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Discussione: Incipit

  1. #151
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    "Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l'ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l'avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano ad intendere ai loro consorti, i quali per altro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro."

    La morte della Pizia - F. Durrenmatt

  2. #152
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    "Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile."

    (T.Terzani, Un indovino mi disse)

  3. #153
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    Il Re Pallido - David Foster Wallace

    Di là dalle pianure di flanella, i grafici d'asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato da alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull'acqua alla foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva muscadina, verza, verga aurea, edera terrestre, acero da fiore, solano, ambrosia, avena folle, veccia, gramigna, fagiolini spontanei invaginati, tutte teste che annuiscono dolcemente a una brezza mattutina che è la morbida mano di una madre sulla guancia. Uno strale di storni scoccato dalle stoppie del frangivento. Il lucore di rugiada che resta lì a svaporare tutto il giorno. Un girasole, altri quattro, uno chino, e lontani cavalli rigidi e immoti come giocattoli. Annuiscono tutti. Suoni elettrici di insetti indaffarati. Sole biondo birra, cielo pallido e volute di cirri così alte da non fare ombra. Insetti indefessamente indaffarati. Quarzo, selce, scisto e croste di condrite ferrosa nel granito. Terra antichissima. Guardatevi intorno. L'orizzonte tremola, informe. Siamo tutti fratelli.

  4. #154
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    "Sono stato molte volte infelice, nella mia vita, da bambino, da ragazzo, da giovane, da uomo fatto; molte volte, se ci ripenso, ho toccato quello che si dice il fondo della disperazione. Ricordo tuttavia pochi periodi più neri, per me, dei mesi di scuola fra l'ottobre del 1929 e il giugno del '30, quando facevo la prima liceo. Gli anni trascorsi da allora non sono in fondo serviti a niente: non sono riusciti a medicare un dolore che è rimasto là come una ferita segreta, sanguinante in segreto. Guarirne? Liberarmene? Non so se sarà mai possibile"

    Dietro la porta - G. Bassani

  5. #155
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    Chieko scoprì le violette fiorite sul tronco antico dell'acero.
    "Sono fiorite anche quest'anno". Con queste parole andò incontro alla dolce primavera.
    Nel piccolo giardino di città, quell'acero era davvero grande, più grande dei fianchi di Chieko. La sua corteccia vecchia, rugosa, cosparsa di muschio, non era tuttavia da paragonare al corpo giovane e fresco di lei.

    Koto ovvero i giovani amanti dell'antica città imperiale - Y. Kawabata

  6. #156
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    Di nuovo a Vienna e di ritorno a casa da una visita nei quartieri fuori mano,mi sorprese un rovescio di pioggia che, con sferzate d'acqua,costringeva la gente a rimpiattarsi rapida sotto i portoni e altri ricoveri,e anch'io cercai in fretta un tetto sotto cui ripararmi.Per fortuna a Vienna c'è un caffè in attesa ad ogni angolo e io mi rifugiai in quello proprio li di fronte,con il cappello già gocciolante e le spalle bagnate fradice.All'interno si rivelò il solito,tradizionale caffè di periferia,senza il contorno accattivante di quelle orchestrine alla moda che in centro imitano i locali tedeschi,ma pervaso,invecedall'atmosfera familiare della vecchia Vienna e affollato di gente modesta che consumava più giornali che dolciumi.

    Mendel dei libri Stefan Zweig

  7. #157
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    Sono Gimpel l'idiota, ma non credo di essere stupido. Anzi. Però i compaesani mi chiamano così. Mi diedero questo nomignolo quando andavo ancora a scuola; di nomignoli ne avevo in tutto sette: imbecille, somaro, testa di rapa, tonto, allocco, sciocco e idiota. Fu quest'ultimo a restarmi appiccicato. In che cosa consisteva la mia idiozia? Mi lasciavo turlupinare facilmente.

    Gimpel l'idiota - I.B. Singer

  8. #158
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    "A quei tempi era sempre festa.Bastava uscire di casa e traversare la strada per diventare come matte,e tutto era così bello,specialmente di notte,che tornando stanche morte,speravamo ancora che qualcosa succedesse,che scoppiasse un incendio,che nascesse un bambino e magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare,camminare fino ai prati e fin dietro le colline.-Siete sane,siete giovani-dicevano siete ragazze,non avete pensieri,si capisce.Eppure una di loro,quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare,anche lei rideva per niente,e una sera,trottando dietro agli altri,si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria.""

    "La bella Estate"
    Cesare Pavese

  9. #159
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    "In primo luogo era ottobre, un mese eccezionale per i ragazzi. Non che tutti i mesi non siano eccezionali. Ma ce ne sono di buoni e di cattivi; come dicono i pirati. Prendete settembre, un mese cattivo: cominciano le scuole. Considerate agosto, un mese buono: le scuole non sono ancora incominciate. Luglio, ecco, luglio è veramente splendido: niente scuole. Giugno, senza dubbio, giugno è il migliore di tutti, perché le porte delle scuole si spalancano e settembre è lontano un miliardo di anni".

    Il popolo dell'autunno - R. Bradbury

  10. #160
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    IL CACCIATORE DI AQUILONI - Khaled Hosseini
    Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.

  11. #161
    Ananke
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    Era già sera quando atterrai a New York, la città dove un tempo, in gioventù, avevo avuto la mia prima esperienza stroboscopica. Un'esperienza che non mi avrebbe più lasciato. Arrivai con Una Frase in valigia: "Una brezza leggera faceva tremare le foglie dell'albero nel caldo del pomeriggio." Molta gente ha avuto di meno con sé, nella traversata dell'Atlantico. Mentre i doganieri esaminavano il mio bagaglio fui preso dall'allegria: la frase che portavo con me era senza paragone più grande di tutti i miei vestiti, i miei strumenti per la scrittura e i miei articoli da toilette messi insieme.

    "Un prosatore a New York" di Goran Tunstrom

  12. #162
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    piccolo paese calabro della costa jonica...
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    "Poichè molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin dal principio e divennero ministri della Parola, così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto."
    (Luca d'Antiochia - Vangelo)

  13. #163
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    "La primavera era all'inizio.Era il secondo giorno che viaggiavamo.Entravano nel vagone e ne uscivano persone che andavano a distanze diverse,ma tre venivano come me, dalla stazione di partenza del treno:una signora non bella nè giovane che fumava,con un viso tormentato,un paltò semimaschile addosso e un berrettino.Un suo conoscente,uomo sui quarant'anni amante della conversazione ,con le sue cose tutte ordinate e nuove,e ancora un signore di statura non molto alta con i movimenti a scatti che stava per conto suo,non vecchio ancora,ma con i capelli ricci evidentemente incanutiti prima del tempo e con degli occhi straordinariamente scintillanti che correvano rapidi da un oggetto all'altro....

    LA SONATA A KREUTZER:Tolstoj

  14. #164
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    A N., piccola città di provincia, così tante erano le botteghe di barbiere e le imprese di pompe funebri da far pensare che i suoi abitanti venissero al mondo con l'unico scopo di farsi la barba, tagliarsi i capelli, ungersi la testa con brillantine rinfrescanti e, quindi, morire. Ma ad N, piccola città di provincia, la gente in realtà veniva al mondo, si radeva e moriva piuttosto di rado.


    LE DODICI SEDIE - IL'F E PETROV

  15. #165
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    La vita è fatta di piccole felicità insignificanti ,simili a minuscoli fiori.Non è fatta solo di grandi cose,come lo studio,l'amore,i matrimoni,i funerali.Ogni giorno succedono piccole cose ,tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle,e tra esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile che l'anima respira e grazie alla quale vive.

    Banana Yoshimoto " Un viaggio chiamto vita"

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