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Discussione: Scirocco, A. - Giuseppe Garibaldi battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo

  1. #1
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    Predefinito Scirocco, A. - Giuseppe Garibaldi battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo

    Riguardo ai Mille, leggo a pagina 213: "...tra loro si contano all'incirca 250 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri e altrettanti capitani di mare, un centinaio di commercianti, una decina di artisti, scultori e pittori".

    Poi dice ancora che erano tutti patrioti imbevuti degli ideali di Mazzini, Cattaneo e Pisacane.

    Però leggo in un altro libro, un giudizio su di loro, di Garibaldi stesso, pronunciato al Parlamento piemontese il 5 dicembre del 1861, poco più di un anno dopo lo sbarco a Marsala: «Tutti generalmente di origine pessima e per lo più ladra; e tranne poche eccezioni con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto».

    C'è qualcosa che non va in questo libro, imbevuto di retorica risorgimentale. Un'apologia dell'eroe dei due mondi senza un minimo di critica. Si giustifica finanche la strage di Bronte.

    Volevo saperne qualcosa di più su Garibaldi, ma forse dovrò leggere Gallo, sperando sia più obiettivo.
    Ultima modifica di elisa; 09-30-2010 alle 04:04 PM. Motivo: format titolo

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Baldassarre Embriaco Vedi messaggio
    Riguardo ai Mille, leggo a pagina 213: "...tra loro si contano all'incirca 250 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri e altrettanti capitani di mare, un centinaio di commercianti, una decina di artisti, scultori e pittori".

    Poi dice ancora che erano tutti patrioti imbevuti degli ideali di Mazzini, Cattaneo e Pisacane.

    Però leggo in un altro libro, un giudizio su di loro, di Garibaldi stesso, pronunciato al Parlamento piemontese il 5 dicembre del 1861, poco più di un anno dopo lo sbarco a Marsala: «Tutti generalmente di origine pessima e per lo più ladra; e tranne poche eccezioni con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto».

    C'è qualcosa che non va in questo libro, imbevuto di retorica risorgimentale. Un'apologia dell'eroe dei due mondi senza un minimo di critica. Si giustifica finanche la strage di Bronte.

    Volevo saperne qualcosa di più su Garibaldi, ma forse dovrò leggere Gallo, sperando sia più obiettivo.
    Montanelli e non solo, sostiene che il periodo risorgimentale italiano - come tutte le rivoluzioni - da quella inglese a quella francese - era un periodo di matrice fortemente borghese.
    Il risorgimento fu dunque la molla su cui la borghesia tento' di liberarsi dalle dipendenze austriache.

    I Mille: facile che sia vera la prima ipotesi, tenuto conto che al primo appuntamento al porto qualcuno chiese: ma il popolo dov'e?

  3. #3
    Sud e magia
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    Mi sembra improbabile che Garibaldi definisse i suoi Mille come feccia, sapendo che erano tutti ottimi borghesi.
    Il discorso del Dittatore è agli atti del Parlamento piemontese, questo qualcuno che chiese: "Il popolo dov'è'", è scomparso nelle nebbie del tempo.
    In ogni caso per saperne di più sto leggendo "La camicia rossa" di Alberto Mario. Spero di poterci capire qualcosa in più alla fine del libro, altrimenti troveremo altri documenti.

    Pino Aprile nel suo "Terroni" propende per la prima ipotesi.

  4. #4
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    su Garibaldi si puo' ipotizzare qualsiasi cosa dato il personaggio.
    Sembrava un capo banda da west piuttosto che un Generale.
    Persino la gerarchia intellettuale del Risorgimento non sapeva come fare per tenerlo a bada. Da Roma lo mandarono via disperati.
    Cio' non toglie niente alla sua memorabile impresa delle Camice rosse anche queste, per altro, nate da un fatto " commerciale" di saldi e liquidazioni e non da un ideale.
    L'impresa garibaldina, al di la' dell'italia che univa - quale italia??? - rimane importante nella storia italiana sia rivoluzionaria sia che risorgimentale insurrezionalista.
    Ma si sa: queste avevano come motore la borghesia, inutile girarci intorno per idee romantico popolari.

    Fammi sapere se trovi altre fonti.

  5. #5
    Sud e magia
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    Garibaldi era molto più "generale" delle apparenze.

    Ti farò sapere, già la lettura di Mario mi sembra molto illuminante sui personaggi che ruotavano intorno al Generale.

    Tu cosa intendi per "nate da un fatto " commerciale" di saldi e liquidazioni"?

  6. #6
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    fammi sapere le tue fonti Risorgimentali.
    Non mi piace molto come periodo storico ( ne amo altri, tu?) ma lo ritengo importante per capire la storia italiana.
    Anche se gia'' si capiva nel Rinascimento...dove si andava a parare (staterelli....)
    Il Risorgimento e' la definizione per antonomasia di una rinascita solo apparente: non puo' esserci una cultura comune popolare se mancano le stesse fondamenta , gli stessi interessi, la stessa "intentio" soprattutto.
    Persino De Felice lo denuncia parlando dei siciliani....che dalle casate " nobili" si convertono necessariamente nella politica unitaria ( e nella municipalita') come sostituto
    del diritto nobiliare.
    Se non fa piu' leva il secondo per comandare, lo fa la prima se camuffata come principio democratico.

    Le camice rosse? si e' costruito una leggenda sul colore e sulla scelta. Palle.
    La verita' e' molto piu' prosaica, materiale, occasionale.
    Erano usate in argentina dai macellai ( rosso per non distinguere le macchie di sangue) e Garibaldi EROE DEI DUE MONDI in argentina le acquisto' per i suoi legionari perche' erano rimaste invendute da una ditta ed erano proprio a prezzo si saldo.

    Poi ci hanno ricamato su un omerica leggenda.

  7. #7
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    Io non ho letto nessuna leggenda sulle camicie rosse, non né parla Scirocco e non né parla Mario, ma ho letto solo questi due, seppur autorevoli scrittori, Mario avendo partecipato alla spedizione lo è molto di più, e il libro di storia contemporanea al liceo, oltre a Pino Aprile.
    Pensavo intendessi altro quando hai detto "nate da un fatto commerciale". Tipo un foraggiamento da parte delle superpotenze dell'epoca.

    Preferisco il Medioevo, ma per capire qualcosa dei 150 anni dell'Unità d'Italia è doveroso leggere qualcosa su Garibaldi e sull'Unità stessa.

    Ti farò sapere se trovo altro.

  8. #8
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    era difficile pensare ad una fornitura da parte delle superpotenze dell'epoca.
    L' Austria di Metternich tanto meno: era il nemico occupatore.
    La Francia ? mon dieu! giocava il gioco dell'equilibrio e appoggiare Garibaldi non era molto equilibrista.
    Il Piemonte di Carlo Alberto, seppur non superpotenza? Mah! tenuto conto che i Savoia piu' che savoiate non facevano, figurati se avevano in mente di vestire le truppe Garibaldine.
    Per non parlare del Carlo Alberto sunnominato prima: un tipo talmente deciso che se doveva fare pipi' ci metteva due tre ore a decidere se tirare fuori il pisello a destra o a sinistra delle mutande.
    Vuoi Baldassare pensare che un personaggio simile decidesse del colore delle camice?
    In ultimo: nessuno in realta' voleva l'unita' intesa in un certo modo. Persino Pio IX , il papa liberato, si barcamenava tra una contraddizione e l'altra.

    Le camice -comunque- dopo questo excursus scherzoso, furono acquistate in sudamerica.

  9. #9
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    Predefinito a proposito di Risorgimento

    Cavour non lascio' quasi mai il nord italia, si spinse solo in romagna e in toscana.
    Quando torno' disse: " Meno male che abbiamo fatto l'italia prima di conoscerla..."
    Se arrivava in Sicilia, mio dio, chissa' che avrebbe detto.
    ah, sto' Camillo.

  10. #10
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    Quando ho scritto foragiamento, non intendevo il comprare uno stock di tessuto rosso, ma più concretamente intendevo il foraggiamento militare e logistico dell'impresa dei Mille.
    La risposta alla mia domanda l'ho trovata in una lettera di Bixio alla moglie.
    A Bronte ci fu una rivolta dei contadini che lese gli interessi inglesi. Il Generale inviò a sedare tale tivolta il colonnello Poulet, il quale da saggio uomo quale era, ascoltò le ragioni dei contadini e li convinse a deporre le armi senza colpo ferire. Questo atteggiamento conciliante non era piaciuto al console inglese, che intimò al Generale una più severa punizione per "la turba sanguinante" dei contadini. Il Generale, per pagare un debito di riconoscenza agli inglesi, inviò Bixio a fare "giustizia". Quello che è successo dopo lo sappiamo tutti.
    Quello che s'è saputo solo adesso sono le parole di Bixio scritte alla moglie:
    "missione maledetta, dove l'uomo della mia natura non dovrebbe essere destinato".

    A Bronte esiste via Bixio. Per far capire cosa significhi, immaginate che al centro di Roma esista una via Herbert Kappler.
    Ultima modifica di Baldassarre Embriaco; 10-06-2010 alle 02:24 PM.

  11. #11
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    va be', Baldassarre ma le Camice Rosse nacquero come ti dicevo.

    Il Risorgimento e la sua storiografia, comunque, rimane un periodo controverso come fu l'italia da quel momento in poi: controversa e confusionaria e un poco ipocrita.
    Roba italiana insomma.
    Se pensi che il primo governo Cavour era specialista dei sotterfugi e dei doppi giochi, va da se' -capire da soli -, a come siamo arrivati all'ultimo governo Berlusconi.
    Il Risorgimento Berlusconiano, lo chiamerei.
    Non ultima riforma e "grido di dolore" quella di stamane: Indagine sui pm.

    L'italia nacque ( e non doveva nascere) in un certo modo e si spegnera' in un certo modo.

  12. #12
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    Non mi trovi d'accordo. Per me era inevitabile la nascita di una sola Italia. A me spiace essere venuto a conoscenza il modo in cui questa Unità è stata portata a termine.
    Bossi dice che era meglio che il Meridione d'Italia fosse stato invaso e trasformato in colonia (è stato quello che in realtà è stato fatto). Forse non sarebbe stato male, almeno con la decolonizzazione a quest'ora saremmo indipendenti da 50 anni ormai.
    Invece leggo che nel piano Anas autostrade non c'è un solo km di autostrada previsto nel biennio 2010 -2012 al Mezzogiorno, che Moretti dice che la priorità delle ferrovie è al Nord, ma va?
    Ma tornando a Garibaldi leggo: Non rinnego nulla di quello che ho fatto, l'Unità bisognava farla, ma ora dopo quello che è stato fatto al Sud e a quelle popolazioni, non riprenderei la strada per il Mezzogiorno per paura di essere preso a sassate.
    In realtà sbagliava, perché anche nel suo ultimo viaggio nel Meridione, pochi mesi prima della morte, folle adoranti acclamavano il Generale.

  13. #13
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    mah, Garibaldi non aveva il senso del buon senso.
    Era un estremista e non mi sorprende che fosse acclamato al sud: in fondo la' piu' che Borboni non avevano avuto...
    E poi: un uomo che era riuscito a sposare una incinta di un altro ed accorgersene solo sul segrato della chiesa....Un genio.

  14. #14
    Sud e magia
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    Non capisco perché tu scriva: “in fondo là (al sud), più che Borboni non avevano avuto”. Mi spiace che tu dia un giudizio alla Lord Gladstone sul Meridione e sui Borboni.
    Lord Gladstone non era mai stato al sud e le sue lettere, sui Borboni “negazione di Dio” sono false come l’araba fenice.
    Il termine Borbone è passato alla storia con accezione negativa. Tutto ciò che non funziona è definito borbonico. Si tace sulla dichiarazione dell’inviato di Cavour per mettere ordine in questo caos amministrativo burocratico “borbonico”: “mirabile organismo finanziario” mentre “il modello che presiede alla nostra amministrazione è quello franco – napoleonico, la cui versione sabauda è stata modulata dall’unità in avanti in adesione a una miriade di pressioni localistiche e corporative” (Marco Meriggi, Breve storia dell’Italia settentrionale).
    I Borboni avevano la seconda flotta commerciale d’Europa, ti basta pensare che la prima era quella inglese e sappiamo quale era la più grande potenza dell’Ottocento, grazie soprattutto alla flotta commerciale. D’altronde nel 1891, dopo oltre trent’anni di furti e rapine, il reddito campano era ancora il più alto d’Italia e solo una Lombardia che aveva cominciato a godere i frutti di questa spoliazione (basta ricordare che il piano di riorganizzazione dei beni incamerati al sud con l’Unità era denominato Piano di alienazione dei beni delle Due Sicilie, non esattamente un piano di riorganizzazione) cominciava a tenergli testa. Sappiamo come è andata a finire, Terra di lavoro nomen omen, Napoli e Calabria (la regione più industrializzata della penisola pre-unitaria) definite da un nano malefico, cancro d’Italia.
    Potrei continuare all’infinito, ma mi fermo qui.
    Infine: Mater semper certa est, pater numquam. Capita ancora oggi, molto più spesso di quanto tu possa immaginare.

  15. #15
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    Ferdinando I dei Borboni fu nominato Re Lazzarone e questo e' tutto dire.
    C'e' sempre un motivo. Soleva dire: "non mi riguarda" quando l'aria che tirava richiedeva temperamento, forza, e carattere.
    Fu un perfetto Borbone. Nome omen, appunto.

    Verso la fine del 700 l'abate Galiani fu mandato a Napoli a lavorare come ambasciatore.
    Scrisse: " si e' contenti di stare a Napoli fino a quando non s'incrocia un napoletano. Sono lazzaroni nati "

    E potrei andare avanti con un Voltaire che visitando l'efficente e affascinante Napoli disse: " se questo e' il migliore mondo possibile, gli altri cosa sono?"

    Come vedi Baldassarre le interpretazioni sono le piu' disparate.
    I Borboni furono una dinastia di ramo francese come tante altre ma e' azzardato prenderli a modello.
    E meno male che con l'impero Napoleonico caddero definitivamente.

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