La poesia del giorno è...

qweedy

Well-known member
Ho contemplato dalla luna, o quasi,
il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze
palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.

Tra poche ore sarà notte e l’anno
finirà tra esplosioni di spumanti
e di petardi. Forse di bombe o peggio,
ma non qui dove sto. Se uno muore
non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.

Eugenio Montale
 

qweedy

Well-known member
Muore l'anno

Sulla tua pietra non c’è scritto un nome.
Sei stato una leggenda, un puro guizzo d’aria,
fuoco folletto che dà forma a un sogno
fiamma inesorabile contro ogni ramo secco.

Della tua storia non resta conclusione,
non ci sarà una chiave per tutto il tuo mistero.
Eri un pesce stellante dal fondale profondo,
il segno misterioso di una progenie estinta.

Muore l’anno su strade nebbiose d’acquario,
a chi potrò fare gli auguri? e come potrò crederci ancora?
Già le radici si svegliano, già sfiorano il tuo sguardo di terra.
E tu mia radice che cresci soltanto nel buio di me.

Maria Luisa Spaziani
 

Pnin

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Prontuario per il brindisi di Capodanno di Erri De Luca​

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,

allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,

a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.

"a chi non capisce le barzellette"
grazie Erri, il mio l'ho trovato! 🤣🥂
 

Shoshin

في الذاكرة
Che gioia, contemplare nel fruscìo d'una foglia il potere segreto del cosmo, e partire da questa minuzia per l'infinito


Misak Metsadourian

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Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
La luce del sole brucia dorata, noi non possiamo recuperare quel giorno nell'antico giardino in un vecchio album. Scegliamo il nostro gioco, altrimenti il tempo non ci grazierà. Quando ogni cosa è stata detta non possiamo distinguere la domanda dalla risposta. Cos'è che ci tiene sotto il suo incantesimo, la danza o il danzatore? La tristezza non è più triste, il cuore, nuovamente indurito, non si attende il perdono, ma è grato, e lieto di essere stato con te, la luce del sole perduta sul giardino.
Qiu Xiaolong
 

Shoshin

في الذاكرة
A piccoli passi attraversi la memoria,
la musica lontana, i suoni di un altro mondo,
come te, ferita silenziosa e sempre aperta
per chi ha abbandonato la propria casa o l'ha persa inspiegabilmente,
per chi non ha un posto dove posare il capo,
come quando ti versano una medicina nel bicchiere
e non assapori più altro che amarezza,
come un bambino a cui viene strappato il giocattolo
e lasciato a mani vuote in un corridoio deserto –
a piccoli passi attraversi la memoria,
fai gocciolare una nuvola nel cuore, offuschi il giorno,
avvolgi i volti nella nebbia, tormenti
gli ultimi sogni che ci restano.

Anestis Evangelou


 

Shoshin

في الذاكرة
Kaneko Misuzu (1903-1930)
MERAVIGLIA
*
Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
fiorisca da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.



Poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.




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Shoshin

في الذاكرة
Avere inciso sulle giornate della nostra vanità
Un sole
Una nave
Una stella
Una spiga

Anche qualche segno
da un tempo antico, scordato
che un bimbo possa leggere

Che non lontano dalla pietra
un pozzo
si possa aprire per i viandanti

Ecco un lavoro per i poeti
incidere le rune
poi accettare il silenzio

George Mackay Brown
 

qweedy

Well-known member
I figli costretti

L'Occidente costringe i figli dell'Africa
a scegliere fra tre viaggi.
Il più veloce e sicuro
quello provocato dalle pallottole micidiali
e dalle bombe fabbricate da mani straniere.
Poi quello lento ed asfissiante
della fame e della malattia
che lascia la pelle sulle ossa
e rende anche i raggi del sole
un peso sulle spalle.
Infine c'è il deserto ed il mare.
Dove le probabilità,
un poco,
sono più alte.

Soumaila Diawara - Le cicatrici del porto sicuro
 

qweedy

Well-known member
Quale natura è la mia
che mille passioni la agitano
e tristezza dolori serene gioie
nel cuore mi sento battere
e follia a volte
come fossi invasato da Furie?
Oh! Io non posso avere la pace
e baciando donne io già penso
alla mia umana poesia
e da esse lontano
lento desiderio sorge
e trema per ogni lembo di carne:
e odio improvviso contro non degni nemici
e volontà di far pace e tutti amare
e lente tristezze come fossi
in un deserto paese sperduto.
Ed anche vorrei che un pesante sonno
mi comprimesse in ogni membro
e mai più potessi
aprire gli occhi al mondo;
ma niente posso e incatenato cammino
chiedendo amore e pace.

Mario Tobino
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "

Quaderno a righe




Quaderno a righe,

ognuna un’ingiunzione.

Eppure non s’arrestavano

ai limiti del foglio.

Andavano a far mappe in capo al mondo,

grammatiche aleatorie. Là fuori.

Storie di affinità,

una piuma dietro il monte

una nave un merlo sfumature di bianco

neve e calce sotto il sole,

variazioni per aria riscritte dall’aria.


Jean Soldini
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

(Giorgio Caproni)
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Ho incontrato in strada
un giovane poverissimo
che era innamorato.
Aveva un vecchio cappello,
la giacca logora;
l'acqua gli passava attraverso la suola delle scarpe
e le stelle attraverso l'anima.

Victor Hugo
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Una delle poesie che amo di più : il poeta sa che le sue parole sarebbero state lette da noi e da quelli dopo di noi per sempre....come un passaggio di testimone sulla bellezza della Primavera che lo commuoveva così tanto:

Chi sei tu, lettore che leggi
le mie parole tra un centinaio d’anni?
Non posso inviarti un solo fiore
della ricchezza di questa primavera,
una sola striatura d’oro
delle nubi lontane.
Apri le porte e guardati intorno.
Dal tuo giardino in fiore cogli
i ricordi fragranti dei fiori svaniti
un centinaio d’anni fa.
Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
la gioia vivente che cantò
in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta
attraverso un centinaio d’anni.

Tagore

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Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Ho visto la primavera.
E’ verde
come una mela selvatica,
è allegra
come la coda di uno scoiattolo.
Parla
con parole di vento.
Quando credi che pianga
è solo una goccia di pioggia”


(Anonimo, Poesia finlandese)
 

Scheggia

" Profumo di carta e magia "
Prima di Primavera ci sono dei giorni
che alita già sotto la neve il prato,
che sussurrano i rami disadorni,
e c’è un vento tenero ed alato.
Il tuo corpo si muove senza pena,
la tua casa non ti par più quella,
tu ricanti una vecchia cantilena,
e ti sembra ancora tanto bella.

Anna Achmatova
 

qweedy

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E intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.
Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un’intera parete appena alzata, il muro
principesco di un’ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce.
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità.

Pier Paolo Pasolini
 

qweedy

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Che forza insolente hanno i fiori.
Pompano il colore per tutta
la camera.
Ridono così forte
nel morire.
Tornano sempre.
Ah! fiori!
Chi non vi sa
è perduto in un grigio disordine
crollato nel lato d’ombra della specie.
Voi, lezione somma
per sfumatura e dono.

Mariangela Gualtieri
 
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