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copertina libro

Il teatro di Sabbath

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Discussione: Roth, Philip - Il teatro di Sabbath

  1. #1
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    Predefinito Roth, Philip - Il teatro di Sabbath

    "Lui era il dimenticato burattinaio Mickey Sabbath, un uomo piccolo e tarchiato con la barba bianca e irritanti occhi verdi e dita tormentate dall'artrite deformante": questa la presentazione che Philip Roth fa di un eroe che di eroico ha ben poco. Un uomo brutto e anziano che ha perso le sue buone occasioni per sfondare nella vita: potrebbe essere un fallito, insomma. Ma Sabbath non lo è affatto: a sessantaquattro anni, coltiva da più di un decennio un legame "di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza" con una donna slava che tradisce regolarmente; ha fondato il Teatro degli Innocenti, attirandosi critiche e antipatie e ha speso ogni sua energia nel tentativo di costruirsi una vita libera. O almeno così crede.

    Un libro triste, pieno di eroi anonimi e (quasi) tutti prima o dopo sconfitti dalla vita. Penso di non aver mai letto un libro così sessualmente spinto ma per chi ama questo scrittore questo è un romanzo assolutamente imperdibile.
    Ultima modifica di zaratia; 06-06-2008 alle 06:14 PM. Motivo: corretto nome autore nel titolo

  2. #2
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    Trovo indecente che un libro come questo abbia così pochi post.
    Dunque Roth sappiamo chi è: uno dei massimi scrittori americani viventi. Se non il più grande (con buona pace di quell'isterico di Franzen che lo detesta)
    Ora credo di aver già scritto altrove che il Teatro di Sabbath è il libro di Roth che preferisco. Mi sembra quello più sulfureo, più demoniaco, quello in cui lo scrittore americanosi è spinto più oltre. Di più non credo si possa, nonostante la decomposizione amarissima di Everyman.

    Cmq non lo ritengo sessualmente spinto. Non più di tanti altri di Roth. E poi il sesso per Roth è anche un detonatore drrammaturgico, questo bisogna dirlo.
    Ci sarebbero da dire moltissime cose su questo romanzo, ma preferisco farlo in seguito.
    Vorrei solo segnalare, all'interno di un'apocalisse narrativa, antropologica e linguistica, un capitolo di dolcezza inaspettata e inarrivabile. Parlo delle pagine dedicata al personaggio di Lincoln Gelman, l'impresario e produttore teatrino del protagonista. Il ricordo di Sabbath verso quell'uomo e la sua storia (che si chiude col suicidio) è pieno di umanissima pietà e amore e le parole di Roth, in quelle pagine, sono tra le più toccanti che io abbia mai letto nella sua produzione.
    Sono poche pagine, ma il lettore riesce ad aderire empaticamente alla sorte di Linc con lo stesso senso di rimpianto che suscita un personaggio come Seymour Levov, che pure della Pastorale è il protagonista dall'inizio alla fine.

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da Simenon Vedi messaggio
    Sono poche pagine, ma il lettore riesce ad aderire empaticamente alla sorte di Linc con lo stesso senso di rimpianto che suscita un personaggio come Seymour Levov, che pure della Pastorale è il protagonista dall'inizio alla fine.
    Quoto . Sicuramente sei riuscito ad espimere meglio di me il senso di questo libro. E' vero che il sesso per Roth è un detonatore drammaturgico (vedere IL LAMENTO per conferma) ed è anche vero che probabilmente un libro così aspro, crudo aveva proprio bisogno di un linguaggio così.
    Mai una pausa, mai un break, appena pensi che la storia possa diventare " quasi normale" lo scrittore ti assale alla gola e ti riporta nel vortice della vista di Sabbath.

    PS: adesso mi sto divertendo come un matto (ma a capire anche tante cose) a leggere Operazione Shylock

    Grande ROTH

  4. #4
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    Predefinito sabbath

    concordo con voi un capolavoro tra i molti capolavori rothiani dunque aggiungo questo mio modesto post per solidarietà con i pochi arrivati...

  5. #5
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    Non ho letto questo libro di Roth.....ma da come ne parlate credo proprio valga la pena colmare questa lacuna...........anche se penso che, come tutti i libri di questo autore (in particolare Everyman), bisogna avere lo stato d'animo "giusto" per affrontarne i contenuti....a volte veramente amari e spietati.

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    ...bisogna avere lo stato d'animo "giusto" per affrontarne i contenuti....a volte veramente amari e spietati.
    Beh, allora sii consapevole che con Sabbath si va molto oltre l'amarezza e la spietatezza.

  7. #7
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    Ho deciso di farmi male.......ho iniziato il Teatro di Sabbath.......e già dalle prime righe si riconosce lo stile diretto e "senza peli sulla lingua" dell'autore !

  8. #8
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    e brava la nostra ELENA

    quando arrivi ad un certo punto, avvisami che ti porto i sali (hahahahahahahaha).

    Alla fine comunque sono giunto alla conclusione che un pò di Sabbath, in dosi diverse ovviamente, è dentro ognuno di noi.

  9. #9
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    Semplicemente stupendo !

    E’ vero che a me capita spesso di considerare il libro che sto leggendo come “il libro della mia vita” …..ma questo è veramente notevole ……. il più coinvolgente tra quelli che ho letto finora di Roth. La capacità di descrizione dell’animo umano con un linguaggio estremamente diretto e duro e senza alcuna forma di condizionamento o regola sociale mi hanno estremamente colpita. Sabbath rappresenta per la società il prototipo dell’uomo fallito (senza un lavoro, senza soldi, senza una casa, senza una vera famiglia) ma è anche l’immagine di uno che rimane in tutte le circostanze sempre se stesso, riuscendo a mettere a disagio coloro che si mostrano sempre a loro agio per il loro convenzionale rispetto delle regole e per la loro figura di “arrivati” e, in quanto tali, perfettamente inseriti ed accettati dal mondo che li circonda. I borghesi colti temono e, nello stesso, tempo sono affascinati, a debita distanza, da una figura come Sabbath, perché rappresenta il “nobile selvaggio” che tiene desti i loro ideali studenteschi …..ideali nella realtà totalmente infranti dalla cieca accettazione del perbenismo che li circonda…….. della serie “vorrei tanto….ma non posso”. Nel teatro della vita di questo singolare personaggio entrano in scena personaggi presenti e passati ……ma anche i fantasmi del passato sono comunque “vivi” e partecipi alla sua complessa sfera emozionale e le descrizioni dei momenti degli eventi che tanto hanno inciso sulla sua attuale esistenza raggiungono, alcune volte, un elevato livello poetico. Una caratteristica che mi ha colpito di Sabbath è che, anche nei momenti in cui si sente accompagnato da desiderio-di-non-vivere, rimane sempre un personaggio che ama profondamente la vita ed esorcizza la paura della sua fine con uno sfrenato attaccamento al sesso, in tutte le sue forme e manifestazioni. Figura centrale è anche Drenka, la sua amante slava, che viene descritta come una figura estremamente forte e volitiva in grado di mettere un’energia purissima in tutto ciò che fa, considerando la propria vita un unico grande esperimento. Sembrerebbe quasi che con questa figura Roth voglia rivalutare la figura di “donna” (facendo crollare qualsiasi accusa di una presunta misoginia dell’autore) ma, secondo, me questa riabilitazione è in un’ottica del tutto maschile: anche la sessualità di questa donna (descritta da Sabbath come “luce erotica della sua vita”) è descritta secondo i canoni di un immaginario mascolino, che poco risponde alla vera percezione della sfera sessuale di una donna, anche della più disinibita e spregiudicata. La “femminilità” di Drenka tanto apprezzata dai vari amanti è ritenuta dagli stessi unica al mondo……perché, secondo me, è proprio la negazione dell’essenza femminile. D’altra parte la “misoginia” di Roth (anche se considero il termine non proprio appropriato in quanto molto restrittivo e limitato, come qualsiasi etichettatura) forse non viene proprio smentita in questo libro…….nel momento in cui l’autore fa rispondere al suo protagonista, interpellato da una giovane donna in merito alla sua passione solo per le donne disturbate, “Non sapevo ce ne fossero altre”…….come può essere interpretata questa frase di Sabbath/Roth ? Ai posteri l’ardua sentenza…….

  10. #10
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    qual è la casa edistrice che lo pubblica?

  11. #11
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    Io ho un'edizione Einaudi....non so se pubblicato anche da altri!

  12. #12
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    Grazie elena! quindi posso comprarlo scontato!

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    Io ho un'edizione Einaudi....non so se pubblicato anche da altri!
    l'ho visto proprio l'altro giorno questo libro in libreria, era einaudi come molti altri dei suoi (erano tutti scontati )

  14. #14
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    complimenti a Elena per la sua recensione

  15. #15
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    Citazione Originariamente scritto da sun Vedi messaggio
    complimenti a Elena per la sua recensione
    I complimenti sono riferiti al fatto che ti ritrovi nell'idea di una velata, ma non troppo, immagine mai del tutto positiva delle donne?
    Mi interessa molto capire se è una mia percezione o se anche per altri il perenne conflitto descritto da Roth tra istintualità e ragione deve necessariamente vedere le donne come figure soccombenti in virtù della loro innegabile "fragilità" ............

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