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Discussione: 3° GdL poetico - Allegria di naufragi di Giuseppe Ungaretti

  1. #91
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    Predefinito Distacco

    Eccovi un uomo
    uniforme

    Eccovi un'anima
    deserta
    uno specchio impassibile

    M'avviene di svegliarmi
    e di congiungermi
    e di possedere

    Il raro bene che mi nasce
    così piano mi nasce

    E quando ha durato
    così insensibilmente s'è spento

    Locvizza, il 24 settembre 1916


    Un uomo lineare, senza complessità, senza ambiguità,riconosce la propria necessità e non ci crea sopra sovrastrutture. E' la descrizione della necessità senza motivazioni.

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  3. #92
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    Predefinito Nostalgia

    Quando
    la notte è a svanire
    poco prima di primavera
    e di rado
    qualcuno passa


    Su Parigi s'addensa
    un oscuro colore
    di pianto


    In un canto
    di ponte
    contemplo
    l'illimitato silenzio
    di una ragazza
    tenue

    Le nostre
    malattie
    si fondono

    E come portati via
    si rimane.


    Solo una ragazza parigina può essere "tenue" , una parola così morbida ed evanescente che rende ancora più reale e profonda la nostalgia

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  5. #93
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    Predefinito Perché?

    Ha bisogno di qualche ristoro
    il mio buio cuore disperso

    Negli incastri fangosi dei sassi
    come un'erba di questa contrada
    vuole tremare piano alla luce

    Ma io non sono
    nella fionda del tempo
    che la scaglia dei sassi tarlati
    dell'improvvisa strada
    di guerra

    Da quando
    ha guardato nel viso
    immortale del mondo
    questo pazzo ha voluto sapere
    cadendo nel labirinto
    del suo cuore crucciato

    Si è appiattito
    come una rotaia
    il mio cuore in ascoltazione
    ma si scopriva a seguire
    come una scia
    una scomparsa navigazione

    Guardo l'orizzonte
    che si vaiola di crateri

    Il mio cuore vuole illuminarsi
    come questa notte
    almeno di zampilli di razzi

    Reggo il mio cuore
    che s'incaverna
    e schianta e rintrona
    come un proiettile
    nella pianura
    ma non mi lascia
    neanche un segno di volo

    Il mio povero cuore
    sbigottito
    di non sapere.


    Una poesia particolarmente lunga, molto complessa dal punto di vista del significato, dove ogni singola parola veicola immagini ed emozioni. Il "buio cuore disperso" di Ungaretti ha bisogno di sapere che cosa potrebbe succedere, ma nessun segno lo aiuta, niente di quello che vive nel continuo pericolo lo sostiene. I suoi sentimenti sono in balia della guerra.

  6. #94
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    Predefinito Italia

    Sono un poeta
    un grido unanime
    sono un grumo di sogni

    Sono un frutto
    d'innumerevoli contrasti d'innesti
    maturato in una serra

    Ma il tuo popolo è portato
    dalla stessa terra
    che mi porta
    Italia

    E in questa uniforme
    di tuo soldato
    mi riposo
    come fosse la culla
    di mio padre


    E' dolcissimo l'amore per la sua terra, la lealtà che prova nei confronti della prova più dura, quella di difenderla come soldato. Il poeta si sente parte del tutto, sente l'appartenenza. E' un momento altissimo di lealtà, un valore oltremodo dimenticato.

  7. #95
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    Predefinito Sonnolenza

    Questi dossi di monti
    si sono coricati
    nel buio delle valli
    Non c’è più niente
    che un gorgoglìo
    di grilli che mi raggiunge
    E s’accompagna
    alla mia inquietudine

    Da Devetachi al San Michele il 25 agosto 1916


    Cala la notte, un momento di pausa, ma il titolo dice tutto: non c'è sonno solo sonnolenza. Divento ripetitiva nel commentare queste poesie ma sono tutte accomunate dalla grande capacità del poeta di rendere in immagini nitide sensazioni derivate da momenti contingenti ma comunque universali.

  8. #96
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    Predefinito San Martino del Carso

    Di queste case
    Non è rimasto
    Che qualche
    Brandello di muro
    Di tanti
    Che mi corrispondevano
    Non è rimasto
    Neppure tanto
    Ma nel cuore
    Nessuna croce manca
    E’ il mio cuore
    Il paese più straziato

    Valloncello dell'Albero Isolato il 27 agosto 1916


    Una delle poesie più note e più studiate a scuola. Il cuore distrutto dalla guerra come e più di un paese, è questa la sentenza di epilogo.

  9. #97
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    Predefinito Commiato

    Gentile
    Ettore Serra
    poesia
    è il mondo l'umanità
    la propria vita
    fioriti dalla parola
    la limpida meraviglia
    di un delirante fermento

    Quando trovo
    in questo mio silenzio
    una parola
    scavata è nella mia vita
    come un abisso

    Ettore Serra era un amico di Ungaretti, anche lui poeta che favorì la pubblicazione delle poesie che Ungaretti che aveva scritto su foglietti di carta e che furono pubblicate a Udine con il titolo Il porto sepolto. Qui il poeta spiega all'amico cos'è per lui la poesia, assolutamente legata alla parte più profonda di sé.

  10. #98
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    Predefinito Allegria di naufragi

    E subito riprende
    Il viaggio
    Come
    Dopo il naufragio
    Un superstite
    Lupo di mare.



    E' la poesia che dà il nome all'intera raccolta, ed è anche la prima poesia della terza sezione, che si intitola Naufragi, dopo Ultime e Il porto sepolto.
    Visto che dà il nome alla raccolta sicuramente è la più significativa, la guerra è il naufragio, il soldato sopravvissuto il naufrago. Non c'è tempo per restare, si continua ad andare, si continua il viaggio, che è la vita.




  11. #99
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    Predefinito Natale

    Non ho voglia
    di tuffarmi
    in un gomitolo
    di strade

    Ho tanta
    stanchezza
    sulle spalle

    Lasciatemi così
    come una
    cosa
    posata
    in un
    angolo
    e dimenticata

    Qui
    non si sente
    altro
    che il caldo buono

    Sto
    con le quattro
    capriole
    di fumo
    del focolare

    Napoli, il 26 dicembre 1916


    Non poteva che essere stata scritta a Napoli una poesia che parla del Natale, anche se per il poeta non è un momento festoso, da condividere, ma è il momento del raccoglimento, del riposo, della solitudine, forse del recupero delle forze e della speranza. Quanti Natali vorremmo anche noi passare così, con le quattro capriole di fumo del focolare, invece che buttarci nel bailamme, a volte insopportabile, della felicità ad ogni costo.

  12. #100
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    Predefinito Dolina notturna

    Il volto
    di stanotte
    è secco
    come una
    pergamena

    Questo nomade
    adunco
    morbido di neve
    si lascia
    come una foglia
    accartocciata

    L’interminabile
    tempo
    mi adopera
    come un
    fruscio.


    Le parole usate per questi versi sono asciutte, sofferte, appuntite. Si sente la sofferenza e la fatica nelle parole: secco, pergamena, adunco, accartocciata. Il poeta lascia scorrere su di sé la vita anche se sembra ammorbidirsi nel finale, nel fruscio.




  13. #101
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    Predefinito Distacco

    Eccovi un uomo
    uniforme

    Eccovi un'anima
    deserta
    uno specchio impassibile

    M'avviene di svegliarmi
    e di congiungermi
    e di possedere

    Il raro bene che mi nasce
    così piano mi nasce

    E quando ha durato
    così insensibilmente s'è spento

    Locvizza, il 24 settembre 1916


    Ho pensato a quale possa essere il distacco di cui parla: distacco dalla vita o distacco da se stesso? Di sicuro si avverte il distacco con cui riesce ad osservarsi quasi dall'esterno.

  14. #102
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    Predefinito Italia

    Sono un poeta
    un grido unanime
    sono un grumo di sogni

    Sono un frutto
    d'innumerevoli contrasti d'innesti
    maturato in una serra

    Ma il tuo popolo è portato
    dalla stessa terra
    che mi porta
    Italia

    E in questa uniforme
    di tuo soldato
    mi riposo
    come fosse la culla
    di mio padre

    Locvizza, il I° Ottobre 1916

    Se nell'essere poeta e uomo dall'animo sensibile e contrastato c'è unicità, c'è Io, nel combattere al fronte in mezzo agli altri soldati, ai "fratelli", fa sentire il poeta parte di una comunità, di un popolo. In questa guerra così crudele riesce a sentirsi italiano.

  15. #103
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    Predefinito Commiato

    Gentile
    Ettore Serra
    poesia
    è il mondo l'umanità
    la propria vita
    fioriti dalla parola
    la limpida meraviglia
    di un delirante fermento

    Quando trovo
    in questo mio silenzio
    una parola
    scavata è nella mia vita
    come un abisso


    La racolta Il Porto Sepolto si chiude così, con una dedica all'amico che come diceva Elisa ha patrocinato la pubblicazione delle sue poesie e contemporaneamente con una dichiarazione della propria poetica, la poesia che scava dentro come in un abisso.

  16. #104
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    Predefinito Solitudine

    Ma le mie urla
    feriscono
    come fulmini
    la campana fioca
    del cielo

    Sprofondano
    impaurite


    Santa Maria La Longa, il 26 gennaio 1917



    Io sono commossa, profondamente commossa, per me Ungaretti è il poeta della profondità, delle parole scarne ma vere, sincere, reali, sembrano fatte di carne e di ossa, sembrano fatte del dolore di ognuno di noi, delle grida di ognuno di noi. Grazie velvet di essere insieme a me ad onorare questo grande uomo e grande poeta.

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  18. #105
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio

    Io sono commossa, profondamente commossa, per me Ungaretti è il poeta della profondità, delle parole scarne ma vere, sincere, reali, sembrano fatte di carne e di ossa, sembrano fatte del dolore di ognuno di noi, delle grida di ognuno di noi. Grazie velvet di essere insieme a me ad onorare questo grande uomo e grande poeta. [/SIZE][/FONT]
    Grazie a te, questi gruppi di poesia hanno poco seguito ma mi stanno dando modo di leggere poesie meravigliose. Purtroppo tendiamo sempre a trascurare la poesia, io per prima.

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