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Storia di Arthur Gordon Pym

Mostra risultati da 1 a 11 di 11

Discussione: Poe, Edgar Allan - Le avventure di Gordon Pym

  1. #1
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    Predefinito Poe, Edgar Allan - Le avventure di Gordon Pym

    Un bel libro di Poe che ho letto qualche anno fa, narra le vicende di Arthur Gordon Pym, figlio di un commerciante, che si imbarca di nascosto su una baleniera insieme al suo amico Augustus Barnard. La baleniera sarà poi vittima di un terribile ammutinamento e di un naufragio, che porteranno il giovane Arthur a vivere svariate vicissitudini.

    Detta in parole spicce

    Molto bello, ve lo consiglio! 4/5
    Ultima modifica di elisa; 01-11-2010 alle 07:22 PM. Motivo: format titolo

  2. #2
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    Costruito in modo magistrale, soprattutto la prima parte, dove Gordon Pym sale clandestinamente sulla nave baleniera e attraversa vicende che mettono a repentaglio più volte la sua vita e dove la tensione sui temi cari a Poe, quali l'essere sepolti vivi, le apparizioni misteriose, i particolari raccapriccianti, le allucinazioni, le trame oscure, tengono il lettore in uno stato di eccitazione psichica durante tutta la lettura. La seconda parte tratta del viaggio al Polo Sud con la scoperta di una terra e di una popolazione indigena particolare, il finale poi è folgorante, stimola riflessioni, anche etiche, più che in tutto il breve romanzo. Eccezionali poi le parti tecniche sulla navigazione, mi ha affascinato in particolare tutta la teoria dello stivaggio delle merci in relazione ai naufragi. Come sempre Poe regala senza parere un capolavoro, che si può leggere in qualsiasi modo ed accontenta tutti i palati. Più grande di così!
    Ultima modifica di elisa; 02-13-2010 alle 01:09 PM.

  3. #3
    Alfaheimr
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    Che capolavoro!
    Per pagine e pagine Poe riesce a far scorrere una trama come un'altra, una storia di avveture di mare come tante altre - qualcosa di decisamente "surrogabile" - con il suo stile perfetto e 'saturo'. Per pagine e pagine convince il lettore di voler trattare di navi, vele, venti, legni, criminali, cannibalismo, crudeltà e baleniere; di voler essere uno scrittore che, come tanti, sappia scrivere anche una godibile avventura di mare sotto la traccia di certe scelte stilistiche. Per pagine crediamo di voler credere che Gordon Pym sia solo tutto questo e per pagine non dimentichiamo la strana inquietudine o irrequetezza instillata goccia dopo goccia, sin dall'incipit.
    Tale è il senso dell'aver appena perso qualcosa, del non aver visto o toccato per un soffio: il diabolico trabocchetto del Tantalo. Qualcosa sfugge al lettore; qualcosa - oltre le descrizioni, oltre i selvaggi, oltre l'avventuroso, oltre la sabbia - è deliberatamente taciuto dall'autore per l'interezza del romanzo: una parola che definisce l'assenza di parole - il non esserci del liquido nero sulla pagina. La pagina stessa. Entro le ultime dell'opera, la tensione trasmuterà in puro, bianco orrore.

  4. #4

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    Non concordo col parere precedentemente espresso dai miei dotti colleghi. A mio avviso, questa è l'opera prosastica più debole del buon Edgar. Troppo slegata e allungata, tanto che il vero orrore arriva nelle ultime pagine davvero magistrali: lì riconosco il vero Poe! D'altra parte lo affermava anche lui stesso di non essere capace di tenere insieme opere di un certo respiro, ma di ritenere l'unica vera forma narrativa il racconto. La sua estetica è troppo legata all'effeto che le situazioni che descrive hanno sull'ascoltatore o sul lettore: il fatto solo di dover interrompere la lettura spezza l'incantesimo e il racconto perde potenza. Credo che Gordon Pym ne sia la dimostrazione. Se vi interessa Poe, vo consiglio di leggere questi saggi: La filosofia della composizione, dove spiega come e perché ha scritto il suo capolavoro The Raven; Il principio poetico in cui argomenta la sua teoria sul racconto e sull'effetto che questo deve avere sul lettore.
    Pubblico i link del testo inglese originale:
    http://en.wikisource.org/wiki/The_Poetic_Principle (Il principio poetico)http://en.wikisource.org/wiki/The_Ph...of_Composition (La filosofia della composizione)

  5. #5
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    In un romanzo che ho letto di recente ( non so se posso dire quale) c'è un rimando a questo libro di Poe, e il protagonista riesce a risolvere la sua indagine proprio grazie al ricordo di questa lettura !

  6. #6

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    Citazione Originariamente scritto da elesupertramp Vedi messaggio
    In un romanzo che ho letto di recente ( non so se posso dire quale)
    Suvvia confessa,anch'io ho appena vuotato il sacco con bettinelli..ti assicuro che si sta meglio dopo!

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Nikki Vedi messaggio
    Suvvia confessa,anch'io ho appena vuotato il sacco con bettinelli..ti assicuro che si sta meglio dopo!

    è meglio che non lo dica, perchè c'è la soluzione del caso.............

  8. #8
    Alfaheimr
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    Citazione Originariamente scritto da Vladimir Vedi messaggio
    Non concordo col parere precedentemente espresso dai miei dotti colleghi. A mio avviso, questa è l'opera prosastica più debole del buon Edgar. Troppo slegata e allungata, tanto che il vero orrore arriva nelle ultime pagine davvero magistrali: lì riconosco il vero Poe! D'altra parte lo affermava anche lui stesso di non essere capace di tenere insieme opere di un certo respiro, ma di ritenere l'unica vera forma narrativa il racconto. La sua estetica è troppo legata all'effeto che le situazioni che descrive hanno sull'ascoltatore o sul lettore: il fatto solo di dover interrompere la lettura spezza l'incantesimo e il racconto perde potenza. Credo che Gordon Pym ne sia la dimostrazione. Se vi interessa Poe, vo consiglio di leggere questi saggi: La filosofia della composizione, dove spiega come e perché ha scritto il suo capolavoro The Raven; Il principio poetico in cui argomenta la sua teoria sul racconto e sull'effetto che questo deve avere sul lettore.
    Pubblico i link del testo inglese originale:
    http://en.wikisource.org/wiki/The_Poetic_Principle (Il principio poetico)http://en.wikisource.org/wiki/The_Ph...of_Composition (La filosofia della composizione)
    Esattamente !
    Ciò che fa di Poe una mostruosità di scrittore è anche la circostanza di aver composto un'opera maxima prescindendo da quella che, indubbiamente, è la sua forma. Fu una sfida, prima di tutto contro se stesso: egli riesce a dominare ed ad intingere di poeismo una stuttura che non gli è affatto congeniale. Riesce, per qualche centinaio di pagine, nel far credere a qualsiasi disattento lettore di essere di fronte ad una triviale storiella di avventure.
    Accade qui, ciò che noi europei abbiamo conosciuto per mezzo di certa musica all'incrocio tra il XIX ed il XX secolo. Si pensi al Mahler della sezione centrale della Seconda Sinfonia: lontani sono i baratri infernali; tuttavia mai spenti...e l'attento ascoltatore ne ode i sussurri, ne avverte le ombre in tensione. Ombre e sussurri che esploderanno, in diabolica e clamorosa esplosione, nel'ultimo movimento. Allo stesso modo il lettore attento 'sente' il filo di tensio per la durata dell'intero romanzo: è tensione sussurrata, a volte impercettibilmente presente entro la trama narrativa. Una tensione che, ironicamente, fa capolino dietro le collaudate strutture le apparizioni ed i personaggi (!) ed i colori del romanzo ottocentesco.

  9. #9

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    Concordo in parte, ma son dell'idea che cio' che fa grande questo racconto è l'immenso significato esoterico-simbolico che si cela al suo interno, che è poi quella irrequietezza di cui si è parlato in questo 3D, e di quel senso di non aver compreso (e forse che non comprenderemo mai) qualcosa che pure era proprio li, sotto i nostri occhi.

  10. #10

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    Voglio commentare questo libro a modo mio: mi è rimasta impressa la citazione che Gramsci fa nelle sue lettere di quest'opera: ricorda l'episodio di Poe sui naufraghi che diventano antropofagi, sottolinenando come alcune scelte abissali (nel suo caso la tentazione di tradire il pci, poi mai attuata) non siano mai scelte improvvise ma derivino da un lento logorio, da un disfacimento della personalità e da un'usura delle proprie abitudini morali: nessun marinaio mai in tempo di calma penserebbe di poter diventare antropofago così come lui mai avrebbe pensato di poter essere tentato dal tradimento dei suoi compagni.
    Passando al romanzo di Poe vi sono alcune scene indimenticabili, e cioè la scena dell'antropofagia o del vascello fantasma... voto 8/10

  11. #11
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    E' il primo libro che leggo di Poe e ho provato emozioni discordanti: da una parte ho trovato molto avvincenti alcune scene (a partire da quando rimangono in 4 sulla nave e inizia la tempesta, oppure la parte finale) dall'altra ho trovato piuttosto noiose le descrizioni della nave, della flora, della fauna, di quel che NON succede in giorni e giorni di navigazione... ammetto però che sono informazioni necessarie al libro, forse avrebbero dovuto essere più snelle...
    Il finale mi dà abbastanza sui nervi, ma non posso riconoscere che Poe ha una capacità narrativa non indifferente, soprattutto considerando che non erano molti i romanzi a precederlo!

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