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Lettera a un bambino mai nato

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Discussione: Fallaci, Oriana - Lettera a un bambino mai nato

  1. #16
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    Citazione Originariamente scritto da SilviaG Vedi messaggio
    Mi permetto di dissentire.
    Per poter non condividere le sue idee, bisogna leggere ciò che scrive, a fondo.
    La Fallaci ha scritto moltissime cose dal contenuto discutibile ma attenzione a ciò che ci viene riportato dalla stampa, senza fissare il contesto da cui nascono.
    Mio modesto parere, sia chiaro.
    Sono d'accordo non è un'autrice facile, ma vale ogni parola letta anche con fatica o disappunto.
    per quanto riguarda lettera a un bambino mai nato, non posso che associarmi al commento di elisa,una lettura imprescindibile, che secondo me fa bene ancora adesso

  2. #17

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    Oriana era un donna tosta, dalla scrittura forte e decisa, nonchè aggressiva...
    L'ho ammirata per questo.
    Lettera a un bambino mai nato è uno dei suoi libri migliori!

  3. #18
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    Predefinito Lettera a un bambino mai nato

    E' vero, in questo libro che io ho amato, si parla di aborto, si parla di maternità, ma si parla sopratutto di AMORE.

    LETTORE ENZO

  4. #19
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    Quasi che il dilemma esistere o non esistere si potesse risolvere con una sentenza o con un'altra, una legge o un'altra, e non toccasse a ogni creatura risolverlo da sé e per sé. Quasi che intuire una verità non aprisse interrogativi su una verità opposta, ed entrambe non fossero valide. Qual è il fine dei loro processi, dei loro litigi? Stabilire ciò che è lecito e ciò che non lo è? Decidere dove sta la giustizia? Avevi ragione, bambino: stava in tutti. Anche la coscienza è fatta di molte coscienze...

    Parole dure, dolci ma sincere, è raro leggerne così. Ed è pure difficile dire qualcosa dopo averlo letto, se non, leggetelo, fatevi un regalo e leggetelo.

  5. #20
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    Se è raro che un libro riesca ad arrivare davvero in profondità, a toccare e far vibrare le corde dell’anima, tanto più è raro che riesca a farlo uno a cui ci si approccia con mille pregiudizi, come è stato questo libro per me. A partire dal fatto che (chissà perchè!) ero convinta che il “bambino mai nato” del titolo fosse tale per una scelta deliberata della protagonista, ma ancora di più perchè io, nei confronti di Oriana Fallaci, ho un’ istintiva, potente e in fin dei conti ingiustificata antipatia, come scrittrice e come donna. Tanto più, quindi, mi ha sconvolta l’ essere stata sconvolta da questo libro...

    Vero è che tutto ciò che ha a che fare con la maternità (nella vita, come nell’arte e nella letteratura...) mi ha sempre toccato molto; vero è che è un periodo in cui – per un motivo o per l’altro – penso molto a questo mistero insondabile che è generare la vita... al che potrei concludere che non siamo noi a cercare i libri: sono i libri a cercare noi, quando è il momento giusto. E il mio era evidentemente questo, con un figlio già di quattro anni, e il ricordo della mia gravidanza incancellabile ma sempre più lontano. Leggere questo libro è stato come riaprire quello squarcio ... sì, perchè, che lo si voglia o no, la vita nasce da una ferita, dall’apertura (violenta, dolorosa) della nostra intimità, e questo la Fallaci lo racconta in un modo che mette i brividi...

    Non sono capace di commentare in modo coerente... Le parole, le emozioni, sgorgano da sole...
    La prepotenza della vita (“tutto avvenne perchè poteva avvenire, quindi doveva avvenire...”) e allo stesso tempo questa vita che non si realizza se non attraverso il nostro “sì”... Un miracolo che passa attraverso la scelta – non costretta, non scontata, bensì consapevole e a volte difficile – di una donna e... di un uomo. In effetti se c’è qualcosa (ma non è la sola! resta il fatto che una certa “retorica della denuncia”, che caratterizza lo stile della Fallaci, continua a impedirmi di entrare in empatia con lei...) che ho mandato giù a fatica, è la voluta e, a mio avviso, cinica, cattiva estromissione dell’uomo dal mistero del concepimento. Proprio perchè la vita “non può non essere”, ma allo stesso tempo è costretta a piegarsi al nostro “sì”, l’uomo e la donna condividono entrambi questo mistero, seppure in modo diverso.
    No... la vita non è una cosa scontata. Generare la vita non è una cosa scontata... e (ammiro profondamente il coraggio di aver messo nero su bianco delle parole così vere, e così dure) nemmeno la rinomata e viscerale intimità che esiste fra una mamma e il figlio che ha nel grembo, è una cosa scontata... “Mai due estranei legati allo stesso destino furono più estranei di noi. Mai due sconosciuti uniti nello stesso corpo furono più sconosciuti, più lontani di noi.” Ma non solo, la Fallaci si spinge oltre, e mette a nudo il momento (credo che ogni mamma lo abbia provato, almeno per un istante) in cui ci si chiede: ma perchè??? “.. in nome della vita? E va bene, la vita. Ma cos’è questa vita per cui tu, che esisti non ancora fatto, conti più di me che esisto già fatta? Cos’è questo rispetto per te che toglie rispetto a me? Cos’è questo tuo diritto ad esistere che non tiene conto del mio diritto a esistere? Non c’è umanità in te...
    Perchè ho amato tanto queste parole che pure rischiano così facilmente di essere fraintese? Perchè – questo è il mio pensiero, e per certi versi la mia esperienza – è proprio da questa non scontatezza che nasce la gratuità dell'amore, è da questa iniziale e sostanziale estraneità (per la quale appunto non esiste una vera differenza fra mamma e papà... nessun “privilegio” regalato da madre natura) che nasce la vera capacità di donarsi, e di accogliere una nuova vita. È vero quello che scrive la Fallaci nelle primissime pagine: “forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita”. É vero, certo che lo è! Ma non nella misura in cui un pesciolino nella pancia non avrebbe diritto di essere considerato “uomo” (non entro neppure nel merito..), bensì nella misura in cui, perchè la possibilità diventi vita, occorriamo noi. Il nostro amore, la nostra volontà, il nostro coraggio.

    Perchè a cosa serve volare come un gabbiano dentro l’azzurro se non si generano altri gabbiani che ne genereranno altri ancora ed ancora per volare dentro l’azzurro?
    Ultima modifica di ayuthaya; 03-17-2014 alle 09:57 AM.

  6. #21
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    Figli...ma quand'è che se ne vanno????? non solo fisicamente, ma anche psicologicamente??????

  7. #22
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    Tanto di cappello quando un romanzo semplice riesce a metterti davanti tante verità difficili.
    Bello chiaro comprensibile e per questo proprio sconvolgente.
    Lo ricordo anche io come una lettura significativa per la mia coscienza e per la mia crescita personale

  8. #23
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    Questo romanzo mi ha provocato emozioni differenti, a partire da una rabbia istintiva che mi è esplosa nel momento in cui mi sono resa conto che la Fallaci ha perso il figlio per propria imprudenza... insomma mentre lei sognava il processo a suo carico, io ero schierata in pieno con il medico che l'ha condannata...
    sarà che sono passati 40 anni ma, insomma, se il medico ti dice che la gravidanza è a rischio, tu stai a casa e non ti muovi!!
    Poi però ho letto la fine del processo, con il parere dei genitori e l'arringa del bambino ed effettivamente ho iniziato a distaccarmi dalla protagonista, a dissociarmi dai miei pensieri e dai miei valori... effettivamente perché condannare una donna così disillusa dalla vita da non aver la forza di incoraggiare il proprio figlio alla venuta al mondo? non tutti siamo nati per essere genitori (per fortuna) e io non sono affatto contro l'aborto o contro la scelta di non avere figli... il fatto che io sia una persona positiva e incredibilmente ottimista e che voglia dei figli a cui vorrei trasmettere questa voglia di vivere non esclude che ce ne siano altre che nei primi mesi di gravidanza non pensino ad altro che a disilludere i figli, a metterli in guardia contro le nefandezze e le malvagità...
    non condivido affatto le sue idee, ma il messaggio sì!
    Quindi l'ho trovato un buon libro, profondo e sincero su un argomento che all'epoca (ma a volte anche oggi) è tabù...


    Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza.

  9. #24
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    Credevo che questo libro fosse un libro sull'aborto da leggere in fase pre-maman. Insomma, credevo che i miei vent'anni non fossero l'età giusta per gustarsi queste cento pagine. Invece mi sono dovuta ricredere: Lettera a un bambino mai nato è un elogio alla vita.
    Avevo un pregiudizio nei confronti della Fallaci, non so perchè, ma ora mi sono ricreduta. Davvero complimenti. Davvero un bel libro, profondo, toccante e ben scritto.
    Consigliato

    p.s. Ale, le tue recensioni sono sempre stupende!

  10. #25
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    Ho iniziato la lettura di questo libro pensando che avrei letto teorie pro e contro l'aborto in giustificazione di questa scelta (a mio parere legittima). Invece mi sono ritrovata a dover centellinare le pagine per poter assimilare e digerire quanto letto. Mi ha letteralmente sconvolto, mi sono ritrovata ad avere idee contrastanti nonostante io non condanni la scelta dell' aborto. Il susseguirsi dei pensieri di questa donna che si trova ad affrontare da sola una situazione difficilissima e che sceglie di continuare a vivere la propria vita lavorativa pensando che sarebbe andata come doveva mi ha portato un pò ad "odiarla". Mi è stata illuminante la parte finale del libro in cui viene descritto il "processo" e quindi, oltre alle tesi dei contro, anche la versione dei genitori e soprattutto del bambino. Accidenti, mi ha impressionato moltissimo. Questo libro credo debbano leggerlo tutti, non deve mancare nella libreria di nessuna casa.

  11. #26
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    questo libro mi ha sempre reso triste e malinconica....

  12. #27
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    Citazione Originariamente scritto da wolverine Vedi messaggio
    questo libro mi ha sempre reso triste e malinconica....
    Già, anch'io durante la lettura avvertivo un'alternanza di tristezza, nausea e a volte una sensazione di vero malessere ....

  13. #28
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    L'ho letto moltissimi anni fa. E' stato sufficiente per convincermi che l'autrice è una grande scrittrice, al di là da ogni altra considerazione sul personaggio pubblico.

  14. #29
    Tanny
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    Libro letto qualche mese fa, l'ho trovato stupefacente, dire che è un capolavoro a mio avviso è riduttivo; la lettura di tale romanzo porta a riflettere molto.
    Il tema della maternità è una cosa sulla quale occorrerebbe riflettere maggiormente e che non sempre può essere compresa (soprattutto nel caso di un maschio come me).
    Posso tranquillamente affermare che questo è uno dei migliori romanzi che ho mai letto, molto profondo e toccante, voto 5/5

    Non per distinguere i vari tipi di letture fra testi per uomini e per donne, ma in questo caso credo che questo libro possa suscitare diversi tipi di emozioni in funzione del sesso del lettore, un uomo non potrà mai nel corso della sua vita provare una simile esperienza, la maternità per un maschio è una cosa impossibile da comprendere nella sua pienezza, le letture come questa sono un meraviglioso affaccio sul misterioso ed incomprensibile universo femminile.

  15. #30
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    Io credo di non essere in grado di recensire un libro così bello, nel senso che sento di non avere nella mia penna (pardon nella mia tastiera) le parole per descrivere compiutamente le sensazioni che mi ha dato.

    Tralasciando, volutamente, i temi trattati, mi soffermo invece sulla forza della sua prosa, sulla capacità di trasportarti, fin dalle prime righe del libro, dentro i suoi pensieri. Ti accorgi di pensare insieme a lei, di soffrire insieme a lei, sei avvolto nel turbinio delle sue angosce, delle sue certezze che diventano incertezze. E questo è proprio dei grandi scrittori.

    Questo libro restituisce l’immagine di una donna forte e debole allo stesso tempo, che forse non pensava di essere messa così in crisi da un evento così naturale come una gravidanza.
    E’ un Oriana Fallaci spigolosa, a volte urticante, come era il suo carattere ed il suo personaggio, ma tremendamente umana: una di noi, anche se la sua vita, la sua storia ed i suoi pensieri tante volte sembravano appartenere ad un’altra dimensione.

    Grazie forumlibri per avermi fatto conoscere questo capolavoro.

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