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Discussione: 21° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 21° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Partiamo con il nuovo Poeticforum?
    C'è qualcuno che vuole partecipare?
    Per i nuovi curiosi, funziona così: ciascuno di noi propone una poesia, poi, una volta terminata la fase delle proposte, le poesie si commentano tutti insieme, una per una.

    Ovviamente sono ben accette le creazioni dei forumlibrosi, come al solito

    Prego, tocca a voi

  2. #2

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    Anne Sexton

    Il bacio

    La bocca fiorisce come un taglio.
    Sono stata maltrattata tutto l'anno, notti
    noiose, con nient'altro che ruvidi gomiti
    e delicate scatole di Kleenex che dicono piagnona
    piagnona, stupida!

    Fino a oggi il mio corpo era inutile.
    Ora si strappa da ogni parte.
    Strappa via gli indumenti della vecchia Mary, nodo
    dopo nodo
    ecco: ora è colpito in pieno da questi fulmini elettrici.
    Zac! Una resurrezione!

    Un tempo c'era una barca, tutta legnosa
    e disoccupata, senza il mare sotto di lei
    e bisognosa di una verniciatura. Non era altro
    che un mucchio di assi. Ma tu l'hai issata, l'hai armata.
    È stata prescelta.

    I miei nervi si sono accesi. Li sento come
    strumenti musicali. Dove c'era silenzio
    tamburi e archi suonano irrimediabilmente Sei
    stato tu a farlo.
    Puro genio all'opera. Tesoro, il compositore è entrato
    nel fuoco.

  3. #3
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    Autopsia

    Magro dottore, che con occhi intenti
    Per cruda, intensa brama,
    Le nude carni mie tagli e tormenti
    Con fredda, acuta lama,

    Odi. Sai tu chi fui?... Del tuo pugnale
    Sfido il morso spietato;
    Qui ne l'orrida stanza sepolcrale
    Ti narro il mio passato.

    Sui sassi de le vie crebbi. Non mai
    Ebbi casa o parenti;
    Scalza, discinta e senza nome errai
    Dietro le nubi e i venti.

    Seppi le notti insonni e l'inquïeto
    Pensier della dimane,
    L'inutil prece e il disperar segreto,
    E i giorni senza pane.

    Tutte conobbi l'improbe fatiche
    E le miserie oscure,
    Passai fra genti squallide e nemiche,
    Fra lagrime e paure;

    E finalmente un dì, sovra un giaciglio
    Nitido d'ospedale,
    Un negro augello dal ricurvo artiglio
    Su me raccolse l'ale.

    E son morta così, capisci, sola,
    Come un cane perduto,
    Così son morta senza udir parola
    Di speme o di saluto!...

    Come lucida e nera e come folta,
    La mia chioma fluente!...
    Senza un bacio d'amor verrà sepolta
    Sotto la terra algente.

    Come giovine e bianco il flessuoso
    Mio corpo, e come snello!
    Or lo disfiora il cupido, bramoso
    Bacio del tuo coltello.

    Suvvia, taglia, dilania, incidi e strazia,
    Instancabile e muto.
    Delle viscere mie godi, e ti sazia
    Sul mio corpo venduto!...

    Fruga, sinistramente sorridendo.
    Che importa?... Io son letame.
    Cerca nel ventre mio, cerca l'orrendo
    Mistero della fame!...

    Scendi col tuo pugnale insino all'ime
    Viscere, e strappa il cuore.
    Cercalo nel mio cor, cerca il sublime
    Mistero del dolore!...

    Tutta nuda così sotto il tuo sguardo,
    Ancor soffro; lo sai?...
    Colle immote pupille ancor ti guardo,
    Nè tu mi scorderai:

    Poi che sul labbro mio, quale conato
    Folle di passïone,
    Rauco gorgoglia un rantolo affannato
    Di maledizïone.

    Ada Negri

  4. #4
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    "Sempre c'è un domani
    E la vita ci da sempre una seconda possibilità
    per fare le cose
    perbene.
    Ma se cosi' non fosse
    Se mi sbagliassi.
    E oggi fosse tutto cio' che ci rimane
    Vorrei dirti quanto ti amo
    e che mai ti dimentichero'"

    G.G. Marquez

    (scritta a memoria, scusate eventuali imperfezioni) Volgere Altrove

  5. #5
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    Anche stavolta poesie particolari, conoscevo Ada Negri solo di nome, sono rimasta molto colpita
    E poi abbiamo uno dei miei scrittori preferiti
    Qualcun altro vuole proporre una bella poesia? O brutta

  6. #6
    d'ya think i'm stupid?
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    Amleto
    *
    Sono tornato, chè non hai visto?!
    No, sto scherzando: mai andato via…
    O forse davvero finora non c’ero?
    C’ero, non c’ero: ma tu cosa vedevi?
    *
    Ci sono solo se tu mi vedi,
    E non esisto se tu non mi vedi…
    Ma tu lo vedi se io non ci sono?
    Che io ci sono di certo non vedi …
    *
    (Essere o) non essere
    Questo io (non) sono
    (Vedere o) non vedere:
    Questo tu (non) sei.
    *

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  7. #7
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    Ego humus

    Ogni tanto mi telefona il mio amico malato.
    Dovrei dire piuttosto “un” mio amico malato,
    visto che non è il solo.
    Ma lui è diverso dagli altri,
    è “il mio amico malato”.
    Da quanto lo conosco? Non ne ho idea.
    È un poeta, e abbiamo letto spesso insieme.
    Quando? Venti anni fa?
    Facciamo pure trenta – mezza vita.
    E lui, nel frattempo, ammalatosi,
    ha cominciato a chiamarmi, ogni tanto.
    Rispondo sempre, ovunque.
    Resto a sentirlo a lungo;
    resto a sentirmi a lungo.
    Se lui è malato, io che cosa sono?
    Perché mi cerchi?
    Per ricordarmi che anch’io sono malato?
    Non come te, ma quasi, dolce
    mia ombra sfregiata.

    Valerio Magrelli

  8. #8
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    Grazie dei like autoptici

    Iniziamo a commentare dalla prima poesia proposta, e mi raccomando, vi voglio attivi e pimpanti


    Anne Sexton

    Il bacio

    La bocca fiorisce come un taglio.
    Sono stata maltrattata tutto l'anno, notti
    noiose, con nient'altro che ruvidi gomiti
    e delicate scatole di Kleenex che dicono piagnona
    piagnona, stupida!

    Fino a oggi il mio corpo era inutile.
    Ora si strappa da ogni parte.
    Strappa via gli indumenti della vecchia Mary, nodo
    dopo nodo
    ecco: ora è colpito in pieno da questi fulmini elettrici.
    Zac! Una resurrezione!

    Un tempo c'era una barca, tutta legnosa
    e disoccupata, senza il mare sotto di lei
    e bisognosa di una verniciatura. Non era altro
    che un mucchio di assi. Ma tu l'hai issata, l'hai armata.
    È stata prescelta.

    I miei nervi si sono accesi. Li sento come
    strumenti musicali. Dove c'era silenzio
    tamburi e archi suonano irrimediabilmente Sei
    stato tu a farlo.
    Puro genio all'opera. Tesoro, il compositore è entrato
    nel fuoco.

  9. #9
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Grazie dei like autoptici

    Iniziamo a commentare dalla prima poesia proposta, e mi raccomando, vi voglio attivi e pimpanti


    Anne Sexton

    Il bacio

    La bocca fiorisce come un taglio.
    Sono stata maltrattata tutto l'anno, notti
    noiose, con nient'altro che ruvidi gomiti
    e delicate scatole di Kleenex che dicono piagnona
    piagnona, stupida!

    Fino a oggi il mio corpo era inutile.
    Ora si strappa da ogni parte.
    Strappa via gli indumenti della vecchia Mary, nodo
    dopo nodo
    ecco: ora è colpito in pieno da questi fulmini elettrici.
    Zac! Una resurrezione!

    Un tempo c'era una barca, tutta legnosa
    e disoccupata, senza il mare sotto di lei
    e bisognosa di una verniciatura. Non era altro
    che un mucchio di assi. Ma tu l'hai issata, l'hai armata.
    È stata prescelta.

    I miei nervi si sono accesi. Li sento come
    strumenti musicali. Dove c'era silenzio
    tamburi e archi suonano irrimediabilmente Sei
    stato tu a farlo.
    Puro genio all'opera. Tesoro, il compositore è entrato
    nel fuoco.
    Non so. ;Mi sembra troppo semplice e immediata, pur dando-sforzandosi di dare- una impressione di complessità e di sensualità che mi par forzata.Insomma, non la sento.
    E' molto bella certo,ma non la sento.

  10. #10
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    Non essendo un'esperta di poesia, nemmeno di quella classica (tutt'altro) mi lascio spesso colpire da queste poesie quasi in prosa, dal testo significativo, un po' forte, tagliente, originale.
    Un modo particolare e sentito di raccontare come l'amore trasforma le persone, quegli archi e tamburi rendono decisamente l'idea

  11. #11
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    Eccoci qui pronti a commentare la prossima poesia ...


    Autopsia


    Magro dottore, che con occhi intenti
    Per cruda, intensa brama,
    Le nude carni mie tagli e tormenti
    Con fredda, acuta lama,

    Odi. Sai tu chi fui?... Del tuo pugnale
    Sfido il morso spietato;
    Qui ne l'orrida stanza sepolcrale
    Ti narro il mio passato.

    Sui sassi de le vie crebbi. Non mai
    Ebbi casa o parenti;
    Scalza, discinta e senza nome errai
    Dietro le nubi e i venti.

    Seppi le notti insonni e l'inquïeto
    Pensier della dimane,
    L'inutil prece e il disperar segreto,
    E i giorni senza pane.

    Tutte conobbi l'improbe fatiche
    E le miserie oscure,
    Passai fra genti squallide e nemiche,
    Fra lagrime e paure;

    E finalmente un dì, sovra un giaciglio
    Nitido d'ospedale,
    Un negro augello dal ricurvo artiglio
    Su me raccolse l'ale.

    E son morta così, capisci, sola,
    Come un cane perduto,
    Così son morta senza udir parola
    Di speme o di saluto!...

    Come lucida e nera e come folta,
    La mia chioma fluente!...
    Senza un bacio d'amor verrà sepolta
    Sotto la terra algente.

    Come giovine e bianco il flessuoso
    Mio corpo, e come snello!
    Or lo disfiora il cupido, bramoso
    Bacio del tuo coltello.

    Suvvia, taglia, dilania, incidi e strazia,
    Instancabile e muto.
    Delle viscere mie godi, e ti sazia
    Sul mio corpo venduto!...

    Fruga, sinistramente sorridendo.
    Che importa?... Io son letame.
    Cerca nel ventre mio, cerca l'orrendo
    Mistero della fame!...

    Scendi col tuo pugnale insino all'ime
    Viscere, e strappa il cuore.
    Cercalo nel mio cor, cerca il sublime
    Mistero del dolore!...

    Tutta nuda così sotto il tuo sguardo,
    Ancor soffro; lo sai?...
    Colle immote pupille ancor ti guardo,
    Nè tu mi scorderai:

    Poi che sul labbro mio, quale conato
    Folle di passïone,
    Rauco gorgoglia un rantolo affannato
    Di maledizïone.

    Ada Negri

  12. #12
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    Ha fatto poesia di un ricovero ospedaliero.
    Carina. Con toni lirici altissimi. E il consueto urlo di dolore sul mondo e sulla vita.
    Cosa vuole dirmi?

    V.A.

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da Volgere Altrove Vedi messaggio
    Ha fatto poesia di un ricovero ospedaliero.
    Carina. Con toni lirici altissimi. E il consueto urlo di dolore sul mondo e sulla vita.
    Cosa vuole dirmi?

    V.A.
    Vuole essere baciata la giovane ragazza morta "grida e chiede" il dottore: "baciami". Un urlo di dolore, perché da viva non ha ricevuto un bacio d'amore appassionato e cosi desiderato

    Come lucida e nera e come folta,
    La mia chioma fluente!...
    Senza un bacio d'amor verrà sepolta
    Sotto la terra algente.

    Si vede da due poesie, quelle di Sexton e di Negri, l'importanza del bacio per una donna. E se nella poesia di Sexton il bacio salva e fa fiorire la donna (cominciando da bocca ), nella poesia di Negri la donna disfiora senza amore.

    Come giovine e bianco il flessuoso
    Mio corpo, e come snello!
    Or lo disfiora il cupido, bramoso
    Bacio del tuo coltello.
    ......................................
    ......................................
    ......................................

    Poi che sul labbro mio, quale conato
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    Di maledizïone.

  14. #14
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    Bella analisi Olga! davvero.
    Persino piu' bella della (cosi involuta) poesia stessa.

    V.A.

  15. #15
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    Rileggendo questa poesia sembra quasi di sentirlo, quel coltello che incide e scava minuziosamente nelle viscere, anche la donna morta lo sente ma non è niente in confronto al dolore sofferto in vita, la fame, la miseria, ma soprattutto la solitudine, la mancanza di amore e di affetti la dilania, è una poesia bellissima ma angosciante non solo per l'argomento e per il tono, ma perché dà la sensazione che lo strazio di questa donna non trovi pace nemmeno con la morte, che se lo porterà nella tomba o dovunque si troverà, che continuerà a gridare silenziosamente anche sotto terra, un grido che fa sentire in colpa i vivi che hanno avuto anche solo una piccola parte di ciò che non ha avuto lei.

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