alevale
Well-known member
Il Signor Procharcin è un'opera "minore" , comunque poco conosciuta del grande scrittore.
E' del 1846 e si trova pubblicata in diverse raccolte di racconti.
Poiché i racconti di Dostoevskij sono delle perle, secondo me meritano di essere recensiti uno ad uno (anche perché sono pubblicati come libri singoli )
Leggevo poco tempo fa che una buona recensione deve trovare un giusto equilibrio tra la trama (senza anticipazioni) e il commento personale.
Io di solito la trama la tratteggio superficialmente, vuoi perché spesso le trame dei libri che leggo non sono l'aspetto più importante dell'opera, vuoi perché secondo me è un po' inutile, visto che si può trovare ovunque.
Qui a maggior ragione la trama è quasi "inesistente "
Pietroburgo, un pensionato con una decina di impiegati, la padrona del pensionato, il protagonista: Procharcin che conduce una vita miserabile piena di privazioni a cui si sottopone di buon grado, da povero impiegato, tranquillo e rassegnato.
Qualche piccolo episodio nella vita monotona del protagonista, la fine con un piccolo "colpo di scena"
Nulla di più.
La vera protagonista in realtà è l'avarizia e la grettezza del protagonista è dei personaggi che gli ruotano attorno.
Nulla di originale in effetti.
Avarizia che troviamo anche nel nostro Mastro Don Gesualdo, in Don Mazzaro' (robba, robba mia vientene con me!), l'indimenticabile Arpagone di Moliere, e poi in Dickens con Ebenezer Scrooge etc etc
Sullo sfondo Pietroburgo con la sua infernale macchina burocratica, i suoi grigi impiegati e l'immancabile rito del tè, a me molto caro.
Alcuni temi e caratterizzazioni dei personaggi li ritroveremo nei suoi più celebri romanzi successivi e precedenti.
Ad ogni modo Dostoevskij, anche nella pur non originalità del Signor Procharcin, ha uno stile tutto suo, un modo di scrivere magnetico, ipnotizzante.
Lo consiglio!
E' del 1846 e si trova pubblicata in diverse raccolte di racconti.
Poiché i racconti di Dostoevskij sono delle perle, secondo me meritano di essere recensiti uno ad uno (anche perché sono pubblicati come libri singoli )
Leggevo poco tempo fa che una buona recensione deve trovare un giusto equilibrio tra la trama (senza anticipazioni) e il commento personale.
Io di solito la trama la tratteggio superficialmente, vuoi perché spesso le trame dei libri che leggo non sono l'aspetto più importante dell'opera, vuoi perché secondo me è un po' inutile, visto che si può trovare ovunque.
Qui a maggior ragione la trama è quasi "inesistente "
Pietroburgo, un pensionato con una decina di impiegati, la padrona del pensionato, il protagonista: Procharcin che conduce una vita miserabile piena di privazioni a cui si sottopone di buon grado, da povero impiegato, tranquillo e rassegnato.
Qualche piccolo episodio nella vita monotona del protagonista, la fine con un piccolo "colpo di scena"
Nulla di più.
La vera protagonista in realtà è l'avarizia e la grettezza del protagonista è dei personaggi che gli ruotano attorno.
Nulla di originale in effetti.
Avarizia che troviamo anche nel nostro Mastro Don Gesualdo, in Don Mazzaro' (robba, robba mia vientene con me!), l'indimenticabile Arpagone di Moliere, e poi in Dickens con Ebenezer Scrooge etc etc
Sullo sfondo Pietroburgo con la sua infernale macchina burocratica, i suoi grigi impiegati e l'immancabile rito del tè, a me molto caro.
Alcuni temi e caratterizzazioni dei personaggi li ritroveremo nei suoi più celebri romanzi successivi e precedenti.
Ad ogni modo Dostoevskij, anche nella pur non originalità del Signor Procharcin, ha uno stile tutto suo, un modo di scrivere magnetico, ipnotizzante.
Lo consiglio!
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