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Discussione: Caparco, Enrichetta - Tracce Invisibili di Universi Paralleli

  1. #136
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    Predefinito il passaggio delle informazioni: psicologia delle relazioni

    Ecco un aspetto che non abbiamo mai trattato amici lettori:
    Seguendo Julian Barbour, assunta la teoria dei coni temporali le informazioni passano da un universo all’altro.
    Ma come avviene questo passaggio?
    Attraverso le tracce, mi rispondono coloro che hanno letto il romanzo. E allora seguiamo un “percorso” e vediamo come.

    Corre l’anno 1963 e ci troviamo nel cono temporale remoto.
    Universo assai bizzarro codesto, mai riconosciuto dal grande quadro che insiste a cacciarlo nel presente chiamato nel romanzo: cono temporale Principe.
    Nel grande quadro le tessere che si accendono ci mostrano una giovane Carlotta Campo al cinema con il suo ragazzo. Lui dice:

    Dalle pagine del romanzo:

    Tu mi tiri, davvero. Hai delle gambe!Non faccio altro che guardare le tue ginocchia, e che dire di queste cosce abbronzate che escono dalla gonna bianca? Altro che film, sono loro lo spettacolo !

    Queste informazioni passano dall’universo Remoto all’Intermedio attraverso il colloquio della ragazza con il suo Psicanalista. Lei è reduce da una brutta caduta da cavallo che ancora la prostra e mancano a pochi mesi al suo matrimonio. Ed ecco che cosa le risponde il professore :

    (Dalle pagine del romanzo):
    - Quel giovane le stava facendo un complimento. Non c’è nulla di male in tutto questo.

    Ma Carlotta non può essere d’accordo con il Professor Selva, poiché dal suo remoto continuano a giungerle come relitti tracce fastidiose e disturbatrici:

    Dalle pagine del romanzo

    Per me invece, era qualcosa di sporco. Ancora oggi certe frasi mi riportano a… Non ricordo bene ma so che si tratta di qualcosa di brutto, di avvilente (…)
    Qualcosa è accaduto certo, come è possibile che si tratti di un abbandono. Deve pur esserci, se la paura di essere lasciata si è presentata in continuazione, a cominciare dal suo tirocinio sentimentale.
    Ma chi, per primo l’ha fatta sentire inutile, non adatta, in altre parole inadeguata? Suo padre forse? Cosa è accaduto veramente?

    Qualcuno dunque ha espresso un giudizio negativo nei suoi confronti ma lei non sa chi sia. Non vuole saperlo. Ed è proprio per questo che sul grande quadro non compare niente. Occorre rimuoverlo quel giudizio e presto; perché se è stato suo padre a giudicarla male l’angoscia potrebbe sommergerla. Eppure quel tormento riaffiora in continuazione, Che cosa non è stata capace di fare?

    Dalle pagine del romanzo:

    Qualcuno le ha tolto le mutandine e ha giocato con lei; poi le ha dato un compito; o le ha proposto un gioco? L’uno e l’altro. Si è trattato comunque di un comando al quale ha disobbedito: non l’ha proprio fatta quella cosa o forse, semplicemente, non è stata in grado di farla.
    C’è da supporre che abbia tentato, questo si, ma che alla fine non ce l’abbia fatta.

    E dal remoto ecco che, altre tracce, raggiungono l’intermedio attraverso le immagini che si materializzano per Carlotta nello studio dello Psicanalista. Sul grande quadro è il 1949. Ecco suo padre Alessandro Campo mangiare, giocare a carte, parlare con un amico. Eccolo leggere attentamente le istruzioni di un gioco meccanico che ha acquistato per suo fratello. Carlotta, nello studio di Selva vede lei medesima spiare suo padre per cercar di carpire il segreto che certamente la riguarda.

    Dalle pagine del romanzo:


    Che cosa ha fatto per offenderlo tanto?l’amore del suo papà è un regalo immenso, lei non chiede altro, ma non lo merita, perché?

    Non saperlo è terribile per la giovane donna. Per questo cerca di rivivere quel momento oscuro, per comprendere finalmente.
    Le informazioni passano da un universo all’altro. E il 1970, ed è il professore ora a parlare:

    Dalle pagine del romanzo:


    Un meccanismo diabolico continua a darle scacco – l’analista fa una pausa – rifletta. Lei cerca, senza rendersene conto soltanto coloro che l’avvicinano con la parentesi di chiusura già in saccoccia. Li sceglie, li separa dagli altri: vuole soltanto loro perché, senza ombra di dubbio, la lasceranno a breve umiliandola, facendola soffrire. Le sembrerà strano ma il suo scopo è quello.
    - E Antonio allora? - Lui non cerca di lasciarmi –
    - Antonio è già perso in partenza – risponde il professore. (…)
    Antonio ama tutto di lei: occhi, capelli, sorriso. La sua Hassemblad la riprende coi vestiti bagnati dalla pioggia; sulla scalinata del “Principi di Piemonte “ in abito da sera, spettinata e snza un filo di trucco e in tanti altri modi giorno dopo giorno.
    Eccola guardare se stessa tremolare nel liquido di sviluppo. Carlotta trattiene il respiro per lo stupore di ritrovarsi così: nuova, differente, sconosciuta.
    - Ma lo vedi quanto sei **** Guarda. Sei proprio tu, bella da non credere !.

  2. #137
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    Predefinito psicologia delle relazioni generatrice di eventi

    Cari amici lettori,

    Eccomi ancora a voi con la “psicologia delle relazioni generatrice di eventi”.
    Perché esistono mille sfaccettature in questo campo. E se per il caso preso in esame la volta scorsa il focus era il desiderio di Carlotta di rivivere l’ abbandono, ora è esattamente quest’abbandono che viene analizzato.

    Corre l’anno 1993.
    Nel cono temporale Principe Carlotta Campo nelle sue lettere a Marek racconta, giorno dopo giorno, la storia d’amore che ha vissuto con il padre di lui: Paolo Cardinale. E queste informazioni accendono sul grande quadro le tessere del momento in cui lascia il marito a causa dell’amante.



    Dalle pagine del romanzo:


    In quei giorni, nulla era più come prima.
    Non io , legata al telefono come un cane alla catena, con quel vuoto dentro che non mi abbandonava mai; non mia figlia, che sentiva tutto senza capire nulla; non mia madre che mi aveva ripreso in casa ma, in realtà, non mi voleva; non mio padre che adesso mi chiamava quella puttana (…)
    “Ma come hai fatto a essere così stupida! Nemmeno una contadina ignorante si sarebbe fatta beccare; dovevi mangiartele quelle lettere!”

    Così esclama nell’universo intermedio Ludovico il fratello di Carlotta. E le tracce che giungono a Londra nell’”adesso” di un altro universo - Marek il grande quadro ce lo presenta là - stanno nella lettera che Carlotta gli invia: ecco come avviene il passaggio tra quel passato e l’’adesso” della lettura. Ma quale è invece l’ obiettivo di questa migrazione di tracce?
    Con il racconto della fine del suo matrimonio e l’abbandono conseguente del suo amante - lo stesso che senza saperlo lei andava cercando - Carlotta deve far comprendere a Marek come Paolo, stesse recitando una parte. E sono le parole di un discorso con Giovanna, la sua migliore amica, a metterla di fronte a questa anomalia dell’amore, le stesse che la vedono come io narrante nelle lettere che invia a Marek.
    Ed è così che la finzione dei ruoli che talvolta la realtà ci impone, venuta in luce nel 1973 attraverso l’ironia tagliente di Giovanna, giunge a Marek nell’”adesso” del 1993, vent’anni dopo , attraverso una lettera. Null’ altro se non parole scritte, null’ altro se non informazioni, tracce che il destino ha raccolto.

    Dalle pagine del romanzo

    - Vuoi latte? – chiese Giovanna Passanti e all’assenso dell’amica ne versò un po’ nella sua tazza. – la separazione da tuo marito dovrebbe essere un vantaggio no? Per Paolo voglio dire. Sbaglio, o ti scriveva che non avresti mai potuto essere sua, che eri di un altro e chi più ne ha più ne metta?-
    - Mi stai dicendo che per Paolo è arrivato il momento tanto atteso, che deve smetterla di spasimare; insomma che non ha più motivo di fare il giovane Werther, è così?:
    La Passanti si tirò con la sedia più vicino al tavolo:
    - Esattamente. Perché ormai il triangolo non c’è più: sei all’alba di un nuovo assetto del vostro rapporto, cara la mia ragazza.
    E brava Giò che riesciva sempre a metterti con le spalle al muro ! Però era spietato da parte sua. Eppure al di là dei toni era le verità, doveva ammetterlo. Presto sarei tornata ad essere libera. E stava proprio qui il punto dolente: sarebbe stata proprio la mia libertà a metter fine alla nostra storia


    Ma se nell’I”ntermedio” la sua storia d’amore si interrompe, nell’Universo Principe può invece procedere. perché, Carlotta Campo - regina di cuori sulla scacchiera degli eventi - si trova adesso nella posizione giusta per vivere le prossime mosse, in modo che altre tracce la portino al compimento del gioco.

  3. #138
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    Predefinito complessi

    Cari amici,

    Per caso sono finita tra le pagine del mio romanzo nel punto in cui Carlotta è un'adolescente - anni sessanta a Torin.o cono temporale intrmedio - e, non soltanto ciò che le succede lascerà traccia negli anni della sua maturità ma è generato da un problema più grande di lei,il timore di perdere l'affetto di suo padre.
    Vi lascio alla lettura del brano.

    Maggio 1961: San Bartolomeo del Cervo, in Via Sardegna

    Quando successe il fatto stavano già a San Bartolomeo da alcuni giorni perché c’era il ponte del primo maggio . Alle sei di sera erano tutti in soggiorno quando scoppiò la lite. Ludovico non aveva una camera come le ragazze e dormiva in soggiorno su una turca che funzionava anche da divano. Di solito andava tutto bene e su quel divano di fortuna si sedevano tutti, compreso il cane - un pastore tedesco - che anzi, vi si stravaccava con tutta la sua mole tra le risate e le proteste dei ragazzi. Il dramma scaturì da un banale bisticcio tra Carlotta , seduta o semisdraiata per gentile concessione - e Ludovico, titolare del posto letto. Lei doveva aver detto, oppure fatto qualcosa. Insomma aveva indispettito suo fratello, anche se dopo nessuno dei due avrebbe saputo dire perché litigavano. “Alzati dal mio letto”; era Ludovico a parlare, un bambino di undici anni . “No che non mi alzo”; era Carlotta a rispondere, una ragazza di sedici. Antonella di quattordici, guardava e taceva. Le liti tra la maggiore e il piccolo erano all’ordine del giorno. La loro era una battaglia aperta che nemmeno la repressione del capo famiglia è riuscita mai a sedare. Qualche anno prima, Alessandro aveva sfinito il maschietto a forza di frustate. Campo coi figli - ma anche con la moglie - si riconosceva il diritto di un patrizio romano al tempo dei Gracchi: erano in suo potere per la vita e per la morte. A spingerlo a tanto, in verità, era stato il fatto che il piccolo aveva morso la grande sul braccio, vicino all’ascella. In quel punto la pelle è tenera e il sangue era sgorgato copioso. Questo, aveva fatto precipitare le cose. Per Carlotta vedere suo fratello completamente abbandonato a terra esausto e dolorante fu terribile. Non succederà mai più che debba essere punito per causa mia, dovesse anche uccidermi. In sostanza suo padre, un risultato l’aveva ottenuto, ma non quello che desiderava. I due fratelli, dunque, quella sera di maggio ebbero a pestarsi ben bene, sino a quando Carlotta piantò le unghie in faccia a Ludovico. Lui, naturalmente, reagì con un pugno sul naso e, siccome era forte come un torello, quel pugno lasciò il segno. “Mi ha rotto il naso” urlò la ragazza. “No, fa vedere” le rispose sua madre, cercando di non agitarsi. Sua figlia si lascio avvicinare il viso alla lampada, al centro della tavola. Un amico di famiglia, ospite dei Campo - si era avvicinato anche lui alla ragazza e si era tolto gli occhiali; le sollevo il mento e face una leggera pressione sulla tumefazione che stava aumentando a vista d’occhio. “No. che è tutto a posto, al massimo ti esce un livido”, disse. “Ora che torna tuo padre vedrai che mi da ragione” aggiunse prima di tornare ad inforcare gli occhiali da miope.
    Carlotta, non ce l’aveva col fratello, in qualche modo,dopo, l’avrebbe perfino scusato con Alessandro. Però non si dava pace; non che sentisse male…ma il naso, secondo lei, non era quello di sempre. “Già fa schifo il mio naso e ora sarà anche peggio”, disse ad Antonella che cercava di consolarla. Tanto pianse e si agitò che suo padre un paio d’ore dopo, la caricò sulla Fiat per portarla da un medico di Imperia. Costui, era stato il suo amico a consigliarlo, prese la punta del naso dell’infortunata per spostarla a destra e a sinistra, con una lieve rotazione. “Niente di rotto, il setto nasale è intiero”.


    Maggio 1961: Torino, Ospedale Gradenigo

    Tornarono a Torino, ma la ragazzina continuava a guardarsi allo specchio.
    “Ho il naso storto papà, ti assicuro che c’è qualcosa non và”. Alessandro, sempre lui perché Caterina aveva troppo da fare in azienda, la condusse al Gradenigo l’ospedale torinese specializzato in otorinolaringoiatria. C’era da dire che Campo quando si trattava di malattie, incidenti o interventi operatori, con la famiglia non si tirava mai indietro, anzi era sempre in prima linea, all’erta come una sentinella, solerte ed attento e premuroso, anche.
    “Ha ragione sua figlia”, disse il medico. “ il setto è integro ma, la cartilagine di lato ha ceduto”. “Si… ma guarisce. no ?” disse Alessandro sbrigativo. Carlotta supina volgeva gli occhi ora all’uno ora all’altro, in piedi ai lati della lettiga, dove stava sdraiata. “Ma come ? pensò in quel momento: Non sei forse un esteta tu? E adesso ti basta che guarisca e, il mio naso? Come viene, viene, è vero? Quasi le avesse letto nel pensiero il medico rispose: “C’è di mezzo l’estetica, caro signore, si tratta del volto di una giovane donna”. E prima che Campo potesse ribattere, aggiunse; “ Non c’è da fare nulla di complicato, intendiamoci, potrei anche intervenire io seduta stante, ma la farei urlare, il male è insopportabile”.
    Detto fatto, trattarono il caso come un’ urgenza. Senza nemmeno mettere i piedi in terra Carlotta si vide passare da una mano premurosa all’altra e trasportata in sala operatoria dove l’attendeva l’equipe di pronto intervento. Sentì tutto o, quasi, tutto, ma non aveva paura e non le importava nemmeno di soffrire .
    “Ma non ti hanno fatto l’anestesia? Le chiese suo padre, dopo. “No, mi hanno solo intontita con qualche goccia di lisoformio, credo che si chiami così”. Carlotta era già in camera. Nel letto accanto al suo una ragazza stava uscendo dall’anestesia attorniata da familiari in agitazione evidente. Il naso ora le doleva forte.
    “Ho sentito perfino i discorsi tra loro, non riuscivano a tirami su bene questa benedetta cartilagine, alla fine ce l’hanno fatta”.
    Accidenti quanto è importante quel tuo nasino!” , fu la conclusione di suo padre. Carlotta ebbe male, tanto male, un’ora, due poi, passò. La tennero un paio di giorni in ospedale. La ragazza fece amicizia con la compagna di camera che aveva 22 anni e stava per sposarsi. Si fece portare da casa : “Tenera e la notte” di Scott Fithgerald ma, quando passava il medico per la visite e la vedeva leggere diceva sempre: “Ma è tenero anche un pollo arrosto”.
    Uscì dal Gradenigo, di pomeriggio alle tre. Vide che ad aspettarla c’era un ragazzo: Michele. Ma come ha fatto a saper che sono qui? Chi gli avrà detto che esco oggi? Sapeva di piacergli ma, lui ancora non si era mai dichiarato. Con suo padre presente la ragazza non poteva nemmeno salutarlo. L’altro comprese e non disse nulla, ma li seguì fino all’auto. Carlotta temeva che avesse sentito quel che Alessandro le andava dicendo:
    “Ora come ora, mi spiace dirtelo ma della femminilità tu non rappresenti altro che i difetti perché, come dicono i toscani di doti femminili, non ne vedo punto. Sei sempre lì a guardarti nello specchio, quasi non ci fosse altro da fare al mondo”.
    Davvero non valgo nulla e sono solo una vanitosa? Si chiese. E come avrebbe potuto non tenere all’aspetto fisico, essere diversa, dopo quel trattamento? Era stata retrocessa in serie b, non era più quella di una volta ormai. Purtroppo non era più bella e nonostante tanti discorsi lei sapeva benissimo che la bellezza, per suo padre, contava, eccome!

  4. #139
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    Predefinito

    Cari amici che mi leggete,

    Oggi vorrei partire da un obiezione, o diciamola tutta: una critica fatta alla mia opera:

    Perché portare avanti la storia di tre famiglie? E con essa le frange di centinaia di relazioni con lungaggini psicologiche e non ?
    Che c’entra la saga familiare con gli universi paralleli?

    Dopo la tempesta concettuale dell’infinitamente piccolo sono molti i fisici che si sono dedicati allo studio di sistemi che evolvono in maniera difficilmente prevedibile, ma ancora relativamente pochi autori hanno affrontato il problema in letteratura. Di qui la mia difficoltà di trovare un genere lche non fosse fantascienza e neppure fantasy.
    Assumendo la teoria degli eventi come sistema complesso, preso atto che i sistemi complessi dipendono da un’infinità di parametri applicabili a scale e differenti, è esattamente il percorso narrativo attraverso gli universi paralleli a vietarmi di trascurare o tralasciare i diversi modi di misurare le vicende: intendo per esempio la saga familiare, i rapporti tra padri e figli, la famiglia come azienda, il matrimonio, altro. E non potevonemmeno sottintendere o trascurare i piani sui quali detti parametri operano: storia, tendenze, conflitti di ruolo . Naturalmente tutto questo, narrazione compresa, ha funzioni specifiche e punti di riferimento senza i quali il lettore perderebbe il bandolo della matassa. Di qui l’introduzione dei coni temporali utilizzati come le quinte di un teatro la cui rappresentazione chiarisce passo, passo l’obiettivo finale. Quale obiettivo? Ecome raggiungerlo?
    Avrò modo di spiegarvelo con successivi passaggi, amici miei. Mettetevi comodi : si comincia.


    Come è ormai pratica consolidata, prendo in esame pezzi della materia, ovvero alcune pagine del romanzo . E comincio dalla saga familiare che secondo il significato ricorrente e riconosciuto è “la narrazione avventurosa di una famiglia”.
    Avventurosa”, appunto. Ma cos’è un’avventura se non la sequenza di fatti che escono dall’ordinario, e di conseguenza compiono un’eccezione? E qui nella stesura del testo mi sono permessa un paragone davvero clamoroso: Il big bang.

    Capitolo XX

    All’inizio del terzo millennio, la scienza cerca il Bosone di Higgs, ancora non osservato, carica elettrica zero. Si ritiene che il Bosone di Higgs cnferisca le proprietà della massa ai quark, ai lettoni e ai Bosoni w e z. Con questa scoperta i fisici tentano di appurare l’eccezione ovvero quel che accadde nell’infinitesima frazione di secondo che diede inizio all’universo.
    Alla base dell’esistenza sta l’eccezione, non la regola, perché è la prima a determinare la sostanza delle cose, tanto che la vita pone i suoi percorsi nell’improbabile. E’ questa l’ipotesi che Carlotta avalla, poiché anche la storia della sua famiglia si regge sull’eccezione.
    Nel Grande Quadro la storia dei Campo è variegata: i Campo sono medici, navigatori, combattenti e artisti, oltre che ricchi proprietari di terre fertili. Hanno colline olivate e frutteti che si stendono a perdita d’occhio; tra Caserta e Napoli ci sono terreni che portano ancora il loro nome. Nel giro di un paio di secoli – tra guerre, carestie e altre calamità – la famiglia perde tutto; poiché le testimonianze lasciano il posto ai racconti e anche quelli, a un certo punto, possono andare perduti.
    Eppure Alessandro…

    Alessandro Campo è il padre di Carlotta. Ed è esattamente lui - non solo a rappresentare per primo l’ipotesi dell’eccezione, ma a introdurre un legame tra l’universo di ciò che ancora deve succedere e l’universo dell’adesso, ovvero il presente, così come ce li configura “il grande quadro”.


    E’ la rapida escalation di Alessandro ha confermare la tesi dell’improbabile. Quando si dice coincidenza si dovrebbe intendere una stazione qualsiasi della rete che governa la vita, così come l’insieme dei vasi sanguigni governa il respiro a un vertebrato. E’ il carattere di Armando di Giacomo, con i suoi difetti e le sue qualità, nel suo incontro con i Campo, a creare gli eventi che che portano Alessandro Campo, a vittorie tardive nell’equitazione e Carlotta Campo all’incidente che quasi le costa la vita. (…) A piegare eventi e natura, tanto da generare un vero e proprio caso da “Guines dei primati” non è la forza e nemmeno le capacità di Alessandro, ma la sua incredibile tenacia figlia della grande disperazione che si porta dentro, (…)Cono temporale remoto Novembre 1942, Torino; in Piazza Vittorio Veneto.
    C’era la guerra e questo aggravava tutto, ma la miseria e il senso di desolazione guastavano le nozze di Alessandro.
    Trasportati in cortile dai nipoti, due tavolini da notte e un cassettone stavano per diventare legna da ardere. Era stata la vecchia a deciderlo.
    - Per favore, no! Non li faccia a pezzi. Potrei prenderli io quei mobili disse Madama Fagone.
    - : Guardi signor Campo che sono pieni di tarli, possono servire giusto per la stufa. Che cosa ne vuol fare?
    Come poteva rispondergli: il mobilio per la mia camera da letto?
    Stava per sposarsi, era innamorato di Caterina felice che gli avesse detto si, ma non sopportava l’idea di non avere i soldi per acquistare le fedi nuziali, Nemmeno i fiori poteva comperare alla sua sposa. Sarebbe andato all’altare con i calzoni che Natalia, la futura suocera, aveva trovato tra le macerie di un palazzo.
    La notte prima delle nozze l’avrebbe passata a piangere. Avrebbe montato il letto matrimoniale, un rottame rimediato da un rigattiere, e per due volte la rete si sarebbe appiattita rovinosamente sul pavimento,

    (continua)

  5. #140
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    Predefinito ciò che i buddisti chiamano Tathatà ovvero l’essenza assoluta.

    Che c’entra il racconto minuzioso e dettagliato di tre famiglie con gli universi paralleli ? (continuazione)

    Cari amici e amiche che mi avete letto,

    Nel mio precedente intervento, ho trattato, attraverso Alessandro Campo,padre di Carlotta nel romanzo, il concetto di avventura familiare visto come eccezione.
    Ebbene oggi, nel rispondere all’obiezione in oggetto, considero invece ciò che i buddisti chiamano Tathatà ovvero l’essenza assoluta.
    Nella vita ordinaria non siamo consapevoli di questa unità delle cose che invece la fisica dei Quanti ha ripreso a partire da ciò che chiama entanglement.
    Ma, Edoardo Boncinelli nel suo “Alla ricerca delle leggi di Dio”scrive:

    l’entanglement quantistico (…) resta (..)ancor oggi un problema in quanto incompatibile con principi ovvi. Infatti il passaggio di informazione tra i differenti elementi del sistema avviene soltanto per interazioni casuali, dirette e successive che agiscano dall ’inizio alla fine, attraverso meccanismi che passo dopo passo raggiungano l’obiettivo.

    Ora, nel mio romanzo, consapevole dei limiti della finzione - tratto letterariamente un concetto scientifico - la fabula si dipana esattamente attraverso il successivo passaggio di interazioni tra i vari elementi del sistema e questi elementi – persone, oggetti, sentimenti - abitano gli universi paralleli. E qui,col rischio di ripetermi,riprendo il discorso dei coni temporali presentati nell’incipit del dove Il Principe, l’Intermedio e il Remoto sono rispettivamente: l’adesso che tutti noi chiamiamo presente, il passato prossimo e il passato remoto.

    Dall’incipit di Tracce invisibili di Universi Paralleli.

    Nel grande quadro, dove il tempo non esiste, “la realtà si concretizza in una moltitudine di configurazioni reali legate tra loro in statica perfezione”, dice la nuova fisica. E le persone, gli oggetti, i sentimenti rappresentano gli artefici dei cambia¬menti che riempiono le tessere di un mosaico. Cambiamenti che, seguendo percorsi precisi, ruotano intorno al filo conduttore di ciascuna vicenda per restringersi via via e raggiungere infine quell’ obiettivo che nessuno può immaginare prima che accada. Secondo il linguaggio che intende i mutamenti come causa ed effetto, si tratta dei coni temporali principe, remoto e intermedio.

  6. #141
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    Predefinito Fumetto a puntate tratto dal romanzo: Tracce invisibili di universi parlleli

    Cari amici lettori,

    Sta per essere varata la prima puntata del fumetto tratto dal mio romanzo. I lavori fervono. Il suo titolo sarà Universi paralleli. Ecco un retroscena ovvero stralci dei lavori di preparazione. Comincerò da Carlotta Campo e da uno dei suoi primi fumetti.

    File: Allegato a fumetto.doc

    Figure parlanti sulla base delle sequenze:

    Carlotta Campo

    Paolo Cardinale, rampollo di una nota famiglia di armatori genovesi… è scomparso?!

    Immagine: Carlotta Campo 1993 cono temporale principe. Una bella donna di 47 anni, ma ne dimostra meno: un po’ sexi, ma niente affatto volgare. La sua professione e il conseguente ruolo le impedisce anche nell’ abbigliamento di indugiare a certi compiacimenti.
    Calotta ha i capelli neri che porta corti e veste volentieri le giacche di Armani.
    Stato d’animo del momento: La notizia della scomparsa ufficiale del suo amante la turba naturalmente ma non è proprio “nuova” perché da un anno lei non lo vede e nemmeno lo sente; Paolo Cardinale vive a Genova e viaggia spesso cosìcchéé Carlotta è avvezza a certe sparizioni, anche perché il suo rapporto con lui è tutt’altro che regolare.
    Personalità: Carlotta soffre di nevrosi antiche che la rendono a volte insicura, soprattutto nei confronti dei rapporti con l’altro sesso. E’ un ex sessantottina, pertanto sa prendersi le proprie responsabilità come al tempo in cui organizzava comizi e saliva sulle barricate.
    Posizione sociale: La signora Campo è una professionista. Laureata al Politecnico di Torino in architettura esercita la professione, inoltre dirige un bimestrale, organo ufficiale del centro di ricerca sull’habitat del quale è tra i maggiori responsabili. E’ separata dal marito un giovane assai agiato che l’ha fatta rientrare nella classe borghese a cui già apparteneva, pertanto continua ad essere una sorta di “donna della domenica”la protagonista del giallo di Fruttero&Lucentini.
    Madre di una adolescente: Francesca Rota, la signora vive con lei In Via Luisa del Carretto, nella zona residenziale della pre - collina torinese.
    Ambiente: L’interno di uno studio di architettura a Torino in Via Po, dove nel suo studio personale (dalla finestra si scorge la mole Antonelliana).

  7. #142
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    Predefinito quando un amore finisce

    Cari amici che mi leggete.
    ecco un argomento che non abbiamo mai affrontato. Che cosa succede quando un amore finisce? quali sono i sentimenti, i fatti? quali i pensieri ele conclusioni?
    Ecco tutto questo visto da lei, la protagonista che ormai avete imparato a conoscere: Carlotta Campo.

    «Telefonami stasera alle sei e mezza», mi avrebbe detto più tardi.
    Sì, ci saremmo visti ancora, ma dovevo accettare che il mio spazio fosse... Insomma, da quel momento in avanti avrei avuto la medesima efficacia di un sogno erotico o della masturbazione. Cose che esistono, che nessuno può negare, più che lecite se vogliamo, ma da dire sottovoce e da tenere in disparte.
    In principio, su quella visita, mi ero illusa parecchio. Avrei potuto andar con lui a scuola: agli esami di maturità può assistere chiunque, senza contare che trent’anni a me non li dava nessuno; potevo benissimo passare per una liceale. Ma il problema non stava affatto là: suo padre o qualcuno dei suoi zii avrebbe potuto saperlo e questo non doveva succedere. Paolo non lo voleva assolutamente.
    Girammo a vuoto per circa un’ora.
    Ogni tanto lui chiedeva: «Dove vuoi che ti porti?», quasi la frase fosse un convenevole di quelli che hanno perso il senso compiuto, qualcosa come “buongiorno” o “prego”; ma a prescindere dalla ripetizione, si comportava come se lui fosse un tassista e io la sua cliente.
    «Da qualsiasi parte!», gli risposi alla fine e stavo per piangere.
    Quando una storia finisce, è come se ti facessero lo scherzo di sostituire la persona che ti amava con un sosia. Cambia l’e¬spressione del volto, cambiano le sue parole, perfino le pause nei discorsi. Cambia soprattutto il tono della voce. Di ciascu¬na frase, di ciascun gesto non rimane che un unico messaggio: “Non ho più niente da dirti, non mi interessi più”.
    Eppure era proprio la sua fronte, quella; suo quel piccolo segno vicino all’iride. A questo pensavo mentre percorreva¬mo la superstrada che da Genova porta a Nervi. C’eravamo già stati insieme, ma neppure quella, adesso, mi sembrava la stessa.
    Paolo fermò l’auto in un posto squallido: un promontorio al limitare di una salita immangiabili e avessero sapore di benzina. A generare quel pensiero era l’odore del carburante, forte in quel momento, quasi nausea¬bondo. Che il serbatoio avesse un foro? Che l’avesse bucato qualcosa mentre salivamo? Immaginai noi due lasciare l’auto in panne e precipitarci a chiamare un carro attrezzi, con me che domandavo preoccupata: “Ce la farai ad arrivare in tem¬po? Per la prova di scienze, voglio dire”. In fondo, sarebbe stato un modo per tornare alla realtà da un incubo.
    Cercai il mare e scoprii che si intuiva a grande distanza. “Ma come ci siamo finiti qui?”. Nel guardare il giovane che mi sedeva accanto, pallido, spettinato, con la maglietta sbiadita, che non parlava, non fumava, non faceva nulla, mi resi conto che, ancora una volta, attendeva. Aspettava qualcosa, come sempre.
    Lo baciai, era l’unica cosa da fare in quel momento: piccoli baci, l’uno dopo l’altro. Il maturando non si ritrasse: mi degnò, bontà sua, sia pure senza troppo slancio. Sapevo di esse¬re sexy e questo era un punto a mio favore: “Voglio svegliarlo, voglio che...”. Con la mano cercai, trovai e sentii che si ani¬mava. Udii Paolo dire in un modo appena percettibile: «Sì, sì».
    “Mi odio e lo odio!”.
    «C’è qualcuno qui intorno», dissi lasciandolo.
    «No, nessuno», protestò.
    «Sì, ti dico, è un cantiere questo». Orientai lo specchietto retrovisore per ravviarmi i capelli, chiusi un bottone della gonna. In fondo non mi andava per nulla quello che stavo facendo.
    «Ci vediamo stasera, vuoi? Andiamo a far l’amore da qual¬che parte».
    «Sì», disse accompagnando la voce con un movimento del capo, «telefonami stasera, alle sei e mezza».
    Ma era chiaro! Sarebbe stata una cosa tipo una botta e via, qualcosa che si poteva fare benissimo in dieci minuti, con i sedili reclinati…

  8. #143
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    Predefinito Recensioni... ecco quel che vuole un autrice!

    Cari amici.

    Presa dal fumetto work in progress, a proposito devo aprire una nuova discussione? Perchè continuo a muovermi come un gatto nel sacco e faccio innumerevoli errori...
    Ebbene oggi lascio la parola a chi ha letto il mio romanzo, solo ancuni e nemmeno scelti. Insoomma il mio è un semplice copia incolla dal mio sito.

    Ce nè una terribile! l'ultima direi ma di questa ho già esposto i pareri controversi.
    A voi allora.
    Cordialmente
    Enriquez

    Bello e coinvolgente, malinconico e penetrante . In quanto coetanea dell'autrice ho rivissuto le atmosfere e le sensazioni di quel periodo che Enrichetta Caparco ha saputo descrivere e trasmettere così bene. Un tuffo nel passato , ma anche un momento di grande riflessione per tutti. Un libro davvero molto bello . Veramente da non perdere.
    Gabriella

    Romanzo interessante ed originale, molto articolato, che prende spunto anche dalla fisica quantistica. Il percorso personale della protagonista si snoda attraverso un excursus storico dei momenti salienti della storia italiana più pregnante in cui molti lettori possono ritrovarsi. Occorre lasciarsi trasportare dal "cono temporale" per farsi prendere per mano dall'autrice attraverso il sottile gioco di "scatole cinesi" da lei orchestrato.
    Marco

    Un libro che ho vissuto dalla prima pagina con curiosità e attenzione grazie all'originale idea dei Coni temporali e all'ottima descrizione di luoghi ed eventi che la trama del romanzo percorre. Sentimenti e problematiche sociali nelle varie epoche storiche intrecciandosi fanno si che il lettore si possa sempre confrontare e ritrovare con i personaggi. Decisamente soddisfatta, compimenti.
    Cinzia

    Tra le diverse chiavi di lettura del romanzo c'è il concetto del tempo non misurabile e gli universi paralleli, esistono o servono come merafora? Da un mondo complesso due personaggi reggono le fila: Carlotta Campo e Paolo Cardinale, Carlotta Campo è fragile ma coraggiosa, una ribelle come la nonna paterna: "A molinara" della quale lei porta non solo il nome. Paolo Cardinale è l'amante di Carlotta, figura a tratti rarefatta che sembra non sfuggire al destino drammatico di molti rampolli nel solco di una tradizione da rispettare: gestire un impero economico. Il romanzo mi piace, perché ti prende.
    Manu

    Ho trovato interessante come il romanzo riesce a narrare il trascorrere di una vita al cui interno si intrecciano persone, situazioni, ricordi e sentimenti che, anche senza toccarsi, si incontrano scatenando storie 'vere di vita'. Lo consiglio vivamente perché è autentico, profondo e, nonostante le innumerevoli pagine, è scritto molto bene e al tempo stesso molto scorrevole.
    Tilla

    Immagino questo romanzo fortemente autobiografico. Si sentono vibrare le corde di quei ricordi con tenerezza trattenuta, con l'umiliazione delle non risposte, con la rabbia del riscatto. E' questo sentimento sottinteso a dar spessore al libro che pure conferma pagine di gradevole ironia. Come si fa a recensire seicento pagine ed essere sintetici? Ma la domanda finale è: e se si perdono le tracce? Se non si intercetta l'incontro giusto? Se non ci fermiamo alle stazioni della nostra vita? E se il "nulla" il grande nulla, copre come la neve questo povero e distratto universo?
    Carla

    Romanzo molto bello. E' davvero un piacere leggerlo.
    Vale

    Ho letto questo libro in anteprima e mi è piaciuto tanto che l'ho acquistato per un'amica. Il romanzo che intreccia la scienza alla parapsicologia è anche una storia d'amore e sono i sentimenti e la psicologia dei personaggi a renderlo così interessante.
    Elena
    Mi dispiace per l'autrice. Non mi è piaciuto, mi è parso artefatto, scontato e alla fine noioso. Comprato e rivenduto in fretta, senza arrivare alla fine. Senza offesa.
    grigio 69

  9. #144
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    Predefinito la triade: il romanzo, lo spettacolo, il fumetto.

    Cari amici lettori,

    Come più volte annunciato, Tracce invisibili di universi paralleli, dopo aver dato vita allo spettacolo teatrale, sta per completarsi con l'uscita di un fumetto, lo troverete nei prossimi giorni su Youtube, il suo titolo è "Universi Paralleli". sarà in doppia versione italiano e inglese.
    Con un grazie alla nostra squadra ovvero Gabriella Baldanzi trduttrice, Marco Rossetti web design, e Federico Espositi fumettista vorrei rendere pubblico. almeno in parte il lavoro mio con quest'ultimo. Ecco dunque per voi un frammento di work in progress.
    Enriquez ( Enrichetta Caparco.

    Subject: Re: piccole aggiunte
    > From: federicoespositi@gmail.com
    > Date: Tue, 19 Jul 2016 20:57:13 +0200
    > To: enrichetta.caparco@hotmail.com
    >
    > Buonasera signora Caparco,
    >
    > ho sentito Marco e l’appuntamento che abbiamo fissato è per Giovedì mattina.
    > Gli ho già comunicato che rimarrò con lui per il tempo necessario per le scansioni di tutte le pagine (infatti vanno aggiunte le Traduzioni) e per spiegargli le correzioni da fare sull’esposizione via YouTube; colgo l’occasione per chiederle conferma di quanto avevo accennato:
    > -pagine a tutto schermo, o al limite un piccolo bordo, per massimizzare la leggibilità;
    > -unico scorrimento verticale, e non Effetto-Sfoglia-Pagina (poco bello a mio avviso).
    >
    > Inoltre, volevo consultarmi con lei riguardo le sue osservazioni. In particolare, le prime due, certamente errori, sono stati corretti.
    > Invece, riguardo il terzo e il quarto:
    >
    > -Terzo: non c’è stacco sufficiente fra Entanglement e il discorso fra Paolo e Carlotta:
    > è stata una scelta stilistica quella di “lanciare” Entanglement (che è la mia parte di dialogo preferita ad oggi: Maestro-Allievo con “Entanglement") su una scena praticamente già iniziata, per conferirgli più effetto.
    > Mi spiego meglio: questa seconda parte è molto più frenetica, Entangled, come già le scrissi. E secondo me è interessante mantenere questo effetto di continuità senza sosta per tutta la durata del DUE_di_UNO, ora che l’introduzione (Parte Uno di Uno) è passata.
    > In questo modo il lettore ha giusto il tempo di capire l’essenza della parola e subito viene lanciato nel Cono Intermedio, dove l’Unione a cui si riferisce il maestro è iniziata.
    > (pensi poi soprattutto nella versione Youtube, se separo ulteriormente Entanglement dalla conversazione di Carlotta e Paolo rimane un buco vuoto che il lettore non può colmare perché non ha il controllo della lettura)
    >
    > -Quarto: "Chi è salito di sopra?"
    > Anche qui, è stata una scelta stilistica quella di spezzare il dialogo.
    > Infatti, si tratta della scena finale, dopo la quale avviene il primo stacco (mesi, in attesa di DUE). Allora, ho scelto di creare più suspence alla situazione, anche perché la situazione stessa (Seduta Spiritica, ben lontana dall’immaginario dei ragazzi di oggi, il nostro target, per i quali è pura materia cinematografica) me lo permette.
    > Per ottenere questo effetto ho appunto gettato il lettore in Medias Res, sull’ inizio dello scambio verbale fra Carlotta e Antonio, in un luogo ancora non definito (ma subito sopra s’è parlato del Castello…), e da li, panoramica sul Cono Intermedio, e poi inquadrature della Seduta, il lettore contestualizza, scopre, e infine, riprendo l’interrogativo di Carlotta: -qualcuno c’è: possibile non lo senta nessuno?

  10. #145
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    Predefinito ogni promessa è un debito

    Carissimi amici lettori.

    E' nato! Eccolo questo è il link: https://www.youtube.com/watch?v=8n2q...ature=youtu.be

    la seconda puntata uscirà a settembre.

    Enriquez ovvero Enrichetta Caparco.

  11. #146
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    Predefinito commenti positivi sul fumetto

    Cari amici,

    Ecco i primi commenti comparsi su Facebook relativi al mio fumetto.

    "emozionante davvero . da guardare , sentire , capire , assorbire , a schermo pieno ed in silenzio . Bellissime le musiche ( di chi è quel meraviglioso pianoforte al minuto 7 ? )"

    Purtroppo non so chi sia il pianista. A farlo è Alessandro Frascarolo un ingegnere torinese.

    Il libro è molto bello, il fumetto è interessante e ben disegnato. E' Stefania Favaro l'autrice dell'intervista alla regista e attrice Elizabeth Annable.

    E voi che cosa ne pensate?

    Cordailmente Enriquez ovvero Enrichetta Caparc
    e

  12. #147
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    Predefinito

    Inserisci il link di riferimento.....perché non né sapevo nulla ed io i fumetti li adoro!

  13. #148
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    Predefinito

    Cari amici, cariaaimo Zingaro di Macondo, caro Wolver line e... molti altri.
    Ecco il link del fumetto tratto dal mio romanzo:
    E' nato! Eccolo questo è il link: https://www.youtube.com/watch?v=8n2q...ature=youtu.be

    Tra qualche giorno sarà on line anche la versione in inglese.

    Sto lavorando per tutti voi alla seconda pntata che uscirà in ottobre.

    Grazie amici per i vostri mi piace.

    Enriquez ovvero Enrichetta Caparco

  14. #149
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    Predefinito work in progress di Universi paralleli seconda puntata

    Cari amici che mi leggete, uscita la prima puntata, prima in italiano e poi in inglese, sta per essere varata la seconda.
    Come ho fatto in precedenza vi anticipo il lavoro di preparazione. Inoltre vorrei che mi diceste le vostre idee in proposito. Ne sarebbe contenta tutta la squadra e in particolare Federico Espositiil fumettista che secondo me è veramante molto bravo.

    Enriquez

    Descrizione del Fumetto 3
    da pubblicare su you tube a fine settembre

    Allievo (Olmo San) : Dove eravamo? Mi sono perso.

    Esterno: India, paesaggio. Allievo e maestro devono avere l’aspetto della loro ultima comparizione al fine di creare una continuità nel racconto.
    ………………………………………………………………………………..

    Maestro Zen: Solo chi si perde troverà la giusta via.

    Esterno: idem come sopra.
    Il maestro non rinuncia al suo ruolo: portare l’allievo all’illuminazione.
    ………………………………………………………………………………

    Allievo: Eccolo ricominciare con i suoi Koan !( pensato)

    Esterno: idem come sopra
    L’allievo: è insofferente
    ………………………………………………………………………………


    Maestro: Guarda Olmo San.
    Invito dell’illuminato ( maestro Zen) che vede “oltre” e conduce “oltre”; questa frase è l’apertura a tutte le tessere del “grande quadro” e, al di là di piccole e progressive variazioni può essere sempre la stessa .

    ………………………………………………………………………………






    Cono temporale Principe 1993 Milano,Via Luisa del Carretto


    Carlotta Campo: Rispondo, o non rispondo? Sarebbe divertente … ma ho quasi cinquant’anni , posso essere sua madre.

    Esterno: Collina Torinese ( vedere immagine già trasmessa).
    Interno: Camera di Carlotta Campo, romantica con un letto a barca e una scrivania d’antiquariato, ( immagine da trasmettere).

    Carlotta è perplessa.
    ………………………………………………………………………………

    Allievo: Ora ricordo! La lettera; Carlotta ha ricevuto posta da Londra. E a scriverle è Marek, un giovane polacco.

    Sfondo: come sopra
    Allevo: partecipativo e contento
    ………………………………………………………………………………………

    Maestro Zen: Vero olmo San. Ma La ragione è ottusa. Spazio e tempo altro non sono che costruzioni della mente.

    Sfondo: come sopra
    Mestro Zen: cerca di staccare il suo allievo dalla realtà superficiale delle cose

    …………………………………………………………………………………………

    Allievo: ? Ma !
    Sfondo: come sopra
    L’allievo non riesce a non particolarizzare.

    ……………………………………………………………………………..








    Maestro Zen: Ti piacciono le storie d’amore Olmo San? Perché è questo che Carlotta vuol mandare a Marek, e Il suo racconto apre un nuovo sentiero nel grande quadro.

    Sfondo: A scelta del disegnatore, l’importante è il senso di continuità che accompagna il dialogo tra il maestro Zen e il suo allievo dall’inizio alla fine.

    Maestro Zen: utilizza tutti i sistemi - talvolta non ortodossi per la sua filosofia – per portare l’allievo all’ “altra” comprensione, cosicché la storia dell’amore tra Paolo e Carlotta gli permette di entrare in sintonia con la visione occidentale dell’allievo.
    ………………………………………………………………………………

    Allievo: Una nuova traccia, maestro?

    Sfondo: Idem come sopra
    Allievo: partecipativo e sorridente
    ………………………………………………………………………………

    Maestro Zen: Proprio così. Chi può negare che un racconto sia esso stesso una traccia di collegamento tra più universi?

    Sfondo: Idem come sopra

    Maestro: mantiene il suo ruolo aprendo all’allievo nuove prospettive.
    ………………………………………………………………………………













    Cono temporale Principe 1993 Torino
    Carlotta Campo scrive:

    Dopo aver tolto , come per un restauro, tutte le vernici e le sovrapposizioni fittizie, quel che ho rilevato ha i precisi connotati dell’amore a prima vista.




    Sfondo la collina torinese
    Interno; camera di Carlotta Campo, come sopra.
    Carlotta: scrivente e assorta
    ………………………………………………………………………………



    Cono temporale intermedio settembre 1974 caffè delle Guide

    Carlotta: Dal modo in cui siede deve essere alto, Wow! Non mi perde d’occhio nemmeno un secondo e sta nel gruppo come fosse solo, con lo sguardo sempre incollato su di me.

    Sfondo: il Monte bianco, le pinete della val Veni e val Ferrè

    Interno; Il caffè delle guide (esistente a Courmayeur in Via Medaille):
    Contro la parete di fondo della sala da the, sta un gruppo di giovani tra cui Paolo, una ragazza che cerca di parlargglim a lui risponde distratto con gli occhi incollati alla figura di Carlotta. Accanto a loro e sui tavoli: Zaini, cinture, martelli chiodi e ramponi. Sul lato opposto, aqualche metro di distanza ecco Carlotta Campo con sua sorella e la piccola Francesca, una bimba di due anni. Sul tavolo un succo di frutta e due tazze da the, qualche pasticcino.

    Carlotta: presenza che non passa inosservata: ventinove anni, bruna, capelli lunghi.occhi chiari.

    Paolo: un bel ragazzo di diciannove anni, bruno d’occhi e di capelli. Lineamenti fini e regolari dove le tracce di un’infanzia recente, non sono ancora del tutto cancellate contrastano con l’ampiezza delle spalle e del busto già adulta, abbigliamento tecnico sportivo da alpinista.
    ………………………………………………………………………………


    Courmayeur una settimana dopo nello stesso caffè

    Carlotta (rivolta al Barman): Sa di un ristorante possa andar bene anche per mia figlia? Francesca ha solo due anni.

    Sfondo : idem come sopra
    Interno: la prospettva è su Carlotta che guarda il Barman oltre il bancone.
    Carlotta Campo indossa un impermeabile militare un po’ troppo pesante per la stagione; con lei sono la sorella e la piccola Francesca.
    …………………………………………………………………………
    Paolo: Vieni, ti accompagno io
    Sfondo: idem come sopra
    Interno: Prospettiva su entrambi. con il barman sullo sfondo, dietro al bsncone.
    Paolo: un gesto della mano che la guida e la invita a seguirlo. Secondo lui quell’occasione è da prendere al volo, l’ aria disinvolta è quella di chi si appresta a una conquista un po’ fuori dalle righe.
    …………………………………………………………………………

    Carlotta : (Non lo riconosce) Perché il tu? Non vede che sono una signora? ( pensiero)

    Tutto come sopra.
    Carlotta: Il volto stupito di Carlotta al centro della prospettiva.
    …………………………………………………………………………...





    Allievo: Ah , così comincia la storia?

    Sfondo: il solito per dare un senso di continuità, ma con qualche particolare che lo distingua dai precedenti.
    Allievo: vagamente ironico
    …………………………………………………………………………

    Maestro Zen: Si. Lei ha ventinove anni, è bella e nessun uomo la guarda con indifferenza, lui la vorrebbe ma di anni ne ha solo diciannove….

    Sfondo: come sopra
    Maestro: paziente e arguto, cerca con il racconto di attrarre l’allievo
    …………………………………………………………………………

    Allievo: Ma è sposata!!

    Sfondo: come sopra
    Allievo: va al sodo della questione e pone l’attenzione sull’aspetto osé della vicenda.
    ………………………………………………………………………

    Maestro Zen: Continui a dedurre! Vai oltre Olmo San, cerca il tesoro e non i dettagli della mappa.

    Sfondo come sopra
    Maestro: riporta l’allievo alla base della filosofia
    …………………………………………………………………………
    Allievo: Maestro…ci provo.
    Sfondo come sopra
    Allievo: titubante, ma volenteroso
    …………………………………………………………………………




    Cono temporale intermedio 1968 San Francesco Barkley, anno zero della rivoluzione studentesca.

    Studente uno: Sincronizziamo gli orologi

    Studente due: Basta con i sermoni da cattedra! Vogliamo altro!

    Studente tre: Chi è mia madre? Chi mio padre ? io non li conosco.
    Sfondo: San Francesco
    Esterno: Il campus di Barckley.
    Studente uno: parla a un gruppetto con enfasi.
    Studente due e tre; intervengono dal gruppo.
    …………………………………………………………………………
    Maestro: Come per un comando il movimento si allarga a macchia d’olio sul pianeta
    Sfondo India, come sopra
    Maestro Zen: del collegamento tra la contestazione americana con le vicende di Carlotta Campo egli vuole rendere partecipe l’allievo.
    …………………………………………………………………………

    Cono temporale intermedio: 1968 Torino, Facoltà di Architettura.

    Carlotta: Lo vedi quell’occhialuto magro fino allo sfinimento che attacca i manifesti? . E’ il mio fidanzato: un vero genio.

    Sfondo: Palazzo del Castellamonte
    Interno: piccola prospettiva di un’aula in disarmo, dove un Antonio Rota - vent’anni, capelli lunghi, occhiali, magro. Un “figlio di fiori” impegnato nella contestazione, compare di spalle menttre affigge manifesti.

    Carlotta: lo indica con la mano
    .
    …………………………………………………………………………




    Studentessa: Boom !
    Interno: come sopra
    Studentessa: Coda di cavallo e gins, in braccio rotoli di lavori da presentare, Una cartelletta trasparente e leggera ètrattenuta con la mano, espressione sfottente.
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    Carlotta: Guarda che lo dicono tutti i professori.
    Interno: come sopra
    Carlotta: Minigonna, capelli lunghi e aria di chi sa il fatto suo.

    …………………………………………………………………………

    Studentessa: “Senza offesa. Ha la Tryump taroccata e il rumore della sua marmitta è assordante.

    Interno: come sopra
    Studentessa: come sopra un attimo dopo.
    ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, ,,,,

    Carlotta: Già. Trucca i motori perchè fa i rally.

    Interno: come sopra
    Carlotta: con l’ aria di chi ha sempre la risposta pronta.
    …………………………………………………………………..............
    Studentessa: Ma allora è pieno di soldi! Uno sporco capitalista.

    Interno come sopra
    Studentessa: Tono ironico che non offende ma dice ciò che è vero.
    ---------------------------------------------------------------------------------------



    Allievo: Ho capito. Carlotta è una ex sessantatottina, ha professato il libero amore; per questo…
    Sfondo come sopra
    Allievo: cerca una verifica attraverso un nesso logico.
    …………………………………………………………………………
    Maestro Zen: la logica non ti serve, l’ho già detto. Sono scatole cinesi quelle che devi aprire
    Sfondo: come sopra
    Maestro Zen: pacato ma convincente.
    …………………………………………………………………………

    Allievo: Ma !!!

    Sfondo il medesimo un attimo dopo
    Allievo: fatica a seguire il suo maestro
    …………………………………………………………………………


    Maestro Zen: Quando hai mangiato … lavi la tazza?

    Sfondo il medesimo un attimo dopo
    Maestro Zen: trasforma la parabola in un quesito
    …………………………………………………………………………
    Allievo: Si, naturalmente.
    Sfondo:sempre uguale ma che segna in qualche modo il trascorrere del tempo
    Allievo Basito dalla domanda, non capisce dove il suo maestro vuole arrivare,
    …………………………………………………………………………...

    Maestro Zen: E allora rigoverna, libera la tua mente e le risposte arriveranno nonostante le contraddizioni.

    Sfondo: sempre lo stesso
    Maestro Zen: completa la parabola
    ………………………………………………………………………………
    Allievo: Grandioso ! La Fisica dei quanti.
    ………………………………………………………………………………

    Maestro: Già, si mettono insieme le pere con le mele. l’idea che unisce particelle e interazioni non è folle come sembra.
    Sfondo: come sopra
    Maestro: Perfettamente in grado di rispondere a tono - la sua preparazione è grandiosa – vuole deve riportare l’allievo nell’universo dove il racconto continua.
    ………………………………………………………………………………
    Cono Temporale Principe, 1993 Torino: Caffè Fiorio.
    Carlotta Campo: Si ho risposto. E gli ho mandato anche altro.
    Sfondo: Torino, portici di via Po.
    Interno: Il caffe Fiorio (Immagini da inviare)
    Carlotta: L’immagine è quella già trasmessa, L’unica differenza sta nell’espressione di fiducia nei confronti della sua migliore amica: Giovanna Passanti.
    …………………………………………………………………………..

    Giovanna Passanti: Altro?! Che intendi?
    Interno: Il caffe Fiorio
    Giovanna: Elegante e bella, Impegnata alla Rai, aspetto dell’intellettuale sempre in rapporto con il pubblico.
    …………………………………………………………………………
    Carlotta: Il mio incontro con Paolo a Courmayeur. Sentimenti, emozioni.
    Interno: come sopra
    Carlotta: Sognante, sta rivivendo quei momenti
    …………………………………………………………………………

    Carlotta: Il punto è che ammesso che io abbia il diritto di controllare il mio amante… non posso farlo con suo figlio.
    Interno: come sopra
    Interno: come sopra
    Carlotta: L’espressione cambia, perché la signora Campo va oltre e vuole trasmettere tutto il suo desiderio di ritrovare l’amante e la sua incertezza nei confronti del presunto figlio.
    Giovanna: Ma qui c’è qualcosa sotto! Te ne rendi conto ?
    Interno: come sopra
    Giovanna: Perentoria


    Fine della seconda puntata
    --------------------------------------------------------------------

  15. #150
    Pensatore silenzioso
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    Ho iniziato a leggere... e alla fine ho dovuto proseguire fino a qui.
    Bellissima analisi, a mio parere. Ora non mi resta che comprare il libro. Che dire, ti sei "venduta" bene . A parte gli scherzi, mi sa davvero di qualcosa di innovativo. O almeno di qualcosa che da taaaanto tempo qualcuno non affrontava. Ottimo.
    Anche io sono interessato al fumetto. Voglio vedere la trasposizione.

    Ciao
    coco

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