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Discussione: 18° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 18° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Io ci riprovo ... allora? Ci siete?

    Regolette per i nuovi (ma anche vecchi) utenti:
    ciascuno posta una poesia (anche propria). Terminata la fase delle proposte, si passa ai commenti poesia per poesia.

    Vi aspetto numerosi e briosi

  2. #2
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    presente! io posto questa:

    I Sentieri del Cuore di Giusy Maugeri

    …percorsi disegnati
    lungo il greto del fiume della vita
    Inciampare nei sassi
    che il fiume trascina con sé
    è inevitabile…
    Rialzarsi
    e riscoprire la limpidezza delle acque
    è un dono d’amore

  3. #3
    d'ya think i'm stupid?
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    Back Office


    Nel palmo di una mano ostaggio l’altra
    Gomiti appoggiati, in blasfema prece
    Sospese sopra la tastiera impolverata

    Dita stringono convulsamente altre dita,
    Intreccio, falso nervosismo, agitazione
    Moto riflesso di viva agonia inconscia
    Forza dall’una, dolore fratricida all’altra

    Cambio, nocche scrocchiano impotenti
    Separazione, pollici a sfregare sugli indici
    Pizzichi di sale, conto di banconote…

    Divisa scolorita, gomiti consunti,
    Bottoni d’oro opachi, battaglie perse
    Reminiscenze di antica gloria; orgoglio spento
    Generale degradato, scampoli di dignità esiliata
    Stracci amorfi sull’attaccapanni la carriera
    Cappello rigido dorato, ragnatele, acari

    Gambe distese, allungate tra cestini e cavi.
    Ora un calcagno sull’altra caviglia grava
    Gambe accavallate, formicolio, rantolo vitale
    Vertebre dolenti contro lo schienale stanco
    Ventre soffocato contro il tavolo obsoleto
    Plastica scadente, pandemici riflessi cronici

    Carta ammucchiata carta arrotolata
    Stampate vecchie da riciclare, “orecchi”,
    Impronte digitali di toner, silicosi
    Penne biro, col tappino, senza
    Matite mordicchiate; evidenziatori secchi:
    Rantoli di colore nel grigiore della stanza

    Aria viziata, stantio sudore surriscaldato
    Tubi giallognoli di obsoleto neon esausto
    Epilettici flash, patetici finali colpi di coda

    Tacco puntato a terra, brevi stereotipate spinte
    Autistiche oscillazioni della sedia cigolante
    Piastre di linoleum come cartografie
    Striscioni di scarpe, briciole di crackers
    Rotte improbabili per isole che non ci sono

    Occhi ipermetrici fissano annebbiati il monitor
    Luminosa anticaglia tecnologica quadrata
    Ditate di unto dei colleghi degli altri turni
    Strisce nella polvere superficiale, pennellate:
    Artistici dipinti degli addetti pulizie
    Simulazione di svogliato inutile passaggio

    Non riesco ormai più a focalizzare nulla
    Le icone galleggiano a distanza indefinibile
    Caleidoscopio tridimensionale autonomo
    Solo lo sfondo vedo quasi con chiarezza
    Come fossi davanti a uno stereogramma
    O facessi la radiografia allo schermo in coma.
    O in quel monitor cercassi la mia storia

    Cadono le grevi dita in alternata incostanza,
    Alchemici glifi neri al posto del nulla appaiono:
    Forme rotonde spigolose appuntite, incroci
    Che dovrebbero tradurre in un linguaggio
    I miei pensieri.

    I miei pensieri…



    Hot

  4. #4

    Predefinito

    Erich Fried

    Brama

    mi auguro talvolta
    di poter
    saziarmi di baci con te
    ma poi dovrei morire
    per la fame che ho di te
    perché più ti bacio
    e più devo baciarti:
    I baci non nutrono me
    solo la mia fame

  5. #5

    Predefinito La pioggia a Foggia, di A. Dilorenzo

    Languiscono a macchie le vacche
    podoliche; là, in una zolla brulla,
    una rondine becca; poi si trastulla
    su un viticcio cinto da bacche

    – il tralcio si flette tenue come
    uno stelo ceruleo -. Lì, nella brezza
    frizzante, una farfalla accarezza
    l’aria con le sue ali policrome.

    Una nuvola plumbea smorza
    l’azzurro; e un’altra ancora
    e un’altra: una gazzarra di bora
    rade le biche levandole con forza.

    In un attimo scende la pioggia.
    Le gocce picchiettano i pampini,
    mille spilli palpitano gravi e argentini
    sulle cimase campestri di Foggia.

    E l’aria, tosto, si fa ebbra di vino…
    Sotto la quercia un cane abbaia
    alla rondine tardiva che, nell’aia,
    rincorre un chicco polito, diasprino.

    Laggiù dardeggia; da lontano
    s’illuminano le vette acclive, i colli
    falbi, i picchi grigio-calvi e quelli
    verdi che irrorano il Gargano.

    In una casa sparuta c’è un lume
    acceso; un vecchio Don va mescendo
    reliquie di vite in vino; poi, uscendo,
    si avvolge nel suo tabarro implume.

    Il tempo dirupa, così come l’Eterno
    si addipana: è già sulla via della casa
    primigenia. Non è certo un’attesa
    beata quella di chi non paventa l’inverno.

  6. #6
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    Il postino - Nazim Hikmet

    Notizie della patria, dell'uomo, del mondo, .
    notizie degli uccelli, delle bestie, degli alberi,
    all'alba e a mezzanotte
    ho portato agli uomini
    nella borsa
    del mio cuore.

    Da ragazzo volevo fare il postino,
    ma il postino vero, non come i poeti.
    Con mozziconi di matite colorate
    disegnavo ritratti di postini,
    disegnavo, come i bambini sulla ghiaia,
    goffo,
    ma esatto,
    disegnavo postini
    sui libri di geografia
    e sui romanzi di Jules Verne.


    Ecco un uomo in passamontagna.
    I cani tirano la slitta sul ghiaccio.
    Sui pacchi postali
    e sulle scatole di conserva
    splende l'aurora boreale.
    Stretta la cinghia ancora d'un buco,
    io attraverso lo stretto di Behring.


    Eccomi con la borsa nella steppa
    sotto il peso delle nubi,
    distribuisco lettere di soldati
    e bevo tiepido latte.


    Oppure cammino
    per una via rumorosa,
    e cerco un indirizzo.
    Dov'è questo nome?
    Nella mia borsa
    porto soIo buone notizie,
    solo speranza.


    Oppure, ecco
    tempesta, neve,
    tenebre alla finestra.
    Una piccola ragazza è ammalata,
    brucia di febbre.


    Come è lunga questa notte...
    Qualcuno bussa alla porta:

    « Posta! ».
    Gli occhi della piccola ragazza
    guardano come fiordalisi dal buio.
    Domattina
    suo padre
    uscirà di prigione. .
    E proprio io, postino, l'ho trovata qui,
    proprio io nella neve e nel gelo
    ho portato a questa ragazza
    la più bella notizia del mondo.


    Da ragazzo volevo fare il postino,
    anche se nella mia Turchia
    questo è un mestiere duro:
    nelle lettere c'è dolore e tristezza, .
    raramente qualche buona notizia.







  7. #7
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    Grazie dei like, anche se dovrebbe ringraziarvi Nazim

    Iniziamo a commentare? Poi chi vuole può aggiungersi

    Prima proposta

    I Sentieri del Cuore di Giusy Maugeri

    …percorsi disegnati
    lungo il greto del fiume della vita
    Inciampare nei sassi
    che il fiume trascina con sé
    è inevitabile…
    Rialzarsi
    e riscoprire la limpidezza delle acque
    è un dono d’amore

  8. #8
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Grazie dei like, anche se dovrebbe ringraziarvi Nazim

    Iniziamo a commentare? Poi chi vuole può aggiungersi

    Prima proposta

    I Sentieri del Cuore di Giusy Maugeri

    …percorsi disegnati
    lungo il greto del fiume della vita
    Inciampare nei sassi
    che il fiume trascina con sé
    è inevitabile…
    Rialzarsi
    e riscoprire la limpidezza delle acque
    è un dono d’amore
    credo che il significato sia inequivocabile
    tanto chiaro come limpide sono quelle acque

    vi è la volontà di trasmettere un messaggio
    che sia positivo e incoraggiante
    e non lasci dubbio alcuno.

    ciascuno ha un suo percorso
    la vita è un fiume
    la sua corrente ti porterà sicuramente
    ostacoli, è inevitabile.

    potrai perciò inciampare, cadere
    ma l'acqua rimane limpida
    ed è lì pronta a darti ancora la sua limpidezza
    se solo sei disposto a riconoscerla
    e sforzarti a rimetterti in piedi
    e seguire la sua corrente

  9. #9
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    Trovo chiaro ma non banale il riferimento agli inciampi, e` praticamente ovvio cozzare dentro qualche pietrone prima o poi, nella pozza, nella palude che e` la vita. La forza di rialzarsi la vedo come una forma d'amore verso se stessi; amor proprio, nel senso
    piu` puro del termine, senza secondi fini o desiderio di compiacere chissa` chi. Puro amore verso se stessi.

  10. #10
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    piccolo paese calabro della costa jonica...
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    Io in questi versi ci trovo molta spiritualità.
    Non conosco l'autrice e non so nemmeno se è cattolica, ma la limpidezza dell'acqua associata al dono d'amore è un pensiero tipicamente "evangelico"...
    L'acqua che ci aiuta ad attraversare il deserto di questa vita terrena, che è solo un passaggio verso la vita vera: le cadute fanno parte del percorso.
    Si deve cadere per potersi rialzare...si deve toccare il fondo per poter risalire...bisogna peccare per potersi redimere...

  11. #11
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Io in questi versi ci trovo molta spiritualità.
    Non conosco l'autrice e non so nemmeno se è cattolica, ma la limpidezza dell'acqua associata al dono d'amore è un pensiero tipicamente "evangelico"...
    L'acqua che ci aiuta ad attraversare il deserto di questa vita terrena, che è solo un passaggio verso la vita vera: le cadute fanno parte del percorso.
    Si deve cadere per potersi rialzare...si deve toccare il fondo per poter risalire...bisogna peccare per potersi redimere...
    giuro che l'avevo vista anch'io
    come molto cattolica ...

    ma non ho voluto darti
    soddisfazione !


  12. #12
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    La seconda poesia è dell'amico Hot

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    Ora un calcagno sull’altra caviglia grava
    Gambe accavallate, formicolio, rantolo vitale
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    Occhi ipermetrici fissano annebbiati il monitor
    Luminosa anticaglia tecnologica quadrata
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    Simulazione di svogliato inutile passaggio

    Non riesco ormai più a focalizzare nulla
    Le icone galleggiano a distanza indefinibile
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    Solo lo sfondo vedo quasi con chiarezza
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    O in quel monitor cercassi la mia storia

    Cadono le grevi dita in alternata incostanza,
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    Forme rotonde spigolose appuntite, incroci
    Che dovrebbero tradurre in un linguaggio
    I miei pensieri.

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  13. #13
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    Predefinito I sentieri del cuore

    E' una di quelle poesie che fanno sì che io presti più attenzione al suono delle parole, dolce e rilassante proprio come le limpide acque, che al significato. Ad una prima lettura mi è parsa un po' banale ma, ripensandoci, ciò che c'è scritto non è scontato ed è espresso bene, con delicatezza.

  14. #14
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    Predefinito

    La mia attenzione si è focalizzata sul ritmo, mi ha messo un po' d'ansia e mi sono reso conto di aver accelerato la lettura e di aver finito col fiato corto, come dopo una corsa. Intensa.

  15. #15

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    I Sentieri del Cuore di Giusy Maugeri

    …percorsi disegnati
    lungo il greto del fiume della vita
    Inciampare nei sassi
    che il fiume trascina con sé
    è inevitabile…
    Rialzarsi
    e riscoprire la limpidezza delle acque
    è un dono d’amore

    Poesia semplice,ma che ci fa mediare ad un esame più approfondito. Questo rischio di fare errori,ma che possono essere rimediati,perché l'acqua ogni volta si rigenera e si rinnova,un altro modo per esprimere quello che Eraclito disse agli albori della civiltà occidentale:"Non puoi bagnarti due volte nella stessa acqua del fiume".

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