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Discussione: Incipit

  1. #61
    Motherator
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    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

    Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento.

  2. #62
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    Predefinito Accabadora, Michela Murgia

    Fillus de anima.
    E' così che chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra.

  3. #63
    Balivo di Averoigne
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    Accabadora – M.Murgia
    Alla ricerca del tempo perduto – M.Proust
    Anna Karenina – L.Tolstoj
    Baudolino – U.Eco
    Bel-Amì – Guy de Maupassant
    Cent’anni di solitudine - G.G.Marquez
    Cecità – J.Saramago
    Che tu sia per me il coltello – D.Grossman
    Cose preziose – S.King
    Cronaca di una morte annunciata – G.G.Marquez
    Delitto e castigo – F.Dostoevskij
    Dona Flor e i suoi due mariti – J.Amado
    Don Chisciotte della Mancia – M. de Cervantes
    Epopea di Gilgamesh
    Follia – P.McGrath
    Foto di gruppo con signora – H.Boll
    Furore – J.Steinbeck
    Grandi speranze – C.Dickens
    I fratelli Karamazov – F.Dostoevskij
    I lavoratori del mare – V.Hugo
    I promessi sposi – A.Manzoni
    Il barone rampante – I.Calvino
    Il castello dei destini incrociati– I.Calvino
    Il cavaliere inesistente– I.Calvino
    Il deserto dei tartari– D.Buzzati
    Il giorno prima della felicità – E. De Luca
    Il giovane Holden – J.D.Salinger
    Il profumo – P.Suskind
    Il ritratto di Dorian Gray – O.Wilde
    Il rosso e il nero - Stendhal
    Il ventre di Parigi – E.Zola
    Io, robot - Isaac Asimov
    It – S.King
    La casa degli spiriti – I.Allende
    La concessione del telefono – A.Camilleri
    La donna della domenica – Fruttero e Lucentini
    La fattoria degli animali – G.Orwell
    La metamorfosi – F.Kafka
    La mia Africa – K.Blixen
    La storia – E.Morante
    La versione di Barney – M.Richler
    Le avventure di Pinocchio – C.Collodi
    Le notti bianche – F.Dostoevskij
    Lo straniero – Camus
    L’uomo che ride – V.Hugo
    L’uomo senza qualità – R.Musil
    Lettera a un bambino mai nato – O.Fallaci
    Memorie dal sottosuolo – F.Dostoevskij
    Moby Dick – H.Melville
    Oblomov – I.Goncarov
    Olive comprese – A.Vitali
    Opinioni di un clown – H.Boll
    Orgoglio e pregiudizio – J.Austen
    Paula – I.Allende
    Se una notte d'inverno un viaggiatore – I.Calvino
    Trilogia della città di K – A.Kristof


  4. #64
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    Predefinito Il processo, Kafka

    Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perchè, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.
    La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella mattina non venne. Ciò non era mai accaduto.

  5. #65
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    Ai giorni nostri, ma è inutile precisare l'anno, una sera d'autunno, sull'imbrunire, una barca infangata e dall'aspetto equivoco navigava sul Tamigi fra il ponte di Southwark, che è in ferro, e quello di Londra, che è in pietra, con due persone a bordo
    ( IL nostro comune amico - Charles Dickens )

  6. #66
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    Nell'aperta spianata, sotto un notturno cielo senza stelle, buio d'una densa nerezza d'inchiostro, un uomo, tutto solo, percorreva lo stradone che va da Marchiennes a Montsou : dieci chilometri di massicciata dritta dritta, buttati in rettifilo attraverso le coltivazioni di barbabietole. Non scorgeva neppure, davanti a sè, il nero della strada, e dell'immenso, piatto orizzonte che gli si stendeva intorno non aveva altro sentore che quello recatogli dalle folate del vento marzolino - folate ampie come quelle che trascorrono sul mare, gelide per aver spazzato leghe e leghe di lande e di paduli. Il cielo non era segnato neppure da un profilo d'albero, e la massicciata si slanciava innanzi inflessibile come una diga nell'accecante caligine delle tenebre.
    ( Germinal - Emile Zola )

  7. #67
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    Predefinito Il Maestro e Margherita - Michail Bulgakov

    Non parlate mai con gli sconosciuti

    In un caldo tramonto primaverile nei pressi degli Stagni dei Patriarchi apparvero due cittadini. Il primo poteva avere circa quaranta anni e vestiva un completo da estate grigio. Era basso e grasso, scuro di capelli, calvo; in mano aveva un dignitoso berretto a bustina mentre il viso rasato con cura si fregiava di un paio di occhiali enormi con l'armatura di corno nero. L'altro, un giovanotto dalle spalle larghe, i capelli rossicci arruffati e un berretto a scacchi schiacciato sulla nuca, portava una camicia alla cow-boy, calzoni bianchi sdrusciti e scarpe nere.

  8. #68
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    Per raccontare la mia storia devo incominciare dal lontano inizio. Se mi fosse possibile, dovrei risalire molto più addietro, fino ai primissimi anni della mia infanzia , e più oltre ancora nelle lontananze della mia origine.
    ( Demian - Hermann Hesse )

  9. #69
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    Nell'ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nell'ombra del bosco di Sal, all'ombra del fico crebbe Siddharta, il bel figlio del Brahmino, il giovane falco, insieme all'amico suo, Govinda, anch'egli figlio di Brahmino
    ( Siddharta - Herman Hesse )

  10. #70
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    Nel mezzo del cammin di nostra vita
    mi ritrovai per una selva oscura,
    che la dritta via era smarrita.
    Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
    esta selva sevaggia e aspra e forte
    che nel pensier rinova la paura.
    Tant'è amara che poco è più morte;
    ma per trattar del ben ch'ì vi trovai,
    dirò de l'altre cose ch'ì v'ho scorte.
    ( La Divina Commedia - Dante )

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  12. #71
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    Tre uomini in barca (per tacer del cane) - Jerome Klapka Jerome

    Eravamo in quattro — George, e William Samuel Harris, e io, e Montmorency. Eravamo seduti in camera mia a fumare e discorrere di quanto stessimo male — male da un punto di vista sanitario, intendo, si capisce.
    Ci sentivamo tutti depressi, il che incominciava a innervosirci. Harris disse che a momenti lo coglievano degli spaventosi attacchi di vertigini, tali da fargli perdere la cognizione di quel che stava facendo; allora George disse che anche lui aveva degli attacchi di vertigini che gli facevano perdere la cognizione di quel che stava facendo. Dal canto mio, era il fegato a darmi dei dispiaceri. Sapevo di avere il fegato in disordine perché avevo appena letto le avvertenze di certe pillole per il fegato, in cui erano descritti nel dettaglio svariati sintomi in base ai quali uno poteva stabilire quando avesse il fegato fuori posto. Io li avevo tutti.

    (cominciamo la giornata con un po' di humor, molto inglese...)

  13. #72
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    Italo Calvino, La giornata d'uno scrutatore

    Amerigo Ormea uscì di casa alle cinque e mezzo del mattino.
    La giornata si annunciava piovosa. Per raggiungere il seggio elettorale dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate, ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi segno di vita.

  14. #73
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    I milanesi ammazzano al sabato - Giorgio Scerbanenco

    Duca Lamberti disse: "Sì." Non era un'interrogazione, era un'approvazione.
    L'uomo anziano ma robusto, solido, largo, muscoloso, velloso alle orecchie e alle sopracciglia, dall'altra parte del tavolo, riprese allora a parlare. "Ogni volta che andavo al commissariato il commissario mi diceva: 'Stia tranquillo che ritroviamo la sua bambina, abbia pazienza, sa, c'è tanto lavoro.' Io andavo una volta alla settimana al commissariato e il commissario mi ha risposto sempre la stessa cosa, che avrebbe ritrovato la mia bambina, ma sono passati cinque mesi e non l'hanno ancora trovata, e io non vivo più. Brigadiere, per pietà, me la trovi lei, se no, io non so che cosa faccio."
    Duca Lamberti non era brigadiere, ma non lo corresse, non gli piaceva correggere nessuno, insegnare a nessuno. Guardò l'uomo anziano, non molto anziano, non doveva avere ancora sessant'anni, guardò quel viso di vecchio bellicoso toro bonario in quel momento deformato da una smorfia di commozione vicina al pianto. "Certo, faremo tutte le ricerche," gli disse.

    (una lettura che ti gela il sangue, da non perdere )

  15. #74
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    Predefinito I miserabili - Victor Hugo

    Nel 1815, era vescovo di Digne monsignor Charles François Bienvenu Myriel, un vecchio di circa settantacinque anni, che occupava quel seggio dal 1806.
    Sebbene questo particolare abbia poco a che fare con ciò che racconteremo, non sarà forse inutile, sia pure solo per essere del tutto precisi, accennare qui alle voci ed ai discorsi che correvano sul suo conto, nel momento in cui era arrivato nella diocesi. Vero o falso che sia, quel che si dice degli uomini occupa spesso altrettanto posto nella loro vita, e soprattutto nel loro destino, quanto quello che fanno. Monsignor Myriel era figlio d'un consigliere del parlamento d'Aix: nobiltà di toga, dunque. Si raccontava di lui che suo padre, nell'intenzione di fargli ereditare la propria carica, gli aveva dato moglie prestissimo, secondo una consuetudine abbastanza diffusa tra le famiglie dei membri del parlamento. Malgrado quel matrimonio, si diceva, Charles Myriel aveva fatto molto parlare di sé. Ben fatto nella persona, sebbene di statura alquanto piccola, elegante, simpatico e intelligente, aveva speso tutta la prima parte della sua vita e nel bel mondo e negli intrighi amorosi.

  16. #75
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    Predefinito I tre moschettieri - Alexandre Dumas

    Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità.
    A quel tempo gli allarmi erano frequenti e passavano ben pochi giorni senza che una città o l'altra registrasse nei suoi archivi qualche avvenimento di tal fatta. Vi erano i signori che si facevano la guerra tra di loro; v'era il re che faceva la guerra al cardinale; v'era lo spagnolo che faceva la guerra al re. Poi oltre a queste guerre pubbliche o private, segrete o palesi, vi erano anche i ladri, i mendicanti, gli ugonotti, i lupi e gli staffieri che facevano la guerra a tutti.
    I cittadini si armavano sempre contro i ladri, i lupi e gli staffieri; spesso contro i signori e gli ugonotti; poche volte contro il re, e mai contro il cardinale e lo spagnolo. Da questa abitudine derivò che in quel primo lunedì d'aprile 1625 i cittadini, sentendo il rumore e non vedendo né lo stendardo giallo e rosso, né la livrea del duca di Richelieu, si precipitarono verso l'albergo Franc-Meunier.
    Ciascuno appena giunto, poté vedere e riconoscere la causa di quel baccano. Un giovane……

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