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Discussione: Parole stonate 19

  1. #1
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    Predefinito Parole stonate 19

    Buongiorno,
    apro il nuovo "Parole stonate" e aspetto i vostri testi di canzone preferiti, per poterli poi commentare tutti insieme

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  • #2
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    Nella terra del vento



    Grazie per le rose d'inverno
    in un momento fiorite e in un giorno appassite
    di nuovo sai qui la gente mi ama
    la città il suo candore
    il suo passo il suo orgoglio e il suo nome

    Io sto qui
    nella terra del vento
    nella terra dei sogni sbiancati
    e dormo con la mia porta aperta
    in qualche modo
    da qualche parte
    molto lontano più a Ovest di qui
    ci sono giorni meno tersi di questi
    io non ho niente da ricordare a nessuno
    se non che io e te ci troveremo qui
    nella strada bruciata dal sale
    in questo bel silenzio

    Sarà il nostro destino
    che di noi non sa niente sarà
    e la sua regola
    ma i ricordi sono pieni di nomi per niente
    e ci fanno sentire lontani e sicuri

    Io sto qui
    nella terra del vento
    nella terra degli uomini
    io sto qui
    e io ti aspetto qui amore mio
    nella casa imbiancata di sale
    in questo bel silenzio

    Ivano Fossati

    https://youtu.be/aAzqwyazKI8

    La ascoltavo stamattina.
    E la lascio volentieri in questo post.

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  • #3
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    Ho sedici anni
    Ma è già da più di dieci
    Che vivo in un carcere
    Nessun reato commesso là
    Fuori
    Fui condannato ben prima di nascere
    Costretto a rimanere seduto per ore
    Immobile e muto per ore
    Io, che ero argento vivo

    Signore
    Che ero argento vivo
    E qui dentro si muore.
    Questa prigione corregge e
    Prepara una vita
    Che non esiste più da
    Almeno vent’anni
    A volte penso di farla finita
    E a volte penso che dovrei vendicarmi
    Però la sera mi rimandano a casa
    Lo sai
    Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
    Come se casa non fosse una gabbia anche lei
    E la famiglia non fossero i domiciliari
    Ho sedici anni ma è già da più di dieci
    Che vivo in un carcere
    Nessun reato commesso là
    Fuori
    Fui condannato ben prima di nascere
    E il tempo scorre di lato ma
    Non lo guardo nemmeno
    E mi mantengo sedato per
    Non sentire nessuno
    Tengo la musica al massimo
    E volo
    Che con la musica al massimo
    Rimango solo
    E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
    Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
    Ma non capiscono un *****, no
    Io non mi ci riconosco
    E non li voglio imitare
    Avete preso un bambino che
    Non stava mai fermo
    L’avete messo da solo
    Davanti a uno schermo
    E adesso vi domandate se sia normale
    Se il solo mondo che apprezzo
    È un mondo
    Virtuale
    Io che ero argento vivo

    Dottore
    Io così agitato, così sbagliato
    Con così poca attenzione
    Ma mi avete curato
    E adesso
    Mi resta solo il rancore
    Ho sedici anni
    Ma è già più di dieci
    Che ho smesso di credere
    Che ci sia ancora qualcosa là
    Fuori
    E voi lasciatemi perdere
    Così facile da spiegare
    Come si nuota in mare
    Ma è una bugia, non si può imparare
    A attraversare
    Quel che sarò
    Nella testa girano pensieri
    Che io non spengo
    Non è uno schermo
    Non interagiscono se li tocchi
    Nella tasca un apparecchio
    Specchio di quest’inferno
    Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
    Con gli occhi
    Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
    Uno zaino come palla al piede
    Un’aula come cella
    Suonerà come un richiamo
    Paterno il mio nome dentro l’appello
    E come una voce materna la
    Campanella suonerà
    È un mondo nato dall’arte
    Per questo artificiale
    In fondo è un mondo
    Virtuoso
    Forse per questo virtuale
    Non è una specie a renderlo
    Speciale
    E dicono
    Che tanto è un movimento
    Chimico
    Un fatto mentale
    Io che non mentivo
    Che ringraziavo ad ogni mio
    Respiro
    Ad ogni bivio, ad ogni brivido
    Della natura
    Io che ero argento vivo in

    Questo mondo vampiro
    Mercurio liquido se leggi la
    Nomenclatura.
    Ho, sedici anni ma già da
    Più di dieci vivo in un
    Carcere
    E c’è un equivoco nella
    Struttura
    E fingono ci sia una cura
    Un farmaco ma su misura
    E parlano parlano parlano
    Parlano
    Mentre mio padre mi spiega
    Perché è importante studiare
    Mentre mia madre annega
    Nelle sue stesse parole
    Tengo la musica al massimo
    Ancora
    Ma non capiscono un *****, no
    E allora
    Ti dico un trucco per
    Comunicare
    Trattare il mondo intero
    Come un bambino distratto
    Con un bambino distratto
    Davvero
    È normale
    Che sia più facile spegnere
    Che cercare un contatto
    Io che ero argento vivo

    Signore
    Io così agitato
    Così sbagliato
    Da continuare a pagare in
    Un modo esemplare
    Qualcosa che non ricordo di
    Avere mai fatto
    Ho sedici anni
    Ho sedici anni e vivo in un carcere
    Se c’è un reato commesso là
    Fuori
    È stato quello di nascere

  • #4
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    Qualcun altro vuole proporre un testo o anche qui aspettiamo la fine del mese?

  • #5
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    Settembre è arrivato, le vacanze sono finite quasi per tutti (credo) ed eccoci a commentare i due testi del nostro thread Parole stonate. Naturalmente aspettiamo nuove proposte; Shoshin, se ti va proponi un altro testo


    Nella terra del vento



    Grazie per le rose d'inverno
    in un momento fiorite e in un giorno appassite
    di nuovo sai qui la gente mi ama
    la città il suo candore
    il suo passo il suo orgoglio e il suo nome

    Io sto qui
    nella terra del vento
    nella terra dei sogni sbiancati
    e dormo con la mia porta aperta
    in qualche modo
    da qualche parte
    molto lontano più a Ovest di qui
    ci sono giorni meno tersi di questi
    io non ho niente da ricordare a nessuno
    se non che io e te ci troveremo qui
    nella strada bruciata dal sale
    in questo bel silenzio

    Sarà il nostro destino
    che di noi non sa niente sarà
    e la sua regola
    ma i ricordi sono pieni di nomi per niente
    e ci fanno sentire lontani e sicuri

    Io sto qui
    nella terra del vento
    nella terra degli uomini
    io sto qui
    e io ti aspetto qui amore mio
    nella casa imbiancata di sale
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  • #6
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    Metto ora la mia, mi sono dimenticata...

    Il Peso Del Coraggio - Fiorella Mannoia


    Sono questi i vuoti d'aria
    questi vuoti di felicità
    queste assurde convinzioni
    tutte queste distrazioni
    a farci perdere
    sono come buchi neri
    questi buchi nei pensieri
    si fa finta di niente
    lo facciamo da sempre
    ci si dimentica
    che ognuno ha la sua parte in questa grande scena
    ognuno ha i suoi diritti
    e ognuno ha la sua schiena
    per sopportare il peso di ogni scelta
    il peso di ogni passo
    il peso del coraggio

    E ho capito che non sempre il tempo cura le ferite
    che sono sempre meno le persone amiche
    che non esiste resa senza pentimento
    che quello che mi aspetto è solo quello che pretendo
    e ho imparato ad accettare che gli affetti tradiscono
    che gli amori anche i più grandi poi finiscono
    che non c'è niente di sbagliato in un perdono
    che se non sbaglio non capisco io chi sono

    Sono queste devozioni
    queste manie di superiorità
    c'è chi fa ancora la guerra
    chi non conosce vergogna
    chi si dimentica
    che ognuno ha la sua parte in questa grande scena
    che ognuno ha i suoi diritti
    e ognuno ha la sua schiena
    per sopportare il peso di ogni scelta
    il peso di ogni passo
    il peso del coraggio

    E ho capito che non serve il tempo alle ferite
    che sono sempre meno le persone unite
    che non esiste azione senza conseguenza
    chi ha torto e chi ha ragione quando un bambino muore
    e allora stiamo ancora zitti ché così ci preferiscono
    tutti zitti come cani che obbediscono
    ci vorrebbe più rispetto ci vorrebbe più attenzione
    se si parla della vita se parliamo di persone

    Siamo il silenzio che resta dopo le parole
    siamo la voce che può arrivare dove vuole
    siamo il confine della nostra libertà
    siamo noi l'umanità
    siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare
    ricominciare

    Ognuno gioca la sua parte in questa grande scena
    ognuno ha i suoi diritti
    ognuno ha la sua schiena
    per sopportare il peso di ogni scelta
    il peso di ogni passo
    il peso del coraggio
    il peso del coraggio

  • #7
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    Nella terra del vento, penso sia una delle più belle dell'ultimo album di Fossati, l'album con cui Fossati ci saluta e decide di andare in pensione, parole di speranza.

  • #8
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    [QUOTE=alessandra;465636]Settembre è arrivato, le vacanze sono finite quasi per tutti (credo) ed eccoci a commentare i due testi del nostro thread Parole stonate. Naturalmente aspettiamo nuove proposte; Shoshin, se ti va proponi un altro testo

    Molto volentieri propongo questa piccola pietra preziosa.


    Ti porto a cena con me
    Il tuo passato non è invitato
    Lascia a casa le pene
    Se me lo sono un po' meritato
    Ti porto a cena perché
    Vorrei che tu mi togliessi il fiato
    Riaverlo indietro da te
    Come se fosse il mio compleanno
    Il mio regalo

    Avrei voluto scriverti una lettera
    Anche se ormai si usa poco
    Se fosse contagiosa la felicità
    Adesso è fuori moda

    Vorrei che tra le righe tu capissi che
    Che nonostante il mio sorriso
    Non tutto è stato semplice, ed anche se
    Nascondo il peggio è perché il meglio è andato via con te

    Ti porto a cena con me
    Ho un conto aperto con il passato
    Che pagherò io perché
    Il tuo futuro non sia un inganno
    Ti porto a cena perché
    Nel caso avessi dimenticato
    Il mio coraggio

    Avrei voluto scriverti una lettera
    Anche se ormai si usa poco
    Se fosse contagiosa la felicità
    Adesso è fuori moda

    Vorrei che tra le righe tu capissi che
    Che nonostante il mio sorriso
    Non tutto è stato semplice ed anche se
    Nascondo il peggio è perché il meglio
    È perché il meglio è andato via con te
    Via con te

    La verità è che mi sento morire dentro
    E la bugia è che non m'importa poi così tanto
    Così tanto
    Avrei voluto scriverti una lettera
    Anche se ormai si usa poco
    Se fosse contagiosa la felicità
    Adesso è fuori moda
    Vorrei che tra le righe tu capissi che
    Che nonostante il mio sorriso
    Non tutto è stato semplice ed anche se
    Nascondo il peggio è perché il meglio è andato via con te
    Via con te



    Compositori: Dario Faini / Roberto Casalino

    https://youtu.be/N1fZ4Zi8syk

  • #9
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    Predefinito Nella terra del vento

    Bello questo testo a me nuovo; una canzone di attesa, attesa di qualcuno che forse non c'è più ma c'è sempre la speranza di rivedersi, magari in un'altra vita, in un'altra terra, la terra del vento. Un testo comunque sereno.

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  • #10
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    Propongo il secondo testo. La proposta è mia, ma non sono certa di averla capita


    Ho sedici anni
    Ma è già da più di dieci
    Che vivo in un carcere
    Nessun reato commesso là
    Fuori
    Fui condannato ben prima di nascere
    Costretto a rimanere seduto per ore
    Immobile e muto per ore
    Io, che ero argento vivo

    Signore
    Che ero argento vivo
    E qui dentro si muore.
    Questa prigione corregge e
    Prepara una vita
    Che non esiste più da
    Almeno vent’anni
    A volte penso di farla finita
    E a volte penso che dovrei vendicarmi
    Però la sera mi rimandano a casa
    Lo sai
    Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
    Come se casa non fosse una gabbia anche lei
    E la famiglia non fossero i domiciliari
    Ho sedici anni ma è già da più di dieci
    Che vivo in un carcere
    Nessun reato commesso là
    Fuori
    Fui condannato ben prima di nascere
    E il tempo scorre di lato ma
    Non lo guardo nemmeno
    E mi mantengo sedato per
    Non sentire nessuno
    Tengo la musica al massimo
    E volo
    Che con la musica al massimo
    Rimango solo
    E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
    Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
    Ma non capiscono un *****, no
    Io non mi ci riconosco
    E non li voglio imitare
    Avete preso un bambino che
    Non stava mai fermo
    L’avete messo da solo
    Davanti a uno schermo
    E adesso vi domandate se sia normale
    Se il solo mondo che apprezzo
    È un mondo
    Virtuale
    Io che ero argento vivo

    Dottore
    Io così agitato, così sbagliato
    Con così poca attenzione
    Ma mi avete curato
    E adesso
    Mi resta solo il rancore
    Ho sedici anni
    Ma è già più di dieci
    Che ho smesso di credere
    Che ci sia ancora qualcosa là
    Fuori
    E voi lasciatemi perdere
    Così facile da spiegare
    Come si nuota in mare
    Ma è una bugia, non si può imparare
    A attraversare
    Quel che sarò
    Nella testa girano pensieri
    Che io non spengo
    Non è uno schermo
    Non interagiscono se li tocchi
    Nella tasca un apparecchio
    Specchio di quest’inferno
    Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
    Con gli occhi
    Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
    Uno zaino come palla al piede
    Un’aula come cella
    Suonerà come un richiamo
    Paterno il mio nome dentro l’appello
    E come una voce materna la
    Campanella suonerà
    È un mondo nato dall’arte
    Per questo artificiale
    In fondo è un mondo
    Virtuoso
    Forse per questo virtuale
    Non è una specie a renderlo
    Speciale
    E dicono
    Che tanto è un movimento
    Chimico
    Un fatto mentale
    Io che non mentivo
    Che ringraziavo ad ogni mio
    Respiro
    Ad ogni bivio, ad ogni brivido
    Della natura
    Io che ero argento vivo in

    Questo mondo vampiro
    Mercurio liquido se leggi la
    Nomenclatura.
    Ho, sedici anni ma già da
    Più di dieci vivo in un
    Carcere
    E c’è un equivoco nella
    Struttura
    E fingono ci sia una cura
    Un farmaco ma su misura
    E parlano parlano parlano
    Parlano
    Mentre mio padre mi spiega
    Perché è importante studiare
    Mentre mia madre annega
    Nelle sue stesse parole
    Tengo la musica al massimo
    Ancora
    Ma non capiscono un *****, no
    E allora
    Ti dico un trucco per
    Comunicare
    Trattare il mondo intero
    Come un bambino distratto
    Con un bambino distratto
    Davvero
    È normale
    Che sia più facile spegnere
    Che cercare un contatto
    Io che ero argento vivo

    Signore
    Io così agitato
    Così sbagliato
    Da continuare a pagare in
    Un modo esemplare
    Qualcosa che non ricordo di
    Avere mai fatto
    Ho sedici anni
    Ho sedici anni e vivo in un carcere
    Se c’è un reato commesso là
    Fuori
    È stato quello di nascere

  • #11
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    Questo testo mi fa l'effetto di alcuni libri oppure anche di film tipo David Lynch (be', no, è un po' più facile )
    Leggendolo penso "che bello" però poi mi chiedo cosa significhi.
    Dove si trova questo ragazzo? Il carcere è semplicemente il mondo o è un carcere vero e proprio (ma in tal caso come è possibile che ci stia da dieci anni se ne ha sedici)? O forse si tratta di un bambino "curato" sin da quando era piccolo per la sua iperattività, ed è questa la sua prigione? Penso di essere proprio tonta...

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    Secondo me la prigione intesa dal ragazzino è la scuola.
    Una critica verso una scuola che ormai non prepara più alla vita che c'è fuori
    "uno zaino come palla al piede un'aula come cella...."
    E poi il fatto che ha sedici anni, ma da più di 10 è nel carcere perché ovviamente si intende che la scuola inizi a 6 anni.
    O no?

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  • #13
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    Anche io avevo gli stessi dubbi di Ale...
    grazie umbro, per averli chiariti .

  • #14
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    Vabbè ma è una mia interpretazione, mica è detto che sia la "veritezza"

  • #15
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    Citazione Originariamente scritto da umbro Vedi messaggio
    Vabbè ma è una mia interpretazione, mica è detto che sia la "veritezza"
    Secondo me l'hai interpretata bene .

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