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copertina libro

 La Strada

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Discussione: McCarthy, Cormac - La Strada

  1. #1

    Predefinito McCarthy, Cormac - La Strada

    In un mondo desolato da una catastrofe nucleare, due sopravissuti, padre e figlio, cercano nel passato la forza “ che mancò alla loro moglie e madre “ di sperare nella possibilità di un futuro. I dialoghi concisi, disperati, tracciano il vuoto di un mondo dove la violenza ha prevalso. Meno fresco di Cavalli selvaggi, meno violento di Meridiano di sangue, La strada è comunque una prova di grande autore.
    Ultima modifica di elisa; 09-13-2009 alle 02:47 PM. Motivo: edit caratteri

  2. #2
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    Non conosco questo autore, ma credo che Cormac sia il nome, per ora lo inverto, se mi sbaglio ditelo...

  3. #3
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    La strada non l'ho letto, ma ho letto Meridiano di Sangue, cavalli selvaggi e un altro paio non tradotti in italiano. Cormac McCarthy è un grande scrittore dei nostri tempi. Ogni tanto si vocifera che sia candidato al nobel, ma poi lo danno sempre a qualcun altro (come del resto è successo a Jorge luis Borges per tutta la vita)

  4. #4
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    libro di grande interesse rielaborazione in chiave apocalittica dei grandi romanzi on the road della letteratura americana

  5. #5
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    Questo libro mi ha lasciato un profondo senso di desolazione e dolcezza al tempo stesso, trasmesso dallo stile lapidario e diretto di McCarthy, che qui descrive un mondo futuro grigio e triste, dove tutto è cenere, ma il rapporto tra il padre ed il figlio che viaggiano sempre alla ricerca di un posto migliore esprime la volontà di proteggere e l'intimità che superano ogni tempo.

    E' stata la mia prima esperienza con questo scrittore, ma mi ha molto toccata, quindi credo proprio che la ripeterò.....

  6. #6
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    Un gigante della letteratura. questo non l'ho ancora letto: leggete Meridiano di sangue.. unico per potenza di fuoco, le parole prendono vita e ti coinvolgono oltre ogni dire. Vado a indagare se di questo ne esiste già una traduzione italiana.. non vedo l'ora.

  7. #7
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    Un capolavoro, non posso dire altro, è un romanzo che ha un sapore di cenere e bellezza, la cenere della distruzione che angoscia e la bellezza di un amore indicibile tra un padre e un figlio. Ci sono momenti di altissima letteratura, di grande commozione e di poesia, sembra di vederli, il padre e il figlio, spingere quell carrello per le strade polverose, in mezzo a macerie e nella continua paura, senza un raggio di sole con l'unico sostegno del legame profondo che li unisce, un amore assoluto e puro, pieno di speranza, sentimenti che pochi romanzieri contemporanei hanno saputo descrivere in modo così completo.
    Lo consiglio a tutti.

  8. #8
    Lunatic Mod
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    C'è poco da aggiungere, anche per me è un capolavoro. Colpisce immediatamente il contrasto tra la desolazione dello scenario e la tenerezza del sentimento, più forte di tutto, che lega padre e figlio. Un bambino che si prende cura del papà nello stesso modo in cui questi si prende cura di lui. Un bambino costretto a rinunciare alla propria infanzia, che tuttavia riaffiora, inaspettata, in diversi momenti.
    Un libro in parte ripetitivo, ma di una ripetitività adrenalinica e ansiogena, che spinge ad andare avanti poichè tiene col fiato sospeso.
    Momenti di pura poesia alternati a momenti di spietata crudezza,che a volte diventano stranamente un tutt'uno.
    Molto, molto bello.

  9. #9
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    Non potevo non unirmi a questa discussione.
    Ho finito di leggerlo non molto tempo fa' e mi trovo d'accordo con tutti nel definirlo un capolavoro.
    La forza per la sopravvivenza, in un mondo ormai quasi piu' esistente, che il padre cerca di insegnare al figlio.
    Bella secondo me la scelta dell'autore di far nascere il figlio gia' nel mondo in distruzione, dove si vede il papa' che cerca di spiegare al figlio come era' il mondo prima della catastrofe e che il figlio immagina dover essere meraviglioso rispetto a cio' che vede nella cruda realta'
    Mi ha molto toccato, ho letto anche altro di McCarthy; Sunset Limited, Non e' un paese per vecchi e Il guardiano del frutteto.
    E' uno scrittore molto particolare, a volte forse un po' difficile da seguire, ma indubbiamente molto molto interessante, e' un mago nel descrivere posti e soprattutto personaggi.

    Ho in cantiere di iniziare Suttree, qualcuno lo ha letto?

  10. #10
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    Io, l'ho letto, Clik.

  11. #11
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    Citazione Originariamente scritto da sergio Rufo Vedi messaggio
    Io, l'ho letto, Clik.
    Bene, ora ti prego, dimmi solo che vale la pena come tutti gli altri che ho letto di McCarthy.
    Grazie.

  12. #12
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    Allora, Suttre appartiene al primo McCarthy. E' un libro decisamente maestoso. E' la semplice storia di un disadattato della societa' americana.
    Il libro si snoda sulle vicende di un personaggio particolare: un pescatore di pesci gatto che vive la sua vita in un modo disperato.
    Il palcoscenico di McCarthy, in questo libro, e' composto dalla disperazione, dal dolore, dalla sofferenza, dall'allucinazione di una vita che sembra non avere un minimo di senso. Accade e basta in tutto il suo terrificante splendore.
    E' un libro duro ma in questa durezza traspare l'umanita' di un qualcosa che sembra difficile capire.

    Te lo consiglio.
    Occhio: il grande scrittore statunitense ( forse il piu' grande di tutti - ora - con Saramago) qui' da sfoggio di tutta la sua infinita magnificenza della prosa. Diventa epica, diventa lirica. Ed infine difficile - seppur semplice.
    Ma soprattutto: non si raccontano storielle, e' la vita stessa che parla, e lo scrittore la lascia parlare. Non la corregge, questa e' l'enorme profondita' di McCarthy. ( come in Meridiano di sangue)

    Buona lettura.

  13. #13
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    Grande recensione, gia' me lo immagino, gia' mi gusto la lettura.
    Grazie Sergio.


    (
    forse il piu' grande di tutti - ora - con Saramago
    )

    Lo consideri insieme a Saramago il piu' grande del secolo, o il piu' grande scrittore di sempre.
    Scusa ma non riesco a capire cosa intendi.
    Mi piacerebbe saperlo.

  14. #14
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    Predefinito Apocalisse in McCarthy

    ciao, Clik, e' difficile rispondere ad una domanda cosi'.
    Io non credo che si possano stilare classifiche, ma in un certo modo, ho voluto asserire che ritengo McCarthy e Sarmago i due piu' grandi scrittori viventi. Di questo ne sono sicuro, almeno per quanto riguarda i miei gusti ( ma non sono l'unico a pensarla cosi'). E sono anche due dei piu' grandi di tutti i tempi. Se vuoi aggiungo anche questo.
    Perche' ritengo lo statunitense infinito?
    per due motivi:
    il piu' sciocco e banale: lo stile. Eccelso, perfetto, maestoso, nato per scrivere. McCarthy non ha nessun merito tranne quello di essere nato per scrivere. E' un destino il suo. Per alcuni scrittori vale una regola: sono un " mezzo" tramite il quale " qualcosa "si manifesta"
    Seondo motivo: il sentimento.
    Ogni scrittore che leggiamo suggerisce una cosa: cosa ci ritroviamo di noi in loro? quale visione del mondo ci offrono? come lo interpretano? quale voce gli danno?
    Quando lessi Meridiano di sangue o Rosso di sera nel wet, rimasi annichilito.
    Non avevo mai letto niente di simile.
    Stupefatto.
    Ripresomi dall'incantevolezza del linguaggio, piano piano, ho incominciato a vedere il " mondo" di McCarthy che appariva pagina dopo pagina nella sua fulgida profondita'. Si svelava in un modo talmente crudo e talmente travolgente che capii subito che quello era lo scrittore che da anni cercavo.
    Il mondo apocalittico di Meridano di sangue e' il mio mondo.
    E' un mondo che rifiuto eticamente e moralmente, ma e' un mondo che mi affascina per la sua assoluta estemporeanita' da ogni valutazione Umana" E' un mondo nel quale l'uomo e la natura si coniugano in un verbo che la ragione non puo' comprendere. Solo il linguaggio ci puo' avvicinare, ma solo di poco.
    La natura, questo mondo, e' ossessivo, e' radicale, e' estremo, e' impazzito. Tutto cio' che vive muore. Tutto cio' che e' debole soccombe, tutto cio' che oppone resistenza sara' spazzato via.
    E' un mondo, il west di MacCarthy, metafisico , incomprensibile alla ragione. E' un collimare con forze innegabilmnte piu' potenti: la vita diventa un rito sacrificale, immolante e su questo crudele palcoscenico l'uomo non puo' che recitare la propria parte.
    Non c'e' festa, non c'e' celebrazione, non c'e' devozione, non c'e' un credo, non c'e' liturgia: la vita e' gia' tutto questo in se stessa.
    Il ritmo della violenza e' l'unico ritmo, il battito cardiaco naturale dell'esistenza. Del resto , sembra dirci lo statunitense, la vita stessa e' violenza perche' interrompe la stasi della morte. Capovolgendo se stessa in morte e distruzione, rinnova eternamente il suo piu'' profondo gioco: violando se stessa, ritorna a se stessa in un gioco eterno.

    Solo un MacCarthy poteva scrivere una cosa simile.

  15. #15
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    Wink

    Ciao Sergio,
    hai una capacita' di spiegare le cose eccellente, complimenti.
    Ero solo incuriosito se intendevi dire, come già ho scritto, i due piu' grandi scrittori viventi o di sempre.
    Mi hai risposto e ti dico come ho conosciuto McCarthy, semplicemente entrando in libreria, ho preso in mano un suo libro, "La strada" , ho letto la piccola recensione dietro e ho detto, "questo mi piace" ed e' stato cosi'.
    Successivamente ho letto "Il guardiano del frutteto" e "Sunst Limited.
    Tutto questo e' successo qualche mese fa, non avevo mai sentito parlare di McCarthy.
    Quando l'ho letto mi sono detto che questo era uno dei migliori scrittori viventi, avevo paura ad affermare questo solo per aver letto 2 o 3 libri e conoscendolo appena, leggendo la tua recensione mi accorgo che avevo pensato bene.

    Ci tengo a dire "vivente" perche' per me il piu' grande scrittore mai esistito e' stato il grande Tolstoj.
    Forse non sarai della stessa opinione.

    Sono in massima d'accordo con la tua recensione, ma mi dispiace, soprattutto sul finale sembra un inno alla morte, io invece anche se magari in modo pessimistico, utopico, gridero' sempre "Viva la Vita".
    Scusa se dovessi aver interpretato male il tuo pensiero.
    Ciao.

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