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Discussione: King, Stephen - It

  1. #76
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    Vado in contro tendenza: Per me, il finale è perfetto come il resto del libro. Credo non sarebbe stato opportuno un finale aperto, perchè, secondo me, l'opera (Che, ribadisco, non ritengo essere d'horror, nè di nessun altro genere particolare!) vuole essere una riflessione e un racconto della fase estetica della vita, quella della fanciullezza, della giovinezza. In tal senso, pensandoci, oserei addirittura parlare di un'opera filosofica, che, nel finale, vede la chiusura di tutto un pensiero, proprio di King, sulla nascita, gli sviluppi e gli epiloghi di un momento fondamentale come è quello dell'essere ragazzi, spensierati, semplici, puri e aperti a qualsiasi possibilità e verità. A volte, non è l'artificio ingegnoso a rendere sublime un libro, ma è la sua semplicità e la semplicità con la quale King esplicita le sue riflessioni si adatta perfettamente alla chiusura del romanzo.

  2. #77
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    Quest'anno ricorre il trentennale dall'uscita del libro . Un lungo articolo dello scrittore Nicola Lagioia

    Il capolavoro di Stephen King compie trent?anni ma non li dimostra - Nicola Lagioia - Internazionale

  3. #78
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    Questo è un libro da scoprire pagina dopo pagina, è un libro che ti entra in testa e, una volta cominciato, non lo lasceresti più. E’ una storia che ha a che fare con le paure, con il buio che abbiamo dentro, con la forza della mente e con il potere dell’amicizia. Ma “It” non è solo questo: è anche l’emblema di una società gretta e fondata sull’apparenza, che non vuole vedere, che si gira dall’altra parte davanti a ciò che è strano ed incomprensibile, una società che preferisce sonnecchiare invece di affrontare i suoi problemi, che preferisce non parlare di ciò di cui ha paura. E così la paura cresce, si annida negli anfratti più bui, avvolge tutto come una coltre di nuvole. Nell’indifferenza generale, però, qualcuno vede, osserva, pensa, si oppone alla paura. E chi può farlo se non un gruppo di bambini?
    King ci ha abituati a descrizioni minuziose, a lunghi flash-back nel passato, a frasi ad effetto buttate lì in un ambiente apparentemente calmo. Il suo stile di scrittura, a ben guardare, rispecchia quello che raccontano i suoi libri: una cittadina come tante in cui succede qualcosa di straordinario, un gruppo di persone normali (nessun super eroe o mostro d’intelligenza) che affronta l’anormale. Questo è ciò che accade, elevato alla massima potenza, anche in questo libro: King non ha paura delle pagine, ne scrive quasi 1300 per regalarci un gioiello dell’architettura narrativa, con personaggi caratterizzati nei minimi dettagli, con più storie nella storia strutturate con maestria, abilità, tecnica sopraffina. Ecco perché ritengo che la fama di “capolavoro” sia ampiamente meritata. E’ un’opera monumentale che non si può non conoscere. Lo consiglio? Beh, King in questo libro ci parla delle paure e ci insegna come sconfiggerle. E se lui non ha avuto paura di scrivere 1300 pagine, perché noi dovremmo aver paura di leggerle? Fidatevi, vale la pena!
    Solo un’ultima raccomandazione: se non avete mai letto nulla di King, forse non è il caso di cominciare da questo libro… necessita di una conoscenza dello stile dell’autore e di una maturità di lettura che consenta di cogliere gli innumerevoli indizi disseminati in ogni pagina… perciò magari prima leggete altro, poi però tornate: It vi aspetta!

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  5. #79
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    Red face bellissimo ma un pò lungo

    E' un impegno non indifferente per il numero di pagine. Se pubblicato oggi probabilmente lo avrebbero distribuito in una trilogia.
    Nell'insieme comunque non può non piacere. E' scritto in un modo che ti fa entrare nella storia. Il continuo passaggio dei protagonisti dal 1958 al 1985 non stufa ne infastidisce, è ben inserito nella trama. Non è una storia di paura, ma una storia di amicizia. L'amicizia è la vera forza del libro. Finale forse un pò esagerato, un pò troppo Hollywoodiano, ma non avrebbe potuto avere un finale diverso anche ragionandoci su. Non poteva esistere un finale razionale, doveva per forza essere paranormale.
    Consigliato

  6. #80
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    Questo libro è il primo che leggo di King. Mi è stato consigliato da una amica che lo adora e che ha letto tutto quello che King ha scritto. Ero un pò preoccupata all'inizio, mi spaventava il genere (che temevo mi togliesse il sonno) e la mole (...chissà quanta paura tra tutte quelle pagine....). Invece, mi è entrato nel cuore fin dall'inizio e non riuscivo a smettere di leggere. Ero curiosa di sapere cosa riservava la pagina successiva, cosa sarebbe accaduto a questo gruppetto di ragazzi e poi, come sarà la conclusione di un libro del genere. L'ho adorato!!!!!

  7. #81

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    Il libro secondo me si legge benissimo, sinceramente non mi ha mai stancato. C'è un continuo cambiamento della linea temporale, fra la loro infanzia e il presente, la fine dei capitoli si riconcilia sempre perfettamente con l'inizio di un altro capitolo, ma che si riferisce ad un tempo differente. Sublime. È come se i protagonisti fossero rimasti sempre gli stessi.. Che It li avesse fatti rimanere tali e quali..
    Il finale beh è un po' complicato.. Ma solo per il semplice fatto che King si è spinto un po' troppo oltre, andando al di là della nostra coscienza..della realtà per come la concepiamo noi che non esistiamo nella testa dello scrittore .. Non mi sento di dire che rovini tutto, forse semplicemente non sono riuscito a capirlo..
    L'unico punto a sfavore è che sono rimasto un po' deluso dalla forma "finale" con cui si mostra It.. Speravo in qualcosa di meno banale

  8. #82
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    Altro che “mattone”, questo è un “macigno”. Oltre 1300 pagine!
    Io non credo al “paranormale” come, penso , molti lettori, ma soprattutto il paranormale, in me, non suscita alcun interesse. Molte volte, quindi, dato che il paranormale è presente nel libro dall’inizio alla fine, sono stato sul punto di lasciare la lettura, tenuto conto della mole del libro. Ma mi riconosco una sufficiente tenacia, e fino ad ora ho lasciato solo la lettura di testi dove non capivo il significato di quello che leggevo, e quindi ho ultimato quello che viene ritenuto il capolavoro di questo scrittore. Il libro, in effetti, è costruito in modo mirabile. Il continuo passare dal mondo attuale al mondo passato e addirittura a quello ancora precedente con la memoria dei genitori dei protagonisti, il tema della ferrea amicizia di 7 adolescenti che si oppongono al mostro dalle mille facce che si nutre di bambini, in un continuo crescendo di emozioni e di paure, tengono avvinti il lettore e non si fatica a comprendere l’enorme successo editoriale dell’opera.
    Il talento della scrittore, con una fantasia infinita, è innegabile, e forse anche il fatto del “paranormale” potrebbe interpretarsi come un ‘allegoria del male assoluto che è nel mondo, però 1300 pagine sono molte e, qualche volta, ho notato una certa “ipertrofia” o “bulimia” descrittiva (una sassaiola tra ragazzi descritta con più particolari delle tenzoni “omeriche”) e qualche “luogo comune” (il ragazzo ebreo che vince al gioco del “monopoli”), ma questi sono solo dettagli che non inficiano il valore dell’opera che contiene anche pagine molto belle soprattutto, per me, quando descrive la vita degli adolescenti con il loro progressivo scoprire il mondo ed i contrasti e le difficoltà in famiglia, tema comune a tutte le generazioni di adolescenti. La mia sensazione è stata però quella di una perfetta macchina di produzione di un grande spettacolo. Grandi protagonisti, eroi in un certo senso, grandi avvenimenti, sorprese continue, l mostro dalle mille facce, tensione continua, tutto eccezionale e fatto per conquistare la più grande platea possibile. E’ certo che il pubblico è più portato a leggere opere come queste che “Storia di una capinera” o i “Malavoglia” del maestro Verga. Credo che con questo libro si potrebbero fare non uno, ma almeno tre film d’azione con effetti speciali addirittura mirabolanti, per il grande divertimento degli amanti del genere. Per quanto riguarda il valore letterario dell’opera non mi pronuncio, perché il libro non ha ancora superato l’esame imparziale del tempo, e non è il mio genere preferito. Lascio ai posteri o a lettori più preparati di me l’ardua sentenza.

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  10. #83
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    Posso solo dire una cosa di questo libro che ho letto ca 15 anni fa: non ne ricordo nulla di nulla. Ma proprio nulla. E questo è già, implicitamente, un giudizio.

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