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Una stanza tutta per sè

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Discussione: Woolf, Virginia - Una stanza tutta per sè

  1. #1
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    Predefinito Woolf, Virginia - Una stanza tutta per sè

    Questo piccolo libriccino è un saggio sulla letteratura femminile. E’ un collage a volte puntiglioso, a volte sfocato di immagini, nomi e volti che hanno costellato la storia della letteratura. Ed è una denuncia del disagio interiore di una donna scrittrice e, come lei, di molte altre scrittrici.

    La Woolf analizza in maniera critica e romantica cosa manchi alla donna per essere un’artista “completa”; cosa le sia sempre mancato. Si immerge nei dedali della psiche umana e descrive le difficoltà sociali e culturali che ogni donna che abbia avuto velleità artistiche ha da sempre incontrato. Fra esempi e caratteri, pone domande e cerca risposte.

    Attraverso il suo percorso incerto di analisi scopre e mette insieme i perché di tante paure, di tanto isolamento, di tanta ansia.

    Si inventa fatti, confronti. Ci provoca e con un sorriso tagliente, risponde alle affermazioni fatte da professori e letterati sul perché nessuna donna avrebbe mai potuto scrivere le opere di Shakespeare; sul perché la società elisabettiana non avrebbe mai potuto partorire un genio femminile di siffatta portata, sul perché nel 1600 nessuno avrebbe mai permesso ad una donna di diventare Shakespeare, minandone la genialità sin dalla nascita, per poi continuare con l’educazione, fino alla negazione di ogni forma di apprendimento.

    E l’urlo di questa sorella putativa, di questa Judith Shakespeare, costretta alla rassegnazione, alla fuga e al suicidio, ci commuove e ci adira profondamente.


    Imperdibile. Voto 5

  2. #2
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    Un pizzico di invidia, letteraria neh, per la tua capacita' di comprendere, anzi ci vuole di piu', di trovare empatia con questa autrice. Purtroppo io ho dovuto arrendermi, anche con questo libro

  3. #3
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    In realtà qui non utilizza le sue solite tecniche narrative. E' un saggio, una sorta di lezione e di escursus letterario. Prova a leggerlo, sono sicura che non troverai difficoltà stilistiche.

  4. #4
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    Be', nel caso provero' a rileggerlo, per il momento il libro e' nell'angolo, insieme al Pendolo di Eco, alle Memorie dal sottosuolo...e altro non proprio un castigo, diciamo un' aspettativa

  5. #5
    ~ Patrizia ~
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    Un saggio dedicato al sostegno dell'indipendenza intellettuale, della libertà di essere e pensare.

    Scrittura densa, potente; valide argomentazioni rese ancor più interessanti dalla voce interiore di Virginia Woolf, molto intima e profonda.

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da darida Vedi messaggio
    Un pizzico di invidia, letteraria neh, per la tua capacita' di comprendere, anzi ci vuole di piu', di trovare empatia con questa autrice. Purtroppo io ho dovuto arrendermi, anche con questo libro
    Concordo con darida,anche io purtroppo non sono ancora riuscita ad entrare in sintonia con la Woolf,ma spero di riuscirci in futuro.

  7. #7
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    Meravigliosa qui Virginia! Un libro da leggere e rileggere

  8. #8
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    Ce l'ho fatta...sono riuscita a leggere il mio primo libro della Woolf .
    Complice anche il minigruppo che ho creato all'interno della sfida letteraria.Infatti leggerlo insieme alle ragazze del forum è stato un motivo in più per terminarlo.
    Però posso dire che mi è anche piaciuto,nonostante ci siano state delle parti che non ho trovato scorrevoli e chiare.Sarà che questo è un saggio e,come è stato detto in precedenza,qui non utilizza le sue solite tecniche narrative.
    Trovo la Woolf una gran donna,indipendentemente dai suoi romanzi. Ora vorrei riprovarci anche con Mrs Dalloway e Notte e giorno.
    E' molto interessante il modo in cui l'autrice ha impostato il tema principale costituito dalle donne e dal romanzo e basato su due conferenze.

    Per i commenti e le mie citazioni vi rimando al minigruppo:
    http://www.forumlibri.com/forum/grup...nia-woolf.html

  9. #9
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    Un bel libro, il tema 'le donne e il romanzo' mi è piaciuto molto, anche se non è stato facilissimo da leggere a causa del linguaggio della Woolf e delle sue scelte stilistiche non comuni. L'inizio non mi ha entusiasmato parecchio, però, anche grazie al fatto che lo stavo leggendo all'interno di un minigruppo, sono subito andata avanti trovando pagine più coinvolgenti. Credo sia un crescendo di bellezza!

    Per gli altri commenti cliccate sul link che ha messo Minerva

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  10. #10
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    Libro molto bello, che ti fa pensare a cose che in teoria potrebbero sembrare risapute ai giorni nostri ma di fatto non lo sono e lo fa con artistica eleganza.
    Il modo di affrontare il discorso, lo stile, il flusso di pensieri che man mano si incanala in una serie di argomentazioni che mostrano l'evidenza delle sue tesi e talvolta portano a dirti: "come mai io non ci avevo mai pensato?" fanno di questo libro una perla da tenere a portata di mano, in modo da poterlo di tanto in tanto rileggere.

  11. #11
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    Scivo ciò che ho già scritto nel minigruppo per questo libro.

    Unione di due conferenze della Woolf sulla condizione della donna e il romanzo. Un flusso di pensieri e ragionamenti che sono ancora talmente attuali da far riflettere su quanto e come siano emancipate le donne oggi. E' nel contempo anche una ricostruzione storica della figura femminile nella storia della letteratura. Davvero molto bello e capace di far pensare, soprattutto se si è delle donne ovviamente.

  12. #12
    e invece no
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    Bel libro mi è piaciuto, la scrittrice sembra accompagnare il lettore nelle sue ricerche e cita vari frammenti di vari letterati, riflettendo e portando avanti un pensiero che si dava troppo per scontato. Il linguaggio della scrittrice scorre bene, belli i discorsi su Shakespeare e Mary Carmichael, bellissima la riflessione sulla mente androgina, che tutti dovremmo avere.

    ''Ad ogni modo, la primissima frase che voglio scrivere qui, dissi attraversando la stanza fino alla scrivania e prendendo la pagina intitolata ''Le donne e il romanzo'', è che per chiunque scrive è fatale pensare al proprio sesso. E' fatale essere un uomo o una donna, puramente e semplicemente; dobbiamo essere una donna maschile o un uomo femminile''.

  13. #13
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    Un bel saggio anche se, effettivamente, scorrevole solo a tratti. Un flusso di pensieri e riflessioni che ci fa comprendere le condizioni delle donne nelle varie epoche, partendo dall'analisi delle difficoltà, per loro, di scrivere un'opera letteraria o di far sì che questa venisse seriamente presa in considerazione: difficoltà, sia materiali che legate ai pregiudizi esistenti, nemmeno paragonabili rispetto a quelle degli uomini, considerando lo stesso periodo storico. Ho trovato alcuni aspetti piuttosto attuali, purtroppo: spesso è ancora la donna ad occuparsi quasi da sola della casa e della cura dei figli, con poco tempo per approfondire i propri interessi e la propria cultura.
    Ho trovato molto carino il discorso legato a Jane Austen e alle Bronte, forse perché sono autrici che conosco.
    Interessanti, come è già stato detto, le riflessioni sulla mente androgina - es. Shakespeare - e il confronto con gli autori di sesso maschile che invece, in epoca successiva, scrivono lasciandosi condizionare dalle prime, timide rivendicazioni femminili già avvenute in campo letterario, quasi in contrapposizione ad esse.

  14. #14
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    Mi è piaciuta perché ha chiaramente delineato la figura della donna scrittrice, di quanto questa debba lavorare nell'ombra perché creduta incapace; è un grido silenzioso verso una condizione sociale ingiusta. Forse un tantino prolissa, ma efficace, nei contenuti e nelle citazioni. Un saggio interessante.

  15. #15

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    Non avevo mai letto Virginia Woolf, e prima di cominciare questo saggio mi chiedevo se cominciare a leggere questa autrice non da un racconto o un romanzo, ma piuttosto da un saggio fosse la scelta migliore.
    Be', continuo a non sapere se la mia scelta sia stata o no la più adatta, ma quello che è certo è che ora mi trovo a smaniare dalla voglia di leggere un romanzo di questa autrice.
    Ho trovato questo saggio piacevolissimo, l'ho letto in poche ore, lasciandomi trasportare da un flusso di pensieri e riflessioni acute e brillanti, energiche, accompagnate da uno stile sorprendente.
    Il tema del saggio, quello delle donne e della scrittura, delle difficoltà delle donne di potersi dedicare ad un'attività diversa da quelle canonicamente circoscritte al suo sesso è interessantissimo, a volte quasi superato, altre, invece, tremendamente attuale. E ho trovato le riflessioni della Woolf particolarmente acute e sensibili, in particolar modo il suo affermare che l'uomo ha sempre cercato di sminuire il ruolo della donna non tanto per una effettiva convinzione della sua inferiorità, ma piuttosto per cercare di mostrare così una superiorità maschile. Denigrare e sminuire per potersi guardare allo specchio e vedersi più grande, dunque. E trovo che questo sia un aspetto particolarmente interessante non solo della “lotta fra i sessi”, ma in generale di ogni discriminazione: si cerca di discriminare, di sminuire e rimpicciolire non ciò che si considera effettivamente inferiore, ma piuttosto ciò che potrebbe far vacillare la nostra convinzione di superiorità.
    Particolarmente acuto poi, a mio parere, è stato il passaggio in cui la stessa Woolf si ritrova quasi inconsciamente a lodare una presunta superiorità femminile, e allora si ferma e si corregge, rendendosi conto che ragionamenti simili non porteranno da nessuna parte, non saranno di alcun aiuto alla donna e alla sua libertà mentale, perché equivarrebbe a compiere gli stessi erronei ragionamenti maschili. Insomma, osservazioni che tanto quelli che vengono definiti maschilisti che le femministe (interessante notare come il primo termine abbia quasi sempre una valenza negativa, mentre il secondo spesso viene ustato da coloro che si tali si definiscono come fosse qualcosa di positivo) dovrebbero leggere, a mio parere.
    Mi sono innamorata poi del racconto sulla fantomatica sorella di Shakespeare, molto significativo a mio parere.
    Insomma, un saggio che mi ha profondamente colpita, e ha sciolto ogni diffidenza nei confronti di questa grande autrice.

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