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Discussione: Il Fatto Quotidiano

  1. #16
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    Apart, giusta domanda : perche' in italia non e' mai esistita una cultura di destra?
    Semplice. Perche' , in fondo, tutta la cultura italiana intesa come modus vivendi e' gia' di destra e non ha bisogno di altro , ne' di predicatori.
    Se tieni conto, poi, che la risposta a questa cultura di destra che tutti disprezzano ma che professano, viene da monologhetti come quelli visti ultimamente in tv; viene da giornali come Il fatto quotidiano; viene da collane di libri che cavalcano l'onda ( libri alla Gomes); viene da una Berlusconite imperante; viene da audience alla Santoro; ed infine viene da tante di quelle risposte " comuniste" che assomigliano tanto al raglio dell'asino greco, allora capirai bene, che la cultura di destra sara' sempre piu' silenziosa.
    Che bisogno ha di mettersi ad urlacchiare la propria affermazione?
    E' gia' affermata!

  2. #17
    ~ Patrizia ~
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    Beh, Mizar, come non darti ragione...

    Del resto neanche il comunismo è mai esistito veramente in Italia.
    E mai esisterà. Il pensiero comunista, sovversivo, "intellettuale", è qualcosa di astratto...una sorta di "status symbol" mentale, senza grandi riscontri propositivi...

    La verità è che la politica italiana manca di spessore culturale, di coerenza, di condotte esemplari.
    Ultima modifica di ~ Patrizia ~; 11-10-2010 alle 10:35 AM.

  3. #18
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    Dal numero de Il Fatto del 9 novembre 2010
    di Loris Mazzetti
    Un'immagine straordinaria ha accompagnato verso la fine di Vieni via con me il telespettatore:
    Roberto Saviano sfila la bandiera italiana dall’asta come simbolo non solo dell’Unità, ma l’idea di un paese nato da un sogno: “Dietro il sangue,i moti, i personaggi, le date”,ha detto Saviano guardando intensamente la telecamera che rappresenta gli occhi del pubblico, “noi italiani abbiamo una fortuna, a differenza della Spagna, della Francia,della Germania, l’Unità è stata
    un sogno, non un progetto,non un patto tra nobili. L’Italia nel sogno di Mazzini era
    un’unica patria indivisibile libera dallo straniero e repubblicana”.(Sfido a duello chi non è
    d’accordo che Rai 3 con Fazio,Saviano, Benigni, Abbado, Silvestri,Vendola, Angela Finocchiaro,
    la giovane laureata precaria,suor Giuliana che citando la Costituzione elenca i motivi
    per cui è giusto costruire la moschea a Torino, le musiche di Paolo Conte e l’arte dei danzatori
    diretti da Roberto Castello non sia stato un esempio di tv-servizio pubblico).
    QUEL SOGNO non è ancora svanito. Nell’Italia unita non vi sono confini padani, non vi sono
    contrapposizioni geografiche tra Nord e Sud, vi è, invece,il grande rispetto per i patrioti,
    donne e uomini, che hanno sacrificato la loro vita: è dal Sud che è partita la spinta risorgimentale.Viviamo in un Paese costantemente alla ricerca della Libertà: il Risorgimento prima,la Resistenza dopo. La ricerca della Libertà è la costante che ci ha accompagnato in
    questi anni di seconda Repubblica in cui i vari governi della destra hanno in continuazione
    tentato l’assalto alla Costituzione. A ROBERTO Benigni, altro meraviglioso protagonista della
    trasmissione, fantasticamente generoso, va il mio affetto nel ricordo dell’amico Enzo
    Biagi (il 6 novembre è stato il terzo anniversario della scomparsa),nei momenti che contano
    lui c’è sempre. È tutto mio, la canzone che Benigni ha interpretato sulla lista delle
    proprietà di B., ci ha fatto capire,meglio di qualsiasi altra cosa, perché il nostro Paese sta
    andando a rotoli non solo economicamente,nei valori e nell’etica.
    Roberto Saviano ha iniziato il primo monologo, o meglio la prima “orazione civile”, straordinaria,
    intitolata Macchina del fango,che rappresenta, in modo inequivocabile, la strategia
    adottata da B. per mantenere il potere. Ha detto Saviano: “La diffamazione per me è stata
    sempre un’ossessione perché sono nato in una terra in cui chiunque decide di ostacolare
    il potere criminale viene diffamato... la democrazia è in pericolo perché se sei contro certi
    poteri ti trovi addosso una macchina che getta fango”.
    Questo è tipico delle mafie e dei moderni regimi che nascono sotto la bandiera della democrazia,
    che propagandano l’onore verso la Patria, che si reggono sul consenso ad ogni
    costo, che si impadroniscono della tv pubblica umiliando il ruolo del parlamento che dovrebbe
    decidere non solo le regole ma anche gli uomini che le applicano, invece, questi vengono
    scelti direttamente da B. nella sua reggia a palazzo Grazioli,a cena con qualche ministro
    compiacente che prende appunti e poi passa il foglietto con i nomi a chi di dovere. Questo
    è il vero “uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti”.
    CHI SI PERMETTE di fare inchieste: sulla corruzione “di -
    ventata sistema di governo”,sui festini con le escort; sul perché i giovani, che non voglio
    avere un futuro da precari, sono costretti ad andare all’estero, sui tagli alla cultura, sulle
    denunce della Marcegaglia e di Draghi sulla caduta di competitività,deve essere messo a tacere.
    “L’uso criminoso della tv” non fu fatto da Biagi, Santoro e Luttazzi, ma da chi fece chiudere
    Il Fatto, Sciuscià e Satir icon, da chi, in questi anni, ha usato i tg e tante trasmissioni anche di intrattenimento,come strumenti di propaganda, da chi ha interesse ad impoverire la Rai,
    non solo dal punto di vista editoriale ma anche industriale,per far crescere le proprie tv. In
    particolare con Enzo Biagi, per anni il Giornale ha tentato di delegittimarlo come giornalista,
    esattamente come è stato fatto più recentemente con il direttore dell’Avvenire Boffo, spacciato
    per “noto omosessuale già attenzionato dalla polizia”,perchè si era permesso di criticare
    il comportamento del premier, poi con Gianfranco Fini,con la telenovela dedicata
    alla casa di Montecarlo, quando ha cominciato a dissentire dalle scelte del Pdl. Sono atti di disinformazione che, come ha detto Saviano: “È più sottile della semplice calunnia che
    agisce soprattutto coi nemici,la disinformazione punta a distruggere le vittime nel campo
    degli amici”. B. HA BISOGNO del consenso,è la sua droga, non sopporta chi gli è contro, chi gli si mette di traverso, chi intralcia i suoi piani: “Si attiva una macchina fatta di dossier, di giornalisti conniventi, di politici faccendieri - ha ricordato Saviano,- che cercano attraverso media
    e ricatti di delegittimare i rivali”.
    Vieni via con me, per amore di veritàe giustizia, o semplicemente perché crede che il cittadino
    abbia il diritto di essere informato,ha raccontato i fatti. Questo è la Rai che rappresenta
    il servizio pubblico.


    Non so dove Mizar abbia preso l'articolo postato,ma non certo su Il Fatto di ieri.
    Essendo io abbonata a questo quotidiano,non ricordavo infatti di averlo letto.
    C'era solo questo riportato da me a firma di Mazzetti,che è stato il curatore del programma "Vieni via con me".
    Può darsi che si riferisca ai vari blog presenti sul sito ilfattoquotidiano.it.Aspetto chiarimenti da lui stesso.
    Non mi è poi ben chiaro il tono con cui l'abbia inserito e commentato,ma mi ha dato l'impressione di essere sarcastico e di critica verso il quotidiano in questione.
    Che,voglio ricordare a tutti,non percepisce alcun finanziamento pubblico,quindi a mio parere può permettersi più di tutti gli altri di scrivere anche articoli che non hanno un largo consenso.
    E' stata questa infatti una delle ragioni per cui ho deciso di abbonarmi : la libertà di poter contare solo sui lettori (e ovviamente anche sulla pubblicità).
    Oltre alla garanzia della presenza di Travaglio e Gomez che per me svolgono ottimamente il loro lavoro di giornalista.

  4. #19
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    Sulla garanzia di gente come Gomez ed in parte per Travaglio, scusatemi, ma mi permetto di dissentire, anzi di sorridere.
    Gomez e' talmente informato da non sapere che il Presidente del Consiglio in italia non ha poteri sull'esercito-
    E fa figuaracce, una dietro l'altra, a meno che una critica come quella che sostiene che un Berlusconi non puo' permettersi di andare a letto alle 3 del mattino perche' presidente del consiglio, sia intesa come critica intellettuale di sinistra.
    Da quando in qua', qualsiasi presidente del consiglio al mondo non e' piu' nemmeno libero di essere, se lo vuole, sonnanbulo?
    Gomez? lui a che ora va' a letto per dire simili stupidate?

  5. #20
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    Predefinito Il fatto quotidiano al contrario. Il Giornale. Ovvero: la stessa cosa

    Giù la maschera: allora è questo Saviano. È un predicatore che va sulla tv di Stato a condannare, infangare, insultare, mettere all’indice i giornalisti di un quotidiano. Lo fa utilizzando la televisione come un plotone di esecuzione e chiede la morte morale di chi gli sta antipatico. Così, senza contraddittorio, senza permettere agli altri di difendersi, senza appello. Lo scrittore di Casal del Principe regola così i suoi conti e quelli dei mandanti di questa esecuzione pubblica. È il burattino con il sorriso bonario di uno spettacolo scritto, diretto e montato da altri: Loris Mazzetti, il dirigente Rai con mansioni di commissario politico (inquadrato mentre applaudiva soddisfatto l’ennesima battuta contro il suo direttore generale), i furbissimi autori del furbetto Fazio, la cricca di Repubblica. Saviano di suo ci mette appunto la maschera, il personaggio, la santità, l’arroganza di uno che sfoga la sua rabbia con una mitragliata di fango. Questo ormai è Roberto Saviano.

    Si apre la scena e lui indica al popolo chi sono i miserabili, i maledetti, i cattivi, i bastardi. Questa volta però non se la prende con i camorristi, con i Sandokan, con i malavitosi. No, stavolta mette al muro un giornale e un centinaio di giornalisti colpevoli solo di non essere allineati con lui. Immaginate se fosse successo con altre vittime. Immaginate un signore che va in prima serata su mamma Rai a declamare che i giornalisti di Repubblica e dell’Unità sono tutti servi, sono dei killer, sono come i mafiosi (perché questo è il messaggio che Saviano e i suoi complici vogliono far passare).

    Quelli del Giornale sono come gli untori che hanno lasciato solo davanti alla morte Falcone (e non importa che a tradire il giudice furono magistrati democratici e soloni della sinistra) Immaginate cosa sarebbe successo se a subire questa infamia pubblica fossero stati altri, quelli con il pedigree giusto. L’Onu e Amnesty avrebbero gridato in tutte le lingue contro l’attentato alla libertà di stampa, contro i giornalisti lapidati e messi al muro. Ma siccome i giornalisti sono quelli del Giornale allora non è reato. E Garimberti, presidente della Rai, dichiara anche: «Grande esercizio di libertà».

    Bisogna ammetterlo, siamo davvero masochisti: paghiamo il canone per essere diffamati. Paghiamo la prima serata a Fazio e Saviano perché gettino fango su di noi. Noi paghiamo il canone e Benigni piange tutto il tempo che sta lì gratis. Questa è l’Italia dei monaci dell’antiberlusconismo, con la lista degli uomini da odiare diffusa in diretta tv davanti a sette milioni di telespettatori. Se c’è qualcuno che usa la macchina del fango sono proprio questi «probiviri». Sparate al giornalista del Giornale. Firmato Fazio e Saviano.
    Non vi inventate che ora questa è libera informazione. Il monologo di Saviano serve solo a sputtanare degli individui. Non ci credete? Basta leggere quello che scrive su Repubblica Francesco Merlo, uno che considera Saviano un’autorità. «Nessuno in tv aveva mai detto, così compostamente, che in Italia ci sono giornali che, per servire meglio il potere, vivono di veline avvelenate, sempre lesti ad attingere in quella cultura del sospetto che è nel sangue del Paese. Il giornalismo come l’olio di ricino...».

    Il Giornale

  6. #21
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    e voi gli articoli di questi due giornalacci la chiamate " informazione? politica? critica? cultura di destra o di sinistra ? "

    Come la chiamate?
    Io la chiamo tifo da curva sud e curva nord, brigate rossonere contro ultras nerazzurri.
    Roba da calcio, roba da tifo da bar.

    Ecco spiegata, in due parole, l'informazione "intellettuale" in italia.

  7. #22
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    Anch'io sono abbonato PDF al Fattoquotidiano e posso dirti Minerva che l'articolo non è sul giornale, ma fa parte di uno degli innumerevoli blog del sito.

    Può piacere o non piacere questo giornale, ma obiettivamente è uno dei pochi che riporta le notizie (tutte).

    Tornando al blog, Andreozzi ha fatto una precisazione, visto che molti hanno letto solo il titolo e si sono avventurati in filippiche non inerenti l'articolo, la riporto su questo forum:

    "MARCELLO ANDREOZZI 10 novembre 2010 alle 09:09"
    Una piccola precisazione in margine a questo pezzo.
    L’articolo era stato licenziato col titolo “Fazio, Saviano e la Sindrome dell’Egemonia Culturale della Sinistra”.
    Ragioni di spazio hanno imposto agli amici de Il Fatto di cambiarlo nella forma attuale.
    In questa maniera però quella che voleva essere una breve riflessione sulle polemiche che le trasmissioni culturali si portano dietro, ha finito con l’assumere i toni di una dissertazione sulla cultura di destra, cosa che, non fosse altro per ragioni di spazio, non voleva essere, proponendosi il pezzo di essere niente più che un sasso nello stagno. Saluti

  8. #23
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    Caro Sergio,nessuno ti obbliga a leggere Il Fatto o Il Giornale .
    E non mi è piaciuto che li hai definiti "giornalacci" (anche se ne leggo uno solo dei 2,rispetto comunque i lettori dell'altro) proprio in questo 3d dedicato al quotidiano e di conseguenza a chi lo legge.
    Io non mi permetterei mai di scrivere commenti offensivi in riferimento ad un altro giornale,al massimo potrei dire che non lo preferisco.
    Ma ovviamente non siamo tutti uguali.Anche nella semplice scelta di un quotidiano.
    Mi ripeto,la sostanziale differenza tra Il Fatto e gli altri quotidiani sta proprio nel non percepire finanziamenti pubblici.
    Questo indipendentemente da chi ci scrive e se quello che si legge sia considerato informazione.
    A me sta bene leggere le notizie pubblicate,riescono ad informarmi e se dovessi trovare qualcosa che non mi convince o non mi basta,potrei sempre approfondire l'argomento.
    Sulle dichiarazioni di Gomez non posso risponderti perchè non le ho sentite nè lette da nessuna parte.Ne prendo atto,ma altro non posso aggiungere.
    Travaglio lo seguo da parecchio,prima con i suoi libri,poi ad Anno zero e da un anno anche su Il Fatto.Per me lui è una garanzia,nonostante il tuo dissenso,anzi sorriso .

  9. #24
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    Minerva il "FATTO" di avere postato una stanza sul Fatto Quotidiano non esime gli altri a definirlo Giornalaccio.
    Ma in fondo e' un errore della sinistra: non vuole critiche.

    Se uno postasse un giornale di estrema destra, vorrei ben vedere.
    Poi come per i libri: uno e' liberissimo di leggerli, non s'inficia questo diritto.
    E' solo un'opinione e non comprendo per quale motivo l'opinione non puo' essere severa, tanto e' vera che per fare un esempio l'ho accomunato a un Giornalaccio dell'altro schieramento-

    Gomez: tra le tantissime coglionate che dice, quelle da me riportate le ha dette in tv: lui le figuracce le fa in diretta. E' un artista.

    Per Travaglio apro una parentesi: non mi convince, non mi piace fino in fondo, ma gli riconosco anche una obiettivita' parlziale che altri del suo schieramento , forse, non hanno.

    Una nota per farti capire come anche questo tipo d'informazione cavalca l'onda mentre ne e' cavalcata a sua volta senza accorgersi: la famosa collana editoriale nella quale pubblicano Travaglio e Gomez ha infiniti titoli.
    Basta che stanotte Berlusconi starnutisca piu' rumorosamente, ( lui non puo', si sa bene) e domani mattina, stanne certa, uscira' il volume: Bavagli e fazzoletti piduisti.
    Questo per dirti come commercialmente fa comodo a tutti.

    Illuminante Benigni: Se Berlusconi si dimette i giornalisti di Repubblica che fanno?


    Comunque la mia critica non era rivolta ai giornali in specifico, ma al modo come questo tipo d'informazione manipoli e narcotizzi il nostro modo di pensare.
    Perche' e' quello che sta succedendo.

    Buona lettura del Fatto.

  10. #25
    Member SuperNova
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    [QUOTE=Apart;200941]Mi avete fatto venire voglia di comprarlo.
    Ma chi è quella carina donzella accanto a Travaglio, a sinistra, nella foto?
    [QUOTE]


  11. #26
    ~ Patrizia ~
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    Non mi sento di giudicare il quotidiano in questione perché non sono abbonata.
    È già notevole che sia libero da sovvenzioni pubbliche, con tutto ciò che ne deriva.
    In effetti il vero problema sta nell'informazione. Prima mi sono espressa così severamente perché non è possibile che i politici si presentino così svalutati e miseri di fronte agli elettori che, scoraggiati da baruffe e voltagabbana per futilità, lotte intestine, divorzi e riappacificazioni di convenienza a tutela di interessi privati ed economici e disinteresse per i veri problemi del Paese, finiscono con non credere più a nulla o a votare a seconda della direzione del vento.

  12. #27
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    Scusate, ma credete ancora che esista una destra o una sinistra? Beati voi! Io alle ultime elezioni ho dovuto scegliere tra chi avrebbe dovuto rappresentarmi addormentandosi come una mortadella ai vari convegni e chi non vedeva l’ora di farsi le foto con Bush e Putin da mettere sul camino. Chi vuole fare politica con passione lo eliminano in quattro e quattr’otto.
    Travaglio? Che sia bello non ho dubbi, ma tolto questo? Credo che la notorietà lo abbia fatto uscire un po’ di senno.
    Mi piaceva la sua pacata tracotanza, ma vorrei proprio sapere da che parte sta, non l'ho ancora capito, se non dalla parte della telecamera che lo riprende meglio. Mantiene i piedi a sinistra dichiarandosi di destra boh! E’ certo che da quando ho scoperto che querela a destra e a manca citando a sua discolpa gli articoli che lui stesso scrive, sono arrivata a pensare che se la canta e se la suona da sé. Tutta la pacatezza che tanto piace, la mantiene fino a quando qualcuno non gli fa notare che ha cominciato a sparare cazzate sostenute solo da lui.
    Per quanto riguarda i giornali se si tende a destra basta comprare quelli di destra, se si tende a sinistra, basta comprare quelli di sinistra. Ognuno gira la frittata come più gli garba, tanto, o vendono o non vendono, sono tutti strapagati da noi poveri contribuenti.

  13. #28
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Non so dove Mizar abbia preso l'articolo postato,ma non certo su Il Fatto di ieri.
    Essendo io abbonata a questo quotidiano,non ricordavo infatti di averlo letto.
    C'era solo questo riportato da me a firma di Mazzetti,che è stato il curatore del programma "Vieni via con me".
    Può darsi che si riferisca ai vari blog presenti sul sito ilfattoquotidiano.it.Aspetto chiarimenti da lui stesso.
    Non mi è poi ben chiaro il tono con cui l'abbia inserito e commentato,ma mi ha dato l'impressione di essere sarcastico e di critica verso il quotidiano in questione.
    Che,voglio ricordare a tutti,non percepisce alcun finanziamento pubblico,quindi a mio parere può permettersi più di tutti gli altri di scrivere anche articoli che non hanno un largo consenso.
    L'articolo è sul sito - mi dicono.
    Ogni quotidiano "può permettersi più di tutti gli altri di scrivere anche articoli che non hanno un largo consenso"
    Il sarcasmo, poi, mi par chiaro

  14. #29
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    Citazione Originariamente scritto da sergio Rufo Vedi messaggio
    Quelli del Giornale sono come gli untori che hanno lasciato solo davanti alla morte Falcone (e non importa che a tradire il giudice furono magistrati democratici e soloni della sinistra)
    Eh no no no caro Sergiolone! A tradirlo non furono democratici, ma tesserati pc. E ciò non solo "non importa", ma vien audacemente e deliberatamente e volutamente e perentoriamente e proditoriamente taciuto, non detto. Altrimenti l'asse siscardina, mi sa..

  15. #30
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    Citazione Originariamente scritto da Baldassarre Embriaco Vedi messaggio
    Può piacere o non piacere questo giornale, ma obiettivamente è uno dei pochi che riporta le notizie (tutte).
    Oh! Cioè, in pratica sarebbe una sorta di enciclopedia universale ["notizie (tutte)"]?



    Citazione Originariamente scritto da Baldassarre Embriaco Vedi messaggio
    "MARCELLO ANDREOZZI 10 novembre 2010 alle 09:09"
    Una piccola precisazione in margine a questo pezzo.


    L’articolo era stato licenziato col titolo “Fazio, Saviano e la Sindrome dell’Egemonia Culturale della Sinistra”.
    Ragioni di spazio hanno imposto agli amici de Il Fatto di cambiarlo nella forma attuale.
    In questa maniera però quella che voleva essere una breve riflessione sulle polemiche che le trasmissioni culturali si portano dietro, ha finito con l’assumere i toni di una dissertazione sulla cultura di destra, cosa che, non fosse altro per ragioni di spazio, non voleva essere, proponendosi il pezzo di essere niente più che un sasso nello stagno. Saluti
    Tutto ciò non cambia di una virgola la questione. L'articolo resta di una sconcertante intelligenza.

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