qweedy
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"L’avventura dei personaggi di "Qualcosa, là fuori" non è finita, sebbene continui in uno scenario completamente diverso: dopo l’estenuante migrazione attraverso un’Europa devastata dalla crisi climatica, Marta, sua figlia Sara e il giovane Miguel sono riusciti ad arrivare in Scandinavia, dove le condizioni climatiche permettono ancora una vita civile organizzata. Accolti nella casa di Ahmed, i tre si illudono di essere in salvo. Purtroppo per loro, non è così. L’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, suddivisa in caste. Al vertice regnano i cittadini A, con neurochip impiantati nel cervello, con vite più lunghe e capacità fisiche che li rendono superiori a tutti gli altri. Quando i disastri climatici e la prolungata siccità cominciano a intaccare le risorse alimentari, i cittadini C, rigidamente confinati in città satellite di baracche improvvisate e abbandonati a sé stessi, si ribellano. Mentre le condizioni di vita si fanno sempre più proibitive, Marta, Sara e Miguel si uniscono alla Resistenza e si preparano all’ultimo sforzo…"
In questo incalzante romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Migrazioni forzate, crisi climatica, disuguaglianze sociali e controllo politico, il potere della tecnologia: un futuro inquietante.
Il romanzo è considerato un sequel di Qualcosa, là fuori, ma secondo me non è allo stesso livello. Anzi sembra costruire un ponte verso un possibile terzo libro, chiamato a tirare le fila in modo più risolutivo.
«In passato, il potere era in mano a chi aveva accesso alle informazioni. Oggi avere potere significa sapere cosa ignorare, saper distinguere fra troppe notizie che ti crollano addosso… È questo che bisognerebbe spiegare alla gente, non vi sembra?».
Quasi nessuna professione si è salvata. (..) E per quella massa di disoccupati è stata dura: sentirsi inutili è peggio che sentirsi sfruttati, perciò queste persone protestavano. (..) Ma chi si sente superfluo può diventare una minaccia per qualcuno. Così, il governo ha deciso di dare a tutti un reddito minimo universale e ha costretto quelli senza lavoro, quelli inoccupabili, a trasferirsi fuori dalle città, nelle terre più aride. (..) Li ha trasformati in cittadini di serie C… Cioè, li ha deportati, lasciandoli a morire a poco a poco.
L’idea (…) è che quanto più una società si affida alla tecnologia, tanto più è fragile, tanto più è vulnerabile: basta un evento inaspettato, anche minimo, oppure un nemico con i mezzi adatti per colpirla. È sufficiente intervenire nel punto giusto dei sistemi per bloccare interi settori vitali.
In questo incalzante romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Migrazioni forzate, crisi climatica, disuguaglianze sociali e controllo politico, il potere della tecnologia: un futuro inquietante.
Il romanzo è considerato un sequel di Qualcosa, là fuori, ma secondo me non è allo stesso livello. Anzi sembra costruire un ponte verso un possibile terzo libro, chiamato a tirare le fila in modo più risolutivo.
«In passato, il potere era in mano a chi aveva accesso alle informazioni. Oggi avere potere significa sapere cosa ignorare, saper distinguere fra troppe notizie che ti crollano addosso… È questo che bisognerebbe spiegare alla gente, non vi sembra?».
Quasi nessuna professione si è salvata. (..) E per quella massa di disoccupati è stata dura: sentirsi inutili è peggio che sentirsi sfruttati, perciò queste persone protestavano. (..) Ma chi si sente superfluo può diventare una minaccia per qualcuno. Così, il governo ha deciso di dare a tutti un reddito minimo universale e ha costretto quelli senza lavoro, quelli inoccupabili, a trasferirsi fuori dalle città, nelle terre più aride. (..) Li ha trasformati in cittadini di serie C… Cioè, li ha deportati, lasciandoli a morire a poco a poco.
L’idea (…) è che quanto più una società si affida alla tecnologia, tanto più è fragile, tanto più è vulnerabile: basta un evento inaspettato, anche minimo, oppure un nemico con i mezzi adatti per colpirla. È sufficiente intervenire nel punto giusto dei sistemi per bloccare interi settori vitali.