La poesia del giorno....

qweedy

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«Molto tempo fa sono stata ferita. Sono vissuta
per vendicarmi
contro mio padre, non
per quel che era –
per quel che ero io: fin dai primi tempi,
da bambina, pensavo
che il dolore volesse dire
che non ero amata.
Voleva dire che amavo.»

𝐋𝐨𝐮𝐢𝐬𝐞 𝐆𝐥𝐮̈𝐜𝐤. La poetessa americana, premio Nobel per la letteratura nel 2020, si è spenta all’età di 80 anni.
 
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qweedy

Well-known member
È la vita
Non ho madre né padre.
Pare ci sia un tempo regolamentare,
poi a un figlio non spettano più.
Lo chiamano È la vita.
Come spiegazione non mi basta.
Sono rimasto figlio, il padre di nessuno.
Da figlio vorrei qualche volta fare visita,
una telefonata, portare un regalo.
I loro compleanni
sono i giorni che guardo le fotografie.
Mi piacciono quelle con loro due giovani
e io neanche un’ipotesi.
Mi piace la loro vita prima del 1950.
Hanno una serietà ironia che non ho ricevuto.
Mi pento di avere dato via le loro scarpe.
Se tornano mi chiederanno conto
di non custodire la forma dei piedi,
la suola dei passi.
Quando li sogno non stanno più insieme,
vengono a turno in visita,
non parlano, si lasciano abbracciare.
Il tempo non mi abitua,
pure oggi è il giorno dopo
della separazione da quei due.
Solo quando mi succede un guaio
dico meglio così,
che non l’hanno saputo.

Erri De Luca
 

Shoshin

في الذاكرة
LE MIGRAZIONI NOTTURNE

Questo è il momento in cui vedi di nuovo
le bacche rosse del sorbo selvatico
e nel cielo scuro
le migrazioni notturne degli uccelli.

Mi addolora pensare
che i morti non le vedranno –
queste cose su cui facciamo affidamento,
esse svaniscono.

Allora cosa farà l’anima per rinfrancarsi?
Mi dico che forse non avrà più bisogno
di questi piaceri;
forse già non essere basta del tutto,
per quanto sia difficile da immaginare.

Louise Glück



...😔Tutte queste anime che ci lasciano,
si portano via pezzetti delle nostre vite.
 

gamine2612

Together for ever
LE MIGRAZIONI NOTTURNE

Questo è il momento in cui vedi di nuovo
le bacche rosse del sorbo selvatico
e nel cielo scuro
le migrazioni notturne degli uccelli.

Mi addolora pensare
che i morti non le vedranno –
queste cose su cui facciamo affidamento,
esse svaniscono.

Allora cosa farà l’anima per rinfrancarsi?
Mi dico che forse non avrà più bisogno
di questi piaceri;
forse già non essere basta del tutto,
per quanto sia difficile da immaginare.

Louise Glück



...😔Tutte queste anime che ci lasciano,
si portano via pezzetti delle nostre vite.
Avevo comprato il suo libro di poesie quando vinse il Nobel...questa l'ho messa in condivisione il giorno che ci lasciò💔
 

qweedy

Well-known member
Passerà questo tempo come passano
tutti i giorni orribili della vita
Si placheranno i venti che ti abbattono
Stagnerà il sangue della tua ferita

L’anima errante tornerà al suo nido
Quel che ieri si perse sarà trovato
Il sole senza macchia concepito
uscirà di nuovo nel tuo costato

E dirai al mare: Come ho potuto
annegato senza bussola e smarrito
giungere al porto con le vele rotte?

E una voce ti dirà: Non comprendi?
Lo stesso vento che ha rotto le navi
è quello che fa volare i gabbiani.

Óscar Hahn
 

ayuthaya

Moderator
Membro dello Staff
Passerà questo tempo come passano
tutti i giorni orribili della vita
Si placheranno i venti che ti abbattono
Stagnerà il sangue della tua ferita

L’anima errante tornerà al suo nido
Quel che ieri si perse sarà trovato
Il sole senza macchia concepito
uscirà di nuovo nel tuo costato

E dirai al mare: Come ho potuto
annegato senza bussola e smarrito
giungere al porto con le vele rotte?

E una voce ti dirà: Non comprendi?
Lo stesso vento che ha rotto le navi
è quello che fa volare i gabbiani.

Óscar Hahn
Che bella!
 

qweedy

Well-known member
Direi che è adatta a chi sta vivendo un momento ingarbugliato.

Óscar Hahn è considerato il maggiore poeta cileno vivente e detiene un curioso primato: la sua raccolta poetica Mal de amor divenne in seguito celebre per essere stata l’unico libro di poesia censurato dalla dittatura militare di Pinochet, sebbene i motivi ne siano ancora oggi sconosciuti. L’opera, che infatti nulla ha a che vedere con la politica, è tuttavia apertamente e pienamente erotica, una celebrazione dell'amore totale.
 
D

Deleted member 11371

Guest
Direi che è adatta a chi sta vivendo un momento ingarbugliato.
Se ingarbugliato vuol dire incasinato allora la adotto subito.
E se Mandela ebbe come suo mantra nei giorni di prigionia la poesia Invictus, io terrò per buon auspicio questa.
Ops, perdonate l'accostamento audace..;)
 

Shoshin

في الذاكرة
Passato

Te ne sei
andata e gli specchi sono spenti

Ricordo ancora
la tua mano
che cercava il sole

Mancava solo
un autunno
una nebbia lontana
il lamento della grondaia

E quando
scende la notte una pioggia di stelle
splendenti

Dietro la memoria


Takis Varvitsiotis
 

qweedy

Well-known member
PARADOS

Molto tempo fa sono stata ferita.
Imparai
a esistere, come reazione,
fuori dal contatto
con il mondo: vi dirò
cosa volevo essere -
un congegno fatto per ascoltare.
Non inerte: immobile.
Un pezzo di legno. Una pietra.

Perché dovrei stancarmi a discutere, replicare?
Quelli che respiravano negli altri letti
non erano certo in grado di seguirmi, essendo
incontrollabili
come lo sono i sogni -
Attraverso le veneziane, osservavo
la luna nel cielo notturno restringersi e gonfiarsi -
Ero nata con una vocazione:
testimoniare
i grandi misteri.
Ora che ho visto
e nascita e morte, so
che per la buia natura esse
sono prove, non
misteri -

Louise Glück
 

Shoshin

في الذاكرة
Ci si risveglia un giorno e le cose sembrano le stesse
mentre invece dietro a noi si è aperto un vuoto
dopo che tutto è stato fatto per trattenere la vita
in mezzo ad un panorama di pietre sparse e tegole rotte.
Allora uno mette il dentifricio sullo spazzolino
mescola lo zucchero al caffè
con l’attenzione che aveva da scolaro
quando ritagliava dalla carta
file di bambini che si tengono per mano,
piccoli pesci che baciano l’aria.

Pierluigi Cappello

[Mandate a dire all’imperatore]

...
 

qweedy

Well-known member
Il vecchio professore

Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.

È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.

È la più mortifera di tutte le illusioni
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.

Ho letto troppi libri di storia
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.

Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio alla figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.

Lavoro
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora.

Alcuni miei ex assistenti,
che ormai hanno anche loro ex assistenti,
la signora Ludmilla, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all'estero,
due signore della biblioteca, entrambe sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco Aurelio
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto della salute e del suo morale.

Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non aver sentito
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.

Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.

Wislawa Szymborska -
 

qweedy

Well-known member
Ho speso un'ora pensando un verso
che la penna non vuole scrivere.
Tuttavia esso è qui dentro
inquieto, vivo.
Esso è qui dentro
e non vuole uscire.
Ma la poesia di questo momento
inonda tutta la mia vita.

Carlos Drummond De Andrade
 

Shoshin

في الذاكرة
Credo che nessuno muoia
credo che l’anima in realtà
divenga un’ombra
e al culmine del suo vagare
si adagi ai piedi
d’un fiore non visto.
Quei fiori gialli
di cui son piene
le campagne
quando fai ritorno a casa
e vorresti che lei
esistesse.

Carlo Bramanti
 

Shoshin

في الذاكرة
Nebbie della sera.
Assorto il pensiero indugia
sui ricordi indistinti di un tempo.

Takai Kitō

FB-IMG-1699187112471.jpg
 
D

Deleted member 11371

Guest

Come essere un poeta
(per mio promemoria)

Trova un posto per sederti.
Siediti. Resta in silenzio.
Dovrai fare affidamento su
affetti, letture, conoscenze,
abilità – più di quante
tu ne abbia – ispirazione,
impegno, maturità, pazienza,
perché la pazienza congiunge il tempo
all’eternità. Dubita
del giudizio
di chi elogia i tuoi versi.
Respira con respiro incondizionato
l’aria non condizionata.
Lascia perdere i fili elettrici.
Comunica con lentezza. Vivi
una vita a tre dimensioni;
stai lontano dagli schermi.
Stai lontano da tutto ciò
che offusca il luogo in cui si trova.
Non esistono luoghi che non siano sacri;
soltanto luoghi sacri
e luoghi profanati.
Accogli quanto viene dal silenzio.
Fanne il meglio che puoi.
Con le minute parole che a poco a poco nascono
dal silenzio, come preghiere
riverberate verso chi prega,
componi una poesia che non turbi
il silenzio da cui è nata.

Wendell-Berry_medium.jpg
 
D

Deleted member 11371

Guest
Lo so, lo so, probabilmente è stata proposta milioni di volte.
Meglio, così ce la impariamo a memoria 😊
(Certo però..star lontano dagli schermi è duro!)
 

qweedy

Well-known member
NOVEMBRE

Ogni bella giornata di novembre
è quasi sempre un'occasione persa.
La luce ha fretta
la luce di novembre non aspetta,
ci pensi sopra e non è più in offerta.
E ci si illanguidisce alla promessa
di una felicità, ah, più che certa
se solo avessi avuto l'accortezza
di predisporre il giusto materiale:
un giro inconcludente in bicicletta
e labbra sfaccendate da baciare.

Patrizia Cavalli, Pigre divinità e pigra sorte, Einaudi 2006
 

Shoshin

في الذاكرة
Ho bisogno d'inventare una rima
tra quello che sta succedendo
e qualcosa di altro.
Ho bisogno di accoppiare un vicolo cieco,
in cui mi sono cacciato,
a qualche sconfinata prateria.
Mi fa da ormeggio per non naufragare.
Sono predisposto al soccorso della poesia,
che non è un'arte di arrangiare fiori,
ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
Per me è pronto soccorso, la poesia,
non una sviolinata al chiaro di luna.

Erri De Luca, Sulla traccia di Nives, 2005
 
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