Tolstoj, Lev - Padre Sergej

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Argomento del racconto è la vicenda del principe Stepàn Kasatskij, un ambizioso e orgoglioso aristocratico il quale rinuncia a una brillante carriera per diventare monaco assumendo il nome religioso di Sergij.
Da Wikipedia riporto solo questo, in quanto la trama vera e propria è talmente dettagliata che si fa prima a leggere direttamente il racconto!!!

Per quanto non ne sia rimasta folgorata, devo dire che ho trovato quest'opera molto interessante. Per certi versi si può dire che si tratta di un racconto di “formazione”: al centro della narrazione vi è il percorso di maturazione di un giovane il quale sembrava destinato a una vita mondana di grandi successi e invece decide di abbandonare tutto per dedicarsi a Dio. A differenza però di un impianto di formazione “tradizionale” (in base al quale le esperienze di vita si sommano convertendosi se non in saggezza, almeno in maturità), qui la "meta”, il raggiungimento di un equilibrio definitivo è continuamente rimandato, e alla fine mai raggiunto.
Capitolo dopo capitolo, si resta quasi sconcertati: dov'è l'apice? Quand'è che giungerà finalmente l'illuminazione definitiva?
Il giovane che ha deciso di chiudersi in convento non certo per una sincera vocazione, ma piuttosto per orgoglio, sdegno del mondo e senso di superiorità nei confronti dei suoi simili, finirà per giungere a una vera conversione? Tutto lo lascia supporre, o almeno a me -mentre leggevo- sembrava la conclusione più ovvia.
E invece no. Non è così semplice. Il racconto non conosce mai un punto d'arrivo, e in questo è la sua grandezza.
Se nella prima fase della sua vita monacale, i sacrifici e la preghiera sembrano quasi imposti, quando finalmente la sua anima sembra “accordarsi” alla sua condotta esteriore, l'equilibrio si spezza nuovamente: la fama della sua "santità" diventa tale da pregiudicare la sua integrità morale, e Padre Sergej comprende che il suo cammino deve riprendere.
Persino dopo aver abbandonato il convento, il tormento interiore del personaggio non si acquieta e la conclusione del libro, aperta, emblematica, lascia quasi spiazzati.
 
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Minerva6

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Non sono riuscita a recensire questo racconto appena letto (quasi 2 mesi fa) e ora quello che potrei scrivere sarebbe ben poco... le sensazioni che mi ha trasmesso sono rimaste dentro di me, ma non riesco più ad esternarle :boh:... prometto che la prossima volta le metterò subito per iscritto :wink:.
Comunque sto rivalutando Tolstoj, che all'inizio mi piaceva meno degli altri autori russi che ho letto, mentre ora è quasi allo stesso livello.
 

Shoshin

في الذاكرة
Un giovane principe della guardia imperiale di Nicola I, improvvisamente lascia tutto per andare in cerca della santità. E ha inizio per lui un confronto avventuroso, travolgente, con un Dio sconosciuto che abita dentro di lui e al tempo stesso in tutto l'universo. La lunga vita del principe-monaco si trasforma in una parabola teologica, nella quale ogni certezza viene via via distrutta e non rimane, alla fine, che un'immensa libertà, conquistata attraverso tempeste di orgoglio, dubbio, sensualità. E la più intensa, la più struggente tra le autobiografie ideali di Lev'Tolstoj. La scrisse tra il 1890 e il 1898 - al culmine della predicazione del suo personale cristianesimo, integralista, antiecclesiastico, prepotentemente eretico. E non la pubblico": teneva per se questo Padre Sergij, vi si specchiava, ora rabbrividendo per quanto gli assomiglìava davvero, ora sforzandosi, disperatamente, tragicamente, di assomigliargli fino alla fine.

Ho letto questo libro in molti giorni,
nonostante fosse breve.
E alla fine della lettura mi sono sentita
spogliata di molte cose.
Come se avessi lasciato andare il superfluo dai pensieri e dal cuore.
Non sono giorni facili.
Mancano l'aria e la luce.
Dentro si sono addensate nuvole
spesse e dense.
Questo libro si è acceso per me come
un faro.
È la sua anima che mi parla,
le sue lunghe braccia mi hanno sollevato
dal silenzio polveroso e insopportabile.
Le parole scritte sono diventate una voce per me.
Una voce potente.
Potente e duratura.



https://bazzecole.altervista.org/padre-sergij-oltre/

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