale (non dico che sembrava la prigione di Clint Eastwood, però...), e insomma, è difficile negare che la causa fosse l'impossibilità di dire semplicemente ciao a una donna, perciò obtorto collo, se a quello si arriva, ci sta anche che per bestialità (smettiamola di chiamarla cultura e chissenefrega del concetto esteso della cultura secondo la Treccani!) si arrivi a diventare eterosessuali anormali.

Perciò, a questo punto, accetto (mi sforzo un po'... :unsure:) che la violenza su una donna possa avere cause legate anche alla bestialità in cui si viene educati e non solo a causa di problemi di corteccia cerebrale, ipofisi o non so che altro.
In ogni caso, riveduta la mia posizione su una possibile concausa del problema, reputo che vada affrontato comunque con gli stessi metodi meccanici di cui sopra.
 
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binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
@Carcarlo non è che hai torto o ragione, è che probabilmente grazie alla tua condizione di maschio cis etero, non ti sei mai posto alcuni problemi che rappresentano il nocciolo della cultura patriarcale che ha aspetti macro (la violenza vera e propria, quella degli abusi che avvengono più da persone conosciute che da estranei e non pensare che tutti abbiano dei problemi di malattie mentali) e aspetti micro (l'humus, la subcultura in cui crescere significa assimilare inconsciamente un universo di aspettative, regole non scritte, stereotipie che è difficile sradicare).
E bada che questa cultura fa male sia alle femmine che ai maschi. Da un lato le femmine sono oggetti sessuali, se raggiungono ruoli importanti vengono sminuire, se sono belle li hanno raggiunti perché la danno, se sono brutte li hanno raggiunti perché non hanno una vita; se una femmina è assertiva è acida, se un maschio è assertivo è in gamba; ecc, ecc. Ma poi questo è un mini esempio e davvero mi sembra impossibile che tu viva senza averne incontrati mai. Dall'altro i maschi che "non devono chiedere mai", che non possono esternare sentimenti (sennò "sono femminucce"), che devono essere sempre performanti.
Nel big 2026 ci sono ragazzine che rinunciano alla gita scolastica perché il ragazzo vuole poterle tracciare col GPS! Ci sono ancora uomini che non hanno capito che se una è ubriaca non può essere consenziente! Ci sono ragazzi che pubblicano "liste dello stupro" nei bagni dei licei! Ci sono uomini che vengono uccisi dall'ex- marito di lei solo per aver aiutato una donna per strada!

Poi cercavi strutture patriarcali.
Purtroppo siamo noi stessi che agiamo patriarcato: lo agiamo quando mettiamo il fiocco rosa/azzurro alla nascita, lo agiamo con i giocattoli da maschio è da femmina, lo agiamo con la sessualizzazione precoce tramite i vestiti, i modelli e i dialoghi, quando chiediamo insistentemente a un bambino se ha la fidanzatina, quando diamo regole diverse ai figli maschi e alle figlie femmine, anche aspettative diverse rispetto al loro futuro a seconda se sono maschi o femmine, quando passiamo il messaggio che le materie stem sono per i maschi e quelle umanistiche per le femmine, quando facciamo pressione a una donna perché faccia figli, ecc.
Quindi le strutture sono la famiglia, la società, il lavoro, noi stessi perché siamo stati strutturati così
 
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DaneelOlivaw

I Robot
Buonasera,
Vorrei chiedervi una cosa, non capisco se il mio comportamento e quello dei maschi che conosco sia qualcosa di culturale o istintivo.
Mi spiego, per me e per i maschi che conosco è praticamente impossibile vedere una donna esclusivamente da un punto professionale, cioè alla fine un pensiero se la donna che abbiamo davanti sia attraente o meno lo si fa, indipendentemente che sia una collega o che so una venditrice d'auto. Cosa che mai mi verrebbe in mente davanti ad un uomo.
Ovviamente è una cosa che tengo per me, non va a modificare ne il rapporto lavorativo ne un qualsiasi altro rapporto di tipo professionale.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Secondo me se fosse un vero istinto biologico, l'attrazione scatterebbe solo in presenza di un reale interesse e non come una 'griglia di valutazione' automatica per qualsiasi donna incontri.
Il fatto che per te, così come per probabilmente per una gran quantità di maschi cis etero, sia impossibile scindere, almeno all'inizio, il ruolo professionale di una donna dal suo valore estetico — cosa che tu stesso ammetti di non fare con gli uomini — è proprio la dimostrazione di quanto sia profondo il condizionamento culturale: l'uomo viene visto prima come professionista, la donna prima come corpo da valutare.
Io sul lavoro non valuto l'attrattivitá dei colleghi. Anzi forse, pur essendo una donna, etero e cis, ora che mi ci fai pensare, è più facile che io stessa valuti se le colleghe sono attrattive. Lo so che è assurdo ma è così ed è il condizionamento mentale in cui viviamo.
La società ci ha instillato fin dall'infanzia, questo condizionamento rendendo la valutazione dell'aspetto il primo parametro spontaneo nei confronti di una donna.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Non necessariamente, è anche fine a se stesso oppure può anche essere un confronto o un prendere spunto.
Anzi mi sa che io non sento nessuna rivalità, vado molto d'accordo con le mie con-generi.
Per me è molto più logico spiegarlo con una cultura che ci abitua a pesare il valore di una donna in base all'aspetto, almeno nei primi minuti, poi la razionalità prevale e con l'approfondire la conoscenza per fortuna si valutano altri aspetti.
 
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qweedy

Well-known member
Però l'aspetto fisico è la prima cosa che si vede di una persona, e' normale notarlo. Tanto piu' in questo mondo che attribuisce tanto valore all'apparenza. A me sembra di prenderlo in considerazione sia per uomini che per donne, nello stesso modo, non perché abbia un interesse personale, ma per cercare di capire come è la persona, per trarne informazioni.

Le donne guardano le altre donne, sicuramente. Per confronto, per prendere spunto e anche per vedere come ci si puo' declinare. Perché gli uomini non guardano gli altri uomini?
 

DaneelOlivaw

I Robot
Non saprei dirti perché noi non guardiamo gli altri uomini dal punto di vista estetico, ma ci limitiamo a quattro categorie:
1 ci sa fare ed è simpatico
2 ci sa fare, ma è uno stron..
3 non capisce una mazza, ma almeno è simpatico.
4 non capisce una mazza ed è pure stron...

Apro una parentesi, quand'ero giovane i negozi che cercavano commesse/i richiedevano la "bella presenza", oggi mi pare non capiti piu, ma che nel colloquio sia sempre presa in considerazione.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Capita ancora così come evidentemente capita anche un'imposizione sul modo di porsi.
Non so se avete mai fatto caso alle commesse di certe profumerie: devono tutte truccarsi come dei scaramacai.
Quelle del Tigotà poverine hanno a qualsiasi ora del giorno un trucco da drag queen che Vladimir Luxuria in confronto è la ragazza acqua e sapone della porta accanto.
 
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DaneelOlivaw

I Robot
Si, mio figlio ha lavorato sei mesi in un outlet, poi quando è stato ora di essere assunto sul serio ha abbandonato, un po' perché non sopportava i clienti e un po' perché doveva sempre essere vestito in un certo modo, pertinato, sbarbato e quant'altro.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Però l'aspetto fisico è la prima cosa che si vede di una persona, e' normale notarlo. Tanto piu' in questo mondo che attribuisce tanto valore all'apparenza. A me sembra di prenderlo in considerazione sia per uomini che per donne, nello stesso modo, non perché abbia un interesse personale, ma per cercare di capire come è la persona, per trarne informazioni.

Le donne guardano le altre donne, sicuramente. Per confronto, per prendere spunto e anche per vedere come ci si puo' declinare. Perché gli uomini non guardano gli altri uomini?
Credo che guardare l'estetica di una persona per capire come è la persona e trarne informazioni sia meno proficuo di valutare un libro solo dalla copertina. Almeno sulla copertina c'è il nome dell'autore e se lo conosci sai più o meno in che genere collocare il testo
 

MaxCogre

Well-known member
Mi ritrovo con qweedy su questo punto. Sul guardare, sì, anche noi i maschi, per capire come ci si può declinare, e anche valorizzare perchè no. E anche sul fatto che in un mondo basato sulla immagine si spinge molto di più su quel fronte, e senza ipocrisia dovremmo riconoscere che in questo campo la femminilità è un superpotere.
Detto questo, e per quanto mi riguarda, adesso provo egualmente piacere osservando la bellezza di uomini e donne quando è fatta di grazia ed eleganza, e una certa luce interiore che traspare. Per me è il 'next level' della seduzione.
 
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gamine2612

Together for ever
Buonasera,
Vorrei chiedervi una cosa, non capisco se il mio comportamento e quello dei maschi che conosco sia qualcosa di culturale o istintivo.
Mi spiego, per me e per i maschi che conosco è praticamente impossibile vedere una donna esclusivamente da un punto professionale, cioè alla fine un pensiero se la donna che abbiamo davanti sia attraente o meno lo si fa, indipendentemente che sia una collega o che so una venditrice d'auto. Cosa che mai mi verrebbe in mente davanti ad un uomo.
Ovviamente è una cosa che tengo per me, non va a modificare ne il rapporto lavorativo ne un qualsiasi altro rapporto di tipo professionale.
Anche da parte femminile ci sono pensieri sugli uomini colleghi, amici , conoscenti etc anche dal punto di vista di attrazione.
Magari anche pensieri truci tipo: piuttosto di farmi sfiorare da un tipo così la solitudine:mrgreen: in eterno.
Forse come donne la critica è più spietata.

:)ho chiesto ad un'amico quando da adolescente gli è scattata l'attrazione per le femmine; lui mi ha detto che da un disinteresse o addirittura la noia ad un certo momento... è scattata l'attrazione cioè ha cominciato a vederle con occhio diverso:cool:😁
 

malafi

Well-known member
Buonasera,
Vorrei chiedervi una cosa, non capisco se il mio comportamento e quello dei maschi che conosco sia qualcosa di culturale o istintivo.
Mi spiego, per me e per i maschi che conosco è praticamente impossibile vedere una donna esclusivamente da un punto professionale, cioè alla fine un pensiero se la donna che abbiamo davanti sia attraente o meno lo si fa, indipendentemente che sia una collega o che so una venditrice d'auto. Cosa che mai mi verrebbe in mente davanti ad un uomo.
Ovviamente è una cosa che tengo per me, non va a modificare ne il rapporto lavorativo ne un qualsiasi altro rapporto di tipo professionale.

Anche da parte femminile ci sono pensieri sugli uomini colleghi, amici , conoscenti etc anche dal punto di vista di attrazione.
Brava @gamine2612 , aspettavo che fosse una ragazza del forum a scriverlo, perchè temevo reazioni se l'avessi scritto i. E' normale, direi addirittura naturale, che ciò avvenga da parte degli uomini verso le donne e delle donne verso gli uomini (se etero) e uomini/uomini o donne/donne se gay.
E non è una lente sfocata o crepata attraverso la quale valutare la professionalità. E' solo una lente specifica e concentrata che non ci lascia non apprezzare ciò che ci piace. La cosa importante - e questo temo però che non sempre avvenga - è che il giudizio estetico non influenzi il giudizio professionale.
A prova di ciò, e mi rivolgo a @DaneelOlivaw, non è solo nel lavoro che è "impossibile vedere una donna esclusivamente da un punto professionale". Perchè se così fosse, allora davvero dovremmo farci un'esame di coscienza e darci dei retrogradi, patriarcali, ottusi ecc....
La lente del 'mi piace/non mi piace' la usiamo sempre anche fuori dall'ambito lavorativo e la usano gli uomini come le donne.
- vai al ristorante e gradisci che ti serva quella/quel cameriere carina/o
- però, mica male questo/a infermiere!
- la mamma/papà dell'amichetto di tuo figlio è un bel tipo? Vedi prima quello, non ti chiedi se sia un buon genitore ....
- e non parliamo di personal trainer o bagnini (senza cadere nell'accusa di stereotipia, vi prego 🙏, l'ho fatto solo per esempio estremo)

Ed è pure normale amare circondarsi di persone che piacciono (per aspetto estetico o sintonia o simpatia o qualunque altro aspetto eserciti un'attrazione). Quello che non deve capitare è che questo influenzi scelte che invece dovrebbero premiare valore e meriti.

Ma trovo non ci sia nulla di male a fare pensieri, anche non del tutto innocenti, che escano dall'ambito puramente professionale. Altrimenti è un processo alle intenzioni o, se vogliamo, un eccesso tipo quello per cui in US nessun maschio sale più da solo in ascensore con una donna per paura che uno sguardo possa sembrare una molestia.
 
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