binghilla
La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
A mio avviso non si stava parlando di guardare l'aspetto esteriore per attrazione, ma di guardare l'aspetto esteriore per giudicare la validità dell'individuo nei primi momenti della conoscenza. E sono due cose diverse. (Poi le persone risolte chiaramente passano ad altri aspetti più valoriali per farsi un'idea completa e più corretta).
Non sto facendo un processo alle intenzioni, né sindacando sul fatto che sia umano notare un bel ragazzo o una bella ragazza al ristorante. Il tema non è mai stato l'attrazione sessuale (che è personale, soggettiva e sacrosanta), ma la griglia di valutazione sociale che applichiamo spontaneamente prima ancora di conoscere una persona.
Se un uomo guarda un collega uomo, valuta se è capace o simpatico. Se un uomo (e spesso purtroppo anche una donna) guarda una donna, la prima lente che scatta è quella estetica. Questo non è un "istinto sessuale", è un condizionamento culturale che tende a ridurre la donna alla sua superficie corporea prima che al suo valore professionale o umano.
A questo proposito mi viene in mente Alda Merini, che nel 1999 scelse di farsi fotografare nuda da Giuliano Grittini. Un corpo da anziana, segnato dal tempo e dalla terribile violenza subita negli anni del manicomio. Lo fece proprio per sfidare questo meccanismo: per rivendicare la verità di una donna oltre la griglia del giudizio estetico e della superficialità di chi pretende di misurare le persone ma soprattutto le donne dalla "copertina". Lei era lì, con i suoi anni, col corpo flaccido e cadente, con le collane. Grittini spiega così quelle fotografie: "Nel 1999 venni chiamato da Alda Merini la quale aveva da poco perso una carissima amica ammazzata a pugnalate da un compagno gelosissimo. Mi chiese di fotografarla nuda: si trattava di una provocazione. Colto di sorpresa, le scattai moltissime foto. Nel 2001 una di queste andò alla Biennale di Venezia ed ebbe un enorme successo." Alda Merini volle farle perché, parole sue: "Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E’ l’imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa“
Proviamo a scindere l'attrazione (che non c'entra nulla) dall'automatismo con cui decidiamo quanto peso dare all'aspetto di una donna rispetto a quello di un uomo.
Non sto facendo un processo alle intenzioni, né sindacando sul fatto che sia umano notare un bel ragazzo o una bella ragazza al ristorante. Il tema non è mai stato l'attrazione sessuale (che è personale, soggettiva e sacrosanta), ma la griglia di valutazione sociale che applichiamo spontaneamente prima ancora di conoscere una persona.
Se un uomo guarda un collega uomo, valuta se è capace o simpatico. Se un uomo (e spesso purtroppo anche una donna) guarda una donna, la prima lente che scatta è quella estetica. Questo non è un "istinto sessuale", è un condizionamento culturale che tende a ridurre la donna alla sua superficie corporea prima che al suo valore professionale o umano.
A questo proposito mi viene in mente Alda Merini, che nel 1999 scelse di farsi fotografare nuda da Giuliano Grittini. Un corpo da anziana, segnato dal tempo e dalla terribile violenza subita negli anni del manicomio. Lo fece proprio per sfidare questo meccanismo: per rivendicare la verità di una donna oltre la griglia del giudizio estetico e della superficialità di chi pretende di misurare le persone ma soprattutto le donne dalla "copertina". Lei era lì, con i suoi anni, col corpo flaccido e cadente, con le collane. Grittini spiega così quelle fotografie: "Nel 1999 venni chiamato da Alda Merini la quale aveva da poco perso una carissima amica ammazzata a pugnalate da un compagno gelosissimo. Mi chiese di fotografarla nuda: si trattava di una provocazione. Colto di sorpresa, le scattai moltissime foto. Nel 2001 una di queste andò alla Biennale di Venezia ed ebbe un enorme successo." Alda Merini volle farle perché, parole sue: "Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E’ l’imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa“
Proviamo a scindere l'attrazione (che non c'entra nulla) dall'automatismo con cui decidiamo quanto peso dare all'aspetto di una donna rispetto a quello di un uomo.
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