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Discussione: Charlie Hebdo

  1. #61
    d'ya think i'm stupid?
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    interviste televisive in giro per l'italia, a gente musulmana, per raccogliere la loro totale disapprovazione per le uccisioni a Parigi:

    una decina di persone dall'aspetto di provenienza dal mondo arabo, in varie parti d'Italia, di levatura sociale variegata
    - dal povero operaio, al religioso di una moschea, al disoccupato senza fissa dimora, all'impiegato in una buona azienda- tutti a pronunciarsi di fronte a telecamera e microfono fermamente contrari,
    condannando coloro che hanno messo in cattiva luce la fede islamica, che è fede di pace e fratellanza, che non predica di uccidere. alcuni sostengono che loro non potrebbero neppure pensare di uccidere un insetto ...

    nessuno però, preoccupato di difendere l'islam, spreca una parola di cordoglio per le vittime...
    (ricordo che i giornalisti erano colpevoli di aver fatto satira, mentre il supermarket è un negozio ebraico).

    poi è la volta di una donna. scoppiando in lacrime esclama che non si può uccidere così, un povero poliziotto !!!
    finalmente un pensiero per una vittima.
    solo quella tra tutte...
    Ahmed Merabet.
    musulmano.

  2. #62
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    interviste televisive in giro per l'italia, a gente musulmana, per raccogliere la loro totale disapprovazione per le uccisioni a Parigi:

    una decina di persone dall'aspetto di provenienza dal mondo arabo, in varie parti d'Italia, di levatura sociale variegata
    - dal povero operaio, al religioso di una moschea, al disoccupato senza fissa dimora, all'impiegato in una buona azienda- tutti a pronunciarsi di fronte a telecamera e microfono fermamente contrari,
    condannando coloro che hanno messo in cattiva luce la fede islamica, che è fede di pace e fratellanza, che non predica di uccidere. alcuni sostengono che loro non potrebbero neppure pensare di uccidere un insetto ...

    nessuno però, preoccupato di difendere l'islam, spreca una parola di cordoglio per le vittime...
    (ricordo che i giornalisti erano colpevoli di aver fatto satira, mentre il supermarket è un negozio ebraico).

    poi è la volta di una donna. scoppiando in lacrime esclama che non si può uccidere così, un povero poliziotto !!!
    finalmente un pensiero per una vittima.
    solo quella tra tutte...
    Ahmed Merabet.
    musulmano.
    Io di parole di cordoglio per le vittime ne ho sentite invece parecchie, proferite sia dagli imam che da cittadini qualunque di fede musulmana...

  3. #63
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    interviste televisive in giro per l'italia, a gente musulmana, per raccogliere la loro totale disapprovazione per le uccisioni a Parigi:

    una decina di persone dall'aspetto di provenienza dal mondo arabo, in varie parti d'Italia, di levatura sociale variegata
    - dal povero operaio, al religioso di una moschea, al disoccupato senza fissa dimora, all'impiegato in una buona azienda- tutti a pronunciarsi di fronte a telecamera e microfono fermamente contrari,
    condannando coloro che hanno messo in cattiva luce la fede islamica, che è fede di pace e fratellanza, che non predica di uccidere. alcuni sostengono che loro non potrebbero neppure pensare di uccidere un insetto ...

    nessuno però, preoccupato di difendere l'islam, spreca una parola di cordoglio per le vittime...
    (ricordo che i giornalisti erano colpevoli di aver fatto satira, mentre il supermarket è un negozio ebraico).

    poi è la volta di una donna. scoppiando in lacrime esclama che non si può uccidere così, un povero poliziotto !!!
    finalmente un pensiero per una vittima.
    solo quella tra tutte...
    Ahmed Merabet.
    musulmano.
    E questo prova che condividono il pensiero delle bestie assassine?

  4. #64
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da ila78 Vedi messaggio
    E questo prova che condividono il pensiero delle bestie assassine?
    ho riportato ciò che è stato detto in un dibattito
    ed effettivamente le interviste presentate in quell'ambito rispondevano a tali descrizioni.
    poi ognuno è ovviamente libero di trarre le proprie deduzioni.
    tra cui che tv mass media e governi ti propinano spesso le cose in maniera atta a condizionare giudizi e opinioni.
    sicuramente altrove vi sarà chi, tra i musulmani, ha espresso cordoglio per tutte le vittime in generale, come riportato dall'amico Bernoccolo. guai se così non fosse.
    ma sentire tante persone difendere l'islamismo prima di mostrare compatimento per i morti, a me fa pensare non -scusami Ila- che condividano i comportamenti di quelle bestie assassine, ma piuttosto che vi sia una rete internazionale di orientamento estremista, che tiene in pugno gli emigrati col terrore e le minacce, nei confronti di loro stessi all'estero e dei familiari rimasti nei paesi di origine.
    coercizione che è poi analoga, con una certa logica coerente, a quella che rende tante brave persone in patria vittime di regimi assolutistici fondati sull'interpretazione integralista del corano.
    sono questi i fronti, a mio parere, sui quali vanno orientati gli sforzi per trovare un modo perché queste culture convivano senza cercare di sopprimersi a vicenda.
    ne va della pace mondiale di tutto questo secolo.

  5. #65
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    E' solo questa regola che ci ha dettato Gesù che fa andare avanti (ancora per poco...) questo vecchio mondo...

    ...tutto il resto sono chiacchiere... bla...bla... bla...

  6. #66
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    Quello che ancora fa andare avanti il nostro vecchio mondo occidentale è la distinzione tra laicità e religione.E'grazie all'illuminismo che siamo progrediti.Fossimo rimasti alla Chiesa che governava saremmo ancora all'età feudale.Senza offesa .Io sono credente,ma non con i paraocchi.

  7. #67
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    E' chiaro che la satira deve essere sgradevole per poter smuovere le coscienze e metto alcuno esempi della rivista che ha pagato con il sangue questa libertà fondamentale. Noi dobbiamo essere disposti a difendere questo sempre, anche a casa nostra.









  8. #68
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    Io spero solo (datemi contro quanto volete, parlo per quello che vedo) che quello che Oriana Fallaci asseriva tempo fa non diventi realtà. Interpretate questa mia speranza come volete. Ma a volte temo davvero (sebbene prego Iddio che sia frutto di paranoia) che esista un progetto reale dell'Islam di conquistare l'Europa non con le armi, ma con "il ventre delle nostre donne".
    Gli italiani, per esempio, hanno mediamente un figlio o due al massimo. Le famiglie islamiche immigrate in Italia ne hanno circa il doppio.
    Fra quanti anni la nostra popolazione sarà composta da musulmani con parlamentari musulmani e scuole musulmane?
    Che ne pensate, ha visto giusto secondo voi la Fallaci? Si sta avverando tutto ciò?

  9. #69
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    Con la scusa degli attentati e di rafforzare la sicurezza, si prevedono leggi che restringeranno le libertà individuali.

    E visto che siamo su un forum letterario, mi riallaccio al post sopra di me per consigliarvi il libro in uscita di Michel Houellebecq, "Sottomissione".

    Charlie Hebdo | Michel Houellebecq | Sottomissione

  10. #70
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
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    E' solo questa regola che ci ha dettato Gesù che fa andare avanti (ancora per poco...) questo vecchio mondo...

    ...tutto il resto sono chiacchiere... bla...bla... bla...
    Permettimi due... chiacchiere, con altrettanti autori e punti interrogativi.

    Ma il nostro prossimo è ancora vivo? (Luigi Zoja)
    E non è forse la "prossimità forzata" del nostro mondo globale, che abbatte le frontiere per le merci e innalza muri per le persone nel bisogno, a dover essere ripensata, in quanto foriera di una violenza che quasi non percepiamo più come tale? (Serge Latouche)

  11. #71
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    Citazione Originariamente scritto da c0c0timb0 Vedi messaggio
    Io spero solo (datemi contro quanto volete, parlo per quello che vedo) che quello che Oriana Fallaci asseriva tempo fa non diventi realtà. Interpretate questa mia speranza come volete. Ma a volte temo davvero (sebbene prego Iddio che sia frutto di paranoia) che esista un progetto reale dell'Islam di conquistare l'Europa non con le armi, ma con "il ventre delle nostre donne".
    Gli italiani, per esempio, hanno mediamente un figlio o due al massimo. Le famiglie islamiche immigrate in Italia ne hanno circa il doppio.
    Fra quanti anni la nostra popolazione sarà composta da musulmani con parlamentari musulmani e scuole musulmane?
    Che ne pensate, ha visto giusto secondo voi la Fallaci? Si sta avverando tutto ciò?
    Per come vedo io le cose, Oriana Fallaci è una profetessa per alcuni aspetti. L'episodio francese, personalmente, non mi ha procurato nessuna sorpresa, perchè episodi simili in tutta Europa ce ne sono. Per me l'islam è un grosso problema, e i musulmani approfittano della tolleranza occidentale, ai loro occhi considerata come debolezza. Non si tratta in questo caso di libertà di espressione, qui siamo davanti a un nemico che abita accanto a noi. Scusate, il mio non vuole essere un discorso xenofobo.

  12. #72
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    Parlando di interviste televisive io sono sconvolta da quello che ho sentito ieri sera al programma "La gabbia".
    Quartiere di Torpignattara (Roma) pare che ci siano un sacco di immigrati musulmani (io nelle immagini ne ho visti anche un sacco che -sembravano- del Bangladesh o indiani che non mi risultano essere di fede islamica) la polemica risiede nel fatto che gli immigrati di fede islamica sono tanti e non sanno dove andare a pregare e per questo vogliono costruire un'altra moschea (ce ne sono già 2-3 il numero non è chiaro e non è nemmeno chiara la densità delle moschee esistenti in base alla dimensione del quartiere), intervistano italiani su questa cosa e la media della risposta era

    -Io quelli NUN ce li voglio qui, tornassero a casa loro.

    -Perché non li vuole qui?

    -Perché SO' brutti, puzzano, Nun so' come noi ()

    -Perché se sono portati via tutti LI negozi (io mi chiedo: ma LI negozi qualcuno glieli avrà venduti o no? )

    Altre "menti" inneggiavano ai forni e a "Dovemo bruciarli tutti".

    Il mio pensiero, dopo aver cambiato canale disgustata (anche perché in studio c'era la Santanché io non la tollero, mi dispiace) è stato: i terroristi sono bestie ma la gente che inneggia ai forni e a bruciarli tutti cos'è?

  13. #73
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    Un contributo alla discussione: un interessante articolo di Luigi Santambrogio che scrive per il giornale "La nuova bussola quotidiana":

    "Je suis Charlie? Massì, ripetiamolo in coro quest’ultimo omaggio alla libertà assassinata, urliamo nelle piazze l’innocente e innocuo mantra che dovrebbe scacciare il diavolo islamista e i fantasmi della dittatura coranica. Ripetiamolo pure perché adesso si può, è lecito affermare che quei killer che hanno fatto fuori l’intera redazione del settimanale satirico, erano islamici autentici, con tanto di Allah Akbar nel distintivo sulle loro tute nere da militari del Califfo. Ridiciamolo in coro ora che anche la sinistra ha deciso che offendere Maometto non è più peccato, che coniugare terrorista con islam non comporta più reato di islamofobia e che vignettare sul Profeta gay o sulle vergini nude di Allah è segno di suprema libertà e di magistrale satira. Approfittiamo dell’occasione, della finestra aperta alla libertà di critica religiosa che la sinistra mediatica, intellettuale e culturale ci concedono, perché, c’è da scommetterci, non durerà a lungo.

    Ci sono voluti dodici giornalisti morti, trucidati a colpi di kalashnikov, un massacro in stile iracheno o siriano nella Parigi libertaria, illuminista e rivegauchiste, perché, anche nella stampa più tollerante e illuminata, avvenisse il miracolo. Macabro e tragico, ma pur sempre miracolo, cioè fatto straordinario e inspiegabile con le normali leggi della politica e della ideologia. Dopo la strage di Parigi, condannare il jihad, la guerra santa islamica come barbarie ispirata dalla religione islamica è possibile. E dunque: Nous sommes tous Charlie.

    Sì, siamo tutti quei giornalisti ammazzati, siamo tutti francesi, come com’eravamo, dopo l’11 settembre, tutti americani, e prima ancora tutti berlinesi ed ebrei e dopo ancora spagnoli, inglesi, russi, tibetani, cinesi, palestinesi, ucraini e dovremmo consultare mappamondo per ricordarci quello che non siamo stati. Ma oggi il cuore è con Georges Wolinski, Charb, Cabu e quei famosi vignettisti dalla «vita irriverente trascorsa a celebrare l’amore e a mettere a nudo il potere, i suoi riti e i suoi inganni. Anche il potere del fanatismo, naturalmente, quello che Salman Rushdie chiama il “totalitarismo religioso”». Lo scrive Ezio Mauro, direttore di Repubblica, ma lo ripetono più o meno con le stesse parole i direttori e le migliori firme di tutti i giornali, dal Corriere della Sera al Manifesto, l’ultimo dei quotidiani comunisti rimasto al mondo. Forse perché, scrive, «il dissacrante Charlie Hebdo è nato a sinistra della sinistra». Come loro, appunto. Fino a Michele Serra che ci chiama alla “rivolta del lapis”: «Mettetevi una matita nel taschino, nei prossimi giorni, per sentirvi più vicini a Charlie, anche se non l’avete mai letto, anche se la satira vi piace così così, e la trovate eccessiva o sguaiata o provocatoria». Tutto giusto, tutto bello, tutto sacrosanto, anche la retorica all’ingrosso oggi è sopportabile, perché in gioco non c’è solo la satira ma la stessa libertà dell’Occidente. Pure questa evidente (cioè banalissima) verità è stata detta e scritta, e meno male.

    Eppure, nella marea di sdegno e lacrime generali e bipartisan, qualcosa non va, c’è un che di falso e stordente, come se quel Je suis Charlie che viene ossessivamente proposto suonasse tanto attrattivo e convincente solo perché non ci riguarda. La strage islamica si è consumata a Parigi, ma poteva accadere anche a Roma o a Milano, oppure a Firenze o a Napoli. E allora, quel Je suis andrebbe tradotto con Io sono. Già, “io sono”, ma con chi? Beh, questo gli illustri direttori e le grandi firme non l’hanno scritto e forse neppure pensato. Ma se volete un suggerimento, potremno dire “Io sono con Oriana Fallaci”, oppure “Io sono con Magdi Cristiano Allam”, o anche (ma la cosa è di qualche anno fa) “Io sono con Theo Van Gogh” (il regista olandese assassinato da un terrorista islamico), e anche “Io sono con Kurt Westergaard”, il primo vignettista, nel 2005, a scatenare le reazioni del mondo musulmano per aver disegnato Maometto con una bomba nel turbante. E per spostarci un po’ più in là dai confini europei, dovremmo essere tutti con Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia, con la sudanese Merian Ibrahim arrestata per apostasia, con i nazareni iracheni cacciati da Ninive, gli yazidi, i cristiani del Pakistan, le ragazze e i ragazzi nigeriani rapiti dagli islamici guerriglieri di Boko Haram che bruciano le scuole e i libri perché diabolici strumenti dell’Occidente.

    La rabbia e l’orgoglio e la sua profezia sull’Eurabia, l’Europa sottomessa all’islam, costarono a Oriana Fallaci la segregazione per islamofobia lanciata dalla sinistra e dalla grande stampa nazionale. Accusata di fomentare l’odio religioso, pure dal suo stesso giornale, il Corriere della Sera, la Fallaci veniva quotidianamente sbertucciata come “sordida reazionaria”, “perniciosa guerrafondaia”, mortale portatrice di “Orianismo”. Quando la sua trilogia comparve in Italia, ricorda la stessa Oriana, «il New York Times scatenò la sua Super Political Correctness con una intera pagina nella quale la corrispondente da Roma mi presentava come “a provocateur” una “provocatrice”. Una villana colpevole di calunniare l’islam... Quando l’articolo divenne libro e apparve qui, ancora peggio». Il quotidiano La Repubblica faceva da capofila alla schiera dei lanciatori di pietre, tutti col marchio della sinistra doc e liberal. Quando a Milano il sindaco Letizia Moratti propose di conferirle l’Ambrogino d’oro, ricorda la Fallaci, i consiglieri di sinistra minacciarono «di inscenare una fiera dimostrazione contro la donna perversa. Infine il leader del Partito di Rifondazione Comunista dichiarò: “Dare l’Ambrogino alla Fallaci è come dare il Premio Nobel della Pace a George W. Bush”». Ironia della cronaca: il settimanale Charlie Hebdo, a sorpresa, ebbe il coraggio in quegli anni di schierarsi con la Fallaci.

    Ma “Io sono” anche Magdi Cristiano Allam. L’ex vicedirettore del Corriere vive da anni blindato e sotto scorta, perché molti gruppi islamici gli hanno giurato di fargli la pelle. Eppure, anche lui è nella lista nera degli accusati e condannati a morte per il reato di abiura e blasfemia contro l’islam. A trascinarlo alla sbarra addirittura l’Ordine nazionale dei giornalisti, che l’ha sottoposto a provvedimento disciplinare per una serie di articoli pubblicati dal Giornale. Il processo si chiude con l’assoluzione, ma il fatto è che non doveva neppure aprirsi. Le opinioni non si processano in democrazia e quella parodia simil-fascista contro Allam ha palesato una volta per tutte l’inutilità e la dannosità di quel tribunale di categoria. Anche nel processo, la grande stampa democratica si mise il bavaglio, finse di non vedere e di non sentire. Repubblica non pubblicò neppure una riga, i bravi opinionisti che oggi piangono (giustamente) e si allarmano per la libertà di stampa ferita a morte, tranne rare eccezioni fecero simpaticamente spallucce.

    E se per sciagura, il povero Magdi si fosse beccato a fine processo anche qualche pistolettata da un musulmano offeso, non è peregrino sospettare che molti quotidiani avrebbero scritto che il convertito in fondo in fondo se l’era cercata. Insomma, ci avrebbero detto quello che oggi ha scritto il prestigioso Financial Times, giornale della City di Londra, che cioè «i giornalisti e i vignettisti di Charlie Hebdo si sono comportati stupidamente». Perché non dovevano attaccare in quel modo offensivo l’islam e che «sarebbe utile un po’ di buon senso nelle pubblicazioni che pretendo di sostenere la libertà quando invece provocano i musulmani». Insomma, dodici vignettisti sono morti per mancanza di buon senso, cioè: se la sono cercata.

    D’accordo, il Financial Times è la voce della Borsa, è la Bibbia e insieme anche il Corano del capitalismo mondiale: comprensibile che ragioni in tal modo quando la maggioranza dei grandi gruppi economici e finanziari sono in mano araba: inutile e stupido andare a stuzzicare gli islamisti. Ma è anche piuttosto comprensibile perché la sinistra e i suoi giornali abbiano subito adottato quel Je suis Charlie, nonostante il suo alto grado di islamofobia. Ce lo spiega Michele Serra su Repubblica: «Il ceppo di Charlie e del suo antenato Hara Kiri è quello, così solido in Francia, del radicalismo laico e repubblicano. Con una forte innervatura sessuomane, anarchica e anticlericale esplosa con lo spirito sessantottardo (…) Il marchio di fabbrica di quel milieu satirico, immutato negli ultimi decenni e attraverso numerose testate, è una sorta di oltranzismo libertario e libertino che irrita anche la sinistra perbenista ed è sempre stato odiato dalla destra tradizionalista».

    Mais oui, adesso è un po’ più chiaro: a Charlie le religioni, tutte le religioni, non sono mai state simpatiche. Le considera l’origine d’ogni male di ogni violenza: per questo pigliava per i i fondelli Allah, ma anche il Papa, i Santi e la Chiesa cattolica. Dopo aver visto qualche vignetta dl settimanale, difficile andare in piazza con quei cartelli. Non c’è bisogno di essere feroci anticlericali per condannare la strage e gli assassini dei terroristi islamici. Non occorre bestemmiare Dio, raffigurare il Papa che amoreggia con un gay, o la Madonna a gambe aperte mentre partorisce Gesù Bambino o farsi quattro risate con lo Spirito Santo che sodomizza Gesù Crocifisso con tanto di buchi su mani e piedi che a sua volta possiede da dietro il Padre Eterno con la lingua di fuori. Questa era la satira di Charlie: le vignette contro l'islam non hanno mai avuto la stessa virulenza. Eppure, la bestemmia e il vilipendio non sono obbligati preamboli alla libertà di pensiero e di satira. E mica occorre essere cattolici per capire la differenza tra una pratica autenticamente religiosa e il fanatismo di chi uccide in nome di chissà quale Dio.

    Ma Charlie non faceva distinzioni, certo era islamofobo, ma con quelle credenziali anti cattoliche tutto gli era concesso. La sinistra era con lui alla crociata contro il «totalitarismo religioso», come ricorda Mauro citando Rushdie. A Oriana e Allam: troppo cristiani, troppo vicini al Papa, quel Ratzinger che a Ratisbona disse come stavano le cose con l’islam. Il vignettista Vauro, icona della satira comunista e no Vatican, ex giullare del Manifesto e di Santoro, dedica alla morte dei dodici giornalisti francesi una vignetta dove promette: «Rideremo ancora più forte». E noi aspettiamo pazientemente, anche se già sappiamo che c’è da morire di inedia prima che il coraggioso Vauro faccia qualche vignetta su Allah. Ok, allora speriamo, come Voltaire, che Charlie torni a vivere, ma sia ben chiaro: noi non siamo Charlie.

  14. #74
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    Personalmente, trovo la riabilitazone in corso della Fallaci rivoltante. Ma è vero che le idee semplici (il famoso "ventre delle nostre donne") seducono sempre, anche quando non c'azzeccano nulla con la realtà...

  15. #75
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    Citazione Originariamente scritto da bernoccolo Vedi messaggio
    Personalmente, trovo la riabilitazone in corso della Fallaci rivoltante. Ma è vero che le idee semplici (il famoso "ventre delle nostre donne") seducono sempre, anche quando non c'azzeccano nulla con la realtà...
    ...perchè, la Fallaci da cosa dovrebbe essere riabilitata? ? ...mi sfugge qualcosa

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