Zweig, Stefan - Ventiquattro ore nella vita di una donna

Nefertari

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Dal Web: E' la storia di una donna e di un uomo dominato dalla passione per il gioco d'azzardo, che si incontrano del tutto occasionalmente nell'atmosfera febbrile del Casinò di Monte Carlo.
La vicenda viene narrata dalla donna stessa, ormai anziana, a un interlocutore pressoché sconosciuto ma che le si rivela come l'unico possibile destinatario di un episodio della sua vita fino a quel momento non raccontato a nessuno, la confessione a cuore aperto di un amore dalla cui ossessione, ventiquattro anni prima, la donna era stata travolta e trascinata in una spirale di estasi e tormento. Lo svelamento del suo passato è tuttavia per lei soprattutto un'occasione per espiare e infine liberarsi da un evento durato appena l'arco di ventiquattro ore, ma tale da totalizzare l'intero corso della sua vita. Il racconto trascina il lettore in un magistrale crescendo di tensione psicologica e lo fa penetrare nei complessi meccanismi che dominano la mente e l'anima umana quando si trova in balia delle passioni, siano esse originate dall'amore, con tutta la sua incontrollabile sensualità, o quelle legate dal demone del gioco d'azzardo, con tutta la loro carica distruttiva. Ma è al tempo stesso una profonda riflessione sul presente, sul passato, sulle età della vita, perché "invecchiare non significa altro che non avere più paura del proprio passato".

A me Zweig piace molto e anche in questo libro ho apprezzato tanto la sua scrittura, per me è una garanzia.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
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meraviglioso, resa della ludopatia superiore a quella di Dosto ne Il giocatore. Questo autore ha una mano straordinaria, non so come faccia a rendere la psicologia dell'essere umano con tale realismo e intensità. Mi ha veramente devastato il finale quando Mrs C. racconta che il polacco si è suicidato, perché anch'io, quando vent'anni fa ero malato di gioco, ho avuto pensieri simili.
Prosa di una scorrevolezza fenomenale, letto in un'ora e mezza.
 

alevale

Well-known member
meraviglioso, resa della ludopatia superiore a quella di Dosto ne Il giocatore. Questo autore ha una mano straordinaria, non so come faccia a rendere la psicologia dell'essere umano con tale realismo e intensità. Mi ha veramente devastato il finale quando Mrs C. racconta che il polacco si è suicidato, perché anch'io, quando vent'anni fa ero malato di gioco, ho avuto pensieri simili.
Prosa di una scorrevolezza fenomenale, letto in un'ora e mezza.
È il libro che mi ha fatto conoscere Zweig, è vero non riesci a staccartene prima di finirlo.
E poi uno dietro l'altro li ho letti tutti.
Mi restano le sue biografie e l'unico romanzo lungo di cui mi sfugge il titolo .
Autore straordinario e si, pur amando alla follia Dostoevskij, avendo letto da poco Il giocatore, devo riconoscere che questo racconto mi ha trasmesso di più
 
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