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Discussione: 142° MG - Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

  1. #151
    The black sheep member
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    Predefinito Il giudice Arnett; Willard Fluke; Aner Clute; Lucius Atherton; Homer Clapp

    Il giudice Arnett

    È vero, concittadini,
    che il mio vecchio registro rimasto lì per anni
    sullo scaffale sopra la mia testa e
    la poltrona di giudice, è proprio vero
    che quel registro aveva un bordo di ferro
    e quando cadde mi squarciò la pelata -
    (ho idea che a smuoverlo
    fu lo spostamento d'aria che scosse la città
    quando il serbatoio della fabbrica di scatolette
    saltò in aria e "Butch" Weldy fu bruciato)
    ma procediamo con ordine,
    e analizziamo il caso attentamente:
    innanzitutto è vero che mi spaccò la testa
    ma, in secondo luogo, il peggio fu questo:
    i fogli del registro schizzarono fuori sparpagliandosi
    intorno a me come un mazzo di carte
    nelle mani d'un prestigiatore.
    E guardai quei fogli fino all'ultimo
    e poi dissi: "Quelli non sono fogli,
    non vedete che sono giorni e giorni
    e giorni e giorni di settant'anni?
    E perché mi torturate con quelle carte
    e le loro piccole note?".

    Willard Fluke

    Mia moglie perse la salute
    e smagrì finché pesò quaranta chili appena.
    Poi arrivò quella donna
    che gli uomini chiamavano Cleopatra.
    E noi - quelli sposati -
    rompemmo il nostro voto, io insieme agli altri.
    Gli anni passarono e a uno a uno
    la morte se li portò via tutti in modo orrendo,
    e io mi feci cullare dal sogno
    di essere un prediletto di Dio,
    e cominciai a scrivere, scrivere, scrivere, risme su risme
    sul secondo avvento di Cristo.
    Poi Cristo mi apparve e disse:
    "Va' in chiesa, davanti alla congregazione
    e confessa il tuo peccato".
    Ma mentre mi alzavo e cominciavo a parlare
    vidi la mia bambina, seduta in prima fila -
    la mia bambina che era nata cieca!
    Dopo, tutto è buio!

    Aner Clute

    Tante volte mi chiedevano,
    mentre mi offrivano vino o birra,
    prima a Peoria e poi a Chicago,
    Denver, Frisco, New York, dappertutto,
    perché facessi la vita
    e come avevo cominciato.
    Be', dicevo, un abito di seta
    e l'offerta di matrimonio di un ricco -
    (era Lucius Atherton).
    Ma non era vero niente.
    Mettiamo che un ragazzo rubi una mela
    dalla cassetta sul banco del droghiere,
    e tutti comincino a dirgli ladro,
    il giornalista, il prete, il giudice, tutti quanti -
    "ladro", "ladro", "ladro", dovunque vada.
    E non trova lavoro, e non mangia
    se non ruba, allora il ragazzo ruba.
    È come la gente vede il furto della mela
    che fa il ragazzo ladro.

    Lucius Atherton

    Quando avevo i baffi ricci,
    e i capelli neri,
    e portavo i calzoni stretti
    e un diamante sullo sparato,
    ero un gran bel fante di cuori e ne combinavo delle belle.
    Ma quando cominciò a vedersi il grigio dei capelli -
    to'! le ragazze della nuova generazione
    mi risero in faccia, senza paura,
    e finirono le avventure eccitanti
    quando a momenti mi sparavano come a un demonio senza cuore,
    ma solo amori squallidi, avanzi riscaldati
    d'altri tempi e altri uomini.
    Col tempo andai a pensione al Mayer's restaurant
    mangiavo alla tavola calda, un grigio, sciatto,
    sdentato, smesso Don Giovanni di campagna...
    C'è qui una grande ombra che canta
    d'una certa Beatrice;
    ora capisco che la stessa forza che fece lui grande
    ha ridotto me alla feccia della vita.

    Homer Clapp

    Spesso al cancello Aner Clute
    mi rifiutò il bacio della buonanotte,
    dicendo che prima dovevamo fidanzarci;
    e solo con una tiepida stretta di mano
    mi salutava, quando la riaccompagnavo
    dopo il pattinaggio o il revival.
    L'eco dei miei passi non s'era ancora spento
    che Lucius Atherton
    (lo seppi quando Aner se n'andò a Peoria)
    s'infilava dalla finestra, o se la scarrozzava
    con la vigorosa pariglia dei suoi bai
    per la campagna.
    Il colpo mi fece rinsavire,
    e misi tutti i soldi ricavati dalla terra di mio padre
    nella fabbrica di scatolette, per avere il posto
    di ragioniere-capo, e persi tutto.
    Allora capii che ero uno zimbello della vita,
    che solo la morte mi avrebbe trattato alla pari
    cogli altri uomini, facendomi sentire un uomo.

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  • #152
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    Predefinito Il diacono Taylor; Sam Hookey; Cooney Potter; Jones il violinista; Nellie Clark

    Il diacono Taylor

    Ero membro della chiesa
    e del partito proibizionista:
    e nel villaggio pensarono che fossi morto per un'indigestione
    di angurie.
    In realtà avevo la cirrosi epatica,
    perché ogni giorno per trent'anni,
    m'ero infilato dietro il bancone
    nella farmacia di Trainor
    e m'ero versato un bel bicchiere
    dalla bottiglia con la scritta
    Spiritus frumenti.

    Sam Hookey

    Scappai di casa col circo,
    perché m'ero innamorato di Mademoiselle Estralada,
    la domatrice di leoni.
    Una volta, dopo aver affamato i leoni
    per diversi giorni,
    entrai nella gabbia e cominciai a picchiare Brutus
    Leo e Gypsy.
    Allora Brutus mi saltò addosso
    e mi uccise.
    Arrivato in questi luoghi
    incontrai un'ombra che mi maledì,
    e disse che ben mi stava...
    era Robespierre!

    Cooney Potter

    Ereditai quaranta acri da mio padre
    e, col lavoro di mia moglie, due figli e due figlie,
    dall'alba al tramonto, misi insieme
    un migliaio di acri. Ma non contento
    perché ne volevo duemila,
    mi affannai per anni con la scure e l'aratro,
    faticando, rinnegando me stesso, mia moglie, i figli e le figlie.
    Squire Higbee mi fa torto quando dice
    che morii perché fumavo sigari Red Eagle.
    Fu mangiando torta bollente e ingurgitando caffè
    nelle ore roventi della mietitura
    che mi ridussi quaggiù prima d'avere sessant'anni.

    Jones il violinista

    La terra alimenta un fremito continuo
    nel tuo cuore, e quello sei tu.
    E se la gente vede che sai suonare,
    be', ti tocca suonare, per tutta la vita.
    Che vedi, una messe di trifoglio?
    O un prato tra te e il fiume?
    C'è vento nel granturco: ti freghi le mani
    per i manzi già pronti per il mercato;
    o ti giunge un fruscio di sottane
    come a Little Grove quando ballano le ragazze.
    Per Cooney Potter una colonna di polvere
    o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità;
    a me sembrava di vedere Red-Head Sammy
    quando ballava Toor-a-Loor da par suo.
    Come fare a coltivare i miei quaranta acri,
    non parliamo di aumentarli,
    con la ridda di corni, fagotti e ottavini
    che cornacchie e pettirossi mi agitavano in capo,
    e il cigolio d'un mulino a vento - vi par poco?
    Mai misi mano all'aratro in vita mia
    senza che ci si mettesse di mezzo qualcuno
    e mi trascinasse via a un ballo o a un picnic.
    Finii coi miei quaranta acri;
    finii col mio violino sgangherato -
    e una risata rauca, e mille ricordi,
    e neppure un rimpianto.

    Nellie Clark

    Avevo solo otto anni;
    e prima d'essere grande e capire cosa fosse
    non avevo le parole per dirlo, però
    ero spaventata e andai dalla mamma.
    Allora mio padre prese la pistola
    e avrebbe ucciso Charlie, che era già un ragazzo
    di quindici anni, se non fosse stato per sua madre.
    Nondimeno la storia mi restò addosso.
    Ma l'uomo che mi sposò, un vedovo di trentacinque anni,
    era un nuovo arrivato e non ne seppe niente
    fino a due anni dopo il matrimonio.
    Allora si ritenne truffato,
    e il villaggio sentenziò che in realtà non ero vergine.
    Conclusione, mi lasciò, e morii
    l'inverno dopo.

  • #153
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    Molto spesso queste poesie acquisiscono valore lette tutte assieme, prese una per una perdono un po' di significato. E' quello che accade a me in questo momento, mi sentirei di ripetere più o meno le stesse cose. Per cui cerco di leggerle come credo per me sia giusto fare, a mucchietti

  • #154
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Molto spesso queste poesie acquisiscono valore lette tutte assieme, prese una per una perdono un po' di significato. E' quello che accade a me in questo momento, mi sentirei di ripetere più o meno le stesse cose. Per cui cerco di leggerle come credo per me sia giusto fare, a mucchietti
    vale lo stesso per me...
    ho adorato l'antologia quando la lessi la prima volta, e mi è sempre piaciuto rileggere le poesie , ma così in effetti hanno meno mordente

  • #155
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    Homer Clapp

    ..............................................
    .................................................
    Allora capii che ero uno zimbello della vita,
    che solo la morte mi avrebbe trattato alla pari
    cogli altri uomini, facendomi sentire un uomo.


    povero Homer... mi ha sempre rattristato l'immagine di questo bravo ragazzo che viene preso in giro e cercando di rifarsi gli finisce pure peggio..
    la vita a volte è imcomprensibile e triste per molti

  • #156
    The black sheep member
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    io la penso come voi (nel voi penso di poter includere Elisa, Coco e Isola), nemmeno a me viene facile commentare le singole poesie.

    A volte ha un senso, altre volte no. Diciamo meglio; a volte mi sento di commentare in modo più complesso e contestuale.

    La mia idea originaria era di commentare l'opera, nella sua interezza, come si sarebbe fatto con un romanzo. Ognuno, libero nella propria lettura, avrebbe fatto i commenti che di volta in volta gli fossero venuti naturali. Che potevano essere legati alle singole poesie, oppure contestualizzati al momento, all'opera intera o a quant'altro gli frullasse in testa.

    Comunque, se per voi va bene, direi che ormai, per dare una senso di "completezza" al gdl andiamo avanti così..io continuo a pubblicare 15/20 poesie a settimana.

    Voi sentitevi liberi di commentare quello che volete e come volete.

    Il mio consiglio è quello di dare comunque una letta alle "poesie della settimana" e se vi viene da fare considerazioni specifiche tanto meglio.

  • #157
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    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    Jones il violinista

    La terra alimenta un fremito continuo
    nel tuo cuore, e quello sei tu.
    E se la gente vede che sai suonare,
    be', ti tocca suonare, per tutta la vita.
    Che vedi, una messe di trifoglio?
    O un prato tra te e il fiume?
    C'è vento nel granturco: ti freghi le mani
    per i manzi già pronti per il mercato;
    o ti giunge un fruscio di sottane
    come a Little Grove quando ballano le ragazze.
    Per Cooney Potter una colonna di polvere
    o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità;
    a me sembrava di vedere Red-Head Sammy
    quando ballava Toor-a-Loor da par suo.
    Come fare a coltivare i miei quaranta acri,
    non parliamo di aumentarli,
    con la ridda di corni, fagotti e ottavini
    che cornacchie e pettirossi mi agitavano in capo,
    e il cigolio d'un mulino a vento - vi par poco?
    Mai misi mano all'aratro in vita mia
    senza che ci si mettesse di mezzo qualcuno
    e mi trascinasse via a un ballo o a un picnic.
    Finii coi miei quaranta acri;
    finii col mio violino sgangherato -
    e una risata rauca, e mille ricordi,
    e neppure un rimpianto.
    Ecco chi non ha mai pensato al denaro, all'amore o al cielo.
    Non c'è ambizione né invidia in Jones. Non si paragona, come fanno gli altri personaggi dell'Antologia, ai suoi compaesani. Ed è richiesto alle feste, ai balli, ai picnic. Quindi nemmeno gli altri hanno da ridire su di lui. Se ben ricordo è lui che visse più di novant'anni sempre andando oltre l'egoismo. Jones è felice e a disposizione per dare felicità, allegria al prossimo. Lui ha vinto. Ha lasciato morire i campi, ma di certo non si è portato in tomba la libertà.

  • #158
    The black sheep member
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    Predefinito Louise Smith; Herbert Marshall; George Gray; L'on. H.Bennett; Griffy; Sexsmith

    Louise Smith


    Herbert ruppe il nostro fidanzamento dopo otto anni
    quando Annabelle tornò al villaggio
    dal collegio, povera me!
    Se non l'avessi tormentato, il mio amore per lui
    si sarebbe forse trasformato in nobile dolore -
    chissà? - riempiendomi la vita di salutare fragranza.
    Ma lo torturai, lo avvelenai,
    lo accecai, e si mutò in odio -
    mortifera edera invece di clematide.
    E la mia anima cadde dal sostegno,
    i suoi viticci s'intricarono in rovina.
    Non permettete che la volontà sia il giardiniere dell'anima,
    se non siete certi
    che è più saggia dell'anima vostra.

    Herbert Marshall

    Tutto il tuo dolore, Louise, e l'odio per me
    nacquero dalla tua illusione che fosse capriccio
    dello spirito e disprezzo dei diritti della tua anima
    a spingermi verso Annabelle e lasciarti.
    In realtà tu arrivasti a odiarmi per amore,
    perché ero la gioia della tua anima,
    formato e temprato
    per risolverti la vita, ma non volli.
    Tu invece eri il mio strazio. Se tu fossi stata
    la mia felicità, non mi sarei forse aggrappato a te?
    Questo è l'amaro della vita:
    che solo in due si può essere felici;
    e che i nostri cuori sono attratti da stelle
    che non ci vogliono.


    George Gray

    Ho osservato tante volte
    il marmo che mi hanno scolpito -
    una nave alla fonda con la vela ammainata.
    In realtà non rappresenta il mio approdo
    ma la mia vita.
    Perché l'amore mi fu offerto ma fuggii le sue lusinghe;
    il dolore bussò alla mia porta ma ebbi paura;
    l'ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi.
    Eppure bramavo sempre di dare un senso alla vita.
    Ora so che bisogna alzare le vele
    e farsi portare dai venti della sorte
    dovunque spingano la nave.
    Dare un senso alla vita può sfociare in follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell'inquietudine e del vago desiderio:
    è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.

    L'onorevole Henry Bennett

    Non mi venne mai in mente,
    finché fui in punto di morte,
    che Jenny mi aveva amato da morire, con cuore spietato.
    Perché io avevo settant'anni, lei trentacinque,
    e m'ero ridotto un'ombra per fare da marito
    a Jenny, la rosea Jenny piena di vitali ardori.
    Tutta la mia saggezza e finezza spirituale
    non le davano la minima gioia, in verità,
    e non faceva che parlare della forza gigantesca
    di Willard Shafer, e del suo gran gesto
    di tirar su un trattore dal fosso
    quella volta da Georgie Kirby.
    Così Jenny ereditò i miei soldi e sposò Willard -
    quella montagna di muscoli! Quel buffone!

    Griffy il bottaio

    Il bottaio deve intendersi di botti.
    Ma io conoscevo anche la vita,
    e voi che gironzolate fra queste tombe
    credete di conoscere la vita.
    Credete che il vostro occhio abbracci un vasto orizzonte, forse,
    in realtà vedete solo l'interno della botte.
    Non riuscite a innalzarvi fino all'orlo
    e vedere il mondo di cose al di là,
    e a un tempo vedere voi stessi.
    Siete sommersi nella botte di voi stessi -
    tabù e regole e apparenze
    sono le doghe della botte.
    Spezzatele e rompete la magia
    di credere che la botte sia la vita,
    e che voi conosciate la vita!

    Sexsmith il dentista

    Credete che le odi e i sermoni,
    e il suono delle campane,
    e il sangue dei vecchi e dei giovani,
    martiri della verità che vedevano
    con occhi illuminati dalla fede in Dio,
    abbiano attuato le grandi riforme del mondo?
    Credete che l'inno della Repubblica
    si sarebbe udito se la merce schiavo
    avesse rafforzato il dominio del dollaro
    nonostante la sgranatrice di Whitney,
    e il vapore e i laminatoi e il ferro
    e il telegrafo e il libero lavoro bianco?
    Credete che Daisy Fraser
    l'avrebbero sfrattata e buttata fuori
    se la fabbrica di scatolette non avesse avuto bisogno
    della sua casetta e del terreno?
    O credete che la sala da gioco
    di Johnnie Taylor e il bar di Burchard
    sarebbero stati chiusi se il danaro perduto
    e quello speso in birra non fosse andato a finire,
    con la chiusura, a Thomas Rhodes,
    per incrementare il commercio di scarpe e coperte,
    e mantelle per bambini e culle di quercia?
    Insomma, un principio morale è come un dente cariato
    che bisogna puntellare coll'oro.




  • #159
    The black sheep member
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    Predefinito A.D. Blood; Robert Southey Burke;Dora Williams; La signora Williams; William e Emily

    A.D. Blood

    Se voi del villaggio pensate che feci bene
    quando chiusi i saloon e misi fine al gioco d'azzardo,
    e trascinai Daisy Fraser davanti al giudice Arnett,
    in una delle tante crociate per redimere la gente dal peccato;
    perché sopportate che Dora, la figlia della modista,
    e quel buono a nulla del figlio di Benjamin Pantier,
    di notte trasformino la mia tomba nel loro empio guanciale?

    Robert Southey Burke

    Spesi i miei soldi per farti eleggere sindaco,
    A.D. Blood.
    Ti prodigai tutta la mia ammirazione,
    ai miei occhi rasentavi la perfezione umana.
    Tu facesti scempio della mia personalità,
    e dei miei ideali giovanili,
    e della forza d'una fedeltà generosa.
    E tutte le mie speranze nel mondo,
    e la mia fede nella verità,
    vennero fuse al calore accecante
    della mia devozione per te,
    e plasmate a tua immagine.
    Ma quando scoprii chi eri:
    la tua anima meschina
    e le tue parole false
    come i tuoi denti di porcellana azzurrina,
    e i tuoi polsini di celluloide,
    odiai l'amore che avevo per te,
    odiai me stesso, odiai te
    per la mia anima perduta, e la mia giovinezza perduta.
    E dico a tutti, attenti agli ideali,
    attenti a non sperperare il vostro amore
    con anima viva.

    Dora Williams

    Quando Reuben Pantier scappò via piantandomi in asso
    andai a Springfield. Lì incontrai un debosciato,
    suo padre morto da poco gli aveva lasciato una fortuna.
    Era ubriaco quando mi sposò. La mia vita fu un inferno.
    Passò un anno e un bel giorno lo trovarono morto.
    Così diventai ricca. Me ne andai a Chicago.
    Dopo un po' conobbi Tyler Rountree, canaglia.
    Me ne andai a New York. Un magnate coi capelli grigi
    fece follie per me - e così altri soldi.
    Una notte mi morì proprio fra le braccia, capite.
    (Dopo me la sono rivista per anni quella faccia violacea.)
    Ci fu quasi uno scandalo. Me ne andai via,
    questa volta a Parigi. Ero ormai una donna,
    insidiosa, scaltra, esperta del mondo e ricca.
    Il mio bell'appartamento vicino agli Champs-Élysées
    divenne il ritrovo d'un mucchio di gente,
    musicisti, poeti, dandies, artisti, nobili,
    parlavano francese e tedesco, italiano, inglese.
    Sposai il conte Navigato, di origine genovese.
    Andammo a Roma. Mi avvelenò, credo.
    Ora nel Campo Santo che guarda
    il mare dove il giovane Colombo sognò nuovi mondi,
    ecco cos'hanno scritto: "Contessa Navigato
    implora eterna quiete".

    La signora Williams

    Io ero la modista
    chiacchierata, calunniata,
    la madre di Dora,
    la cui strana sparizione
    fu attribuita all'educazione ricevuta.
    Il mio occhio sensibile al bello
    vedeva molto al di là di nastri
    e fibbie e piume,
    e paglie di Firenze e feltri,
    che danno risalto a un bel viso,
    e a una chioma bruna o bionda.
    Vi voglio dire una cosa
    e domandarvene un'altra:
    le ladre di mariti
    si mettono cipria e fronzoli,
    e cappelli alla moda.
    Mogli, metteteli anche voi.
    Un cappello può provocare un divorzio -
    ma anche evitarlo.
    E ora ditemi:
    se tutti i bimbi nati qui a Spoon River
    fossero stati educati dalla contea, in una fattoria;
    e padri e madri fossero stati liberi
    di vivere e godersela, cambiando compagno a piacere,
    credete che Spoon River
    sarebbe peggio di così?

    William e Emily

    C'è qualcosa nella morte
    che somiglia all'amore.
    Se per qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e il fuoco dell'amore giovane,
    anche voi, dopo anni di vita
    insieme, sentite estinguersi la fiamma,
    e così svanite insieme,
    piano piano, lievemente, delicatamente,
    l'uno nelle braccia dell'altro per così dire,
    uscendo dalla stanza consueta -
    quello è un potere di unisono fra le anime
    che somiglia all'amore!

  • #160
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    Predefinito Il giudice distrettuale; Jack il cieco; John Horace B.; Nancy Knapp;Barry Holden

    Il giudice distrettuale

    Osservate, passanti, le profonde fessure
    che il vento e la pioggia m'hanno scavato nella pietra -
    come se una nemesi o un odio inafferrabili
    segnassero dei punti contro di me,
    ma solo per distruggere, non per conservare, la mia memoria.
    In vita fui giudice distrettuale, uno che faceva tacche,
    e decideva i processi in base ai punti segnati dagli avvocati,
    non secondo la giustizia del caso.
    O vento e pioggia, lasciate in pace la mia pietra!
    Perché peggio dell'ira delle vittime,
    delle maledizioni dei poveri,
    fu trovarsi muto, eppure con chiarezza
    vedere che perfino Hod Putt, l'assassino,
    impiccato per mia sentenza,
    era in confronto a me un'anima innocente.

    Jack il cieco

    Avevo suonato tutto il giorno alla fiera del paese.
    Ma al ritorno "Butch" Weldy e Jack McGuire,
    ubriachi fradici, insistevano che suonassi ancora
    la canzone di Susie Skinner, e intanto frustavano i cavalli
    finché quelli gli presero la mano.
    Cieco com'ero cercai di saltar giù
    mentre la carrozza precipitava nel fosso
    ma restai preso fra le ruote e ucciso.
    C'è qui un cieco dalla fronte
    grande e bianca come una nuvola.
    E tutti noi suonatori, dal più grande al più umile,
    scrittori di musica e narratori di storie,
    ci sediamo ai suoi piedi,
    per sentirlo cantare la caduta di Troia.

    John Horace Burleson

    Vinsi il premio per il miglior tema scolastico
    del villaggio,
    e pubblicai un romanzo a meno di venticinque anni.
    Andai in città in cerca d'ispirazione e per arricchire la mia arte:
    sposai la figlia del banchiere,
    e poi divenni presidente della banca -
    sempre augurandomi un po' di tranquillità
    per scrivere un romanzo epico sulla guerra.
    Intanto ero amico dei grandi, e amante delle lettere,
    e ospite di Matthew Arnold e di Emerson.
    Oratore conviviale, scrivevo saggi
    per circoli locali. Alla fine mi portarono qui -
    il luogo della mia infanzia, sapete -
    neppure una piccola lapide a Chicago
    che ricordi il mio nome.
    Oh la grandezza di scrivere questo solo verso:
    "Rotola, profondo e cupo oceano azzurro, rotola!".

    Nancy Knapp

    Insomma la cosa andò così:
    con la sua eredità comprammo la terra,
    e fratelli e sorelle lo accusarono d'aver avvelenato
    l'animo del padre contro di loro.
    E con tutta la nostra ricchezza non avemmo più pace.
    La moria colpì il bestiame, il raccolto andò a male.
    Un fulmine si abbatté sul granaio.
    Così ipotecammo la terra per tirare avanti.
    E lui divenne taciturno e sempre preoccupato.
    Poi i vicini non ci rivolsero più la parola
    e si misero dalla parte dei fratelli e delle sorelle.
    E io non sapevo dove voltarmi, non è come da giovani
    che uno dice: "Non importa,
    ne ho altri di amici, oppure mi passerà
    con un viaggetto a Decatur".
    Poi i miasmi più tremendi infestarono le stanze.
    Allora incendiai i letti e la vecchia bicocca
    divampò in un boato di fiamme,
    e intanto agitando le braccia ballavo nel cortile,
    e lui piangeva come un vitello all'addiaccio.

    Barry Holden

    Proprio quell'autunno che mia sorella Nancy Knapp
    incendiò la casa
    ci fu il processo del dottor Duval
    per l'assassinio di Zora Clemens,
    e passai due settimane in tribunale
    ad ascoltare i testimoni.
    Era chiaro che lui l'aveva messa incinta,
    e far nascere il bambino
    non era proprio il caso.
    E io, allora, con otto figli,
    e un altro in arrivo, e la terra
    ipotecata a Thomas Rhodes?
    Così, quando tornai quella sera,
    (avevo ascoltato la storia della gita in calesse
    e del ritrovamento di Zora nel fosso),
    la prima cosa che vidi, vicino alla scaletta,
    dove i ragazzi avevano scavato in cerca di lombrichi,
    fu la scure!
    Feci per entrare ed ecco mia moglie
    mi si parò dinanzi, col suo pancione.
    Cominciò con la storia dell'ipoteca.
    E io la uccisi.

  • #161
    Motherator
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    Predefinito

    grazie Zingaro, con la tua costanza ci permetti di rimanere in contatto con l'Antologia che proprio dal nome vuole essere una "raccolta" che man mano che procede conferma sempre di più il suo spirito "socializzante": ognuno è legato ad un filo ad un altro così come quelle bamboline di carta che si facevano da piccoli ritagliandole per poi aprirle come un festone.

  • #162
    Daria87
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    Predefinito George Gray

    Mi sembra quasi un esortazione a dare un senso alla propria vita, affrontando le proprie paure. Mi pare di capire che quest'uomo, per paura di fallire, non ha mai avuto ambizioni e non ha mai osato. Per usare la stessa metafora della poesia quest'uomo è una barca che non ha mai spiegato le vele.

    Personalmente, nonostante il mio carattere ansiosetto, non riuscirei ad essere così "passiva" nei confronti della vita, non riuscirei a star ferma e vederla scorrere via.

  • #163
    The black sheep member
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    Predefinito Fallas, il procuratore di stato; Wendell P. Bloyd; Francis T.; Franklin J.; John M.C.

    Fallas, il procuratore di stato

    Io, che brandivo il flagello, che spezzavo le bilance,
    che percuotevo con la frusta e la spada;
    io, che odiavo i trasgressori della legge;
    io, il legalista, inesorabile e crudo,
    che spinsi la giuria a impiccare quel pazzo di Barry Holden,
    fui come tramortito da una luce accecante,
    e mi svegliai al cospetto di una verità dalla fronte insanguinata:
    il forcipe d'acciaio d'un chirurgo scalzacane
    contro la testa del mio bimbo che entrava nella vita
    lo rese idiota.
    Cercai nei libri di scienza
    come curarlo.
    Così il mondo di chi ha la mente malata
    diventò la mia missione, e tutto il mio mondo.
    Povero ragazzo rovinato! Hai finito per essere il vasaio
    e io con tutti i miei atti di amore
    il vaso nelle tue mani.

    Wendell P. Bloyd

    Prima mi accusarono di condotta molesta,
    non essendoci leggi contro la bestemmia.
    Poi mi rinchiusero in manicomio
    e fui ammazzato di botte da un sorvegliante cattolico.
    Il mio torto fu questo:
    dissi che Dio mentì ad Adamo e lo destinò
    a vivere una vita da sciocco,
    ignaro del male come del bene del mondo.
    E quando Adamo gabbò Dio mangiando la mela
    e scoprì la menzogna,
    Dio lo cacciò dall'Eden per impedirgli di cogliere
    il frutto della vita immortale.
    Ma, Cristo! voi gente di buon senso,
    ecco cosa dice Dio stesso nel libro del Genesi:
    "E il Signore Iddio disse, ecco che l'uomo
    è diventato come uno di noi" (un po' d'invidia, vedete),
    "a conoscere il bene e il male" (Smascherata la balla che tutto
    è bene);
    "e allora, per paura che allungasse la mano a prendere
    anche dall'albero della vita e ne mangiasse, e vivesse in eterno,
    il Signore Iddio lo cacciò dal giardino dell'Eden".
    (A me pare che la ragione per cui Dio crocifisse il proprio Figlio
    per uscire da quel brutto imbroglio, sia che questo è proprio
    da par suo.)

    Francis Turner

    Da ragazzo
    non potevo correre né giocare.
    Da uomo potei solo sorseggiare dalla coppa,
    non bere -
    perché dopo la scarlattina m'era rimasto il cuore malato.
    Eppure riposo qui
    consolato da un segreto che solo Mary conosce:
    c'è un giardino di acacie,
    di catalpe e di pergole dolci di viti -
    là, quel pomeriggio di giugno
    a fianco di Mary -
    mentre la baciavo con l'anima sulle labbra
    l'anima d'un tratto volò via.

    Franklin Jones

    Se fossi vissuto un altr'anno
    avrei perfezionato la mia macchina volante,
    e sarei divenuto ricco e famoso.
    Perciò bene ha fatto l'artigiano
    che ha tentato di scolpirmi una colomba
    a farla più somigliante a un pollo.
    Cos'è in fondo la vita se non uscire dal guscio
    e scorrazzare nel cortile
    fino al giorno del ceppo?
    Solo che l'uomo ha l'intelligenza d'un angelo
    e vede la scure sin dal primo momento!

    John M. Church

    Ero il legale della "Q"
    e della Indemnity Company che assicurava
    i proprietari della miniera.
    Feci pressioni su giudici e giurati
    e corte d'appello, per contrastare le richieste
    degli invalidi, delle vedove e degli orfani,
    e accumulai una fortuna.
    L'ordine degli avvocati cantò le mie lodi
    in una dichiarazione altisonante.
    E molti furono gli omaggi floreali -
    ma i topi mi hanno divorato il cuore
    e una serpe ha fatto il nido nel mio cranio!

  • #164
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    Predefinito Sonia la russa; Isa Nutter;Barney Hainsfeather; Petit, il poeta; Pauline Barrett

    Sonia la russa

    Io, nata a Weimar
    di madre francese
    e padre tedesco, professore dottissimo,
    orfana a quattordici anni,
    diventai ballerina, mi chiamavano Sonia la russa,
    sempre su e giù per i boulevard di Parigi,
    prima l'amante di vari duchi e conti,
    poi di poveri artisti e poeti.
    A quarant'anni, passée, puntai su New York
    e sulla nave conobbi Patrick Hummer,
    arzillo e rubizzo, coi suoi sessant'anni suonati,
    reduce dalla vendita di un carico
    di bestiame nella tedesca città di Amburgo.
    Mi portò a Spoon River e vivemmo lì
    per vent'anni - ci credevano sposati!
    Questa quercia accanto a me è il ritrovo preferito
    di azzurre ghiandaie che ciarlano, ciarlano tutto il giorno.
    E perché no? Persino la mia polvere ride
    al pensiero di quella cosa buffa che è la vita.

    Isa Nutter

    Doc Meyers diceva che ero affetto da priapismo,
    e Doc Hill parlava di leucemia -
    ma io so cosa mi ha portato qui:
    avevo sessantaquattro anni ma ero forte come un uomo
    di trentacinque o quaranta.
    E non fu scrivere una lettera al giorno,
    non fu fare tardi sette notti su sette,
    non fu la tensione del pensiero di Minnie,
    non fu paura né geloso sospetto,
    o la cura incessante di sondare
    la sua mente meravigliosa, o la simpatia
    per la vita infelice che visse
    col primo marito e il secondo -
    niente di tutto questo mi uccise -
    ma il chiasso delle figlie e le minacce dei figli,
    e lo scherno e le maledizioni dei parenti
    fino al giorno che me la svignai a Peoria
    e sposai Minnie a dispetto loro -
    Perché vi stupite se il mio testamento
    premiò la migliore e più pura delle donne?

    Barney Hainsfeather

    Se il treno della gita a Peoria
    fosse solo deragliato, sarei forse scampato alla morte -
    di sicuro sarei scampato a questo luogo.
    Ma siccome andò in fiamme, scambiarono me
    per John Allen che fu mandato al cimitero degli ebrei
    di Chicago,
    e John per me, così sono finito qui.
    Avere un negozio di stoffe nel villaggio era già una fregatura,
    ma esserci sepolto - ach!

    Petit, il poeta

    Semi in un baccello secco, tic, tic, tic,
    tic, tic, tic, come atomi in lotta -
    lievi giambi suscitati dalla brezza -
    ma il pino ne fa una sinfonia.
    Ottave, villanelle, rondelli, rondò,
    profusione di ballate sullo stesso tema antico:
    le nevi e le rose di ieri sono svanite,
    che cos'è l'amore se non una rosa che sfiorisce?
    La vita intorno a me nel villaggio:
    tragedia, commedia, valore e verità,
    coraggio, costanza, eroismo, caduta -
    tutto sul telaio, e che disegni!
    Boschi, prati, ruscelli e fiumi -
    cieco a tutto ciò, tutta la vita.
    Ottave, villanelle, rondelli, rondò,
    semi in un baccello secco, tic, tic, tic,
    tic, tic, tic, che umili giambi,
    mentre Omero e Whitman ruggivano nei pini?

    Pauline Barrett

    Quasi una larva di donna dopo il coltello del chirurgo!
    E quasi un anno per recuperare le forze,
    finché all'alba di dieci anni di matrimonio
    mi ritrovai quasi la stessa.
    Passeggiammo insieme nel bosco,
    per un silenzioso sentiero di muschio e d'erba.
    Ma non potevo guardarti negli occhi,
    e tu non potevi guardare nei miei,
    tale era il nostro dolore - i tuoi primi capelli grigi,
    e io solo la larva di me stessa.
    E di che parlammo? - del cielo e dell'acqua,
    di tutto, si può dire, per nascondere i nostri pensieri.
    Poi il tuo dono di rose selvatiche,
    messe sul tavolo per dare grazia alla nostra cena.
    Povero caro, con che coraggio lottavi
    per illuderti di vivere la memoria di un'estasi!
    Poi il mio animo s'intristì al calar della notte,
    e tu mi lasciasti sola nella stanza per un attimo,
    come il giorno delle nozze, povero caro.
    Allora guardai nello specchio e qualcosa mi disse:
    "Si dovrebbe essere morti del tutto quando si è morti a metà -
    e non beffare la vita, né truffare l'amore".
    E lo feci guardando là nello specchio -
    caro, hai mai capito?

  • #165
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    Predefinito La signora Bliss; La signora Reece; Il reverendo L. Wiley; Thomas Ross, junior

    La signora Bliss

    Il reverendo Wiley mi sconsigliò di divorziare
    per il bene dei figli,
    e il giudice Somers fece lo stesso con lui.
    Tirammo avanti fino alla fine del sentiero.
    Ma due figli davano ragione a lui,
    e due davano ragione a me.
    E i due che tenevano per lui accusavano me,
    e i due che tenevano per me accusavano lui,
    e in ogni caso soffrivano.
    E tutti erano tormentati dalla colpa d'aver giudicato,
    e con l'animo angosciato perché non potevano ammirare
    ugualmente lui e me.
    Un giardiniere sa che le piante cresciute in cantina
    o sotto una pietra sono contorte e gialle e stentate.
    E nessuna madre farebbe succhiare al suo bimbo
    latte malato dal seno.
    Ma giudici e predicatori consigliano di allevare le anime
    dove non c'è sole, ma soltanto penombra,
    non calore, ma solo umido e freddo -
    giudici e predicatori!

    La signora Reece

    A questa generazione vorrei dire:
    imparate a memoria qualche verso di verità o bellezza.
    Vi potrà servire una volta nella vita.
    Mio marito non ebbe niente a che fare
    col crollo della banca - era solo cassiere.
    Il crac fu colpa del presidente, Thomas Rhodes,
    e del suo fatuo figliolo senza scrupoli.
    Però mio marito fu spedito in prigione,
    e io restai sola coi figli,
    a nutrirli e vestirli e istruirli.
    E lo feci e li avviai
    nel mondo tutti lustri e robusti,
    e questo grazie alla saggezza di Pope, il poeta:
    "Recita bene la tua parte, in questo consiste l'onore".

    Il reverendo Lemuel Wiley

    Predicai quattromila sermoni,
    diressi quaranta revival,
    e battezzai molti convertiti.
    Ma nessuna delle mie imprese
    risplende più fulgida nella memoria del mondo,
    e nessuna è per me più preziosa:
    ho salvato i Bliss dal divorzio,
    e scampato i figli da quella sventura,
    perché crescessero donne e uomini probi,
    contenti di sé e vanto del villaggio.

    Thomas Ross, junior

    L'ho visto con questi occhi:
    una rondine
    fece il nido in un buco dell'alto ciglione d'argilla
    vicino a Miller's Ford.
    Ma non erano i piccoli ancora usciti dal guscio,
    che una serpe strisciò fino al nido
    per divorare la covata.
    Allora la rondine con rapidi frulli
    e strida acute
    lottò con la serpe,
    accecandola col battito delle ali,
    finché quella, torcendosi e alzando la testa,
    cadde all'indietro giù dal ciglione
    e affogò nello Spoon.
    Non passò un'ora
    che un'averla
    impalò la rondine su una spina.
    Quanto a me vinsi i miei bassi istinti
    solo per finire rovinato dall'ambizione d'un fratello.

    Il reverendo Abner Peet

    Non avevo nulla in contrario
    alla vendita all'asta dei miei effetti
    sulla piazza del villaggio.
    Fu per il mio amato gregge l'occasione
    di ottenere qualcosa ch'era stato mio
    in ricordo.
    Ma quel baule aggiudicato
    a Burchard, il barista!
    Non sapevate che conteneva i manoscritti
    d'una vita di sermoni?
    E lui li bruciò come cartacce.

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