binghilla
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Questo libro è uno di quei libri-mondo che, una volta letti, ti cambiano per sempre il modo di guardare la storia, la geografia e persino il telegiornale della sera.
In sintesi questo libro riesce a spiegare gli squilibri geopolitici di oggi partendo dalla preistoria, demolendo in modo scientifico e implacabile qualsiasi teoria razzista o culturalmente suprematista sul perché alcune civiltà abbiano "vinto" e altre siano state colonizzate.
Il libro nasce da una domanda semplicissima che un politico della Nuova Guinea, Yali, fa a Diamond sulla spiaggia: "Come mai voi bianchi avete tutto questo 'cargo' (i beni materiali, la tecnologia) e noi neri ne abbiamo così poco?". Nelle sue pagine, Diamond, pazientemente, chirurgicamente, dà la risposta a questa domanda.
Il nucleo del trattato è che i destini dei popoli sono stati decisi dalla geografia (l'asse est-ovest vs l'asse nord-sud in cui si stendono le terre continentali), dal clima e dalla biologia, non dall'intelligenza o dal valore biologico degli uomini. Diamond usa la scienza per dimostrare che chi è partito avvantaggiato ha solo avuto la fortuna di abitare nel posto giusto al momento giusto (la Mezzaluna Fertile o l'Eurasia).
Le popolazioni euro-asiatiche hanno quindi conquistato il mondo grazie ai seguenti fattori concatenati:
- La disposizione dei continenti lungo l'asse nord-sud è molto svantaggiosa rispetto a quella est-ovest perché nel primo caso le diverse fasce climatiche e le diversità nel ciclo giorno/notte e delle stagioni ostacolano il diffondersi di piante, animali, popolazioni e infine idee.
- La disponibilità di piante domesticabili (grano, orzo) e di grandi mammiferi da lavoro (cavalli, buoi) ha permesso l'agricoltura stabile. Più cibo = più popolazione = nascita di specialisti che non dovevano cacciare, come fabbri, inventori e soldati (le armi)
- Questo consente la formazione di un tessuto sociale gerarchico più complesso, suddiviso in classi sociali. E consente lo sviluppo della tecnologia (l'acciaio del titolo)
(Nota di colore: Diamond spiega magistralmente come l'addomesticamento sia riuscito solo a pochissime specie che rispettavano rigidi criteri biologici e caratteriali, scartando ad esempio zebre o ghepardi attraverso il principio che definisce "di Anna Karenina").
- Il contatto strettissimo e millenario con gli animali da allevamento ha passato agli eurasiatici virus micidiali (vaiolo, morbillo, influenza). Gli europei hanno sviluppato gli anticorpi; quando sono arrivati nelle Americhe, hanno sterminato il 95% dei nativi non con le spade, ma con i microbi. (Le malattie).
É quindi un libro profondamente illuminista e antirazzista. Spiega che la disuguaglianza globale non è una colpa o un merito morale, ma una questione di pura "lotteria geografica". Lo ho amato.
A chi lo consiglierei? In particolare modo a ogni suprematista. Ma dubito lo capirebbe
In sintesi questo libro riesce a spiegare gli squilibri geopolitici di oggi partendo dalla preistoria, demolendo in modo scientifico e implacabile qualsiasi teoria razzista o culturalmente suprematista sul perché alcune civiltà abbiano "vinto" e altre siano state colonizzate.
Il libro nasce da una domanda semplicissima che un politico della Nuova Guinea, Yali, fa a Diamond sulla spiaggia: "Come mai voi bianchi avete tutto questo 'cargo' (i beni materiali, la tecnologia) e noi neri ne abbiamo così poco?". Nelle sue pagine, Diamond, pazientemente, chirurgicamente, dà la risposta a questa domanda.
Il nucleo del trattato è che i destini dei popoli sono stati decisi dalla geografia (l'asse est-ovest vs l'asse nord-sud in cui si stendono le terre continentali), dal clima e dalla biologia, non dall'intelligenza o dal valore biologico degli uomini. Diamond usa la scienza per dimostrare che chi è partito avvantaggiato ha solo avuto la fortuna di abitare nel posto giusto al momento giusto (la Mezzaluna Fertile o l'Eurasia).
Le popolazioni euro-asiatiche hanno quindi conquistato il mondo grazie ai seguenti fattori concatenati:
- La disposizione dei continenti lungo l'asse nord-sud è molto svantaggiosa rispetto a quella est-ovest perché nel primo caso le diverse fasce climatiche e le diversità nel ciclo giorno/notte e delle stagioni ostacolano il diffondersi di piante, animali, popolazioni e infine idee.
- La disponibilità di piante domesticabili (grano, orzo) e di grandi mammiferi da lavoro (cavalli, buoi) ha permesso l'agricoltura stabile. Più cibo = più popolazione = nascita di specialisti che non dovevano cacciare, come fabbri, inventori e soldati (le armi)
- Questo consente la formazione di un tessuto sociale gerarchico più complesso, suddiviso in classi sociali. E consente lo sviluppo della tecnologia (l'acciaio del titolo)
(Nota di colore: Diamond spiega magistralmente come l'addomesticamento sia riuscito solo a pochissime specie che rispettavano rigidi criteri biologici e caratteriali, scartando ad esempio zebre o ghepardi attraverso il principio che definisce "di Anna Karenina").
- Il contatto strettissimo e millenario con gli animali da allevamento ha passato agli eurasiatici virus micidiali (vaiolo, morbillo, influenza). Gli europei hanno sviluppato gli anticorpi; quando sono arrivati nelle Americhe, hanno sterminato il 95% dei nativi non con le spade, ma con i microbi. (Le malattie).
É quindi un libro profondamente illuminista e antirazzista. Spiega che la disuguaglianza globale non è una colpa o un merito morale, ma una questione di pura "lotteria geografica". Lo ho amato.
A chi lo consiglierei? In particolare modo a ogni suprematista. Ma dubito lo capirebbe
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