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Non è un paese per vecchi

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Discussione: McCarthy, Cormac - Non è un paese per vecchi

  1. #1
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    Predefinito McCarthy, Cormac - Non è un paese per vecchi

    "Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie."

    Non non ho visto il film (di cui ho sentito parlare molto bene) ma questo romanzo non mi ha impressionato più di tanto. La storia è semplice e abbastanza lineare con passaggi di scrittura abbastanza cruda. Non ho apprezzato le pagine con le riflessioni interiori dello sceriffo, che dopo un po'saltavo a piè pari data la loro noiosità. Anche il finale mi ha un po' deluso pensavo a qualcosa di meglio. Peccato anche che i dialoghi non fossero virgolettati, il che ha reso la lettura un po' meno scorrevole.

    Il libro comunque merita la sufficienza. Voto 6/10

  2. #2
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    Io ho visto il film e devo dire che mi è piaciuto molto... non avevo pensato però di dedicarmi anche alla lettura del libro... però chi lo sa, magari se raccolgo molti pareri positivi, potrei pensarci, anche se non ho mai amato leggere i libri dove aver visto il relativo film... comunque sia, mai dire mai...

  3. #3

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    Io ho visto il film, che ritengo bello, al di sopra della media di questi anni poveri, cinematograficamente, e poi ho comprato il dvd che conteneva anche il libro.

    L'ho preso in mano titubante, ma ho scoperto che in realtà contiene molti più particolari sui personaggi e specialemente più cose nei dialoghi dello sceriffo, che è il personaggio chiave del racconto.

    In effetti se non avessi visto il film sarei rimasto perplesso.
    Invece così mi ha aiutato ad ampliare lo sguardo sulla vicenda, che alla fine rientra semplicemente a mo di esempio nel monologo, o monologhi, dello sceriffo.

    Nel mio piccolo consiglierei di fare come capitato a me: guardare il film e nel caso sia piaciuto, cosa affatto scontata, accostarsi al libro.

  4. #4
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    Il film a me è piaciuto, tranne il finale, che non mi ha convinto. Il libro non l'ho ancora letto. Cormac McCarthy secondo me è un grande scrittore, ha uno stile bellissimo e le storie mi toccano l'anima, ma devo dire che anch'io ogni tanto salto delle pagine, dicendo, sì, vabbè, ho capito, ma quando andiamo avanti?

  5. #5
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    Ho letto il libro e poi ho visto il film.
    Questa è stata l'opera che mi ha fatto innamorare di McCarthy ed è uno dei piú bei libri che abbia letto. Trovo il suo stile superbo e la tensione etica che si respira quasi ad ogni frase è stupefacente.
    Le pagine finali con le riflessioni dello sceriffo Bell andrebbero lette a scuola ad ogni inizio di anno scolastico come inno alla bellezza e alla forza della letteratura.

    Spero che prima o poi gli assegnino il Nobel.
    Ultima modifica di Cozza Taddeo; 01-18-2009 alle 03:55 PM.

  6. #6
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    Riporto quello che avevo scritto subito dopo aver finito di leggere questo libro all'amico che me lo aveva consigliato.

    Ieri ho finito di leggere "Non è un paese per vecchi" di Cormac McCarthy.
    Che dire...è un capolavoro!!!
    L'ultima parte andrebbe letta ogni anno scolastico in tutte le scuole superiori. Le ultime riflessioni andrebbero inserite in tutti i testi scolastici, compresi i libri di matematica e di biologia.
    L'immagine del tipo che scava con lo scalpello l'abbeveratoio nella roccia non può ricevere accoglienza nella nostra società. Credo sia una delle cose piú belle che abbia letto in assoluto.
    Val la pena di imparare l'inglese anche solo per leggere le due paginette finali in lingua originale.
    La totale e disperata tragicità di tutta la storia è davvero abissale.
    Ho letto su internet paragoni con Shakespeare e i Greci ma secondo me qui siamo un passo avanti. Qui la disperazione è ancora piú onnicomprensiva e radicale almeno in due direzioni.
    Sia in Shakespeare che nei Greci (per quel pochissimo che ne so) i protagonisti delle tragedie sono personaggi importanti (re, principi, principesse, figli, cugini, nipoti di dei e dee) che subiscono una sorte sventurata di cui viene a conoscenza tutto il mondo civilizzato. Da qui l'esemplarità e l'universalità delle vicende narrate.
    Qui, invece, i personaggi sono gente comune. Persone che vivono con mezzi di fortuna, poliziotti con moglie a carico, gestori assonnati di motel incastonati in mezzo ai deserti del centro america, trafficanti di droga qualsiasi e killer ignoti ai piú. Nel bene e nel male, tutti signor nessuno. Nessuno saprà mai di loro, nessuno vedrà le loro lacrime, i loro sputi nella sabbia, il sangue secco delle loro ferite mentre la loro vita si svolge lungo i nastri grigi delle statali. Nessuno li chiamerà eroi o assassini.
    È forse questa la tragedia piú grande a cui vanno incontro tutti i personaggi, è questo che piange Carla Jean seduta sul letto a fianco al suo sicario. Non la fama o la notorietà. Ma l'inutilità di una sacrificio che rimarrà sepolto per sempre.
    Quando è ormai vecchio e cieco Edipo chiede che la sua storia venga raccontata, che diventi e rimanga cosa viva la sua esistenza proprio quando il suo corpo sta diventando cosa morta. I personaggi di McCarthy questo lusso non se lo possono permettere. Nascono nessuno. Vivono forse momenti di speranza, di gioia, di oscura felicità e poi giú anzitempo nel niente. Senza che nessuno ne sappia nulla. Anzi peggio. Perché il loro ricordo rimane legato al chiacchericcio pettegolo dei trafiletti di cronaca del giornale locale. Per uno o due giorni. La storia di una vita bruciata in un paio di articoli scandalistici e morbosi. Neanche il silenzio spetta a chi non ha niente.
    In secondo luogo la normalità dei protagonisti rende la storia virtualmente moltiplicabile e riproducibile su scala planetaria. Edipo, Amleto, Macbeth, Oreste erano tutti personaggi unici, eccezionali. Quanti Moss e Carla Jean ci sono invece in giro per il mondo? Centinaia di migliaia, milioni, decine di milioni? E quanti Chigurh? Sempre di piú, pensa lo sceriffo Bell, che si vede ormai esemplare di una razza in via di estinzione. Questo fa rimbombare in modo intollerabile quei colpi di pistola e di fucile ben al di là della conche assolate del Texas, in cerchi concentrici sempre piú ampi, oltre l'orizzonte.

    Irrinunciabili le elementari verità che Bell riferisce alla giovane giornalista: "Le cose cominciano ad andare male quando i giovani smettono di dire 'Per favore' e 'Grazie'" e poi "I trafficanti di droga ci sono perché ci sono i drogati" il che equivale ad una dichiarazione di guerra contro tutte le dipendenze della modernità, non solo quelle scontate (alcol, fumo, sesso, soldi, potere, fama, egoismo, ecc.) ma anche quelle meno plateali (libertarismo, autoaffermazione, esibizionismo, ecc.).

    Non vedo l'ora di vedere il film.
    Sono contento di aver letto prima il libro.
    Qui in occidente credo che solo i Coen o Eastwood potevano avere il coraggio di trarre un film da una storia del genere.

    Mamma mia, che esperienza...

  7. #7
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    Ho letto il libro e ho visto il film e devo dire che non mi trovo d'accordo con chi afferma che il libro superi il film. A me sono piaciuti entrambi, ma il libro ha qualcosa di più. Mi ha colpito da subito lo stile asciutto con cui è scritto, ma ho apprezzato anche l'ambientazione e quel senso di impotenza che avvolge il libro. Molto bello, lo consiglio vivamente.

  8. #8

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    Citazione Originariamente scritto da Vesper Vedi messaggio
    Ho letto il libro e ho visto il film e devo dire che non mi trovo d'accordo con chi afferma che il libro superi il film. A me sono piaciuti entrambi, ma il libro ha qualcosa di più. Mi ha colpito da subito lo stile asciutto con cui è scritto, ma ho apprezzato anche l'ambientazione e quel senso di impotenza che avvolge il libro. Molto bello, lo consiglio vivamente.
    Anche io ho preferito il libro al film, però c'è da dire che i Coen e Bardenne sono stati molto bravi a replicare la freddezza di Chicurg sul grande schermo.

  9. #9
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    bello, ma il capolavoro di mccarthy, per quanto mi riguarda, è meridiano di sangue. magari lo recensisco.

  10. #10
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    Dirò la verità, ho fatto una grande fatica a decollare.. Forse per le tante scene di violenza, per i dialoghi non virgolettati, i personaggi apparentemente insopportabili, ma devo dire che a un certo punto si riscatta! Grazie alla scrittura secca e scarna e allo stesso tempo graffiante e piena di bestiale umanità sembra di sentire in gola la polvere della frontiera! Le riflessioni e la disperazione ivi contenute sono straordinariamente veritiere e le pagine finali con le parole dello sceriffo sono stupende!

  11. #11
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    bellissimo il libro e bellissimo il film.

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da Dorylis Vedi messaggio
    Dirò la verità, ho fatto una grande fatica a decollare.. Forse per le tante scene di violenza, per i dialoghi non virgolettati, i personaggi apparentemente insopportabili, ma devo dire che a un certo punto si riscatta! Grazie alla scrittura secca e scarna e allo stesso tempo graffiante e piena di bestiale umanità sembra di sentire in gola la polvere della frontiera! Le riflessioni e la disperazione ivi contenute sono straordinariamente veritiere e le pagine finali con le parole dello sceriffo sono stupende!
    Concordo, è un libro intenso e forte che ho apprezzato di più per il contenuto che per lo stile. La morale di cui è impregnata la storia ci descrive un'amara e triste verità : il mondo in cui viviamo non è fatto per le persone di "vecchio stampo" portatrici di certi valori, idee e sentimenti, queste oramai sono soffocate, sconfitte dal caos e dalla violenza gratuita e ingiustificata che ci circonda.
    "E devo dire che l’unica cosa che mi viene da pensare è che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. E io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. È la cosa che mi piacerebbe più di tutte."

  13. #13
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    Predefinito mumble...

    non posso ancora commentare, perchè sono solo oltre la metà e non ho letto tutto il libro; però mi sento di dire che lo stile, criticato in precedenti commenti, per me è una nota assolutamente positiva che si sposa perfettamente con la tensione narrativa, con l'inseguimento che è il nocciolo della trama.
    Le digressioni di Bell sono affascinanti, secondo me altro tratto distintivo dell'opera!
    Considero Moss come protagonista, non Bell...ma magari mi sbaglio a causa del fatto che non sono arrivata alla fine.
    In ogni caso, finora sono contenta di aver preso in mano "non è un paese per vecchi" ieri in libreria! e ho intenzione di ignorare il film, cosa che faccio sempre quando il libro mi colpisce.

  14. #14

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    Ho purtroppo visto il film. Dico "purtroppo" perchè non riesco mai a leggere un libro dopo aver visto la sua trasposizione cinematografica. Mi dispiace molto perchè l'opera dei fratelli Cohen mi è piaciuta tantissimo e perchè trovo McCarthy uno scrittore eccezionale.

    La Trilogia della frontiera è una raccolta più unica che rara.

  15. #15
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    A me non piace il genere, ma devo dire che è stato una lettura abbastanza gradevole. Mi piace la prosa asciutta di McCarthy, un po' meno la discutibile scelta di non mettere le virgolette ai discorsi diretti

    La riflessione sulla decadenza dei tempi è molto bella, lo scontro fra la generazione delle "guerre" (alle spalle rimane sia la seconda guerra mondiale sia la guerra in Vietnam), e molto belli i corsivi dello sceriffo. Peccato che, ecco, io sia un po' allergica a tutte queste storie di pistole, sangue, ossa spaccate... più che altro, credo che la figura più interessante (quella di Chigurh, l'assassino psicopatico - mi sto, fra l'altro, ancora domandando come si pronunci XD) mi sia in fin dei conti un po' sfuggita, ma forse è stata una mia mancanza.
    Di solito non condivido le storie dalla morale così nera (in realtà non sopporto i libri con la loro morale), ma questa volta è condivisibile, sembra quasi un monito, un "ecco cosa stiamo diventando". Ecco, ripeto, magari non bisserei l'esperienza, troppi fucili, sangue, motel sporchi, proiettili sparati in fronte, sangue rappreso. Son storie per le persone a cui piace il genere... a me non piace XD

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