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I promessi Sposi

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Discussione: Manzoni, Alessandro - I promessi sposi

  1. #31
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    Manzoni piange? A me tantissimi interpretazioni del suo romanzo ricordano tutti espedienti per attirare i giovani nella chiesa.

    http://www.youtube.com/watch?v=CyQEgN_qclU&NR=1

  2. #32
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    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    Non è solo che mi sono antipatici, non mi sembra corretto da parte tua ridurre a questo la mia critica
    Non ho detto solo questo; ho detto anche che non condividi le idee di Manzoni. Intendevo che non ti sono simpatici perché incarnano quelle idee. In effetti non mi sono espresso bene…

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    E' piena la letteratura di personaggi odiosi e (magari proprio per quello) terribilmente coinvolgenti!!!
    D’accordissimo

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    Tu riporti dei brani, io li rileggo obtorto collo e li trovo falsi, artificiosi. Mi sembrano quelle scene di certe fiction televisive all’italiana dove si capisce lontano un miglio che gli attori recitano.
    Capisco che questo sia un po’ artificioso: “Lucia andava assettandosi, per un'abitudine, per un istinto di pulizia e di verecondia”, perché fa tanto “brava bambina”; ma se mi dici che lo è anche questo: “vergognosa [Lucia] dell'essere già stata tanto sola con lui e tanto famigliarmente, quando s'aspettava d'essere fra pochi momenti sua moglie. Ora, svanito così dolorosamente quel sogno [svanito dolorosamente quel sogno: qui non c’è solo la bacchettona che si vergogna di esser stata sola col moroso, qui c’è la donna che, pur considerandolo un male, in fondo al cuore lo desiderava: c’è la ragione che non riesce ad averla interamente vinta sulla natura! Come si può parlare di “piattezza” qui?] , ella si pentiva di essere trascorsa così oltre, e fra tante cagioni di trepidare, trepidava pur anche per quel pudore che non nasce dalla trista scienza del male, per quel pudore che ignora se stesso, somigliante alla paura del fanciullo che trema nelle tenebre senza saper di che. [una paura, inconscia, di cui il personaggio non sa trovare l’origine con la ragione: altra cosa umanissima.] ", dove sono portati alla luce desideri e pulsioni profonde, ma semplici e naturali, comuni anche a chi cristiano non è…
    Lo stesse cose valgono per l'altro brano: anche qui la ragione di lei non riesce ad averla vinta sull’amore per Renzo: ”si fece nella mente [di Lucia] un tumulto istantaneo; la memoria del voto, vi si suscitò d'improvviso, e vi comparve chiara e distinta. Allora tutte le potenze del suo animo, appena riavute, furon sopraffatte di nuovo.
    Dopo un ribollimento di que' pensieri che non vengono con parole, le prime che si formarono nella sua mente furono: «oh povera me, cos'ho fatto!»
    S'andava figurando ugualmente che quella Provvidenza medesima, per compir l'opera, saprebbe trovar la maniera di far che Renzo si rassegnasse anche lui non pensasse più... Ma una tale idea, appena trovata, mise sottosopra la mente ch'era andata a cercarla.


    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    preferisco comunque parlare direttamente con Masetto piuttosto che attraverso citazioni di critici famosi.
    Un po’ perché posso rispondere solo con parole mie, un po’ perché una opinione, anche se espressa da Russo o Momigliano, resta sempre un’opinione: nella fattispecie mi interessano le opinioni di Masetto
    Se ho riportato questi commenti è perché: a) li condivido, quindi leggendoli stai leggendo opinioni che sono anche di Masetto; b) dicono le cose molto meglio di come le saprei dire io; c) voglio mostrare che queste opinioni, oltre che mie, sono anche di altri: fra cui persone che, almeno in teoria, di letteratura se ne intendono. Ciò naturalmente non vuol dire che siano per forza giuste, ma cerco così di stimolare maggiormente chi le legge a rifletterci su.
    E io non ti sto chiedendo di rispondere con altre citazioni; le tue parole vanno benissimo.

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    riportami qualche dialogo dove Lucia mi convinca, come contadina del 600
    Ho già detto che “fornire il ritratto della popolana del Seicento non era nelle intenzioni dell’autore: Lucia non è la popolana tipica del Seicento, Lucia è un modello, è la popolana ideale del Manzoni.”

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    leggo per il mio piacere e non per interesse intellettuale.
    Questo lo credi tu, ma non è vero . Altrimenti, non avresti “esordito” in questo topic dicendo "il senso del romanzo è che a pigliar parte alle sommosse si risica di finire impiccati"; “per me resta una storiellona moralista e retorica”; “trovo falsi, preconfezionati, molti dei personaggi”: queste parole sono già una critica alle idee e allo stile di Manzoni. Sono già una manifestazione di interesse intellettuale.

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    Mi sembra piuttosto indicativo, che Manzoni non si legga all’estero.
    Anche Goldoni, Foscolo, Leopardi, Verga, Pascoli, Svevo e Montale sono quasi ignoti al grande pubblico straniero: nessuno di loro è un grande scrittore allora?

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    PS: il brano del Russo che hai postato subito dopo.
    Lo leggo (faticosamente, 2 volte, per sicurezza) e mi pare più un’analisi dei meccanismi della conversione che l’analisi di un personaggio vero e vivo
    Sarà un caso?!?
    Mi restituisce in pieno la sensazione (sempre avvertita) che anche l’Innominato sia solo uno stereotipo che vive in funzione del messaggio che deve trasmettere. E dire che il Russo ha di sicuro tutt’altre intenzioni
    E una conversione religiosa, anche se si conclude in un’adesione al Cattolicesimo, non può essere una cosa vera e viva?
    Le intenzioni di Russo sono proprio di dimostrare che quella dell’Innominato lo è, in quanto “Per il Manzoni, una conversione viene sempre dal di dentro”: all’Innominato Dio non manda gli angeli in sogno come a San Giuseppe. E anche uno che non crede, per cui non compie l’ultimo “passo” (l’avvertire la presenza di Dio) di questo percorso, non può negare che tutti questi sentimenti sono perfettamente naturali e non hanno nulla di forzato o di programmatico. Quale uomo, purchè abbia un briciolo di vita interiore, non ha avvertito almeno una volta in cuor suo “un senso religioso della morte e la paura di un giudizio eterno, il giudizio stesso degli uomini, il giudizio della storia che è anch’essa una forma di eternità, la giustizia stessa delle cose che si viene compiendo mentre noi viviamo ed operiamo”? E che cosa c’è di più umano dei dubbi e delle paure che tormentano l’Innominato, dei tentativi di celare a se stesso i mutamenti della sua anima e di tornare quello di prima, della riluttanza a rompere radicalmente col suo passato? E allora come si fa a dire che questo è un personaggio falso ed intimamente morto?
    Cosa manca in lui per dare spessore ed autenticità ad una conversione secondo te?
    A questo punto mi chiedo se per te esiste un personaggio letterario cristiano che non sia uno stereotipo. Mi potresti fare degli esempi? (naturalmente intendo qualcuno nella cui vicenda l’essere cristiano abbia una qualche rilevanza).

    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    Chiudiamola qua: “de gustibus”
    Come vuoi . Guarda però che non è solo una questione di gusti.

  3. #33
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    la discussione è interessantissima, ma decisamente OT, l'argomento dei Promessi sposi diventa incidentale e rischia di appesantire troppo il thread. Apro un'altra discussione e sposto lì i post che penso possano essere ulteriormente approfonditi. Anche perchè il livello del dibattito della nuova discussione è alto e coinvolgente ed è giusto che trovi il suo spazio. la discussione la trovate qui:

    http://www.forumlibri.com/forum/showthread.php?t=6794
    Ultima modifica di elisa; 08-31-2009 alle 03:59 PM.

  4. #34
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    Il link non funge

  5. #35
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    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    Il link non funge
    ho cambiato la stringa, la discussione comunque è in Salotto letterario e il titolo è Note a margine dei Promessi sposi, se non lo trovi prova con la funzione Cerca digitando Promessi sposi

  6. #36
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    Predefinito da NON leggere a Scuola

    L'ho letto alle superiori... perche' non c'era altra scelta.
    Mi ricordo un bellissimo italiano.
    Per il resto era da tagliarsi le vene.
    Certo, sono passati + di 20 anni percio' non me la sento di mantenere sempre lo stesso giudizio.
    Penso che lo rileggero'.
    Sicuramente e' un libro diseducativo e fuorviante da NON leggere a scuola. Non e' possibile che in una storia d'amore lunga 800 pagine non ci scappi nemmeno un bacino!! I ragazzi di 14 anni si leggono una cosa del genere e si confondono, pensano che l'amore sia quello. Stiamo freschi. Non so voi, ma io quando l'ho letto avevo gia' un'altra idea di Amore: meno male che il libro non mi ha traviato.
    Saluti

  7. #37
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    Che abbia fatto il suo tempo credo sia fuori discussione. Come lettura scolastica lo sostituirei con qualcosa, un mix possibilmente, più attuale e più vicino a sensibilità moderne. Oceano mare di Baricco per esempio, integrato da qualcosa non necessariamente italiano, andando a pescare, dico un nome ma se ne possono pensare altri, nella produzione di Dan Brown. Qualcosina di Moccia anche, che dell'oggi sa cogliere istanze comportamentali e sensibilità con precisione e puntualità. Questo per il secondo anno delle superiori.
    Per il primo anno anche l'Eneide andrebbe sostituita credo, o fortemente ridotta, possibilmente con qualcosa che inizi da subito a sprovincializzare un po', la Yoshimoto per esempio. Tra i nostrani non oso suggerire 1000 colpi di spazzola perché il clima culturale è ancora troppo bacchettone e sarebbe da un punto di vista pratico, nelle condizioni in cui è la scuola italiana oggi, assolutamente impraticabile.
    Ultima modifica di Zefiro; 12-12-2010 alle 09:05 AM.

  8. #38
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    Citazione Originariamente scritto da Zefiro Vedi messaggio
    Che abbia fatto il suo tempo credo sia fuori discussione. Come lettura scolastica lo sostituirei con qualcosa, un mix possibilmente, più attuale e più vicino a sensibilità moderne. Oceano mare di Baricco per esempio, integrato da qualcosa non necessariamente italiano, andando a pescare, dico un nome ma se ne possono pensare altri, nella produzione di Dan Brown. Qualcosina di Moccia anche, che dell'oggi sa cogliere istanze comportamentali e sensibilità con precisione e puntualità. Questo per il secondo anno delle superiori.
    Per il primo anno anche l'Eneide andrebbe sostituita credo, o fortemente ridotta, possibilmente con qualcosa che inizi da subito a sprovincializzare un po', la Yoshimoto per esempio. Tra i nostrani non oso suggerire 1000 colpi di spazzola perché il clima culturale è ancora troppo bacchettone e sarebbe da un punto di vista pratico, nelle condizioni in cui è la scuola italiana oggi, assolutamente impraticabile.
    Volendo c'è anche Volo,Muccino,Faletti...

    Stai scherzando vero?

    L'Eneide!? ...io l'ho amato molto. Perché toglierlo?

  9. #39
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    Asiul, penso di sì, che Zefiro volesse prendermi un po' in giro e ha fatto bene: chi la fa, l'aspetti, e io me la sono cercata...
    Cmq, in una storia d'amore di 800 pg. un minimo di testosterone, di feromoni e di voglia ci devono essere.
    Persino Dante ha dato a Paolo e a Francesca la possibilità di rotolarsi un po'! Infatti, La Divina Comedia, a scuola, ci deve restare!

  10. #40
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    Predefinito cosa leggere nelle ore di italiano?

    Ciao Carcarlo

    Era ovviamente una scherzosa provocazione la mia

    Sgomberiamo il campo dal messaggio o dai contenuti ideologici, condivisibili più o meno a seconda delle proprie idee, sensibilità, credo religioso per chi ce l’ha. Focalizziamoci ora su cosa leggere o non leggere a scuola. Parliamo delle superiori nello specifico, nei licei italiani in particolare, è lì che si legge il Manzoni nei programmi in vigore. E perché.

    La scuola deve secondo me, tra l’altro e soprattutto, mettere al corrente di strumenti, metodologie e tecniche nonché esercitare all’uso delle stesse col fine principale e quasi unico direi, di fornire allo studente un metodo che verrà poi metabolizzato e sperabilmente usato in modi unici e personalissimi da ciascuno nella sua vita, privata e professionale a seconda della propria personalità.

    Sempre a mio modesto parere, è ottimo uso del tempo, nel contesto dell’insegnamento dell’italiano, per una volta nella vita almeno, non tutti diventeranno critici letterari o lettori, applicarsi nella lettura critica, passo passo, studiando l’interezza del testo, commentandolo, leggendo e studiando i commenti dei principali critici. Attività faticosa e noiosissima talvolta, convengo, ma che fa sicuramente parte dell’imparare ed è inevitabile in qualsiasi disciplina.

    Ricordo con orrore per esempio le interminabili ore trascorse nel risolvere le espressioni: graffe quadre, tonde e così via. E quando il risultato non veniva bisognava ricominciare da capo, o minuziosamente ripercorrerle alla ricerca dell’errore. Stavo imparando un metodo. Stavo imparando il rigore.

    Così per i testi: si imparerà, sperabilmente, che un testo, una tesi, un passo hanno un contesto, plurime chiavi di lettura quasi sempre contrastanti, una sua estetica del bello o meno, una sua tecnicalità nell’uso della lingua un suo perché e un suo per come e così via. Per una volta nella vita qualcuno ci forzerà ad approcciare un testo non solo di pancia, ma anche e soprattutto di testa. Lo si imparerà, sempre sperabilmente, col training on the job come si dice oggi: facendolo. Non saltando nulla, anche i passaggi più noiosi, e probabilmente leggendo qualcosa che non rispecchia il nostro pensiero o modo di vedere, come ben spesso accade nella vita insomma.

    Questo per quanto riguarda scopo e metodo. Veniamo all’oggetto. Cosa leggere? Su cosa concretamente declinare questa quotidiana fatica? Essendo la materia in questione l’italiano suggerirei autori italiani che facciano dell’italiano un uso perfetto e prototipale. Devono essere testi complessi, l’esercizio deve essere non banale e richiedere applicazione seria e faticosa. Poiché la letteratura, italiana e non, è fatta di prosa e di poesia, per quanto riguarda la prosa la scelta dei Promessi sposi, a me sembra quanto mai azzeccata: il primo, dove si è praticamente inventato nella sua forma finita e formalizzato un genere, il protoromanzo insomma, c’è dentro tutto. Se si tiene ben presente lo scopo nessuno degli ingredienti manca.

    Ma voglio andare oltre. Dal punto di vista della costruzione dell’impalcatura di un programma scolastico, non so se sia la scelta migliore in assoluto, ma vista nel suo complesso la sequenza Eneide, Promessi sposi e i tre volumi di Divina Commedia, dedicando a ciascuno di essi un intero anno di applicazione a me sembra ottima. In Italia almeno, fossimo in Spagna a parlare di letteratura spagnola inserirei Cervantes naturalmente.

    Con l’Eneide si centrano in un sol colpo l’innesto nelle nostre radici, cioè la cultura latina, e la familiarizzazione con l’Epica: potremo leggere Tasso, Ariosto, Omero…. Con Manzoni diventiamo familiari col romanzo, la sua costruzione, la cesellatura dei caratteri e dei personaggi, le modalità di proporre in forma artistico letteraria un messaggio ed una idea del mondo e della vita (non necessariamente da condividere insisto…) ed il perfetto italiano. Per quanto riguarda la poesia infine, la scelta di Dante in tutta franchezza non credo possa esser messa discussione.

    La scelta migliore in assoluto non saprei, dicevo, ma sicuramente ottima ed io non saprei immaginarne un’altra: esercizio ed applicazione continuati su quello che è, di fatto, il backbone di questa disciplina ed arte per come essa si è sviluppata ed evoluta. Il tutto naturalmente dal momento che si sta parlando delle ore da dedicare al preciso scopo di imparare l’italiano ed aver contezza della letteratura italiana.

    Sui rotolamenti, invece il non detto, ma ben trasmesso, della vicenda della Monaca di Monza e me attizza un bel po’. Sii sincero dai: a te no?

  11. #41
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    Citazione Originariamente scritto da Carcarlo Vedi messaggio
    Asiul, penso di sì, che Zefiro volesse prendermi un po' in giro e ha fatto bene: chi la fa, l'aspetti, e io me la sono cercata...
    Cmq, in una storia d'amore di 800 pg. un minimo di testosterone, di feromoni e di voglia ci devono essere.
    Persino Dante ha dato a Paolo e a Francesca la possibilità di rotolarsi un po'! Infatti, La Divina Comedia, a scuola, ci deve restare!

    Però è un'idea sai? Una versione erotica dei Promessi sposi...

    Tranquillo Carlo, gli adolescenti hanno avuto di che "leggere" per nutrire il loro desiderio di cul_tura.Non ricordo carenze di ferormoni.Anzi v'erano ragazzi simili a testosteroni con gambe e braccia che si aggiravano per i corridoi...

  12. #42
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    La storia della monaca di Monza non la ricordo piu', ma come ho detto, li rileggero'.

    Per quanto riguarda la versione erotica, non mi sembra il caso: a me sarebbe bastato che si tenessero per mano o si dessero un bacino... e poi, a Renzo, 2kg di Viagra non basterebbero nemmeno x una polluzione notturna. Per fargli fare una versione spinta non basterebbe nemmeno un overdose di rombi blu.

    I libri giusti da leggere a scuola credo siano circa 769 o giu' di li', il problema e' che non se ne puo' uscire sulla soglia della pensione. Qualsiasi scrematura sara', per forza, sbagliata.
    Secondo me, l'obiettivo minimo della scuola deve essere quello di sfornare ragazze/i che non odino la cultura: riuscirci, sarebbe gia' una conquista.
    A tal proposito, bisognerebbe che la Lettura smettesse di essere un monopolio dell'insegnate d'Italiano e si permettese agli alunni di leggere un testo a scelta tra quelli proposti da TUTTI gli insegnanti.
    Faccio un esempio: se ho 16 anni e mi piace l'astronomia, la scuola deve permettermi di leggere e commentare con la prof di Scienze Cosmos di Carl Sagan, e non obbligarmi a leggere i PS. Diversamente si rischia di innescare il Rifiuto, che e' la cosa peggiore.
    Per un adolescente, un bel libro di Antropologia, di Viaggi, sul Mondo del lavoro, di Attualita'... puo' avere un effetto molto piu' costruttivo di un classico della letteratura. Se uno vuole approfittare le ferie per leggersi Tristi tropici, perche' deve rinunciarvi per leggersi Il visconte dimezzato?
    Per carita', se poi uno vuole cimentarsi coi classici, e' giusto che sia libero di farlo.
    Ovviamente, siccome siamo a scuola, deve esserci un limite, percio' l'opera omnia di Biscardi, di Moccia o di Kinsella puo' essere messa al bando.

  13. #43
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    @ Carcarlo, Zefiro, asiul e altri: vi chiedo gentilmente di continuare la discussione sui libri da leggere a scuola qui, copio già l'ultimo post di Carcarlo, I promessi sposi saranno anche criticabili ma sono una fonte di discussioni parallele a dir poco impressionante, da meditarci sopra

    http://www.forumlibri.com/forum/show...669#post205669

  14. #44
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    Lucia era un cesso


    Il parlare che, in quel paese, s'era fatto di Lucia, molto tempo prima che la ci arrivasse; il
    saper che Renzo aveva avuto a patir tanto per lei, e sempre fermo, sempre fedele; forse
    qualche parola di qualche amico parziale per lui e per tutte le cose sue, avevan fatto
    nascere una certa curiosità di veder la giovine, e una certa aspettativa della sua bellezza.
    Ora sapete come è l'aspettativa: immaginosa, credula, sicura; alla prova poi, difficile,
    schizzinosa: non trova mai tanto che le basti, perché, in sostanza, non sapeva quello che
    si volesse; e fa scontare senza pietà il dolce che aveva dato senza ragione. Quando
    comparve questa Lucia, molti i quali credevan forse che dovesse avere i capelli proprio
    d'oro, e le gote proprio di rosa, e due occhi l'uno più bello dell'altro, e che so io?
    cominciarono a alzar le spalle, ad arricciar il naso, e a dire: - eh! l'è questa? Dopo tanto
    tempo, dopo tanti discorsi, s'aspettava qualcosa di meglio. Cos'è poi? Una contadina
    come tant'altre. Eh! di queste e delle meglio, ce n'è per tutto -. Venendo poi a esaminarla
    in particolare, notavan chi un difetto, chi un altro: e ci furon fin di quelli che la trovavan
    brutta affatto.

  15. #45
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    Predefinito La risposta di Lucia




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