Lo Iacono, Simona - Joanna degli incanti

Shoshin

في الذاكرة


Non si riassume e non si recensisce un libro così,o forse dipende soltanto da me,da quello che ho provato,e che è rimasto attaccato al cuore.
Come quando sei in difficoltà,e qualcuno si ferma per aiutarti.
È un libro culla,un libro mano che ti tocca,un libro storia che ti porta alla radice.
E poi è un libro che parla dei libri,della loro potenza.
Parla di arte,parla di Fede.
E la Fede,che io conosco poco,ma mi attira a sé con tutte le sue forze , è descritta così bene dalla scrittrice...


"Poi ,una notte, durante una delle mie solite passeggiate,mi allontanai dalla casa di molti passi.
Non me ne ero neanche accorta.
Camminavo seminando,seguendo la luna.

Tenevo la lampada in una mano,e percepivo appena il bagliore incerto,la brezza astrale,il canto del tordo.

Tutta la realtà sembrava vivere un incanto.
Era lenta,senza colpa,e vi pulsava dentro qualcosa di paziente,che pareva conoscere le ragioni di ognuno.
Non era un pieno,ma un vuoto,una spoliazione totale,priva di appigli,di complessità.
Era semplice,e così libera, così pronta a riempirsi di me,che restai immobile
per non rischiare di perderla.

Non sapevo ancora che fosse Dio.
Quella sua prossimità defilata non somigliava a nulla di ciò che avevo conosciuto fino ad allora.
Il Dio che mi veniva adesso incontro era ordinario e crocifisso..."


Alcuni libri si devono soltanto chiudere .Chiudere con gentilezza e riconoscenza.
Con delicata malinconia.
Io l'ho fatto.
Adesso troverò il suo posto nel mio piccolo spazio materiale.
Voglio tenerlo sempre a vista.
Come un piccolo segno di questo tempo
cupo,che si è improvvisamente rischiarato.
 
Alto