Fante, John - Chiedi alla polvere

Mizar

Alfaheimr
Concordo con tutti coloro che hanno parlato di un libro deludente.
Deludente e superficiale, direi. Mi aspettavo molto ma molto di meglio. Tantissima letteratura americana - dello stesso periodo e non - è decisamente superiore.
 

LouD

blowfisher
può darsi, mizar.. può darsi. comunque mai aspettarsi di meglio. :wink:
 
Ask the Dust

Arturo Bandini, alter ego di John Fante, è una persona inaffidabile e inconcludente, bigotta e megalomane. Il suo carattere lo porta da picchi di assoluta esaltazione a momenti di profondo scoramento: l'unica cosa di cui Bandini è certo, in cui nutre una fede incrollabile, è il proprio (discutibilissimo) talento letterario. Il suo vivere a tutti i costi in maniera letteraria lo porta a trasformare e travisare la realtà: una semplice cameriera messicana diviene per lui una principessa maya, i fatti vengono da lui continuamente travisati per auto-incensarsi ed assolversi da ogni colpa o misfatto. Eppure è proprio il nostro essere partecipi allo sguardo dell’inetto e fantasioso protagonista a rendere tale romanzo al contempo ironico, lirico e di una profonda tenerezza e sensibilità. Alla fine del romanzo l’inetto e fanfarone Bandini suscita in noi la stessa simpatia di un personaggio dei romanzi di Svevo (tale paragone va preso naturalmente con le dovute cautele!). Dunque, Chiedi alla polvere viene non a torto considerato un capolavoro.
 

ilfastidito

New member
ho provato a leggerlo un paio di mesi fa e me ne sono pentito.pensavo che se piaceva a bukowsky doveva piacere anche a me invece l'ho trovato di una noia mortale,non a caso era stato dimenticato subito dai lettori americani.
 

mandri

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Consigliatomi anche a me da un amico, non tanto questo libro ma l'autore, devo dire che tutto sommato non mi è dispiaciuto leggerlo.
Da come me ne avevano parlato mi aspettavo di più, e infatti forse è stata proprio questa aspettativa che inizialmente non mi ha fatto piacere il libro. Però col susseguirsi delle pagine ho cominciato ad immedesimarmi nel personaggio, tale Arturo Bandini, e sono riuscito a terminarlo in breve tempo.
In termini calcistici, l'attenzione al libro si è dimostrata come un allungo lungo il campo, inizio lento, finale veloce :D
 

Apart

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A rendere grandioso Chiedi alla polvere non è tanto la storia in sè, che apparentemente può sembrar banale, se ci pensate - di cosa racconta, in fondo? Di un giovane che sogna di diventare scrittore -, quanto gli episodi, ora raccontati con toni ironici, ora raccontati con toni poetici, pur sempre indimenticabili. Un altro capolavoro di Fante. 5.

Scrisse C. Bukowski di Chiedi alla polvere: "Ecco finalmente uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere quel libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso."
 
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Daniele91

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John Fante - Chiedi alla polvere

Mi è stato consigliato questo libro ma ho scoperto che in realtà è un libro appartenente a un ciclo.
Posso leggerlo comunque, capendo tutto, o dovrei leggere prima gli altri due : "Aspetta primavera, Bandini" e "La strada per Los Angeles" ?

Aspetto consiglio da qualcuno che lo ha già letto, magari aggiungete qualche commento su questo libro. Grazie !! :)
 

luxi

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Bandini fa un po' tenerezza e Fante è meno antipatico di Bukowski e Kerouac, ma il libro è da non leggere, in giro c'e' tanto di meglio.
 

risus

New member
Bandini fa un po' tenerezza e Fante è meno antipatico di Bukowski e Kerouac, ma il libro è da non leggere, in giro c'e' tanto di meglio.
per la par condicio, commento anche io... non l'avevo ancora fatto...
primo libro che ho letto di Fante, ormai qualche anno fa... è stato colpo di fulmine...
poi ho visto che effettivamente in giro c'era di meglio... e ho letto
"La confraternita dell'uva"... :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
io lo consiglio :wink::wink::wink:
 

Pasifae

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C'è un buon motivo se Bukowski lo considerava un suo maestro. E' ironico, comico, a tratti, mi ha lasciato di stucco in alcuni momenti per la bellezza e semplicità di alcune frasi e per l'intreccio della storia. Arturo Bandini è un tenero, inetto, narcisista all'inverosimile, poverissimo, ma dalle mani bucate. Si sente scrittore e lo diventa, con determinazione, trasformando tutto ciò che gli accade, le sue avventure, ma anche le sue sventure, in materia da racconto. Le sue parole riescono a trasmettere tristezza e gioia. E' un Bukowski "tenero", meno brutale, ma con Bukowski ha in comune soprattutto la genialità, la schiettezza, la potenza dei sentimenti. Bandini è fantastico e Fante deve essere letto.
 

Clik

New member
Stavo dando un'occhiata a questo post e mi e' dispiaciuto che abbia avuto inizio con poco entusiasmo e ammirazione per questo romanzo.

Considero John Fante uno dei piu' grandi scrittori di sempre e Chiedi alla Polvere uno dei romanzi piu' belli.

Ma vi ricordate il suo incipit, quando la padrona di casa gli fa sapere che se non paga la stanza d'albergo lo butta fuori e lui, Arturo Bandini, che dice che questo si che è un grande problema e che fa per risolverlo, si mette a dormire.

E' in questo modo che a volte dovremmo prendere alcuni problemi che ci mette davanti la vita.
Dormendoci sopra, per carità, non dico sempre ma a volte dovremmo farlo, soprattutto con quelle cose che la nostra rabbia il nostro dispiacere il nostro star male non cambiera' mai niente.

Possiamo cambiare molte cose ma non tutto e a volte non ci rendiamo conto che non siamo i dominatori di questo mondo anche se a volte siamo cosi' superbi da crederlo.

Percio' dico, a volte, lasciamo stare, facciamo in modo che le cose abbiano il loro corso e come fa Arturo dormiamoci sopra.

Ha tutti coloro che questo libro non e' piaciuto consiglio di rileggerlo magari con uno stato d'animo e una visione delle cose diversi.

Ciao.:wink::D
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
da un gdl passato


La lettura di questo romanzo è stata una piacevole sorpresa, Arturo Bandini è un personaggio veramente "reale", sembra di sentirne i pensieri e di viverne le vicende. Fante ha una scrittura capace di farti immergere nel suo mondo, fartelo vedere e fartelo sentire. Con una scrittura apparentemente semplice e con fatti apparentemente quotidiani riesce a portarti in quello che è il "sordido" della vita, mantenendo sempre un suo centro, una sua poetica, una sua visione disincantata ma magica nei confronti della vita. Ti avvolge nella sua polvere e anche nell'amore accorato e disperato per Camilla mantiene una tenerezza sorprendente. Per cui 5 su 5, per la capacità di commuovere.
 

ayla

+Dreamer+ Member
Bello, bello e ancora bello.
Non mi capita spesso di lasciarmi trasportare così facilmente da una storia e ritrovarmi alla fine completamente catturata dal personaggio e dalla sua vita. Ma, cavolo, è del grande Arturo Bandini che stiamo parlando!:mrgreen:
Un ragazzo giovane, un sognatore, un idealista, un romantico innamorato delle donne e dell'amore, ironico, passionale e con un gran cuore, costantamente in bilico tra quello che è e quello che vorrebbe diventare. E' impossibile non affezionarsi al protagonista, impossibile non volergli bene, impossibile non amare questo libro. Sembra incredibile che sia stato scritto negli anni '30, è così reale, così vicino, così vero che sembra essere stato scritto ai giorni nostri.
Da leggere!
 

claki

New member
Bello, bello e ancora bello.
Non mi capita spesso di lasciarmi trasportare così facilmente da una storia e ritrovarmi alla fine completamente catturata dal personaggio e dalla sua vita. Ma, cavolo, è del grande Arturo Bandini che stiamo parlando!:mrgreen:
Un ragazzo giovane, un sognatore, un idealista, un romantico innamorato delle donne e dell'amore, ironico, passionale e con un gran cuore, costantamente in bilico tra quello che è e quello che vorrebbe diventare. E' impossibile non affezionarsi al protagonista, impossibile non volergli bene, impossibile non amare questo libro. Sembra incredibile che sia stato scritto negli anni '30, è così reale, così vicino, così vero che sembra essere stato scritto ai giorni nostri.
Da leggere!

Rispetto a quello che diceva la critica mi ha deluso, ho preferito di gran lunga le vicende narrate nella confraternita dell' uva. Ben scritto, nonostante l immaturità percepibile di fante rconfrontata aalla confraternita'...

Mi scuso cn te Ayla x essere stata una pessima compagna di minigruppo, ma mi sn resa conto che non sn capace di stare dietro ai gruppi e che sono una lettrice individualista, cn tempi più celeri rispetto alla media delle persone.
 

Jessamine

Well-known member
Mi capita, qualche volta, di imbattermi in qualche personaggio e di rendermi conto, razionalmente parlando, che se mi dovesse capitare di incontrare davvero una persona con le sue caratteristiche, non farei che sentirmi irritata all'inverosimile, finirei a mordermi le mani per non prenderla a schiaffi. E qualche volta capita che questo stesso personaggio relegato alle pagine di un libro, con quegli atteggiamenti che nella vita reale mi manderebbero in bestia, non faccia altro che farmi sorridere.
Questo è il caso di Arturo Bandini, alias John Fante, giovanissimo aspirante scrittore trapiantato nell'assolata e polverosa California con il grandissimo sogno di diventare scrittore. Un giovane pieno di sé, ma al tempo stesso fragile e insicuro, esaltato, pieno di entusiasmo in una pagina, inetto e malinconico nella successiva, pronto a vedere in ogni minuscolo frammento della sua esistenza un evento memorabile, degno d'essere trasposto su carta come grande capolavoro letterario. E questa esaltazione, questo vivere ai margini del benessere mentale, sperperando in pochi giorni i pochi guadagni che era riuscito a racimolare, odiando la ragazza che ama, ma al tempo stesso incapace di fare qualsiasi cosa possa farla soffrire precipitano in vortice di emozioni che nonostante la forza, l'ironia e in qualche modo il cinismo che sembra voler trasparire, non riescono a nascondere una delicatezza e una malinconia di fondo, che è poi quello che conta davvero, forse la vera natura di questo sbandato, esasperato ed esasperante Bandini.
Le pagine finali, con la loro forza e la loro poesia sembrano abbassare tutte le maschere e le barriere, quasi Arturo/John avesse cercato per tutto il libro di abbassare lo sguardo, di distogliere l'attenzione dai suoi sentimenti costruendo un teatrino di esaltazione e battute, per poi alla fine arrendersi, lasciare la rabbia e la tristezza prendere il sopravvento, abbassando lo sguardo e imprimendo tutta la forza delle sue emozioni nel lancio di quel libro verso il deserto.
E' il romanzo di chi conosce il vuoto e la desolazione, ma conosce anche le risate e la bella poesia, quella piena di luce, e la gioia, e di chi sa che non si può scegliere, che non si può avere l'uno senza l'altro, e non si può dimenticare l'uno in favore dell'altro, ma bisogna solo cercare di accogliere tutto, di portarselo addosso cercando di non soccombere.
 

Brandy Alexander

New member
Meraviglioso

Consiglio la lettura di "Prologo a Chiedi alla polvere" dello stesso John Fante
Un gioiello in poche pagine di pura poesia che mi è piaciuto anche più del romanzo
(non lo leggete prima di aver letto Chiedi alla polvere)

"Chiedete alla polvere della strada! Chiedete alle yucche che si ergono solitarie ai margini del Mojave. Chiedete loro di Camilla Lopez, e sentirete sussurrarne il nome ..."
 

Dory

Reef Member
Confermo quanto pensato leggendo Aspetta primavera Bandini. Fante mi sconcerta, non sono capace di darne un giudizio chiaro e definitivo.
La sua scrittura mi piace senz'altro, ma quello che racconta non del tutto, c'è un particolare, qualcosa di indecifrabile che mi lascia perplessa. Mentre leggevo alcune volte pensavo 'no, non è possibile, questo non può succedere', come se un certo comportamento di un personaggio o del protagonista fosse inconcepibile, non plausibile, ma perché non lo so dire.
Credo che mi sia piaicuto di più Aspetta primavera Bandini.
 

c0c0timb0

Pensatore silenzioso 😂
Fante, di origini abruzzesi, è a volte triste, malinconico, ma sempre pieno d'amore. Per la bella scrittura, per l'ottima prosa. Semplice ma dritta al punto. C'è molta "poesia", nelle sue righe. John Fante è uno vero.
Charles Bukowski l'amava. Grazie a lui, anche, è uscito "Sogni di Bunker Hill". Hank andava a trovarlo, ogni tanto; Fante, ormai cieco e con le gambe amputate a causa del diabete, è morto solo, e Hank, durante i suoi reading di poesie spesso lo citava come il suo Dio.
Nel quartiere di Bunker Hill, a Los Angeles, ora c'è la John Fante Square e la libreria che frequentava Bukowski da giovane.

Molto bella la prefazione di Charles Bukowski di "Chiedi alla Polvere", che Hank ha chiesto al nostro di poter ripubblicare.
John Fante non è uno scrittore che in vita ha riscosso il successo che meritava, quale scrittore genuino. È stato riscoperto purtroppo tardi, ma nulla impedisce di approfondire, oggi, le sue belle pagine, sofferte e sincere.
 
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viverna

New member
Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni
Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo
decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di
tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle
sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez...
L'edizione che ho letto io conteneva anche una prefazione scritta da Baricco a dir la verità un pò troppo lunga e noiosa per essere una prefazione, ne riporto un pezzo:
""Chiedi alla polvere" è un romanzo costruito su tre storie. Prima: un ventenne sogna di diventare uno scrittore e in effetti lo diventa. Seconda: un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico. Terza: un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e cerca di sposarla. Il tutto a bagno nella California. Immaginate di fondere le tre storie facendo convergere i tre ventenni (lo scrittore, il cattolico, l'italoamericano innamorato) in un unico ventenne e otterrete Arturo Bandini. Fatelo muovere e otterrete "Chiedi alla polvere". Ammesso, naturalmente, che abbiate un talento bestiale".
Prologo di John Fante:
"Cosí l'ho intitolato "Chiedi alla polvere", perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla,
una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di
una pace che non potrà mai raggiungere. E c'è una ragazza ingannata dall'idea che felici fossero quelli che si affannavano, e voleva essere dei loro".

Questo libro l'avevo comprato qualche anno fa avevo iniziato a leggerlo ma mi ero arresa dopo i primi capitoli che anche adesso ho fatto fatica a digerire ma sono riuscita a proseguire. Non mi è dispiaciuto ma il comportamento dei personaggi in alcune situazioni l'ho trovato un pò illogico o forse difficile da comprendere perchè scritto nel 1939 quindi con una mentalità completamente diversa.
Ho trovato divertenti i dispetti tra Arturo e Camilla.
E' il primo libro che leggo di Fante ma non mi ha impressionata particolarmente.

a me invece è piaciuto tantissimo. La storia grottesca, la frustrazione sentimentale, il senso di disadattato disorientamento.............si , l'ho trovato geniale:)
 
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