La poesia del giorno....

Shoshin

في الذاكرة
FEBBRE

Durante i pomeriggi perduti dell'infanzia
sulla fragile scala del mercurio ho imparato
questo strano fascino per l'intangibile
e che la temperatura della mia vita
avrei dovuto misurarla da lì in avanti
più che per la sua ardente realtà
per la dolorosa persistenza dei suoi sogni.


Alfonso Brezmes
 

qweedy

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Mi piacciono le persone inattuali,
quelle capitate qui per caso,
quelle che non hanno paura
di parlare di Dio e della morte,
quelle che hanno tristezze improvvise,
quelle che sanno prendere la gioia
da momenti qualsiasi.
Mi piacciono le persone
che hanno lotte antiche
nei loro occhi
e la pelle asciutta
e il cuore caldo come panni al sole.

Franco Arminio
 

qweedy

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Ci sono anime,
che io chiamo anime erranti
perché qui, in questo mondo
non troveranno mai niente che le appaghi,
ma non per superbia, ma forse, e dico forse,
perché è talmente grande il loro vuoto
che non c’è niente di così immenso
che possa colmarlo.
Esse nascono per un altrove,
fosse anche lo spazio siderale più profondo
ma non in questa realtà che altro non è
che un mero passaggio.

Charles Baudelaire, “Anime erranti”
 

qweedy

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Una perla conficcata dentro al cuore:
la mia paura.
E’ una goccia di luce fredda.
E’ una lacrima cristallizzata.
Vorrei che non ci fosse,
ma è qui dentro di me:
incastonata come un gioiello
dentro al mio cuore.
Inutile, impossibile strapparla.
Devo imparare,
è questa la cosa più difficile,
a non aver paura della mia paura.

Alda Merini
 

qweedy

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Non nel disimpegno,
nel chiamarsi fuori,
ma nel tenace, umile,
quotidiano lavoro
che si prende cura della terra
e delle sue ferite,
degli uomini e delle loro lacrime.
Scegliendo sempre l’umano
contro il disumano.

David Maria Turoldo
 

Shoshin

في الذاكرة
Invecchio
e imparo dagli alberi.
Parlo poco
Ascolto
Mi muovo volentieri
per spogliarmi,
per rivestirmi
e cambio i colori,
dei miei abiti.
Perdo capelli
senza resistere.
Piango
lacrime di resina.
Faccio ombra alle persone
che mi chiedono
un po’ di aiuto.
Alle anime vaganti
quando posso
indico loro la direzione del sole.
La stessa degli alberi.

Francesca Bottari
 

qweedy

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CI SONO GIORNI...

"Ci sono giorni in cui crediamo
che tutto lo schifo del mondo ci cada
addosso. Poi
usciamo sul balcone e vediamo
i bambini correre cantando
lungo il molo.
Non conosco i loro nomi. Uno
o l’altro mi assomiglia.
Voglio dire: somiglia a quello che fui
quando divenni
luminosa presenza della grazia
o dell’allegria.
Allora si apre un sorriso
su un’estate lontana.
E dura, dura ancora."

Eugenio de Andrade
 

qweedy

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Vigilia di Natale

Oggi hai comperato un grosso filone di pane
ridendo lo hai appoggiato in mezzo al tavolo
pesa un chilo e l’ho pagato solo novanta centesimi
sono stata fortunata

io invece ho appena sfogliato i titoli del Corriere
in una città siriana di cui non ricordo il nome
cento persone sono morte sotto un bombardamento
anche loro erano in coda per il pane

ne prendo un pezzo e lo mastico
lo gusto come di rado mi capita di fare
ti guardo
hai ragione a dire che sei stata fortunata
ma non sai quanto

Francesco Tomada
 

qweedy

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Natale, un altro

C’è una pecora riversa sul fianco da una settimana
ci sono due donne in coda davanti al forno
che ha una finta luce sempre accesa
ma il pane da mangiare non cuoce mai

abbiamo avuto poca cura nel fare il presepe quest’anno
e i nostri bambini hanno voluto mettere
i loro soldatini fra le statuine
adesso assomiglia di più alla Palestina di oggi
ci sono tre uomini con i fucili e il volto coperto
e dove finisce il muschio che imita l’erba
subito inizia il deserto

Francesco Tomada
da A ogni cosa il suo nome
 

Shoshin

في الذاكرة
La pazienza delle cose comuni

È una specie di amore, no?
Come la tazza contiene il tè,
come la sedia sta solida e salda sulle gambe,
come il terreno riceve la suola delle scarpe
o le dita dei piedi. Come le piante dei piedi sanno
dove dovrebbero essere.
Ho pensato alla pazienza
delle cose comuni, come i vestiti
attendono rispettosamente negli armadi
e il sapone si asciuga discretamente sul piattino,
e gli asciugamani assorbono l'umidità
della pelle della schiena.
E l'adorabile ripetizione delle scale.
E cosa c'è di più generoso di una finestra?


Pat Schneider
 

qweedy

Well-known member
Mi ha assalito un’acre nostalgia,
come la gente d’una vecchia foto che vorrebbe
tornare con chi la guarda, nella buona luce
della lampada.

In questa casa, penso a come l’amore
in amicizia muta nella chimica
della nostra vita, e all’amicizia che ci rasserena
vicini alla morte.
E quanto è simile ai fili sparsi la nostra vita
che piú non sperano di tessersi in altro ordito.

Giungono dal deserto voci impenetrabili.
Polvere che profetizza polvere. Passa un aereo
e ci chiude
sotto la lampo di un grosso sacco di destino.

E il ricordo di un viso amato di ragazza
trascorre per la valle, come quest’autobus
notturno: molti finestrini illuminati,
molto viso di lei.

Yehuda Amichai
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
"Il vecchio professore"

Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.
È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.
È la più mortifera di tutte le illusioni
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.
Ho letto troppi libri di storia
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.
Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio alla figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.
Lavoro
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora.
Alcuni miei ex assistenti,
che ormai hanno anche loro ex assistenti,
la signora Ludmilla, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all'estero,
due signore della biblioteca, entrambe sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco Aurelio
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto della salute e del suo morale.
Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non aver sentito
-mi ha risposto.
Gli ho chiesto del giardino e della sua panchina.
Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.

Wislawa Szymborska
 

qweedy

Well-known member
La tramontana screpola le argille,
stringe, assoda le terre di lavoro,
irrita l’acqua nelle conche; lascia
zappe confitte, aratri inerti
nel campo. Se qualcuno esce per legna,
o si sposta a fatica o si sofferma
rattrappito in cappucci e pellegrine,
serra i denti. Che regna nella stanza
è il silenzio del testimone muto
della neve, della pioggia, del fumo,
dell’immobilità del mutamento.

Son qui che metto pine
sul fuoco, porgo orecchio
al fremere dei vetri, non ho calma
né ansia. Tu che per lunga promessa
vieni ed occupi il posto
lasciato dalla sofferenza
non disperare o di me o di te,
fruga nelle adiacenze della casa,
cerca i battenti grigi della porta.
A poco a poco la misura è colma,
a poco a poco, a poco a poco, come
tu vuoi, la solitudine trabocca,
vieni ed entra, attingi a mani.
E’ un giorno dell’inverno di quest’anno,
un giorno, un giorno della nostra vita.

Mario Luzi
 

Shoshin

في الذاكرة
Ascolto ma non so
Se ciò che sento è silenzio
O dio

Ascolto senza sapere se sto sentendo
Il risuonare delle pianure del vuoto
O la coscienza attenta
Che nei confini dell’universo
Mi decifra e fissa

So appena che cammino come chi
È guardato amato e conosciuto
E per questo in ogni gesto metto
Solennità e rischio.

Sophia de Mello Breyner Andresen
 
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