qweedy
Well-known member
Io sono verticale
ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero
con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare
di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà
di un’aiuola ultradipinta
che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto
dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me,
un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta,
ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita,
dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera,
all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori
hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo
ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso
che mentre dormo
forse assomiglio a loro
nel modo più perfetto
– con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io
siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno
che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno,
i fiori avranno tempo per me.
28.03.1961, Sylvia Plath
(traduzione di Giovanni Giudici)
P.S. Ho letto il libro di Sara Gambazza "Quando i fiori avranno tempo per me" e ho recuperato la poesia, il cui ultimo verso è stato preso in prestito per il titolo.
ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero
con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare
di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà
di un’aiuola ultradipinta
che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto
dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me,
un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta,
ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita,
dell’altra mi manca l’audacia.
Stasera,
all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori
hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo
ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso
che mentre dormo
forse assomiglio a loro
nel modo più perfetto
– con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io
siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno
che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno,
i fiori avranno tempo per me.
28.03.1961, Sylvia Plath
(traduzione di Giovanni Giudici)
P.S. Ho letto il libro di Sara Gambazza "Quando i fiori avranno tempo per me" e ho recuperato la poesia, il cui ultimo verso è stato preso in prestito per il titolo.