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L'Idiota

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Discussione: Dostoevskij, Fedor - L'Idiota

  1. #16
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    Questo è un libro che mi ha conquistata poco alla volta, pagina dopo pagina. All'inizio avevo difficoltà ad andare avanti, alcuni brani li trovavo troppo noiosi e invece, all'improvviso, non sono riuscita più a staccarmene.
    E' un romanzo pienissimo, oltre che di avvenimenti, di spunti di riflessione: la religione, l'ipocrisia della società, l'Apocalisse, il socialismo. Alcune pagine sono davvero notevoli.
    Il principe poi è un personaggio dalle mille sfaccettature, non sono d'accordo sul fatto che sia un "inetto", forse è solo "inadeguato", ma essere ineduagato a una società falsa, ipocrita e ignorante non è poi una cosa così brutta
    Semplicemente egli non mette in conto che le persone pensino una cosa ma ne dicano e ne facciano un'altra, è un puro e come tale agisce.
    Insomma, promosso a pieni voti! e consigliato a chi ancora non lo ha letto, mi raccomando: non fatevi spaventare dal numero delle pagine!

  2. #17
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    A mio parere, il romanzo più bello di Dostoevskij. Lo scrittore russo disegna con naturalezza un uomo splendidamente buono, il principe Myskin, una sorta di frammento di Gesù Cristo. Il protagonista è un idiota, dotato di un superiore vedere e di un superiore sentire, che raggiunge l'apice della bontà quando consegna se stesso totalmente agli altri, senza alcune riserve. Di fronte ad esso qualsiasi tensione sociale è come se smarrisse il suo senso, è come se svanisse del tutto. Il principe Myskin non farà miracoli, non farà nulla di eccezionale, ma dovunque egli è passato ha segnato indelebilmente la vita degli altri. 5.

  3. #18
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    E' un romanzo meraviglioso. E' il romanzo della compassione, ovvero la capacità di far uscire dalle persone il dolore che si portano dentro e farsene carico, condividerlo. L'avvento di Myskin è un ciclone nell'ambiente chiuso, polveroso ed ipocrita dei personaggi del romanzo. Nessuno sarà più lo stesso. E' per me il romanzo dei paradossi del cristianesimo: solo l'uomo semplice, l'idiota per la mentalità del mondo ma non per il Regno di Dio, può spezzare la solitudine alla quale i personaggi sono condannati dall'ipocrisia e dal perbenismo della società. Ma, come per il cristianesimo, per salvarsi bisogna essere in due: colui che dona la salvezza e la redenzione e colui che l'accoglie. Ma Natascia, Rogozin, ecc non riescono ad accettare di cambiare fino in fondo la propria vita e si perdono. Conclusione amara, così come sembra amaro il destino di Myskin. D'altronde nei canoni del "mondo" anche Gesù è andato incontro al fallimento: solo la fede può far rovesciare questo fallimento in vittoria e piena libertà.

  4. #19
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    Aiuto...!
    Sto legendo questo romanzo, ho passato un terzo (più o meno duecento pagine) e fino adesso l'ho trovato molto bello... solo che ho una domanda, che mi perseguita... Myskin, è stato chiamato il principe, però da nessuna parte, non ci è stata data la spiegazione del suo titolo... Principe di cosa, perché, come...? (lo so che appartiene alla nobiltà decaduta, però il titolo principe...?) Mi era venuto il dubbio di aver tralasciato il pezzo di testo dove l'autore lo spiega, sono tornata al inizio, ho girato in grossolano modo di nuovo quasi tutte le pagine fino adesso che ho letto, ma mi sembra che non c'è neanche una parola al riguardo... O mi sono lasciata sfugire un pezzo...? Chi mi saprebbe rispondere?

  5. #20
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    Citazione Originariamente scritto da nicole Vedi messaggio
    Aiuto...!
    Sto legendo questo romanzo, ho passato un terzo (più o meno duecento pagine) e fino adesso l'ho trovato molto bello... solo che ho una domanda, che mi perseguita... Myskin, è stato chiamato il principe, però da nessuna parte, non ci è stata data la spiegazione del suo titolo... Principe di cosa, perché, come...? (lo so che appartiene alla nobiltà decaduta, però il titolo principe...?) Mi era venuto il dubbio di aver tralasciato il pezzo di testo dove l'autore lo spiega, sono tornata al inizio, ho girato in grossolano modo di nuovo quasi tutte le pagine fino adesso che ho letto, ma mi sembra che non c'è neanche una parola al riguardo... O mi sono lasciata sfugire un pezzo...? Chi mi saprebbe rispondere?
    da quello che ne so io fino a Pietro il Grande, l'unico titolo nobiliare era quello di principe, riservato ai discendenti di antiche casate reali da tempi immemorabili, quindi non credo venga spiegato nel libro, anche se l'ho letto tanto tempo fa e posso non ricordarmelo. Fu Pietro il Grande che attraverso la Tavola dei Ranghi nobilitò conferendo lui stesso il titolo nobiliare che quindi si allargava anche a meriti non esclusivamente ereditari e vennero inseriti altri titoli oltre ai principi. Io la sapevo così, ma ci sono in questo forum utenti più esperti di me che sicuramente ne sanno molto più di me e dai quali posso trarre conferma o meno delle mie scarse conoscenze in campo araldico russo.
    Ultima modifica di elisa; 10-05-2009 alle 06:52 PM.

  6. #21
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    Dovrei fare un breve commento per questo romanzo, ma mi trovo un po’ in difficoltà. E’ già la terza volta che cerco di mettere i miei pensieri per scritto. Spero che questa volta esce qualche cosa di sensato.
    In primo luogo devo dire che sono rimasta completamente affascinata, lo trovo un romanzo davvero eccezionale partendo dal suo valore letterario, dai personaggi cosi bene delineati, profondi, dal linguaggio, dal ritmo della narrazione, e tante altre cose che fanno da un testo un romanzo. E già questo per se può bastare per definirlo un romanzo bellissimo.
    Ma, oltre questo, c’è una idea che mi ha colpito molto, e che mi perseguita ancora.
    Secondo me, il titolo L’idiota è una metafora per l’uomo perfetto di cui erano in ricerca tanti grandi filosofi, e che la Bibbia cerca a insegnarci di essere, e l’intero romanzo è una indiretta risposta a quelle teorie (però eviterei la teoria del Cristo).
    La domanda è: come deve essere questo uomo perfetto? Di sicuro dovrebbe essere splendido: estremamente buono, puro, candido, altruista, fiducioso nel prossimo, caritatevole, generoso, ottimista, umile, aperto, ma nello stesso tempo riflessivo….
    Solo che se una persona possiede tutte queste caratteristiche, per forza dovrebbe essere un bambino, una persona infantile, che non ha avuto nessuna esperienza diretta con la società. Per rendere più realistica questa persona bisogna necessariamente di mettere nel suo vicino passato un motivo dell’isolamento, e per ciò il principe è stato descritto come un ex paziente della casa di cura…. In tal modo l’autore riesce a introdurre il protagonista nel suo stato puro in società. Certamente, la società non riesce non solo a comprendere ma neanche ad accettare e tollerare un personaggio del genere e il finale è inevitabile… la totale distruzione della anima pura, perché neanche l’amore (il più profondo sentimento) è riuscito a purificare ne la passione, ne l’orgoglio….

  7. #22

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    Citazione Originariamente scritto da nicole Vedi messaggio
    Dovrei fare un breve commento per questo romanzo, ma mi trovo un po’ in difficoltà. E’ già la terza volta che cerco di mettere i miei pensieri per scritto. Spero che questa volta esce qualche cosa di sensato.
    In primo luogo devo dire che sono rimasta completamente affascinata, lo trovo un romanzo davvero eccezionale partendo dal suo valore letterario, dai personaggi cosi bene delineati, profondi, dal linguaggio, dal ritmo della narrazione, e tante altre cose che fanno da un testo un romanzo. E già questo per se può bastare per definirlo un romanzo bellissimo.
    Ma, oltre questo, c’è una idea che mi ha colpito molto, e che mi perseguita ancora.
    Secondo me, il titolo L’idiota è una metafora per l’uomo perfetto di cui erano in ricerca tanti grandi filosofi, e che la Bibbia cerca a insegnarci di essere, e l’intero romanzo è una indiretta risposta a quelle teorie (però eviterei la teoria del Cristo).
    La domanda è: come deve essere questo uomo perfetto? Di sicuro dovrebbe essere splendido: estremamente buono, puro, candido, altruista, fiducioso nel prossimo, caritatevole, generoso, ottimista, umile, aperto, ma nello stesso tempo riflessivo….
    Solo che se una persona possiede tutte queste caratteristiche, per forza dovrebbe essere un bambino, una persona infantile, che non ha avuto nessuna esperienza diretta con la società. Per rendere più realistica questa persona bisogna necessariamente di mettere nel suo vicino passato un motivo dell’isolamento, e per ciò il principe è stato descritto come un ex paziente della casa di cura…. In tal modo l’autore riesce a introdurre il protagonista nel suo stato puro in società. Certamente, la società non riesce non solo a comprendere ma neanche ad accettare e tollerare un personaggio del genere e il finale è inevitabile… la totale distruzione della anima pura, perché neanche l’amore (il più profondo sentimento) è riuscito a purificare ne la passione, ne l’orgoglio….
    Infatti il termine idiota, preso nella sua radice pura significa "uomo privato di qualche cosa", non voleva per forza dire stupido, ma semplicemente privo di qualcosa. Myskin non ha la capacità di stare in società, non conosce le nostre bassezze, i nostri inganni, le nostre ipocrisie. Ecco perché è un idiota.

  8. #23
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    Citazione Originariamente scritto da Vladimir Vedi messaggio
    Infatti il termine idiota, preso nella sua radice pura significa "uomo privato di qualche cosa", non voleva per forza dire stupido, ma semplicemente privo di qualcosa. Myskin non ha la capacità di stare in società, non conosce le nostre bassezze, i nostri inganni, le nostre ipocrisie. Ecco perché è un idiota.
    No, no, Vladimirjevic... non è cosi.

    Idiòta - Dal latino idiota(m) 'ignorante', che è dal greco idiótìs, derivato di ídios, nel significato di '(uomo) privato', che come tale è considerato 'incompetente, inesperto' rispetto a chi riveste incarichi pubblici, successivamente col significato di 'popolare, plebeo' e poi 'ignorante'. Anche, anticamente, idiòto.
    Sostantivo maschile e femminile [plurale maschile idioti, femminile idiote].
    In medicina chi è affetto da idiozia.
    Nell'uso comune, persona stupida e insensata ma anche, anticamente, rozza e incolta.

    Tu invece, stai confondendo il significato della parola handicapato, con quello dell'idiota.
    E poi il termine l'idiota etichetano a Myskin le persone quando non riescono ad arrivare alla purezza dei suoi pensieri. La gente comune, cosi detta, la natura umana, in generale, è cattiva, e di solito quando non riesce a capire qualche cosa, lo disprezza come minimo, e nei estremi casi, lo distruge. Ti ricordi la storia della volpe e l'uva di Esopo...?
    Non è l'autore che eticheta Myskin con Idiota... sono le persone, l'intera società... proprio perchè non riescono a comprenderlo...

  9. #24
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    Pur non avendo ancora terminato la lettura del libro in questione mi sento di dire che anche secondo me il significato del titolo è quello riportato da Nicole.
    Questa mia affermazione deriva, ad esempio, dal fatto che Myskin si sente offeso nel momento in cui qualcuno lo accusa di idiozia. Se questo termine fosse usato nell'accezione indicata da Vladimir, ovvero semplicemente "uomo privato di qualcosa", perchè mai Myskin dovrebbe aversene a male sentendosi definire così?

    "Vorrei farvi notare, Gavrila Ardalionovic", disse il principe, "che io, in passato, sono stato malato e che rischiai davvero di diventare idiota. Ora però sono guarito da tempo e, di conseguenza, mi risulta piuttosto spiacevole sentirmi dare dell'idiota."

  10. #25

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    Citazione Originariamente scritto da nicole Vedi messaggio
    No, no, Vladimirjevic... non è cosi.

    Idiòta - Dal latino idiota(m) 'ignorante', che è dal greco idiótìs, derivato di ídios, nel significato di '(uomo) privato', che come tale è considerato 'incompetente, inesperto' rispetto a chi riveste incarichi pubblici, successivamente col significato di 'popolare, plebeo' e poi 'ignorante'. Anche, anticamente, idiòto.
    Sostantivo maschile e femminile [plurale maschile idioti, femminile idiote].
    In medicina chi è affetto da idiozia.
    Nell'uso comune, persona stupida e insensata ma anche, anticamente, rozza e incolta.

    Tu invece, stai confondendo il significato della parola handicapato, con quello dell'idiota.
    E poi il termine l'idiota etichetano a Myskin le persone quando non riescono ad arrivare alla purezza dei suoi pensieri. La gente comune, cosi detta, la natura umana, in generale, è cattiva, e di solito quando non riesce a capire qualche cosa, lo disprezza come minimo, e nei estremi casi, lo distruge. Ti ricordi la storia della volpe e l'uva di Esopo...?
    Non è l'autore che eticheta Myskin con Idiota... sono le persone, l'intera società... proprio perchè non riescono a comprenderlo...
    Dostoevskij stesso lo spiega così... allora ha fatto confusione anche lui. Comunque il significato che gli attribuiva è quello che ti ho spiegato, magari ha forzato la radice greca, attribuendogli quel significato di diverso.

  11. #26
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    Ho 22 anni l'ho letto a 16. Bellissimo! Dovrei rileggerlo. Il Principe Myskin è un bambino dolce, per questo è idiota, è dotato di spirito, è il più intelligente tra i protagonisti e cerca di compiere sempre buone azioni, non in quanto timorato di Dio, ma per sua essenza caratteriale. Altri personaggi favolosi sono Rogozin e Nastas'ja. Figure letali e fatali, ricche di quel fascino satanico che molti personaggi di Dostoevskij hanno. Eh si devo proprio rileggerlo!!

  12. #27
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    1.Dialogo tra Ippolit e principe:
    "Comunque mi rendo conto che devo far presto a morire,
    altrimenti io stesso... Lasciatemi in pace. Arrivederci! Be', va bene, ditemelo voi come, secondo la vostra opinione, sarebbe meglio morire?... Quale sarebbe il modo piu... virtuoso? Su, parlate!»
    «Passate oltre e perdonate la nostra felicita!» rispose il principe sommessamente.
    «Ah, ah, ah! Come pensavo! Mi aspettavo proprio qualcosa del genere! Tuttavia voi...
    tuttavia voi... Be', si! Sapete parlare molto bene! Arrivederci, arrivederci!»
    "Passate oltre e perdonate la nostra felicita!" Buon sostegno morale e buona compassione da quasi Christo! Dostoevskij non per niente ha messo queste parole a bocca di principe,tra l’altro pronunciate e articolate chiaro e tondo. Queste parole fanno cadere a pezzi immagine del principe come “uomo completamente buono”,queste sono parole non di bambino,di uomo generoso,ma sono parole di un adulto cinico.Sembra Dostoevskij suggerisce a noi:” Non bisogna idealizzare il principe”. Dostoevskij descrivendo cosi bene altri personaggi con loro pregi e difetti fa capire che l’uomo con tutti i suoi alti e bassi,perplessita,dubbi,sbagli,nell’insistente ricerca di Dio ecc. e’ vero,e’capace cambiarsi.




    2.Hans Holbein Christo Morto
    http://nearyou.ru/100kartin/100karrt_18.html
    "Nel 1867 quando Dostoevskij lo vide a Basilea, s'impressionò al punto di essere quasi colpito da una crisi epilettica"

    Citazione dal romanzo:
    da SPIEGAZIONE di Ippolit
    "Il quadro rappresentava il Cristo appena deposto dalla croce. Mi sembra che i pittori abbiano tuttora l'abitudine di rappresentare Cristo sulla croce, oppure nella deposizione, con un viso di bellezza straordinaria; essi cercano di conferirgli questa bellezza anche fra le torture piu atroci. Nel quadro di Rogožin di bellezza non ce n'e neanche l'ombra, c'e solo il cadavere di un uomo che ha subito indescrivibili torture prima di finire sulla croce. E stato ferito, battuto dalle guardie, percosso dal popolo mentre portava la croce sulle spalle, e caduto sotto il peso della croce e ha subito per sei ore il supplizio sulla croce (cosi per lo meno ho calcolato io). E il viso di un uomo che e stato tolto or ora dalla croce, che ha ancora in se qualche barlume di vita, di calore, non si e ancora irrigidito nella morte. Dal suo viso dunque traspare la sofferenza come se ancora soffrisse (questo l'artista lo ha colto molto bene). Quel viso non e stato affatto risparmiato, esso e esattamente come quello di un cadavere che ha subito tali torture. So che la chiesa cristiana ha stabilito sin dai primi secoli che Cristo non soffri metaforicamente ma realmente e che il suo corpo fu sottoposto sulla croce alle leggi della natura in tutto e per tutto. Nel quadro questo viso e tumefatto dai colpi, gonfio, ricoperto di lividi terribili, sanguinanti, gli occhi sono spalancati, le pupille sono storte, il bianco degli occhi luccica di un riflesso vitreo, cadaverico. Lo strano e che quando guardi quel corpo straziato, ti viene una domanda curiosa e particolare: se era quello il corpo (e doveva essere proprio cosi) che videro I suoi discepoli, soprattutto i suoi futuri apostoli, le donne che lo avevano seguito e assistito vicino alla croce, che credevano in lui e lo adoravano, come potevano essi credere, guardando un cadaver ridotto cosi, che quel martire sarebbe risorto? Viene spontaneo pensare che se la morte e cosi terribile e se sono cosi potenti le leggi della natura, come e possibile sconfiggerle? Come fare a sconfiggerle se non ci e riuscito neanche colui che aveva superato le leggi della natura durante la sua vita, l'aveva piegata a se, colui che aveva pronunciato "Talitha cumi!" e la fanciulla si era alzata; "Lazzaro, alzati!" e il morto era risorto? Contemplando quel quadro la natura appare come una belva enorme, implacabile e cieca, oppure, per usare una espressione piu esatta, anche se strana, come una macchina gigantesca nuovissima, che senza pensarci ha afferrato, dilaniato e inghiottito,senza provare alcuna compassione, un essere sublime e inestimabile, lo stesso essere che da solo valeva piu della natura e di tutte le sue leggi, piu della terra che era stata creata forse solo per consentire la manifestazione di quell'essere! In quel quadro si esprime il concetto di una forza oscura, nuda, eterna e inconsapevole alla quale tutto e assoggettato e concesso malgrado il proprio volere. Le persone che circondavano il morto, che non appaiono nel quadro, quella sera dovevano essere in un terribile stato di ansia e turbamento che aveva distrutto tutte le loro speranze e la loro fede in un colpo solo. Forse si separarono oltremodo impauriti anche se portavano dentro di se un pensiero grandioso che mai niente avrebbe strappato loro. E se il Maestro avesse visto l'immagine del suo cadavere alla vigilia dell'esecuzione, sarebbe salito sulla croce e sarebbe morto cosi? E una domanda che ti viene spontanea, quando contempli quel quadro."

  13. #28
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    Terminata da poco la lettura di questo libro, non posso che confermarne la bellezza.
    La figura del principe mi è assolutamente indigesta, più andavo avanti nella lettura e più avrei voluto scuoterlo data la sua assoluta mancanza di decisione e incisività rispetto agli altri personaggi, tutti a loro modo interessanti o almeno particolari.
    Le continue digressioni e flussi di pensieri dei vari personaggi non mi hanno reso la vita facile, però una volta entrati nella complessa rete tessuta dall'autore si passa sopra a questo e anche al continuo cambio di nomi che all'inizio mi ha disorientata non poco.
    I passaggi che più mi hanno colpita riguardano la descrizione che Myskin fa degli attimi che precedono le sue crisi epilettiche, attimi in cui dice di sentirsi vivo:
    "Quei momenti erano uno sforzo straordinario dell'io e della sua possibilità di percepire il sè in modo immediato. Se in quel secondo, cioè nell'ultimo istante in cui l'imminenza dell'attacco lo lasciava cosciente, egli, in piena lucidità, fosse riuscito a dire a se stesso:"Sì, per questo istante si può dar la vita!", allora, certamente, quell'istante avrebbe avuto davvero il valore di una vita intera."
    I personaggi a cui mi sono più affezionata sono Natass'ja con tutti i suoi eccessi, Rogožin con le sue ossessioni e Kolja che mi ha ricordato in certa misura proprio Myskin.
    Nota di merito allo spassosissimo personaggio che è il generale Ivolgin

  14. #29
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    Penso che a voi sara' interessante sapere come Dostoevskij immaginava il suo idiota:
    il tentativo di determinare il viso d'idiota:
    http://az.lib.ru/img/d/dostoewskij_f..._risunki-4.jpg

    immagine del viso dell'idiota nella prima edizione 1867:

    http://az.lib.ru/img/d/dostoewskij_f..._risunki-5.jpg

    Schizzo del ritratto dell'idiota:
    http://az.lib.ru/img/d/dostoewskij_f..._risunki-6.jpg

    Ultimo ritratto:
    http://az.lib.ru/img/d/dostoewskij_f..._risunki-8.jpg

  15. #30
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    Io sono alla 156 esima pagina. Confeso che il libro mi sta piacendo molto anche se la figura del principe mi pare un po' sbiadita. Sembrano molto meglio ben tracciati i protagonisti. Sono rimasto incantato dalle descrizioni emotive del condannato a morte e della giovane tisica alla quale diede un bacio... carezzevole. Ma inizio a perdermi coi nomi russi e la quantità di personaggi che entrano in scena. Ero abituato alle Memorie del sottosuolo o a Delitto e castigo dove in fondo il numero dei personaggi era decisamente più gestibile, almeno per me che sono solo al terzo libro di Dostoevskij... cmq, volevo salutare tutti.. mi sono appena iscritto (è la mia prima iscrizione ad un forum)..

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