Qualche settimana fa mio zio mi ha ufficialmente consegnato questo reperto archeologico: si tratta di un'edizione del 1958, con la copertina in cartoncino e le pagine ingiallite e macchiate, nel cui frontespizio compare, vergato dalla mia grafia infantile, il nome della proprietaria, cioè il mio, e la provenienza (sarebbe un regalo di mia mamma ma, a giudicare dall'edizione e dal genere, credo che prima sia appartenuto a mio nonno). Il titolo mi è suonato immediatamente familiare e mi sono ricordata che, quando mia mamma me l'aveva regalato (parlo di circa 45 anni fa), evocava nella mia mente un ungherese di ritorno. In realtà Tolna è, naturalmente, il nome del protagonista. Terminata questa Digressione Minerviana6, ecco la trama:
Nella New York di non si sa quali anni - i dialoghi sembrano ottocenteschi e gli ambienti idem, ma esistono automobili e telefoni - Denys è l'impresario (oggi agente) di Tolna, un famoso cantante/attore di teatro attorno al quale si è creata un'aura di mistero dovuta alle sue origini ungheresi, nonché al fatto che non parla l'inglese e che, interessato solo al suo lavoro e alle opere benefiche, non esce mai di casa. Il bell'attore tenebroso incuriosisce soprattutto le donne di ogni età, perciò Denys non riesce a negare a Margery, la ragazza da lui corteggiata, e a sua madre l'opportunità di incontrarlo. C'è poi Honor, bellissima e sprezzante, ammirata dagli uomini e odiata dalle donne sia per invidia che per la sua lingua tagliente. Altri personaggi di contorno fanno pian piano la loro comparsa in questo romanzo vintage che sembra una sorta di commedia romantica degli equivoci, una commedia di livello a mio parere abbastanza elevato: trama vivace e scoppiettante seppur con qualche ingenuità, personaggi ben tratteggiati, tono brillante e dialoghi incisivi sebbene un po' datati e talvolta ripetitivi. Peccato per la traduzione che definirei imbarazzante, oggi credo che un libro così tradotto sarebbe impubblicabile.
Di certo non è un libro che sconvolge per intensità, ma non credo fosse questo l'intento dell'autrice ed è scritto in un modo che non ha niente a che vedere con lo stile piatto di alcuni romanzi attuali, soprattutto di genere. Letto con piacere e con qualche sorriso ogni tanto.
Nella New York di non si sa quali anni - i dialoghi sembrano ottocenteschi e gli ambienti idem, ma esistono automobili e telefoni - Denys è l'impresario (oggi agente) di Tolna, un famoso cantante/attore di teatro attorno al quale si è creata un'aura di mistero dovuta alle sue origini ungheresi, nonché al fatto che non parla l'inglese e che, interessato solo al suo lavoro e alle opere benefiche, non esce mai di casa. Il bell'attore tenebroso incuriosisce soprattutto le donne di ogni età, perciò Denys non riesce a negare a Margery, la ragazza da lui corteggiata, e a sua madre l'opportunità di incontrarlo. C'è poi Honor, bellissima e sprezzante, ammirata dagli uomini e odiata dalle donne sia per invidia che per la sua lingua tagliente. Altri personaggi di contorno fanno pian piano la loro comparsa in questo romanzo vintage che sembra una sorta di commedia romantica degli equivoci, una commedia di livello a mio parere abbastanza elevato: trama vivace e scoppiettante seppur con qualche ingenuità, personaggi ben tratteggiati, tono brillante e dialoghi incisivi sebbene un po' datati e talvolta ripetitivi. Peccato per la traduzione che definirei imbarazzante, oggi credo che un libro così tradotto sarebbe impubblicabile.
Di certo non è un libro che sconvolge per intensità, ma non credo fosse questo l'intento dell'autrice ed è scritto in un modo che non ha niente a che vedere con lo stile piatto di alcuni romanzi attuali, soprattutto di genere. Letto con piacere e con qualche sorriso ogni tanto.