Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

copertina libro

Lo straniero

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Mostra risultati da 1 a 15 di 24

Discussione: Camus, Albert - Lo straniero

  1. #1

    Predefinito Camus, Albert - Lo straniero

    Lo Straniero, di Albert Camus, narra la storia di uomo che, per una serie di sfortunati eventi, diviene assassino involontario, lungo un excursus che lo porterà alla prigione e alla condanna.Uno dei tratti più caratteristici del protagonista è l'indifferenza: egli sembra quasi non avere idee proprie, nel senso che di fronte ad una scelta non prova interesse né per l'una né per l'altra opzione; nella vita l'amore e l'odio, la felicità e il dolore divengono per lui solo aspetti di un tutto annoiante e tedioso. L'unico vero impeto sentito che avrà sarà di fronte all'ipocrisia che, in limine mortis, vorrà convertirlo ad una fede che non ha mai posseduto...

    Penso sia un bellissimo libro che permetta al lettore di riflettere su alcuni aspetti dell'"assurda" condizione umana...in fondo qualche volta ci sentiamo tutti un po' 'stranieri' in questo mondo...no?
    Ultima modifica di Fabio; 06-09-2011 alle 10:17 PM. Motivo: Messo copertina e tolto link alla copertina.

  2. #2
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2007
    Località
    Treviso
    Messaggi
    998
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Meursault, il protagonista, è uno straniero. Straniero al mondo, a sé stesso, alla sua propria esistenza. Né cinico né infelice (lettura distratta ed errata), bensì: consapevole e indifferente.
    Egli è preda di una sorta di “anestesia emotiva”, dovuta ad una coscienza esasperata e lucidissima dell’assurdità della condizione umana, la quale fa sì che ogni sentire si arresti sulla soglia della mera “sensazione”, senza mai raggiungere le profondità del “sentimento”.
    «Una cosa vale l’altra», ripete spesso Meursault: se tutto è privo di senso, è come dire che tutto, potenzialmente, può esserne ugualmente valido. Nessuna scelta potrà più essere determinante né risolutiva, alla luce di questo, nel bilancio di un’esistenza.
    L'unica certezza nel destino di ogni essere umano rimane la morte: Meursault giungerà al giorno fatidico silenzioso e apatico, lasciando spazio solo ad uno sfogo contro il sacerdote venuto a raccogliere la sua confessione:

    << Allora, non so per quale ragione, c’è qualcosa che si è spezzato in me. Mi sono messo a urlare con tutta la mia forza e l’ho insultato e gli ho detto di non pregare (…) Aveva l’aria così sicura, vero? Eppure nessuna delle sue certezze valeva un capello di donna. Non era nemmeno sicuro di essere in vita dato che viveva come un morto. Io ero sicuro di me, sicuro di tutto, più sicuro di lui, sicuro della mia vita e di questa morte che stava per venire. Sì, non avevo che questo. Ma perlomeno avevo in mano questa verità così come essa aveva in mano me. Avevo avuto ragione, avevo ancora ragione, avevo sempre ragione. Avevo vissuto in questo modo e avrei potuto vivere in quell’altro. (…) E poi? Era come se avessi atteso sempre quel minuto… e quell’alba in cui sarei stato giustiziato. Nulla, nulla aveva importanza e sapevo bene il perché. Anche lui sapeva perché. Dal fondo del mio avvenire, durante tutta questa vita assurda che avevo vissuta, un soffio oscuro risaliva verso di me attraverso annate che non erano ancora venute e quel soffio uguagliava, al suo passaggio, ogni cosa che mi fosse stata proposta allora nelle annate non meno irreali che stavo vivendo. Cosa mi importavano la morte degli altri, l’amore di una madre, cosa mi importavano il suo Dio, le vite che ognuno si sceglie, i destini che un uomo si elegge, quando un solo destino doveva eleggere me e con me miliardi di privilegiati che, come lui, si dicevano miei fratelli? Capiva, capiva dunque? Tutti sono privilegiati. Non ci sono che privilegiati, Anche gli altri saranno condannati un giorno. Anche lui sarà condannato. >>

    Pochi altri autori sono stati in grado di riflettere sulla condizione umana con tale limpidezza, coerenza e lucidità.

  3. #3
    Senior Member
    Data registrazione
    Oct 2008
    Località
    Torino
    Messaggi
    238
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    E' sempre stato uno dei miei libri preferiti ma dovrei rileggerlo, è passato troppo tempo...
    La fine è bellissima perchè il protagonista si desta dal torpore che lo accompagna dal funerale della madre ed esprime una violenza emotiva completamente nuova...

    "Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio".

  4. #4
    Member
    Data registrazione
    Sep 2009
    Località
    Cagliari
    Messaggi
    46
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    ho letto lo straniero qualche anno fa, ricordo pero' l'ironia che spesso durante il libro mi ha fatto sorridere. non so perche' il protagonista mi ha dato l'impressione di un uomo profondamente immerso nella vita che decide di vivere, pero', in quella maniera.

  5. #5
    Senior Member
    Data registrazione
    Sep 2010
    Località
    Napoli
    Messaggi
    161
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    [QUOTE]
    Citazione Originariamente scritto da ottos Vedi messaggio
    ho letto lo straniero qualche anno fa, ricordo pero' l'ironia che spesso durante il libro mi ha fatto sorridere. non so perche' il protagonista mi ha dato l'impressione di un uomo profondamente immerso nella vita che decide di vivere, pero', in quella maniera.[/QUOTE]
    forse perchè, come è già stato accennato più su, è l'unico lucido tra tante capre più o meno consapevolmente, e più o meno volutamente, ottuse.

  6. #6
    Member
    Data registrazione
    Apr 2010
    Località
    Roma
    Messaggi
    35
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    è semplicemente perfetto.
    Lo si può leggere e rileggere e ogni volta risentire quel magma d'emozioni e straniamenti di volta in volta rafforzati. E c'è disperazione, sì, ma di quel tipo che consola e fa sentire meno soli.
    Io Camus lo adoro.
    Proprio!

  7. #7
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2009
    Località
    La Spezia
    Messaggi
    5618
    Thanks Thanks Given 
    795
    Thanks Thanks Received 
    262
    Thanked in
    166 Posts

    Predefinito

    L'ho letto tantissimi anni fà,ma ero troppo giovane e superficiale per capirlo a fondo,sento che devo rileggerlo.

  8. #8

    Predefinito

    E' un'opera splendida.
    Un Camus di carattere.
    Ne Lo Straniero sorprende soprattutto l'accettazione per tradizione e l'innovazione per sentimento.
    Un'opera splendidamente romantica.

  9. #9
    Junior Member
    Data registrazione
    Oct 2010
    Messaggi
    8
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    io lo lessi alle superiori in francese e la scena che ricordo di più è quella in cui c'era tutto quel sole e nonostante ciò i sensi del protagonista erano appannati dall'indifferenza e dall'estraniamento ...

  10. #10
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2009
    Località
    Piemonte
    Messaggi
    2849
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Lo straniero è uno di quei libri che appena hai finito di leggere fai fatica ad apprezzare. Ci vuole un po' di tempo prima di digerirlo, prima d metabolizzarlo. Ma appena ciò avviene ti accorgi di quanto sia eccezionale, incredibile e importante quest'opera. Meursault, il protagonista del libro, è una figura che turba profondamente l'animo del lettore: avvolta in un silenzio impenetrabile, risulta incomprensibile, e ancor peggio, inaccettabile. La sua è un'esistenza inafferrabile, che lascia sgomenti perchè si allontana da qualsiasi tentativo di darle una spiegazione. La vita non può esser così, diremmo. Ma nel momento stesso in cui non si trova un significato ecco che c'è la rivelazione, temibile, spaventosa, terribile, dell'insensatezza dell'esistenza umana. Come credere che un uomo possa viver bene in quell'insensatezza? Ognuno di noi, fino all'ultimo, vorrebbe che Mersault cambi idea, che ritorni sui suoi passi, che si redima, che trovi un significato, un senso. Ma non avverrà mai tutto ciò: Mersault è una persona intelligente, ci crede (perchè si sente) in quella vita, in un'insensatezza che ha da accordarsi con il carattere proprio dell'esistenza: la finitezza, la mortalità. Senza cercare vie di fughe, tradimenti alla propria condizione, Mersault accetterà di essere condannato a morte pur di non tradire quello che prova/sente, o meglio, quello che non prova/sente e che gli altri vorrebbero che provasse/sentisse. E' l'accettazione della propria condizione, dell'assurdità e dell'insensatezza della propria condizione. Ma non è un'accettazione ragionata, frutto di una consapevolezza mentale: è uno stato d'animo, è un "sentire". Ecco perchè Mersault sarà in armonia con la sua condizione. Mersault non fuggirà dalla morte. V'è di più: alla fine si sentirà addirittura felice, quando finalmente sarà sereno, libero, in pace di provare quella "dolce indifferenza per il mondo". E aggiungo: di vivere nell'insensatezza.
    Stupendo il secondo capitolo, dove c'è la descrizione di ciò che vede dal suo balcone in un Sabato qualunque.
    Ultima modifica di Apart; 04-15-2011 alle 04:29 PM.

  11. #11

    Predefinito

    Che significato ha secondo voi il ricordo, pochi giorni prima dell'esecuzione, del suo vicino di casa e del suo cane? Apart ha detto una cosa condivisibile: subito dopo la prima lettura non lo si apprezza, ma va rimeditato e riletto; sarà la mia prossima lettura
    Ciao

  12. #12
    Senior Member
    Data registrazione
    Oct 2010
    Messaggi
    139
    Inserimenti nel blog
    22
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Apart Vedi messaggio
    Lo straniero è uno di quei libri che appena hai finito di leggere fai fatica ad apprezzare. Ci vuole un po' di tempo prima di digerirlo, prima d metabolizzarlo. Ma appena ciò avviene ti accorgi di quanto sia eccezionale, incredibile e importante quest'opera. Meursault, il protagonista del libro, è una figura che turba profondamente l'animo del lettore: avvolta in un silenzio impenetrabile, risulta incomprensibile, e ancor peggio, inaccettabile. La sua è un'esistenza inafferrabile, che lascia sgomenti perchè si allontana da qualsiasi tentativo di darle una spiegazione. La vita non può esser così, diremmo. Ma nel momento stesso in cui non si trova un significato ecco che c'è la rivelazione, temibile, spaventosa, terribile, dell'insensatezza dell'esistenza umana. Come credere che un uomo possa viver bene in quell'insensatezza? Ognuno di noi, fino all'ultimo, vorrebbe che Mersault cambi idea, che ritorni sui suoi passi, che si redima, che trovi un significato, un senso. Ma non avverrà mai tutto ciò: Mersault è una persona intelligente, ci crede (perchè si sente) in quella vita, in un'insensatezza che ha da accordarsi con il carattere proprio dell'esistenza: la finitezza, la mortalità. Senza cercare vie di fughe, tradimenti alla propria condizione, Mersault accetterà di essere condannato a morte pur di non tradire quello che prova/sente, o meglio, quello che non prova/sente e che gli altri vorrebbero che provasse/sentisse. E' l'accettazione della propria condizione, dell'assurdità e dell'insensatezza della propria condizione. Ma non è un'accettazione ragionata, frutto di una consapevolezza mentale: è uno stato d'animo, è un "sentire". Ecco perchè Mersault sarà in armonia con la sua condizione. Mersault non fuggirà dalla morte. V'è di più: alla fine si sentirà addirittura felice, quando finalmente sarà sereno, libero, in pace di provare quella "dolce indifferenza per il mondo". E aggiungo: di vivere nell'insensatezza.
    Stupendo il secondo capitolo, dove c'è la descrizione di ciò che vede dal suo balcone in un Sabato qualunque.
    sì, è esattamente così! recensione perfetta secondo me. anche lo stile di Camus mi piace tanto, frasi brevi, stile chiaro, puro, conciso.

  13. #13

    Predefinito

    Lo Straniero è un romanzo bellissimo, forse il più bel romanzo esistenzialista mai stato scritto... Una delle opere più importanti della letteratura francese...
    A me è piaciuto molto... lo lessi prima in francese e poi in italiano... Bisogna trovarsi in uno stato d'animo particolare per poterlo capire e amare...

  14. #14
    Junior Member
    Data registrazione
    Jun 2011
    Località
    Marche, Macerata
    Messaggi
    2
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito Che bravo Camus!

    é la sua prima opera che leggo, e mi è piaciuta tantissimo!
    Una lettura che scorre veloce, e cattura l'attenzione!
    Il Signor Meursault è un personaggio sorprendente!
    Un uomo di poche parole, ma non per questo noioso.

  15. #15
    Member
    Data registrazione
    May 2011
    Messaggi
    49
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    L'apatia è il leit motiv di questo racconto. Mersault pare indifferente a tutto quello che gli succede, compresa la morte della madre.
    La vita non ha significato.
    Mi ricorda il protagonista de La Nausea di Sartre e, infatti, i due autori hanno avuto idee simili fino a un certo punto.

Discussioni simili

  1. Camus, Albert
    Da oea nel forum Autori
    Risposte: 21
    Ultimo messaggio: 10-18-2015, 06:12 PM
  2. autore italiano o straniero ?
    Da sun nel forum Le Sempreverdi - Discussioni con Bellezza eterna
    Risposte: 56
    Ultimo messaggio: 02-18-2015, 10:07 AM
  3. Camus, Albert - La Peste
    Da oea nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 13
    Ultimo messaggio: 09-15-2013, 03:05 PM
  4. Camus, Albert - Lettere ad un amico tedesco
    Da oea nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 0
    Ultimo messaggio: 08-29-2008, 11:09 PM
  5. non passa lo straniero...
    Da sub75 nel forum Tutto Bellezza e tutto Cultura
    Risposte: 11
    Ultimo messaggio: 06-19-2008, 05:40 PM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •