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Discussione: 4° GdL poetico - Fiore di poesia (1951-1997) di Alda Merini

  1. #106
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    Predefinito Cristo portacroce

    Quando lottavo duramente il giorno
    per sradicare l’ora dal mio cuore,
    sola entità di tenebre, angosciosa
    era questa fatica alle mie mani.

    Ma non so quale leggerezza imbeve
    logicamente adesso la natura
    del mio corpo rinato; so che muovo
    allucinato il passo alle mie pene,
    sento che in me recede il rigoglioso
    volume del mio sangue e che più dolce
    mi è liberare sguardi di paura.

    11 novembre 1952

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  • #107
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    Predefinito Cristo portacroce

    Quando lottavo duramente il giorno
    per sradicare l’ora dal mio cuore,
    sola entità di tenebre, angosciosa
    era questa fatica alle mie mani.

    Ma non so quale leggerezza imbeve
    logicamente adesso la natura
    del mio corpo rinato; so che muovo
    allucinato il passo alle mie pene,
    sento che in me recede il rigoglioso
    volume del mio sangue e che più dolce
    mi è liberare sguardi di paura.

    11 novembre 1952


    Cristo Portacroce - Giorgione

    Un'altra opera d'arte e immagine iconografica ispira la Merini per questa poesia, non so se è stata l'opera del Giorgione a darle l'ispirazione, ma il connubio tra erotismo e misticismo, che spesso compare nelle sue poesie, lo vedo incarnato in questa opera. Merini cerca di dare un'interpretazione moderna a simboli e suggestioni antiche.

    Tonando alla biografia della poetessa e alla sua crescita poetica e umana di Alda ebbe una grande importanza Giorgio Maganelli, suo primo grande amore, lo scrittore e critico teorico della neoavanguardia, che identificò come Orfeo nella poesia a lui dedicata.

  • #108
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    Predefinito Il fanciullo (statua sepolcrale)

    Chi mi tolse da un ambito di pietra,
    non pervenne all'esatta conoscenza
    del mio assalto alla vita, ed è per questo
    che io giaccio velato dietro siepi
    d'alta malinconia: già mi ripiego
    sul mio principio al tutto negativo.
    Ma qualcosa entro me, come il riflesso
    di un corso d'acqua rapido saliente,
    fa che mi attenti ancora a rimanere.
    Io mi sento nel tempo svincolare
    gradatamente da residui bui,
    da un'astratta materia che fu madre
    alla chiarezza della prima "idea".
    Ma la Morte mi porge il suo richiamo
    ancor troppo presente perché io
    rida delle mie antiche conoscenze.
    Mi sto come l'ingenuo innamorato
    che trapianta su vive concubine
    la sepoltura di uno strano bene...

    18 ottobre 1952

  • The Following User Says Thank You to elisa For This Useful Post:


  • #109
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    Predefinito Il fanciullo (statua sepolcrale)

    Chi mi tolse da un ambito di pietra,
    non pervenne all'esatta conoscenza
    del mio assalto alla vita, ed è per questo
    che io giaccio velato dietro siepi
    d'alta malinconia: già mi ripiego
    sul mio principio al tutto negativo.
    Ma qualcosa entro me, come il riflesso
    di un corso d'acqua rapido saliente,
    fa che mi attenti ancora a rimanere.
    Io mi sento nel tempo svincolare
    gradatamente da residui bui,
    da un'astratta materia che fu madre
    alla chiarezza della prima "idea".
    Ma la Morte mi porge il suo richiamo
    ancor troppo presente perché io
    rida delle mie antiche conoscenze.
    Mi sto come l'ingenuo innamorato
    che trapianta su vive concubine
    la sepoltura di uno strano bene...

    18 ottobre 1952


    Neanche la morte riesce a placare l'angoscia, spesso presente nelle poesie di Alda, un continuo alternarsi di vita e di morte, di piacere e dolore, di desiderio e di negazione. C'è sempre dialettica nelle sue poesie, bipolarismo, contrapposizione.

  • #110
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    Predefinito Quando l'angoscia

    Quando l’angoscia spande il suo colore
    dentro l’anima buia
    come una pennellata di vendetta,
    sento il germoglio dell’antica fame
    farsi timido e grigio
    e morire la luce del domani.

    E contro me le cose inanimate
    che ho creato dapprima
    vengono a rimorire dentro il seno
    della mia intelligenza
    avide del mio asilo e dei miei frutti,
    richiedenti ricchezza ad un mendìco.


    1954

  • The Following User Says Thank You to elisa For This Useful Post:


  • #111
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    Predefinito Quando l'angoscia

    Quando l’angoscia spande il suo colore
    dentro l’anima buia
    come una pennellata di vendetta,
    sento il germoglio dell’antica fame
    farsi timido e grigio
    e morire la luce del domani.

    E contro me le cose inanimate
    che ho creato dapprima
    vengono a rimorire dentro il seno
    della mia intelligenza
    avide del mio asilo e dei miei frutti,
    richiedenti ricchezza ad un mendìco.


    1954

    Alda sembra non riuscire a liberarsi mai da questa cupezza, dall'angoscia, non c'è mai la razionalità e l'equilibrio che prevale, si preannuncia la futura follia poco a poco, in questa inquietudine che tutto pervade.

  • #112
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Alda sembra non riuscire a liberarsi mai da questa cupezza, dall'angoscia, non c'è mai la razionalità e l'equilibrio che prevale, si preannuncia la futura follia poco a poco, in questa inquietudine che tutto pervade.
    Mi ritrovo molto bene nel senso di angoscia e inquietudine che pervade Alda, per fortuna in me però la razionalità riesce a prevalere, anche se non so ancora per quanto tempo mi accompagnerà. Anzi, a volte spero quasi che mi abbandoni del tutto perché stare così male forse è davvero peggio di impazzire... almeno la follia potrebbe rendermi più leggera .
    E credo che per me non ci sia neppure il rischio di subire l'elettroshock che al giorno d'oggi dovrebbe essere stato abolito .

  • #113
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    Predefinito

    Le prossime poesie sono tratte dalla raccolta Tu sei Pietro pubblicata nel 1961

    Da Parte prima
    • Missione di Pietro


    Da Parte seconda

    • Sogno
    • Rinnovate ho per te
    • Lirica antica
    • Genesi
    • E più facile ancora
    • No, non chiudermi ancora
    • Se avess'io
    • Io ti ho offerto il mio corpo
    • Nelle fervide unghie del dolore
    • O Signore che vigili sul cuore
    • Come posso perciò trasfigurare


    Da Parte terza
    • Ho avuto un grande desiderio e strano
    • Visito spesso in te
    • Ti ho detto addio
    • Di Vanni Scheiwiller
    Ultima modifica di elisa; 05-12-2018 alle 10:24 AM.

  • #114
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    Predefinito Missione di Pietro

    Quando il Signore, desolato e grigio,
    ombra della Sua ombra incespicava
    dentro il Suo verbo colmo di incertezza,
    Pietro comparve, forte nella braccia
    e nelle membra a reggerLo nel mondo...

    Quando Pietro fu solo nel peccato,
    quando già rinnegava il Suo Signore
    e Lo vendeva a tutti nella frode,
    Dio non comparve (si era già velato
    per la notte più oscura profetata),
    ma gli fece suonare dentro il cuore
    le campane più vive del riscatto.

    PIETRO FU IL PRIMO A IMMERGERSI NEL SANGUE!

    Merini inizia spesso le sue poesie con la congiunzione quando, ne ho contato almeno cinque prima di questa e sicuramente ce ne saranno altre, così come la presenza dei puntini di sospensione. Sicuramente i poeti amano certe parole e Alda vedo che ricorre abitualmente ad alcune di esse. Probabilmente per lei collocare le situazioni in un tempo preciso ha la sua importanza, rende quadrate le rime. Qui Pietro, oltre che l'apostolo è il medico che aveva in cura le figlie della Merini di cui lei era innamorata senza speranza, il dottr Pietro De Paschale. La raccolta poetica da cui prende il nome la poesia era stata ispirata ad una intellettuale dell'epoca, astrologa e letterata che a Milano teneva un salotto tutti i giovedì, Violetta Besesti. Anche qui come molte poesie precedenti si unisce il sacro e il profano.



  • #115
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    Predefinito Sogno

    Lungo il tempo infinito della Grecia
    quando concesso era il paradiso
    alle fanciulle in tèpidi giardini
    e le vestali avevano corolle
    sempre accese nel grembo,
    tu vivevi di già poi che veduta
    t’ho nel sonno e vagante, sconcertata
    urgevi già alle porte dell’amore
    senza averne risposta. Ira conclusa
    musica folle inetta alle fatiche
    della Grecia gaudente e pur ben salda
    dentro la luce enorme che ti tiene.
    Sempre, Violetta, il tempo ti oscurava
    dentro quella mordente nostalgia
    di cose pure, nate dal pensiero
    purificate al vivo nel dolore…
    E sempre sola, come una puledra
    di sceltissima razza, pascolando
    riluttante le biade degli umani
    ardi d’amore come un giglio chiuso…


    Poesia dedicata a Violetta Besesti, c'è un'amore non corrisposto, narrato con passione e misticismo, come ci ha abituato la Merini: Leggendo le sue rime mi vengono in mente le grandi mistiche, qui epurate dall'assoluto per renderle più terrene, comunque l'ambientazione classica dà grande respiro.

  • #116
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    Predefinito Rinnovate ho per te

    Rinnovate ho per te le antiche date
    sino da quando l’Ellade gioiosa
    si compiaceva d’ogni assurdo, cupo
    seno di vergini aggiogate
    allo splendido carro apollineo.
    E, infuriata com’esse grido all’ara
    del tuo amore perfetto
    tutta la forza del mio sangue oscura.

    Tu, bellissimo Iddio che nella fronte
    reggi un gioiello di pazienza duro
    e sopporti implacabile le forme
    del mio amore vivace, tumultuoso,
    guardi alle mie incertezze come a un campo
    seminato di indocili bufere
    guardi apprensivo l’occhio del Signore.

    (Ché cristiana son io ma non ricordo
    dove e quando finì dentro il mio cuore
    tutto quel paganesimo che vivo).


    Fusione di temi e impulsi religiosi, erotici, cristiani e pagani. Particolare la chiusa, conseguente ma non inerente, come se fosse un pensiero accidentale.

  • #117
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    Predefinito Lirica antica

    Caro, dammi parole di fiducia
    per te, mio uomo, l’unico che amassi
    in lunghi anni di stupido terrore,
    fa che le mani m’escano dal buio
    incantesimo amaro che non frutta…
    Sono gioielli, vedi, le mie mani,
    sono un linguaggio per l’amore vivo
    ma una fosca catena le ha ben chiuse
    ben legate ad un ceppo. Amore mio
    ho sognato di te come si sogna
    della rosa e del vento,
    sei purissimo, vivo, un equilibrio
    astrale, ma io sono nella notte
    e non posso ospitarti. Io vorrei
    che tu gustassi i pascoli che in dono
    ho sortiti da Dio, ma la paura
    mi trattiene nemica; oso parole,
    solamente parole e se tu ascolti
    fiducioso il mio canto, veramente
    so che ti esalterai delle mie pene.


    Non so chi possa essere l'uomo a cui questa poesia è dedicata, al marito, a Pietro De Pschale, ad altri uomini che Alda ha amato o amava? La figura del marito è molto presente nelle sue poesie e nella sua vita, sicuramente una grande passione e una grande sofferenza. Ebbe quattro figlie da lui, Simona, Barbara, Emanuela e Flavia. Alda si sposò con Ettore Carniti nel 1953, sembra che lui bevesse e anche la picchiasse. Lei sicuramente lo amava, una donna capace di grande profondità ma anche che poteva spaventare un uomo, non essere compresa nella sua complessità. Anche in questa poesia c'è la sintesi di tutto, anche degli opposti. Come riesca a far quadrare l'inquadrabile, questo il grande dilemma.







  • #118
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    Predefinito Genesi

    a Pietro De Paschale

    Vorrei un figlio da te che sia una spada
    lucente, come un grido di alta grazia,
    che sia pietra, che sia novello Adamo,
    lievito del mio sangue e che risolva
    più quietamente questa nostra sete.

    Ah, se t'amo, lo grido ad ogni vento
    gemmando fiori da ogni stanco ramo
    e fiorita son tutta e d'ogni velo
    vo scerpando il mio lutto
    perché genesi sei della mia carne.

    Ma il mio cuore, trafitto dall'amore
    ha desiderio di mondarsi vivo.

    E perciò dammi un figlio delicato,
    un bellissimo, vergine viticcio
    da allacciare al mio tronco, e tu, possente
    olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura
    mieterai liete ombre alle mie luci.

    Qui Alda è completamente scoperta nell'amore nei confronti di Pietro De Paschale, il medico della figlia, quindi un pediatra o un ostetrico, di cui Alda si era innamorata, i toni sono sempre mistici, profondi, assoluti. Da quello che so il medico non ricambiava, ma è proprio nell'amore non ricambiato che Alda riesce a toccare i vertici come in questi versi bellissimi "vergine viticcio da allacciare al mio tronco, e tu, possente olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura mieterai liete ombre alle mie luci"

  • #119
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    Predefinito E più facile ancora

    E più facile ancora mi sarebbe
    scendere a te per le più buie scale,

    quelle del desiderio che mi assalta
    come lupo infecondo nella notte.

    So che tu coglieresti dei miei frutti
    con le mani sapienti del perdono...

    E so anche che mi ami di un amore
    casto, infinito, regno di tristezza...

    Ma io il pianto per te l'ho levigato
    giorno per giorno come luce piena
    e lo rimando tacita ai miei occhi
    che, se ti guardo, vivono di stelle.

    Alda è innamorata, non ricambiata...si odono qui echi di Montale, anche se il nucleo della sua poetica ha accenti diversi, meno sommessi, più passionali. Qui comunque c'è una ricerca di equilibrio stilistico e di contenuto.

  • #120
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    Predefinito No, non chiudermi ancora

    No, non chiudermi ancora nel tuo abbraccio,
    atterreresti in me questa alta vena
    che mi inebria dall'oggi e mi matura.

    Lasciamo alzare le mie forze al sole,
    lascia che mi appassioni dei miei frutti,
    lasciami lentamente delirare...

    e poi coglimi solo e primo e sempre
    nelle notti invocato e nei tuoi lacci
    amorosi tu atterrami sovente
    come si prende una sventata agnella...

    Se fossi una poetessa avrei voluta scriverla, rientra nelle mie corde, nella mia sensibilità, in maniera più completa di tutte le altre lette fin ora



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