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L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere

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Discussione: Kundera, Milan - L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere

  1. #16
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    bellissimo libro che lessi parecchi anni fa (appena uscì come n° 1 de La piccola Biblioteca di Adelphi), diciamo che è stato uno dei libri che ha alimentato la mia passione per la lettura.

    Kundera è un grandissimo scrittore (s'è confermato anche nei libri seguenti) ed è un degno rappresentante degli scrittori Mitteleuropei (Cechi, Ungheresi & Co) di cui sono un grande estimatore (Hrabal in primis): sanno mischiare filosofia e sesso (vita spirituale e carnale) in maniera fluida e naturale, com'è giusto che sia!

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  • #17

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    Sono molto confuso. L'ho finito da qualche settimana ma non riesco a scrivere un commento decente.
    Mi è piaciuto lo stile narrativo. La possibilità di divagare su ogni cosa, di trovare spunti ovunque. Non mi è piaciuta per nulla l'angoscia e il vittimismo di Tereza, ma qui entriamo nel merito della vicenda. Non mi è piaciuta la non-storia in sè, non vi ho partecipato per nemmeno un minuto. Le paranoie dei personaggi avevano un gusto infantile. Lo stesso che hanno le nostre vita, forse, ma forse per questo preferisco che un libro sia evasione, specie se tratta l'argomento in modo così tratteggiato. Insomma, io mi sono annoiato a leggerlo, e ci ho messo un bel po'. Se fosse stato un film, magari di Truffaut, sarebbe stato gustoso, solo per questo l'ho finito.

    Questo è il mio giudizio. Ma se mi chiedete se, nel complesso, mi sia piaciuto o meno, non saprei rispondere.

  • #18
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    Come ho fatto a non commentare questo, proprio questo, post su Kundera?

    Insieme ad Amori Ridicoli credo che questa sia la sua opera migliore. Ho gustato ogni digressione, fin dall'inizio [splendida l'introduzione sull'eterno ritorno e Robespierre]. Ne ho amato la storia ma soprattutto i personaggi, Sabina e la sua bombetta su tutti.
    Il film esiste, purtroppo non è di Truffaut ma di Philip Kaufman.

  • #19

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    Kundera è uno degli autori che prediligo maggiormente...sa essere profondo, caustico, ricercato nel lessico. Ti accompagna negli inferi della mente umana e conosce la "strada" per elevarti in paradiso!!! Meriterebbe il Nobel, in compagnia del mio Roth!!!Leggere tutto Kundera è come assaporare la vita stessa... tragica, ridicola, evanescente e concreta.

  • #20
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    non ho ancora finito, ma scrivo un pezzettino che mi sa che accomuna tutti qua....l'ho letto oggi, davanti all'università:

    "E qualcos'altro lo elevava: teneva sul tavolo un libro aperto. In quel bar nessuno aveva mai aperto un libro sul tavolo. Un libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un'unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale; soprattutto i romanzi: ne aveva letti un'infinità, da Fielding a Thomas Mann. Le offrivano la possibilità di una fuga immaginaria da quella vita che non le dava alcuna soddisfazione, ma avevano un significato per lei anche in quanto oggetti: le piaceva passeggiare per strada con dei libri sotto braccio. essi rappresentavano per lei ciò che il bastone da passeggio rappresentava per un dandy el secolo scorso.La distinguevano dagli altri."

  • #21
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    Io sono un po'di parte perchè questo libri è tra i miei preferiti..

    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio

    Spego:
    ho voluto aspettare alcuni giorni dopo averlo terminato per lasciare il mio commento, perchè in realtà non so se il libro mi è piaciuto o meno.
    Alcuni spunti mi lasciano senza parole, soprattutto la descrizione della leggerezza come pesantezza e l'amore di Tomas per Tereza, che all'inizio del libro non sembra cosi scontato.
    La leggerezza come pesantezza è difficile da comprendere perchè per qualcuno la leggerezza è un modo di essere diametralmente opposto al proprio.
    Quel brano invece io l'ho sentito addosso..ha saputo rendere alla perfezione un sentire che non riuscivo a tradurre in parole.

    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio

    Il capitolo sulla morte del cane non mi ha colpito particolarmente, anzi mi sembrava poco azzeccato con il resto del libro, ma forse sono io che non ho saputo interpretarlo.
    nuuuuu,io ho pianto come una fontana.
    Secondo me era azzeccatissimo,per quello che Karenin rappresentava per Tomas e Tereza..(anche qui nella loro diversità)

    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio

    Quello che più mi ha stupito, però, è l'atmosfera del libro:
    è ambientato negli anni 60/70 del 1900, ma a volte pare che ci si trovi nella Russia del XIX secolo, è una sensazione che ho avuto solo io?

    Un'ultima cosa:
    Fabio, secondo me, a distanza di qualche anno, non ti ricordi la storia perchè effettivamente è la parte più debole del romanzo,
    quello che interessava Kundera, secondo me, era approfondire gli aspetti psicologici e culturali dell'uomo, non tanto descrivere ambienti o situazioni.
    Non so a cosa ti riferisca esattamente parlando dell'ambientazione..
    E' tipica dei libri di Kundera,almeno quelli del periodo ceco

    Ultima cosa:almeno fino alla lentezza (che è stato il suo primo romanzo in francese se non sbaglio) le storie di Kundera sono nella maggior parte dei casi storie di quello che accade dentro i protagonisti.

    Comunque ti consiglio anche L'immortalità

  • #22
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    una storia meravogliosa; riflessioni che hanno scaturito in me, altre riflesioni ed emozioni sul significato dell'essere, delle religioni e su Dio. Ho apprezzato molto la figura di Tereza, che sopporta una situazione amorosa assolutamente particolare e difficile. colpita tantissimo dalla sua incapacità di esprimere quello che prova, che si riversa nel suo incoscio e che viene a galla attraverso dei sogni che non ladciano nulla all'interpretazione. Bellissima la partecipazione di Karenin, che parte come un personaggio secondario, per poi diventare la colonna portante dell'unione dei due protagonisti. le riflessioni che scaturiscono dall'autore con la sua morte le ho trovate estremamente belle.
    un romanzo ben scritto, scorrevole, mai eccesiivamente descrittivo e divagatore; a tratti è ironico parlando di una vita fatta di sofferenza, non solo interiore, ma anche esteriore a cusa della reltà storiaca di riferimento dive la libertà di parola, di espressione e di stampa vengono perlopiù negate.

    trovo che sia un libro da leggere e rileggere nel corso degli anni, operchè a seconda del periodo di vita che si sta vivenda, a mio parere, fa nascere diverse emozioni.

  • #23
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    Ok allora comincio a postare dalla suddetta conferenza: "L'insostenibile leggerezza dell'essere,rappresenta una svolta rispetto alle opere precedenti,sia nelle tematiche,che nel respiro internazionale della vicenda. Dietro ad ogni credo vi è la convinzione che il mondo sia stato creato in modo giusto e ciò prende il nome di accordo categorico con l'essere,il cui ideale estetico è un mondo dove la merda è negata. Questo ideale estetico si chiama Kitsch,affermazioni derivate dalla lettura di alcuni saggi di Broch,Benjamin e Belocratzky. Kitsch,cattivo gusto,assurto anche come termine artistico del tardo liberty,non necessariamente definizione negativa,anzi al contrario,anche nelle cose di cattivo gusto c'è un alone di poesia. Kitsch è pure un modo di praticare e intendere il potere. Kundera da questa definizione di kitsch: nell'arte l'insincerità,costruire sopra la realtà,coprirla e tentare di nasconderla. Il liberty è l'ultimo tentativo di salvare la natura dalla tecnica,ma con esiti infelici,provocando un puzzo di morte. La ricerca dell'effetto per l'effetto,tipico dell'età moderna. Nell'insostenibile si parla molto di escrementi,che vengono continuamente negati,un pò come la morte. Sono cose scomode pur se esistenti,dunque rimosse. Il kitsch è l'atteggiamento mentale che fa si che noi non la si tenga in considerazione. La dittatura del cuore,l'esaltazione stucchevole dei buoni sentimenti. Ideale estetico degli uomini politici,il cattivo gusto è la cosa che accomuna gli uomini,essi non guardano la realtà in faccia,vogliono convincersi che è bella e idilliaca.Il kitsch nasconde la morte. Fra l'esistenza e l'oblio ci sta il cattivo gusto. La vera bontà sta nel non fare del male agli esseri più deboli,gli animali unici esseri viventi felici,perché la loro esistenza è fatta di ripetizioni,carezza,cibo,sonno,il tempo circolare del cane Karenin,splendida figura molto toccante nel romanzo. Da notare che proprio nel finale,quando finalmente i protagonisti si sentono finalmente felici grazie a delle piccole cose,avendo gettato alle ortiche l'impegno politico,trovano inopinatamente la fine. Romanzo di grande pessimismo,ma punto fermo della letteratura di questi decenni.

  • #24
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    E' il mio libro per eccellenza
    Sarà per una mia stramba convinzione ma...in quella parte l'Europa tutto ciò che viene scritto mi lascia a bocca aperta...
    è un libro che lascia uno spunto di riflessione ad ogni pagina,che riesce a spiegare sensazioni che spesso non si riesce a comprendere nemmeno un pò.
    Ero tristemente finita nel tunnel del voler essere una persona "pesante" ,con un peso,con un senso...per fortuna ne sono uscita ( ma sono piombata nel vortice Marquez)
    Da leggere sempre di Kundera anche l'immortalità,la lentezza,l'identità e il libro del riso e dell'oblio ( molto bello)
    Carina la raccolta "Amori ridicoli"...ma pens che il mio caro Milan dia il meglio di sè quando scrive storie lunghe più di 100 pagine

  • #25
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    Sono arrivata tardi al GdL, quindi posto le mie impressioni qui.

    Questo romanzo è bellezza!

    Abbastanza interessante la vicenda seppur, a mio parere, serve da contorno alle più interessanti riflessioni dell'autore. Leggerezza/pesantezza, anima/corpo rappresentano la dicotomia dell'essere umano, alcune delle nostre dualità, le nostre debolezze.

    E due importanti refrain:
    "Einmal ist keinmal": quello che succede una volta è come se non fosse mai accaduto. Il tempo umano non ruota in cerchio, ma procede in linea retta, quindi è impossibile che una cosa ritorni...
    "Muss es sein? Ja, es muss sein": deve essere così, è stato scritto, è il destino...

    Ho letto questo libro con la matita in mano e ho sottolineato tantissime frasi, degne di esser ricordate:

    L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica ad una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna).
    Un dramma umano si può sempre esprimere con la metafora della pesantezza. Diciamo, ad esempio, che ci è caduto un fardello sulle spalle. Sopportiamo o non sopportiamo questo fardello, sprofondiamo sotto il suo peso, lottiamo con esso, perdiamo o vinciamo.
    ...

    I capitoli che narrano la morte di Karenin sono di una dolcezza struggente, molto commoventi.

    Libro consigliatissimo!

  • #26
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    Citazione Originariamente scritto da gio84 Vedi messaggio
    Sono arrivata tardi al GdL, quindi posto le mie impressioni qui.

    Questo romanzo è bellezza!

    Abbastanza interessante la vicenda seppur, a mio parere, serve da contorno alle più interessanti riflessioni dell'autore. Leggerezza/pesantezza, anima/corpo rappresentano la dicotomia dell'essere umano, alcune delle nostre dualità, le nostre debolezze.

    E due importanti refrain:
    "Einmal ist keinmal": quello che succede una volta è come se non fosse mai accaduto. Il tempo umano non ruota in cerchio, ma procede in linea retta, quindi è impossibile che una cosa ritorni...
    "Muss es sein? Ja, es muss sein": deve essere così, è stato scritto, è il destino...

    Ho letto questo libro con la matita in mano e ho sottolineato tantissime frasi, degne di esser ricordate:

    L'amore non si manifesta col desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica ad una quantità infinita di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un'unica donna).
    Un dramma umano si può sempre esprimere con la metafora della pesantezza. Diciamo, ad esempio, che ci è caduto un fardello sulle spalle. Sopportiamo o non sopportiamo questo fardello, sprofondiamo sotto il suo peso, lottiamo con esso, perdiamo o vinciamo.
    ...

    I capitoli che narrano la morte di Karenin sono di una dolcezza struggente, molto commoventi.

    Libro consigliatissimo!
    Approvo in pieno.......anche io ho l'abitudine di avere tra le mani una matita per sottolineare dei bei passaggi o anche per scrivere accanto le mie impressioni......sarò fuori??????......il libro è meraviglioso....

  • #27
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    Citazione Originariamente scritto da Sandy Vedi messaggio
    Approvo in pieno.......anche io ho l'abitudine di avere tra le mani una matita per sottolineare dei bei passaggi o anche per scrivere accanto le mie impressioni......sarò fuori??????......il libro è meraviglioso....
    anche io lo faccio....
    cmq l'insostenibile leggerezza dell'essere....è uno di quei libri che...bah....come fai a non dargli 5/5 senza commentare?

  • #28
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    Dico la mia:

    Questo libro e' il peggior libro сhe ho letto perche':

    - un libro senza compassione;
    - un libro da ragazzo сhe appena scoperto cos'e il sesso;
    - un libro pieno di pregiudizi.
    Ultima modifica di shvets olga; 04-11-2009 alle 07:30 PM.

  • #29
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    Citazione Originariamente scritto da El_tipo Vedi messaggio
    anche io lo faccio....
    cmq l'insostenibile leggerezza dell'essere....è uno di quei libri che...bah....come fai a non dargli 5/5 senza commentare?
    straquoto

  • #30
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    Dico la mia:

    Questo libro e' il peggior libro сhe ho letto perche':

    - un libro senza compassione;
    - un libro da ragazzo сhe appeno scoperto cos'e il sesso;
    - un libro pieno di pregiudizi.
    ho già letto da qualche altra parte che non ti piace questo libro!...ti dirò, la cosa non mi stupisce, conoscendo il tuo animo romantico e realista allo stesso tempo , non credo tu possa apprezzare i messaggi contrastanti che invia Kundera. Ad esempio, tu dici che il libro è senza compassione: beh, forse è vero per tutto il romanzo, ma basta leggere il capitolo sulla morte di Karenin per ribaltare tutto, e rendersi conto che il messaggio non è così semplice.
    Dici che è un libro da ragazzo che ha appena scoperto il sesso...beh credo che tu voglia intendere che la riflessione sentimentale è solo abbozzata, non è approfondita. In effetti è vero, ma è vero anche che il 95% della popolazione mondiale ha una coscienza sentimentale solo abbozzata
    pieno di pregiudizi non ho capito a cosa ti riferisci

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