Du Maurier, Daphne - Il capro espiatorio

Grantenca

Well-known member
John è n professore inglese che insegna storia di Francia a Londra. Parla il francese perfettamente come uno di lingua e ama la Francia, tanto che si trova presso Le Mans a trascorrere le vacanze anche con il programma di trascorrere qualche giornata nella meditazione e nel silenzio di un abbazia che si trova nei pressi. Non ha legami familiari e umani di qualche rilievo, è solo, un po’ misantropo e non certo entusiasta della vita che conduce. Mentre si reca a piedi presso un osteria per rifocillarsi, da una macchina viene chiamato con il nome di Jean, evidentemente uno che lo ha scambiato per un altro, e che alla fine gli dice “ci rivedremo domenica”. Entrato nel locale improvvisamente, davanti a se, vede “se stesso”. Un'altra persona che è esattamente il suo sosia, in ogni particolare, più uguali di due gemelli. Naturalmente la curiosità si impadronisce di entrambi, si presentano, cominciano a brindare e a raccontarsi un po’ della loro attuale vita e delle loro attuali situazioni.
John è in po’ più guardingo, mentre Jean gli dice che è un po’ troppo preso dagli affari, dalla famiglia, e dalle difficoltà quotidiane e che invidia la solitudine ma soprattutto la libertà di John. Continuano a bere, poi decidono di trascorrere la nottata in un alberghetto infimo, e tra un bicchiere e l’altro Jean gli dice “e se provassimo a scambiarci le parti ?”
Il giorno dopo, passata la sbornia, John si ritrova in un letto d’albergo con un pigiama che non è il suo e scopre che gli sono spariti gli abiti, tutti gli effetti personali, e guardando fuori dalla finestra, anche la macchina che aveva parcheggiato nei pressi. In compenso nella stanza ci sono tutti gli abiti e gli effetti personali di Jean. Pensa naturalmente a uno scherzo, ma quando l’oste gli dice che è venuto l’autista del “conte” a prenderlo, John sospetta che ci sia qualcosa che va oltre “lo scherzo”. Decide naturalmente di rivolgersi alla polizia per chiarire ogni equivoco ma, una volta seduto in macchina accanto all’autista che lo riverisce e gli mostra gentilezza d’animo, viene sopraffatto dal desiderio di scoprire qualcosa d’altro.

E qui comincia il libro. Oltre 400 pagine; forse c’è qualche punto un po’ prolisso, qualche figura poco credibile ( la bambina soprattutto) che forse non lo colloca formalmente al medesimo livello dei capolavori (Rebecca, la prima moglie – mia cugina Rachele) di questa scrittrice, ma La Du Maurier è una scrittrice con la S maiuscola e la trama, con la solita punta di “noir” fa parte della bellezza del libro, e quindi non dico altro. E’ un libro che offre moltissime riflessioni, sospeso tra passato e presente. Sarà perché ammiro moltissimo questo tipo di scrittura dico solo che la lotta di vivere il presente di se stessi con il passato molto ingombrante di un altro è motivo sufficiente per giustificare la lettura del libro.

Consigliatissimo a chi ama questo tipo di narrativa.
 
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