Tergit, Gabriele - Gli Effinger. Una saga berlinese

qweedy

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"Dai radiosi anni della Germania di Bismarck a quelli devastanti della Seconda guerra mondiale, la famiglia Effinger attraversa quasi un secolo di storia e turbolenze nel cuore pulsante dell’Europa.
La saga degli Effinger ha inizio con Paul e Karl – figli del capostipite Mathias, orologiaio a Kragsheim – che da un piccolo paese si dirigono alla volta della Berlino cosmopolita per cercare fortuna. Ambiziosi e irrequieti, mecenati talentuosi e sensibili, ardenti patrioti e prussiani, in poco tempo gli Effinger riescono a guadagnarsi la fama di abilissimi imprenditori e a diventare una delle famiglie più importanti della città. Ma dopo la Prima guerra mondiale, le loro certezze borghesi cominciano a sgretolarsi e piano piano anche le loro splendide feste non possono più nascondere l’antisemitismo sempre più dilagante e brutale. Dai radiosi anni della Germania di Bismarck a quelli devastanti della Seconda guerra mondiale, la famiglia Effinger attraversa quasi un secolo di storia e turbolenze nel cuore pulsante dell’Europa. Gli amori, le sofferenze, le rivoluzioni politiche, ma anche gli arredi, gli abiti da sera, i caffè, i teatri: Gabriele Tergit, in un trionfo di voci e immagini minuziose, racconta il perduto mondo ebraico berlinese."

Pubblicato nel 1951, questa saga familiare ha il pregio di percorrere un secolo di storia tedesca.
Scopro solo ora che è di 920 pagine: ecco perché non finiva più! Diciamo che non è stato facile arrivare alla fine, c'è voluta molta costanza.

Gabriele Tergit, pseudonimo dell'ebrea berlinese Elise Hirschmann (1894-1982), copre l'arco di quattro generazioni seguendo le avventure di due famiglie di ebrei tedeschi. Agli Effinger, radicati in provincia, s'affiancano i Goldschmidt, campioni di una Berlino raffinata, dinamica e sempre più industrializzata. I primi incarnano un impulso all'ascesa sociale; i secondi rappresentano una dinastia fondata sul potere del denaro e sul controllo del patrimonio, scosso da terremoti quali la Grande Guerra, la Rivoluzione Russa, la riforma monetaria del 1924 e il trionfo di Hitler.

Questo romanzo è stato paragonato ai Buddenbrook, per il tema della decadenza della borghesia tedesca e del declino generazionale. Non a caso la storia inizia esattamente un anno dopo la fine del grande romanzo di Thomas Mann. E come nei Buddenbrook vi e’ frequente riferimento al patrimonio posseduto e alla posizione sociale ottenuta.
Non si tratta, a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, di un romanzo prettamente ebraico : i protagonisti sono tutti ebrei tedeschi assimilati che credono nella Germania come potenza culturale ed economica e portatrice di valori moderni.

Consigliato? Non esattamente, è faticoso da leggere, non è facile provare empatia per i personaggi e lo stile narrativo risulta piuttosto monotono letto ai giorni nostri.
 
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