Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

copertina libro

Il dottor Zivago

Pagina 1 di 3 123 UltimoUltimo
Mostra risultati da 1 a 15 di 43

Discussione: Pasternak, Boris - Il dottor Zivago

  1. #1
    Senior Member
    Data registrazione
    Oct 2007
    Località
    PERUGIA
    Messaggi
    109
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito Pasternak, Boris - Il dottor Zivago

    Mi è sembrato non ci fosse... spero di non essermi sbagliata. Che dire... questo libro mi ha fatto penare fino in fondo!!
    E' bello, bello, un altro capolavoro russo. Aveva un "nonsoche" di Tolstojano.
    Una storia molto intensa, mai descritta in modo "mieloso" e pesante. Una storia d'amore tragica, una coppia di amanti che si trovano e si allontanano a più riprese a causa del periodo storico in cui vivono. Sullo sfondo la guerra, la rivoluzione russa, bolscevichi, menscevichi, partigioni, bianchi, rossi...ed un universo di personaggi, amici ed antagonisti di Lara e Zivago. Un libro mai noioso, descrizioni dei paesaggi, sopratutto invernali, meravigliose. Ti sembra quasi di sentirlo quel gelo che penetra nelle ossa.
    Mi è rimasta impressa la descrizione dell'albero di sorbe coperto di nee e pieno di passerotti. Sembra di essere lì accanto a lui d osservare il paesaggio con i suoi occhi.
    In futuro sicuramente da rileggere!
    Ultima modifica di elisa; 05-19-2009 alle 07:05 PM. Motivo: edit caratteri

  2. #2
    Motherator
    Data registrazione
    Aug 2007
    Località
    Udine
    Messaggi
    18712
    Inserimenti nel blog
    9
    Thanks Thanks Given 
    210
    Thanks Thanks Received 
    578
    Thanked in
    341 Posts

    Predefinito

    anche io ho amato molto questo libro, questo amore grandissimo e questi personaggi sullo sfondo di una Russia gelida, violenta e tragica.
    Un libro che non si dimentica facilmente

  3. #3
    +Dreamer+ Member
    Data registrazione
    Aug 2007
    Località
    Padova
    Messaggi
    3704
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Finito oggi di leggere e devo dire che mi è piaciuto abbastanza specialmente le descrizioni dei paesaggi ,della situazione in Russia,anche le digressioni filosofiche dopo tutto sono state interessanti;mi è dispiaciuto molto per il finale fino alla fine ho sperato che andasse bene...invece!!L'unico neo è stato all'inizio che ho trovato un pò caotico (se si può dire)per i nomi...mi confondevo sempre!!!

  4. #4
    Member
    Data registrazione
    May 2008
    Località
    Friuli - Venezia Giulia
    Messaggi
    58
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Anch'io da principio ho fatto una fatica immane , non capivo nulla, anche perchè avevo in testa il film, dove non c'era nulla di quanto scriveva il libro.
    Poi , piano piano, sono riuscita a capire tutte le varie storie, e mi è piaciuto molto, come del resto tutti i romanzi russi che io amo in maniera particolare.

  5. #5
    Senior Member
    Data registrazione
    Jun 2008
    Località
    campagna lomellina
    Messaggi
    122
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Ho trovato Il dottor Zivago un libro di rara poesia! Quello che mi ha colpito è l'uso della descrizione dei paesaggi e delle cose, dove l'immagine diviene strumento per comunicare l'emozioni dei personaggi, emozioni mai chiaramente palesate ma solo lasciate intuire attraverso i cambiamenti del mondo circostante.
    Certo non è il libro più scorrevole che abbia letto, però merita e mi sento di consigliarlo.

  6. #6
    Fantastic Member
    Data registrazione
    Sep 2007
    Località
    Padova
    Messaggi
    1996
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Il dottor Zivago è un libro molto delicato e affascinante! Peccato averlo letto a lunghi intervalli di tempo.. Mi ha un po' rovinato il piacere della lettura! Più avanti infatti conto di rileggerlo tutto d'un fiato..

  7. #7

    Post

    L'ho finito di leggere proprio oggi. Inizialmente l'ho trovato un pò intricato, perchè con tutti quei nomi e soprannomi russi non riuscivo a orientarmi molto bene nella storia. Da un certo punto in poi invece mi è sembrato molto scorrevole e mi ha coinvolto a tal punto da non vedere sempre l'ora di riprenderlo in mano. Comunque libro ben fatto

  8. #8
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2007
    Località
    Treviso
    Messaggi
    998
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Chissà se esiste un romanzo russo sotto le 400 pagine...

    Questo libro, oltre a darci un ampio quadro della vita in Russia negli anni della rivoluzione, ha il grande merito di criticare "dall'interno" la dittatura sovietica, anche se non giunge a rifiutarla. Di certo una buona parte del suo successo è dovuta a ciò.

    Ma la trama purtroppo rasenta spesso la telenovela, come quando i due protagonisti tubano scambiandosi frasi del tipo "Ricordami ogni momento che sono la tua schiava che ti ama ciecamente e non ragiona", "Tu hai le ali per volare al di sopra delle nubi", "Tu ardi sempre ed emani calore, mia piccola candela accesa" eccetera . Poi non ho capito perchè negli ultimi anni loro due non fanno alcun tentativo per ritrovarsi e avrei pure voluto sapere che fine fanno alcuni personaggi di cui si perdono le tracce (la madre e il fratello di Lara per esempio). Invece mi è molto piaciuto il fatto che Jurij e Lara, pur amandosi, non smettono per questo di amare anche i loro rispettivi coniugi: Pasternak sa bene quanto complesso possa essere l'amore!

    Lo stile non è sempre efficace secondo me. Il romanzo è lento e di faticosa lettura. Ci sono troppi personaggi (alcuni del tutto inutili) e troppe descrizioni "meteorologiche", tutte cose che alla lunga stancano. I discorsi filosofico-religiosi poi mi sembrano banali e quelli sulla letteratura troppo vaghi. Ma, a parte tutto ciò, ci sono delle pagine bellissime secondo me: l'infanzia di Jurij, l'inizio del suo amore per Lara nella primavera di Meljuzeev, il loro addio a Varykino, la loro fine e molte altre. Spesso in questi episodi la quasi maniacale attenzione di Pasternak per i fenomeni atmosferici sfocia in risultati di grande espressività, come nella scena dell'addio: " Nella scena invernale, quasi simile a una commossa presenza, spirava un infinito cordoglio. Era come se fino a ora mai fosse imbrunito così, come se il tramonto fosse sceso per la prima volta quel giorno, a consolazione di un uomo abbandonato, piombato nella solitudine; come se i boschi tutto intorno, sui colli, volgendo le spalle all'ultimo orizzonte, non costituissero solo un limite del panorama, ma vi si fossero disposti uscendo dalla terra per esprimere la loro partecipazione. Jurij si sottrasse a quella tangibile bellezza dell'ora, come ci si sottrae a una folla di persone che commiserano importune, pronto quasi a mormorare ai raggi del tramonto che si protendevano fino a sfiorarlo: "Grazie. Non importa." "

    In conclusione è un libro che val la pena di leggere secondo me, anche se richiede una certa pazienza.
    Ultima modifica di Masetto; 10-23-2008 alle 01:44 PM.

  9. #9

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Masetto Vedi messaggio
    Chissà se esiste un romanzo russo sotto le 400 pagine...

    Questo libro, oltre a darci un ampio quadro della vita in Russia negli anni della rivoluzione, ha il grande merito di criticare "dall'interno" la dittatura sovietica, anche se non giunge a rifiutarla. Di certo una buona parte del suo successo è dovuta a ciò.

    Ma la trama purtroppo rasenta spesso la telenovela, come quando i due protagonisti tubano scambiandosi frasi del tipo "Ricordami ogni momento che sono la tua schiava che ti ama ciecamente e non ragiona", "Tu hai le ali per volare al di sopra delle nubi", "Tu ardi sempre ed emani calore, mia piccola candela accesa" eccetera . Poi non ho capito perchè negli ultimi anni loro due non fanno alcun tentativo per ritrovarsi e avrei pure voluto sapere che fine fanno alcuni personaggi di cui si perdono le tracce (la madre e il fratello di Lara per esempio). Invece mi è molto piaciuto il fatto che Jurij e Lara, pur amandosi, non smettono per questo di amare anche i loro rispettivi coniugi: Pasternak sa bene quanto complesso possa essere l'amore!

    Lo stile non è sempre efficace secondo me. Il romanzo è lento e di faticosa lettura. Ci sono troppi personaggi (alcuni del tutto inutili) e troppe descrizioni "meteorologiche", tutte cose che alla lunga stancano. I discorsi filosofico-religiosi poi mi sembrano banali e quelli sulla letteratura troppo vaghi. Ma, a parte tutto ciò, ci sono delle pagine bellissime secondo me: l'infanzia di Jurij, l'inizio del suo amore per Lara nella primavera di Meljuzeev, il loro addio a Varykino, la loro fine e molte altre. Spesso in questi episodi la quasi maniacale attenzione di Pasternak per i fenomeni atmosferici sfocia in risultati di grande espressività, come nella scena dell'addio: " Nella scena invernale, quasi simile a una commossa presenza, spirava un infinito cordoglio. Era come se fino a ora mai fosse imbrunito così, come se il tramonto fosse sceso per la prima volta quel giorno, a consolazione di un uomo abbandonato, piombato nella solitudine; come se i boschi tutto intorno, sui colli, volgendo le spalle all'ultimo orizzonte, non costituissero solo un limite del panorama, ma vi si fossero disposti uscendo dalla terra per esprimere la loro partecipazione. Jurij si sottrasse a quella tangibile bellezza dell'ora, come ci si sottrae a una folla di persone che commiserano importune, pronto quasi a mormorare ai raggi del tramonto che si protendevano fino a sfiorarlo: "Grazie. Non importa." "

    In conclusione è un libro che val la pena di leggere secondo me, anche se richiede una certa pazienza.
    Si esistono romanzi russi sotto le 400 pagine. Per esempio autori contemporanei come Pelevin e Erofeev scrivono solo raccoti lunghi (sulle 250 300 pagine). Lo stile di Pasternak è senza dubbio di grande effetto nelle descrizioni della natura(quella degli Urali quando vanno a Varykino è un capolavoro). Il romanzo è tanto lungo perché Pasternak ha voluto proporre un romanzo di respiro ottocentesco-tolstojano, che non punta tanto sulla credibilità della trama o dei vari personaggi, ma piuttosto sulla descrizione di un'epoca storica ben precisa; di una Russia nuovamente lacerata e squassata, dalla guerra fra Bianchi e Rossi, come quella di Guerra e pace sconvolta da Napoleone. In quest'ottica, la vaghezza delle disquisizioni filosofico-letterarie, credo che acquisti una dimensione del tutto trascurabile: non sono l'intento primario dell'autore. Inoltre che Zhivago (dall'aggettivo zhivoj "vivo" e dal sostantivo zhizn "vita") abbia spesso opinioni deboli e inconsistenti è nella sua natura; egli, essendo ciò che la critica definisce un "uomo inutile", fallisce in tutto: come medico, come amante, come marito ecc... pertanto non può avere opinioni definite o decise, sennò tradirebbe la sua natura di inutilità. Io credo che valga la pena di leggerlo per il solo fatto che sia la grande epopea, che ancora contiene il respiro epico dei grandi eventi e della vita, di una Russia imperiale, ormai URSS, che era destinata a sparire per sempre, e con essa il grande realismo.
    Ultima modifica di Vladimir; 05-22-2009 alle 07:52 PM.

  10. #10
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2007
    Località
    Treviso
    Messaggi
    998
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Vladimir Vedi messaggio
    che Zhivago abbia spesso opinioni deboli e inconsistenti è nella sua natura; egli, essendo ciò che la critica definisce un "uomo inutile", fallisce in tutto: come medico, come amante, come marito ecc... pertanto non può avere opinioni definite o decise, sennò tradirebbe la sua natura di inutilità.
    Non ne sono troppo convinto: se Pasternak ha voluto fare di Zivago un fallito in tutto, perché gli “attribuisce” alcune delle sue poesie, tra cui non poche di indubbio valore? Di certo Pasternak in queste poesie ci credeva, era cosciente della loro qualità. Mi pare allora più probabile che gli sembrassero buone anche le idee sulla filosofia e la letteratura che mette in bocca al suo protagonista, e che la loro vaghezza non sia voluta: semplicemente Pasternak non ne aveva di più precise
    Ultima modifica di Masetto; 05-20-2009 alle 10:03 AM.

  11. #11
    tak kto zh ty, na konec?
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Genova
    Messaggi
    66
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Vladimir Vedi messaggio
    Lo stile di Pasternak è senza dubbio di grande effetto nelle descrizioni della natura(quella degli Urali quando vanno a Varykino è un capolavoro). Il romanzo è tanto lungo perché Pasternak ha voluto proporre un romanzo di respiro ottocentesco-tolstojano, che non punta tanto sulla credibilità della trama o dei vari personaggi, ma piuttosto sulla descrizione di un'epoca storica ben precisa; di una Russia nuovamente lacerata e squassata, dalla guerra fra Bianchi e Rossi, come quella di Guerra a pace sconvolta da Napoleone. In quest'ottica, la vaghezza delle disquisizioni filosofico-letterarie, credo che acquisti una dimensione del tutto trascurabile: non sono l'intento primario dell'autore. Inoltre che Zhivago (dall'aggettivo zhivoj "vivo" e dal sostantivo zhizn "vita") abbia spesso opinioni deboli e inconsistenti è nella sua natura; egli, essendo ciò che la critica definisce un "uomo inutile", fallisce in tutto: come medico, come amante, come marito ecc... pertanto non può avere opinioni definite o decise, sennò tradirebbe la sua natura di inutilità. Io credo che valga la pena di leggerlo per il solo fatto che sia la grande epopea, che ancora contiene il respiro epico dei grandi eventi e della vita, di una Russia imperiale, ormai URSS, che era destinata a sparire per sempre, e con essa il grande realismo.
    Già, la magia di questo grandissimo romanzo sta proprio nell'aver proposto il passaggio di un periodo ad un altro - dall'impero all' URSS- il tutto visto attraverso gli occhi di un uomo che non riesce a star dietro all'evoluzione del paese. Zhivago E' un uomo inutile, non conclude nulla, tanto che non pubblica alcuna delle sue poesie..

    Citazione Originariamente scritto da Masetto Vedi messaggio
    Non ne sono troppo convinto: se Pasternak ha voluto fare di Zivago un fallito in tutto, perché gli “attribuisce” alcune delle sue poesie, tra cui non poche di indubbio valore? Di certo Pasternak in queste poesie ci credeva, era cosciente della loro qualità. Mi pare allora più probabile che gli sembrassero buone anche le idee sulla filosofia e la letteratura che mette in bocca al suo protagonista, e che la loro vaghezza non sia voluta: semplicemente Pasternak non ne aveva di più precise
    Certo, le avrà ritenute di valore, così come di valore è stato il lavoro di medico che Zhivago ha svolto, ma...finisce lì...non le ha mai pubblicate, non ha mai continuato la professione, il suo matrimonio così come la sua storia exta coniugale...Non può che essere vago, perchè è la natura dell' "uomo inutile", che per definizione critico letteraria è colui che sì ha tante idee, è colto, ma in realtà non ne mette a segno nessuna..In poche parole, Oblomov..

  12. #12
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2007
    Località
    Treviso
    Messaggi
    998
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Già; è un fatto anche questo; Zivago le sue poesie non le pubblica. Non ci avevo pensato . Forse avete ragione voi

  13. #13
    Member
    Data registrazione
    Jul 2008
    Località
    Siena
    Messaggi
    98
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito Zivago come Amleto?

    Credo che la migliore definizione dell' "incapacità di vivere" di Zivago la dia Zivago stesso, nella prima delle sue poesie, Amleto (bellissima, secondo me): come un attore prima di entrare in scena, il poeta si ferma sul "limitare della storia", riluttante ad indossare la maschera, a percorrere quel viaggio in cui tutto è già scritto, in cui "esistere" ed "essere" non sempre coincidono.

    S'è spento il brusio. Sono entrato in scena.
    Poggiato allo stipite della porta
    vado cogliendo nell'eco lontana
    quanto la vita mi riserva.

    Un'oscurità notturna mi punta contro
    mille binocoli allineati.
    Se solo è possibile, abba padre,
    allontana questo calice da me.

    Amo il tuo ostinato disegno,
    e reciterò, d'accordo, questa parte.
    Ma ora si sta dando un altro dramma
    e per questa volta almeno dispensami.

    Ma l'ordine degli atti è già fissato,
    e irrimediabile è il viaggio, sino in fondo.
    Sono solo, tutto affonda nel farisaismo.
    Vivere una vita non è attraversare un campo.

  14. #14
    Junior Member
    Data registrazione
    Sep 2009
    Località
    bucarest
    Messaggi
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    l'ho finito ora e non avevo mai letto un libro così amaro (neanche l'uomo che ride per intenderci), di un' amarezza limpida e cristallina

  15. #15
    Mathematician Member
    Data registrazione
    May 2009
    Messaggi
    698
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Zorba Vedi messaggio
    Già, la magia di questo grandissimo romanzo sta proprio nell'aver proposto il passaggio di un periodo ad un altro - dall'impero all' URSS- il tutto visto attraverso gli occhi di un uomo che non riesce a star dietro all'evoluzione del paese. Zhivago E' un uomo inutile, non conclude nulla, tanto che non pubblica alcuna delle sue poesie..



    Certo, le avrà ritenute di valore, così come di valore è stato il lavoro di medico che Zhivago ha svolto, ma...finisce lì...non le ha mai pubblicate, non ha mai continuato la professione, il suo matrimonio così come la sua storia exta coniugale...Non può che essere vago, perchè è la natura dell' "uomo inutile", che per definizione critico letteraria è colui che sì ha tante idee, è colto, ma in realtà non ne mette a segno nessuna..In poche parole, Oblomov..

    Sono d'accordo solo in parte con questa analisi. Quanti grandi scrittori sono morti come dei falliti senza pubblicare alcuna opera e sono poi stati rivalutati dai posteri? Credo che l'inutilità della vita di un uomo (se mai una vita può essere considerata inutile) vada valutata nel lungo termine e non limitata nell'arco biologico della vita stessa.

    Detto questo credo che il romanzo sia di altissimo livello e ben scritto. Trovo che le difficoltà derivanti dai numerosi personaggi presentati all'inizio del libro che molti lettori mettono in luce siano molto inferiori rispeto a tanti altri romanzi russi. Semmai risultano di non facilissima comprensione (pur non compromettendo l'intendimento della trama) i fatti relativi alla rivoluzione e alla guerra civile, soprattutto per coloro che non conoscono bene l'andamento degli eventi.

    Anche le disquisizioni filosofiche non sono così banali come qualcuno sostiene, specialmente quelle riguardanti la religione e il rapporto tra uomo e donna. In particolare vorrei segnalare una citazione (che qualcuno ha definito da telenovela...) molto bella e che rappresenta i diversi ruoli che secondo Pasternak, e non solo, uomo e donna dovrebbero avere all'interno di una coppia. "La nostra situazione è diversa. Tu, le ali le hai per volare al di sopra delle nubi, mentre io, donna, le ho per posarmi a terra e riparare con esse l’uccellino dal pericolo."

Discussioni simili

  1. Marlowe, Christopher - Il dottor Faustus
    Da Dorylis nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 4
    Ultimo messaggio: 04-19-2008, 07:11 PM
  2. DOTTOR FAUST di Marlowe
    Da f.melillo nel forum Salotto letterario
    Risposte: 17
    Ultimo messaggio: 01-05-2008, 02:39 PM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •